Pagine

giovedì 29 luglio 2010

Letterina a Le Scienze


Gentili amici, ormai da tempo leggo la vostra rivista. Devo però fare una piccola nota. Gli articoli principali sono sempre molto interessanti ma tra gli articoletti introduttivi invece spesso noto le solite solfe trite e ritrite del tipo:

1. le solite polemiche sul pensiero "antiscientifico" e giù coi soliti sbrodoloni sulla libertà della ricerca, che non deve essere frenata (e chi la frena?), che deve potersi occupare di tutto (e chi lo impedisce?) e via dicendo. Se poi ci aggiungiamo pure qualche ritrita polemicuccia anticlericale sul presunto "potere" della chiesa di frenare la ricerca scientifica e sulla "ingerenza" di questa negli affari sociali (la comunità scientifica invece si fa gli affari suoi) il polpettone è bello cotto;

2. le solite noiose polemiche sul fatto che il governo non investe abbastanza in ricerca e sviluppo e giù coi soliti sbrodoloni sulla "fuga dei cervelli" e sulla competitività dei paesi che investono in ricerca e sviluppo (della serie "Vulimm e sord!- Vogliamo i soldi!");

3. le solite polemiche sulla tutela ambientale e giù coi soliti sbrodoloni sul fatto che l'uomo non deve "dominare" la natura ma entrare in armonia con "Essa" (se vedi un gorilla per strada portagli la spesa e aiutalo ad attraversare, che il vecchietto vada pure sotto un'auto tanto lui non è una specie in via di estinzione!) e roba del genere;

4. nell'ultimo numero poi c'era anche una "bella " recensione di un "bellissimo" libro sulla pillola abortiva RU486 a cura di una certa Cinzia Sgheri in cui ci si chiedeva come mai molti si accaniscono tanto contro questo "innocente" farmaco se è usato da anni da una ventina di paesi ed è considerato "fondamentale". Eh già, io invece mi chiedo come mai ci si accanisce tanto contro le armi nucleari se queste sono in possesso da anni di vari paesi e sono considerate fondamentali come armi convenzionali. Mica a qualche sapientone viene in mente che il fatto di portare un essere umano nella pancia per nove mesi dia alle donne delle responsabilità nei confronti dei loro figli e non certo degli assurdi diritti di vita o di morte. No no, troppo politicamente scorretto pensare una cosa del genere. Che i bambini crepino pure, tanto è stato anche deciso che non sono esseri umani visto che questa è cosa che va giustamente decisa per decreto.

Insomma cari miei, se vi occupaste più di scienza e faceste meno propaganda ideologica e politica la vostra rivista ne guadagnerebbe un bel po' sotto vari profili. Ma mi rendo conto che questo è chiedere un po' troppo e che di certo mi catalogherete tra coloro che hanno un pensiero "antiscientifico" per queste mie note biricchine. Peccato, magari riuscirò meglio in un'altra vita' (è un modo di dire eh, non è che credo nella metempsicosi!).

Vi porgo i miei auguri e cordiali saluti
Giuseppe Bizzarro

mercoledì 28 luglio 2010

UN MILIONE AL MESE A TUTTI, SUBITO! di Domenico De Simone

È possibile dare a tutti, ora e subito, un milione al mese. Ma proprio a tutti, come reddito di cittadinanza. Poi ciascuno di noi, ricco o povero, farà quel che vuole. Qui l'autore spiega come si può fare, come, anzi, si deve fare, in un mondo dal lavoro sempre più precario.


Titolo: Un milione al mese a tutti, subito!
Autore: Domenico de Simone
pag 180
€ 13,00


Da: http://www.malatempora.com/catalogo/controeconomia.htm

Si può leggere e scaricare anche da qui: http://www.scribd.com/doc/13789900/Un-milione-al-mese-a-tutti-Subito-

Oppure da qui: http://books.google.it/books?id=bXeoYCb6ixwC&printsec=frontcover&dq=Domenico+De+Simone,+un+milione+al+mese+a+tutti,+subito!&hl=it&ei=E-1STIqmGtC6jAeg7ezCBA&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CCsQ6AEwAA#v=onepage&q&f=false

UN'ALTRA MONETA di Domenico De Simone


Come rovesciare il sistema finanziario che soffoca famiglie e stati, e far nascere un'altra moneta, solidale e solidarista, con le FAZ (Finantial Autonomous Zones). Un rivoluzionario libro di controeconomia .


Un'altra moneta
Autore: Domenico De Simone
pag 128
€ 9,00


Da: http://www.malatempora.com/catalogo/controeconomia.htm

Si può leggere anche da qui: http://books.google.it/books?id=RgQLH2imKaIC&printsec=frontcover&dq=Domenico+De+Simone,+un'altra+moneta&hl=it&ei=NutSTMGBK5WTjAfCyc3DBA&sa=X&oi=book_result&ct=book-thumbnail&resnum=1&ved=0CDAQ6wEwAA#v=onepage&q&f=false


Altro Link: http://www.laleva.org/it/2004/02/unaltra_moneta_di_domenico_de_simone.html

martedì 27 luglio 2010

IL MITO DEL POTERE MASCHILE di Warren Farrell


In questo libro fondamentale per il movimento mascolinista Warren Farrell riesce a demolire completamente il mito del potere maschile ed a dimostrare come l'uomo sia in realtà il sesso debole.

Farrell mette in evidenza come dovunque sia possibile introdurre una discriminazione essa viene sistematicamente introdotta a sfavore degli uomini e sostiene la sua tesi con anni di studi ed una bibliografia vastissima.

Gli uomini sono oppressi dai ruoli tradizionali di protettore e di procacciatore di cibo come dimostra il fatto che siano costretti alla coscrizione, e svolgano nella società i lavoro più pericolosi ed usuranti. Sono le principali vittime di aggressioni, omicidi e suicidi. Sono discriminati de iure e de facto dallo Stato nell'accesso al lavoro, nei procedimenti giudiziari, nelle condizioni carcerarie, nelle cause di separazione e di affidamento dei figli.

E' un libro da cui emerge tutta l'umanità della figura maschile. Farrell del resto è una persona che ha saputo capire ed amare entrambi i sessi. Egli infatti ha cominciato come femminista ed ha consacrato molti anni della sua vita alla causa femminile. Il suo primo libro, The Liberated Man, fu interamente dedicato a come gli uomini potevano aiutare la liberazione della donna. In seguito ha cominciato ad occuparsi della condizione maschile scrivendo, prima de "Il mito del potere maschile", "Perché gli uomini sono come sono" (anch'esso in italiano presso Frassinelli) che il New York Times ha definito "il miglior libro mai scritto sull'amore, il sesso e l'intimità".

Senza la minima elucubrazione "filosofeggiante" e saccente, senza il minimo vezzo di prendere parte a "nobili cause", senza la minima velleità politicizzata da "militante" e "combattente" di sorta e senza dare alcun credito a ideologie basate su presunte "differenze naturali" tra generi oggi tanto in voga nel panorama antifemminista italiano, l'autore ci espone quella che è oggettivametne la condizione maschile in un contesto occidentale tipo quali sono gli Stati Uniti d'America e perfettamente adeguabile a pressoché tutto l'Occidente odierno.
Un testo del tutto privo di vittimismo di sorta, di paranoie, di concetti astrusi e di costruzioni mitologiche, escatologiche e parascientifiche.
Farrel fa uso di dati e non basa i suoi ragionamenti su mere ipotesi su cui costruire castelli di sabbia. Giunge poi a delle conclusioni pragmatiche e lucide in perfetta linea con quelle che sono le reali esigenze del mondo maschile e femminile contemporanei.

E' questo il vero libro base che espone la Questione Maschile.
 
 
 
 
 
Altri link al riguardo:
 
 

domenica 25 luglio 2010

Gameti e zigote


Secondo alcuni abortisti una coppia qualsiasi ovulo-spermatozoo non ancora uniti contiene già in sé tutta l’informazione che serve per la costruzione di un nuovo esemplare, esattamente come la stessa informazione è contenuta nell’embrione che essi formano. In altre parole, una qualsiasi coppia ovulo-spermatozoo ha la stessa “dignità” biologica dell’embrione, nel senso che è ad esso biologicamente equipollente.

Vediamo un po’ la fallacia di questa “brillante” osservazione. Ciò che dirò è rivolto a coloro che, a mio avviso giustamente, si rifanno al DNA come parametro prioritario per stabilire l’esistenza di un nuovo individuo umano in quanto criterio più essenziale e soprattutto più certo e stabile per stabilire l’esistenza di un dato organismo vivente, la sua caratterizzazione e l’appartenenza a una specie. Tutti coloro che invece si rifanno ad altri criteri che non mi va neanche di elencare e che, molto prosaicamente, ritengono il parametro genetico come un “dogma”, affidandosi a dogmi a loro più congeniali al fine di giustificare la barbarica pratica dell’aborto, non mi interessa neanche più discutere, tanto è completamente inutile. Che si tengano pure le loro convinzioni, affari loro.

Spesso faccio uso dell’esempio dell’acqua e dei suoi due elementi separati, ossigeno e idrogeno, per spiegare il fatto che due elementi separati non sono la stessa cosa di un composto completo formato da questi due elementi. Non mi disseterò certo bevendo un terzo di bicchiere di ossigeno e due terzi di idrogeno perché questi non sono la stessa cosa di un bicchiere d’acqua. Con questo esempio preso dalla chimica non è che intendo asserire che due parti di DNA che si uniscono cambiano la natura chimica del DNA. È ovvio che non è così. È ovvio che il DNA è sempre acido desossiribonucleico sia che si trovi in due cellule gametiche che nello zigote. Ciò che intendo dire è questo:

1. innanzitutto c’è una differenza ontologica che da sola basterebbe a inficiare tutte le strampalate teorizzazioni abortiste, cioè che due gameti separati costituiscono cellule di due organismi adulti mentre una volta uniti costituiscono una nuova cellula non riconducibile a nessun altro organismo già esistente e quindi un nuovo organismo, un nuovo individuo vivente. E, datosi che nessun essere vivente non appartiene a una specie, questo apparterrà alla specie da cui provengono i suoi genitori, la specie umana. Direi che non è irragionevole asserire che un organismo vivente che fa parte della specie umana sia un essere umano…

2. c’è una differenza anche di tipo “statistico” nel senso che quando si parla delle due sezioni di DNA separate si parla non di un essere viente reale ma di un ipotetico spermatozoo e magari anche di un ipotetico ovulo. Quando si parla di uno zigote si parla di uno zigote vero e reale che esiste davvero e non una mera ipotesi, una mera potenzialità;

3. infine, come avevo già accennato in precedenza, il genoma non è solo una questione di mera “informazione” ma è questione di struttura (non chimica che è sempre quella). Che poi questa struttura comporta anche la connotazione dell’informazione genetica questa è una cosa insita nella natura stessa del DNA. C’è quindi una differenza strutturale tra due sezioni di DNA separate e il DNA risultante da queste due sezioni che si uniscono.
La struttura-informazione del DNA dei due gameti separati è diversa da quella dello zigote sia in senso statico che dinamico. In senso dinamico perché le interazioni che avvengono tra due DNA separati non sono le stesse di quelle che avvengono nell’ambito di un unico genoma completo quando questi due DNA si riuniscono in un unico DNA. In senso statico perché nel riunirsi le due sezioni di genoma danno luogo a un patrimonio genetico nuovo. Posso fare un esempio molto semplicistico per evidenziare questo fatto.
Supponiamo di avere due organismi viventi a riproduzione sessuata con una struttura genetica molto semplice, ognuno dei genomi dei due organismi è composto da appena due coppie di geni che sono i seguenti (ATTENZIONE: le lettere non si riferiscono alle basi azotate del DNA, ma vogliono solo indicare i singoli geni):

primo organismo: |A-B C-D|
secondo organismo: |E-F G-H|

i gameti di questi due organismi saranno pertanto:

gameti del primo organismo: |A C| |B C| |A D| |B D|
gameti del secondo organismo: |E G| |E H| |F G| |F H|

Adesso i due organismi si accoppiano e generano un figlio che sarà composto, per semplicità, dal primo gamete di ognuno dei due genitori, ossia: |A C| e |E G|.
L'organismo figlio avrà quindi il seguente genoma: |A-E C-G|.

Ora secondo voi i due patrimoni genetici |A C| e |E G| sono la stessa cosa di quello completo |A-E C-G|? A me non sembrerebbe proprio. E questo anche a prescindere dal fatto che i singoli geni, seppure qui sono indicati con lettere differenti, siano uguali tra loro. Il fatto stesso che un genoma è REALEMENTE completo e non solo IPOTETICAMENTE fa si che siamo in presenza di un nuovo organismo REALMENTE ESISTENTE.
Inutile mettere la parola “dignità” tra virgolette evidenziando una pessima “ironia”, come è ormai inutile spiegare perché le “teorizzazioni” filoabortiste fanno uso di “ragionamenti” contorti basandosi su una pseudologica con la quale, tra le tante cretinate che dicono, prima pretendono di mettere, con pseudoargomentazioni, gameti e zigote sullo stesso “livello” per poi concludere che non avrebbe senso attribuire a un nuovo organismo umano gli stessi diritti di un essere umano che si trova in una fase di sviluppo in cui è conveniente (agli scopi permissivi nei riguardi dell’aborto) riconoscere tali diritti per il motivo che questo zigote… è la stessa cosa dei due gameti che lo hanno formato!
Inutile precisare anche che un essere umano è sempre un organismo, anche da adulto…

Esseri umani non lo si "diventa", esseri umani lo si è fin dal principio, dall'inizio dell'esistenza. E il nostro inizio, la nostra origine sta proprio in quella cellulina chiamata "zigote", lì c'è già tutta la nostra umanità con tutto ciò che ne consegue. Questa cellula è un qualcosa di essenzialmente, ontologicamente e biologicamente diversa dai due gameti che l'hanno formata.
Le paraculate abortiste usano tutti i contorcimenti paralogici immaginabili pur di negare questo fatto e pur di negare il fatto che l'aborto è una pratica barbarica perpretata legalmente da quelle società che hanno la presunzione di ritenersi i "lumi" della civiltà moderna. E quando sono alle strette affermano che l'esposizione di questi dati di fatto è "demagogia". Già, infatti sostenere la sacralità della vita umana è demagogia, proprio così.