<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277</id><updated>2012-01-16T15:45:49.103+01:00</updated><title type='text'>Il blog di Giubizza</title><subtitle type='html'>Parlando del più e del meno</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>137</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6895302557324527338</id><published>2012-01-15T19:40:00.000+01:00</published><updated>2012-01-16T15:45:49.113+01:00</updated><title type='text'>La "logica" abortista</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0jU6EnHTQjI/TxQ4EW1t3rI/AAAAAAAAAkQ/BlmmPUmAvX4/s1600/Abortismo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-0jU6EnHTQjI/TxQ4EW1t3rI/AAAAAAAAAkQ/BlmmPUmAvX4/s320/Abortismo.jpg" width="305" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La concezione che gli abortisti hanno di vita umana potrebbe essere molto simile a quella che si ha di automobile, ossia come se un essere umano fosse un assemblato di pezzi che solo una volta montati danno il prodotto finale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Così come le parti che compongono un'automobile non sono un'automobile finché non sono montate allo stesso modo un essere umano non sarebbe umanamente "compiuto" finché non presenta alcune caratteristiche che, a detta degli abortisti stessi, sarebbero fondamentali per poter attribuire a un insieme di cellule la qualifica onorifica di "essere umano".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A prescindere dall'autoreferenzialità degli abortisti secondo i quali le loro stesse definizioni costituirebbero le basi di certezza per l'umanità di un organismo, c'è da dire che ciò è ontologicamente sbagliato in quanto è più che certo che un organismo umano non si forma da un assemblamento di parti ma è un ente unico e completo dal concepimento fino alla morte in tutte le sue fasi di vita e in tutte le forme che tali fasi della sua esistenza assume.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Uno zigote non è meno umano di un uomo di quarant'anni così come un ragazzino di dodici anni non è meno umano di un ragazzo di vent'anni. Un embrione di quaranta giorni non è meno umano di un giovane di venticinque anni così come un giovane di venticinque anni non è meno umano di un vecchio signore di ottant'anni e via dicendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' ovvio però che gli abortisti negano una tale realtà delle cose in quanto poco consona alle loro esigenze. Negano l'essenza centrale e la sostanza principale del discorso inerente la vita umana e si aggrappano a elementi del tutto secondari e conseguenziali con le fasi di sviluppo in cui un uomo si trova.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In psicanalisi questo loro modo di fare viene definito col termine di &lt;i&gt;rimozione&lt;/i&gt;. Cos'è la rimozione? Vediamo la definizione di questo termine utilizzato in campo psicologico:&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rimozione" style="text-align: left;"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Rimozione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In psicologia, la rimozione è un meccanismo psichico che allontana dalla coscienza desideri, pensieri o residui mnestici considerati inaccettabili e insostenibili dall'Io, e la cui presenza provocherebbe dispiacere.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Insieme ai concetti di proiezione (vedi anche transfert) e inconscio, la rimozione è uno dei cardini del pensiero e della prassi psicoanalitica. L'inconscio stesso per la psicoanalisi si costituisce in massima parte come conseguenza della rimozione.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma anche:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/inconscio/"&gt;http://www.treccani.it/enciclopedia/inconscio/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In psicanalisi, S. Freud diede particolare importanza alla sfera inconscia della vita psichica, concependo un i. in senso sistematico (sistema inconscio , sottoposto al processo psichico primario), che non può essere reso cosciente a volontà e che è costituito da un’attività originaria e arcaica (l’Es) e da ciò che è stato oggetto di rimozione. Proprio il concetto di rimozione consente di intendere l’i. come il luogo delle tendenze pulsionali che non vengono vissute in modo cosciente, pur influenzando il comportamento e sovente estrinsecandosi in sintomi neurotici. Alla concezione freudiana delle pulsioni inconsce si contrappone quella di C.G. Jung, che distingue un i. personale (oblio, repressione, vissuto subliminale, capacità e disposizioni non sviluppate sufficientemente) e un i. collettivo : in questo, indipendentemente dall’esperienza individuale, si sono depositate le esperienze originarie dell’umanità, come disposizioni di base per le pulsioni e per l’afferramento della realtà.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per scaricarsi gli impulsi inconsci utilizzano quel processo definito &lt;i&gt;transfert&lt;/i&gt;:&amp;nbsp;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Transfert"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Transfert&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Il transfert (o traslazione) è un meccanismo per il quale ogni individuo tende a spostare schemi di sentimenti e pensieri relativi a una relazione significante su una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale. Il processo è largamente inconscio, il soggetto non comprende completamente da dove originino tali emozioni, sentimenti e pensieri. Il transfert è fortemente connesso alle relazioni oggettuali della nostra infanzia e le ricalca.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oppure:&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/transfert/"&gt;http://www.treccani.it/enciclopedia/transfert/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;In psicanalisi, t. è il processo di trasposizione inconsapevole, durante l’analisi e sulla persona dell’analista, di sentimenti e di emozioni che il soggetto ha avvertito in passato nei riguardi di persone importanti della sua infanzia.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe a dire affossare un concetto e sostituirlo con rappresentazioni secondarie su cui se ne sposta l'importanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Negare l'essenza ontologico-esistenziale della biologia dell'essere umano che ne fa un essere unico e imprescindibile fin da quando è stato concepito e spostare tale essenza su elementi secondari, conseguenti &amp;nbsp;e non costituenti l'essere del vivente umano facendo di questi aspetti secondari e conseguenti il costituente, appunto, dell'essere vivente umano. Questo perché non sarebbe conveniente e forse psichicamente "traumatico" l'ammissione della logica realtà delle cose. Molto più conveniente attuare questo processo di rimozione-transfert che accontenta le loro pretese di diritti esterni sulla vita degli esseri umani esistenti in una fase di vita prenatale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6895302557324527338?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6895302557324527338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2012/01/la-logica-abortista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6895302557324527338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6895302557324527338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2012/01/la-logica-abortista.html' title='La &quot;logica&quot; abortista'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-0jU6EnHTQjI/TxQ4EW1t3rI/AAAAAAAAAkQ/BlmmPUmAvX4/s72-c/Abortismo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6631455573152771730</id><published>2011-07-28T14:23:00.003+02:00</published><updated>2011-07-28T17:24:03.895+02:00</updated><title type='text'>Il rasoio di Occam e la vita umana</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stando al rasoio di Occam (&lt;a href="http://www.treccani.it/enciclopedia/guglielmo-di-occam"&gt;http://www.treccani.it/enciclopedia/guglielmo-di-occam&lt;/a&gt;&amp;nbsp;e &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam&lt;/a&gt;) la soluzione più semplice è quella più attendibile. Questo principio suggerisce di evitare di fare più assunti del necessario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe a dire:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più immediata suggerisce l'inutilità di formulare più assunti di quelli che si siano trovati per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora tra la definizione di essere umano come organismo vivente che esiste dal concepimento e quella secondo la quale un essere umano è dato dai suoi "organi formati" - e da qui la necessità di definire anche cosa s'intende per "organi formati" - quale delle due è più semplice? Io direi la prima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E tra il dire che un essere umano esiste dal concepimento fino alla morte e il dire che un essere umano esiste dalla formazione dei suoi organi fino alla morte, quale delle due soluzioni comporta più assunti del necessario? Io direi la seconda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco che il pensiero antiabortista è scientifico mentre quello abortista e antiscientifico.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, quando faccio notare queste cose agli abortisti, e quindi non faccio altro che "manifestare liberamente la mia opinione", come loro stessi dicono di loro, alcuni di loro mi attaccano con grida e insulti puerili. E poi dicono che "io non ho rispetto per loro che manifestano liberamente la loro opinione".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma che coerenza hanno questi qui? Ah, già! Sono abortisti...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6631455573152771730?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6631455573152771730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/07/il-rasoio-di-occam-e-la-vita-umana.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6631455573152771730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6631455573152771730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/07/il-rasoio-di-occam-e-la-vita-umana.html' title='Il rasoio di Occam e la vita umana'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6555843590810650891</id><published>2011-07-10T23:24:00.002+02:00</published><updated>2011-07-10T23:24:51.056+02:00</updated><title type='text'>L'etica e la giustizia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nessuna persona e nessuna società attualmente esistente è lo specchio fedele di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma ciò che è giusto e ciò che è sbagliato è dato da principi etici che possono variare col tempo ma che fondamentalmente sono fermi su certi pilastri fondamentali. E questi pilastri fondamentali si basano su cose che non si possono negare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il fatto che la vita di un essere umano inzi dal concepimento è un dato di fatto oggettivo e incontrovertibile. E se la nostra società ha come valore la vita umana e la difesa della vita, è una società incoerente se permette l'uccisione di esseri umani in nome di un'astrusa "libertà di scelta".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco cos'è in fondo l'ingiustizia: un'incoerenza di fondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La legalità dell'aborto è un'incoerenza di fondo che stride coi più basilari principi di giustizia della società moderna.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6555843590810650891?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6555843590810650891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/07/letica-e-la-giustizia.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6555843590810650891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6555843590810650891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/07/letica-e-la-giustizia.html' title='L&apos;etica e la giustizia'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-5707351312882196041</id><published>2011-06-27T12:17:00.001+02:00</published><updated>2011-06-27T12:17:06.518+02:00</updated><title type='text'>Aborto e responsabilità</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se io voglio comprare un immobile e ne verso l'acconto, in caso cambiassi idea perdo i soldi dell'acconto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se anche per errore e senza volerlo supero i limiti di velocità e il photored mi “acchiappa” mi giunge la multa a casa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;In ogni cosa che facciamo dobbiamo assumerci le responsabilità delle conseguenze delle nostre azioni. Anche se tali conseguenze non erano né volute né previste.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Ma una donna che si fa ingravidare per "errore" o se per qualsiasi motivo cambia idea deve essere "libera di scegliere" di poter uccidere il proprio figlio non voluto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Le donne sono autorizzate a non doversi assumere la responsabilità dei propri atti. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;E in nome di tale “libertà” si sacrificano vite umane. Anzi, in nome di tale “libertà” delle vite umane sono appositamente definite “non umane”.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-5707351312882196041?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/5707351312882196041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/aborto-e-responsabilita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5707351312882196041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5707351312882196041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/aborto-e-responsabilita.html' title='Aborto e responsabilità'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-799685316800263862</id><published>2011-06-21T23:13:00.002+02:00</published><updated>2011-06-22T11:18:21.341+02:00</updated><title type='text'>L'uomo e la sua vita</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le tesi spiritualiste prestano il fianco e sono della stessa matrice delle tesi filo-abortiste: la vita umana vale per ciò che si ha, anima, cervello, organi o quant'altro, e non per ciò che si è, ossia un organismo vivente appartenente alla specie umana.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma o si difende un uomo per il suo cervello o per i suoi... organi formati o per la sua anima non vedo alcuna differenza. L'uomo si difende in quanto uomo. Punto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è l'anima e non sono gli organi formati, né il tanto osannato e divinizzato cervello o quant'altro a fare un uomo, né a renderlo "meritevole" di diritti né a rendere la vita umana "degna" di essere tutelata. Un uomo è uomo in quanto esiste ed è sua natura, sua essenza l'essere uomo. Ed è per questo che la sua vita, la sua esistenza va difesa fin dall'inizio, fin dal concepimento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlo di una società fondata sulla Giustizia, ovviamente, non della società presente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-799685316800263862?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/799685316800263862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/luomo-e-la-sua-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/799685316800263862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/799685316800263862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/luomo-e-la-sua-vita.html' title='L&apos;uomo e la sua vita'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6223975634336721703</id><published>2011-06-21T13:28:00.003+02:00</published><updated>2011-06-21T13:28:44.712+02:00</updated><title type='text'>Gli organi del diritto</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alcuni abortisti affermano che sarebbero gli organi "formati" a farci uomini e quindi a "darci" dei diritti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A prescindere dalla banalità puerile di questa tesi e dalla sua infodatezza, e lasciando stare le tesi dei "cervellisti" secondo i quali, per motivi più mistici che reali, tutta la nostra umanità nonché la titolarità dei nostri diritti starebbe nel cervello, mi piacerebbe poter stabilire un diritto per ogni singolo organo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vediamo un po' cosa ne potrebbe venir fuori. Il cervello magari potrebbe dare il diritto a pensare, il cuore il diritto alla vita, il fegato il diritto alla salute e così via.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi chiedo se però il mio stomaco non dovrebbe darmi il sacrosanto diritto a non sentire le baggianate filo-abortiste.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6223975634336721703?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6223975634336721703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/gli-organi-del-diritto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6223975634336721703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6223975634336721703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/gli-organi-del-diritto.html' title='Gli organi del diritto'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2111730549207988320</id><published>2011-06-18T11:16:00.002+02:00</published><updated>2011-06-18T11:38:56.077+02:00</updated><title type='text'>Aborto e libertà</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli abortisti hanno un concetto distorto della libertà. Non capiscono che la libertà consiste nel decidere di se stessi non degli altri. Una donna che abortisce non sta facendo nessuna "libera scelta", sta compiendo un abuso, un libertinaggio, un atto di prevaricazione del più forte sul più debole. L'aborto legale fa capo alla legge del più forte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Non capiscono neanche che la libertà non esclude, anzi include, doveri e responsabilità. E una volta concepito un bambino i genitori hanno entrambi delle responsabilità nei suoi confronti e non dei diritti su di lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Curioso poi il fatto che molti filoabortisti sono anche animalisti e difendono presunti "diritti" degli animali. Per costoro gli animali sarebbero più importanti dei bambini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti filoabortisti sono anche contro la pena di morte. Gli assassini per costoro sarebbero più importanti degli innocenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Che dire? Costoro difendono gli animali e i delinquenti. E' proprio vero che ognuno tende a difendere i propri simili...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2111730549207988320?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2111730549207988320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/aborto-e-liberta.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2111730549207988320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2111730549207988320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/aborto-e-liberta.html' title='Aborto e libertà'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1665568466786484488</id><published>2011-06-14T14:41:00.000+02:00</published><updated>2011-06-14T14:41:18.720+02:00</updated><title type='text'>Aborto e volontà di potenza femminile</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Già avevo intuito il fatto che i filoabortisti avessero una visione della vita umana completamente distorta, sbagliata e  lacunosa, una visione imbottita di pregiudizi ideologici con cui i media hanno "inzuppato" la loro testolina fin da piccoli, ma adesso mi par di comprendere che molti filoabortisti abbiano pure una pessima visione della realtà sociale e politica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre sono giunto a classificare due categorie di filoabortisti:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. gli &lt;b&gt;ignoranti&lt;/b&gt;, quelli che non hanno una buona conoscenza della vita umana e della realtà;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. i &lt;b&gt;paraculi&lt;/b&gt;, quelli che magari hanno anche una discreta consocenza delle cose ma che le farciscono con elementi ideologici e opportunistici pur di far quadrare i conti tra Giustizia e legalità dell'aborto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vabbé, lasciamo pure che gli ottusi si cuociano nel loro brodo di urla isteriche spacciate per "risate".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Volevo porre a tutti invece un quesito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Supponiamo che un domani si riuscisse a costruire l'utero artificiale e che inoltre &lt;b&gt;si ottenesse anche una tecnica in grado di espiantare un embrione già esistente dall'utero materno e impiantarlo in un utero artificiale senza che subisca alcun danno e che possa nascere normalmente sano e senza rischi&lt;/b&gt;[.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo questa supposizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Con una tecnica del genere una donna può decidere di interrompere una gravidanza indesiderata senza che questo comporti per forza l'uccisione del figlio&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora secondo voi cosa dovrebbe prevedere la normativa in materia di aborto?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cito le seguenti ipotesi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A) In caso una donna incinta voglia interrompere la gravidanza&amp;nbsp;&lt;b&gt;è fatto divieto di uccidere l'embrione ed è quindi obbligatorio impiantarlo in un utero artificiale&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;B) In caso una donna incinta voglia interrompere la gravidanza &lt;b&gt;può scegliere se far uccidere l'embrione oppure farlo impiantare in un utero artificiale&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile dire che io sosterrei fermamente l'ipotesi A perché &lt;b&gt;solo &lt;/b&gt;una tecnica del genere consentirebbe l'esercizio di una libera scelta &lt;b&gt;in quanto tale esercizio non comportebbe il sacrificio di vite umane&lt;/b&gt;, al contrario di quanto sta avvenendo oggi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile dire che i sostenitori dell'&lt;b&gt;occulta volontà di potenza femminile&lt;/b&gt;&amp;nbsp;propenderebbero per l'ipotesi B mascherata dalla ipocrita "preoccupazione per il futuro del bambino". In realtà ciò è dettato da un occulto costume mentale di &lt;b&gt;considerare il figlio una proprietà esclusiva della madre&lt;/b&gt;&amp;nbsp;sottintendendo che questa avrebbe tutto il diritto di disporre della sua vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Perché è questo il filoabortismo in fin dei conti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1665568466786484488?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1665568466786484488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/aborto-e-volonta-di-potenza-femminile.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1665568466786484488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1665568466786484488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/06/aborto-e-volonta-di-potenza-femminile.html' title='Aborto e volontà di potenza femminile'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8816548212487419290</id><published>2011-04-02T21:13:00.003+02:00</published><updated>2011-04-05T13:04:50.267+02:00</updated><title type='text'>Le convenzioni abortiste</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli abortisti sono dei pessimi sofisti. Su una cosa tanto semplice qual è l'esistenza di un essere umano che va dal suo concepimento fino alla morte ci ricamano sopra mille quisquilie pur di negare il fatto che l'aborto è un omicidio a tutti gli effetti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi quando percepiscono di dire minchiate accusano gli antiabortisti di "arrampicarsi sugli specchi". Già, loro invece...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In ogni caso è ovvio che l'aborto è un problema morale, ma pochi si chiedono come mai una certa forma di "moralità" attecchisca in un certo periodo storico e non in un altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In definitiva gli abortisti non fanno altro che ripetere a pappardella le coglionate che media e intellettuali saltimbanchi ci propinano da una quarantina d'anni a questa parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Bisogna rispettare le &lt;b&gt;convenzioni &lt;/b&gt;che ci dicono quando un essere &lt;i&gt;diventa &lt;/i&gt;umano" dicono gli "anticonformisti" e "logicissimi" abortisti. Beh, certo! Le convenzioni prima di ogni cosa...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8816548212487419290?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8816548212487419290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/04/le-convenzioni-abortiste.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8816548212487419290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8816548212487419290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/04/le-convenzioni-abortiste.html' title='Le convenzioni abortiste'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-4552188224062313558</id><published>2011-02-14T13:33:00.003+01:00</published><updated>2011-02-15T13:14:04.329+01:00</updated><title type='text'>La cultura della morte</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con le nostre tasse paghiamo vitto e alloggio ai detenuti, tra cui ci sono parecchi cruenti assassini i quali, si sa, non possono essere condannati a morte perché in un paese "civile" non c'è la pena di morte neanche per chi ammazza i bambini.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con le nostre tasse paghiamo le madri che uccidono i loro figli con l'interruzione volontaria della gravidanza in quanto un intervento così "civile" e segno di "progresso" sociale è gratuito e quindi a carico dello stato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con le nostre tasse paghiamo pure i medici che praticano gli aborti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se qualcuno uccide una o più persone già nate (anche bambini) va in galera e lo stato gli paga vitto e alloggio. Coi soldi dei contribuenti, ovviamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Una tizia che si è fatta ingravidare ma non vuole assumersi le proprie responsabilità può delegare un sicario medico e fare ammazzare suo figlio non ancora nato entro le 12 settimane canoniche (dopo le quali come per magia si "diventa" legalmente esseri umani...). Lo stato le paga l'intervento, sempre coi soldi dei contribuenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Un sicario medico che pratica gli aborti e quindi uccide bambini non ancora nati viene in buona parte pagato dallo stato, sempre coi soldi dei contribuenti ovviamente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si direbbe che oggi uccidere conviene, lo stato finanzia non solo gli assassini ma anche certe forme di omicidio coi nostri soldi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;E' la cultura della morte che permea tutta l'odierna società decadente e fa in modo che i governi diventino non più "boia-giustizieri" che puniscono con la morte gli assassini, ma BOIA-complici e finanziatori di omicidi in quanto finanziano, coi soldi dei contribuenti, gli assassini di gente innocente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Che dire di tutto questo? E' bello sapere che coi nostri soldi paghiamo un nugolo di assassini di ogni fattispecie.&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;Se questa è la "civilità"...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-4552188224062313558?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/4552188224062313558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/02/la-cultura-della-morte.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4552188224062313558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4552188224062313558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2011/02/la-cultura-della-morte.html' title='La cultura della morte'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6450847367313709130</id><published>2010-11-21T12:11:00.000+01:00</published><updated>2010-11-21T12:11:22.501+01:00</updated><title type='text'>Dedicato a chi so io...</title><content type='html'>&lt;object height="385" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/-8Xr263NyPg?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/-8Xr263NyPg?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6450847367313709130?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6450847367313709130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/11/dedicato-chi-so-io.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6450847367313709130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6450847367313709130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/11/dedicato-chi-so-io.html' title='Dedicato a chi so io...'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1033472781737546845</id><published>2010-11-16T15:49:00.005+01:00</published><updated>2010-11-18T20:57:04.672+01:00</updated><title type='text'>Un sussurro nel cuore</title><content type='html'>Il tuo parlare piano&lt;br /&gt;è un soffio soave al mio orecchio&lt;br /&gt;e un sussurro nel cuore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tua flebile voce&lt;br /&gt;è un dolce aliseo&lt;br /&gt;che accarezza l'anima&lt;br /&gt;e rinfresca la mente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tue caute parole&lt;br /&gt;mi narrano di piccoli mondi lontani,&lt;br /&gt;e ascoltarti calma l'animo&lt;br /&gt;e apre lo spirito&lt;br /&gt;a una fresca aria&lt;br /&gt;d'amore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1033472781737546845?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1033472781737546845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/11/un-sussurro-nel-cuore.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1033472781737546845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1033472781737546845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/11/un-sussurro-nel-cuore.html' title='Un sussurro nel cuore'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-3825530949204126107</id><published>2010-10-28T21:02:00.003+02:00</published><updated>2012-01-15T21:08:03.896+01:00</updated><title type='text'>Corso storico del capitalismo mondiale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/12/tempi-moderni-62254.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="303" src="http://amarevignola.files.wordpress.com/2008/12/tempi-moderni-62254.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;Quando si parla di politica la gente si “scanna” per dei falsi problemi, questioni di facciata, di superficie. Chi si accanisce a favore o contro una tal cosa o un tal personaggio, chi sostiene una tal corrente e via dicendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;Ma i problemi della società odierna non dipendono da Tizio o da Caio o da Sempronio, ma è una questione di sistema. Cos’è un sistema? Diamone una definizione: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;i&gt;Nell’ambito scientifico, qualsiasi oggetto di studio che, pur essendo costituito da diversi elementi reciprocamente interconnessi e interagenti tra loro o con l’ambiente esterno, reagisce o evolve come un tutto, con proprie leggi generali.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;Da: &lt;a href="http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Vocabolario_online/S/VIT_III_S_101700.xml"&gt;http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Vocabolario_online/S/VIT_III_S_101700.xml&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;La società in cui viviamo oggi è una società pienamente capitalista, ossia fondata sul sistema produttivo capitalistico che ha le sue leggi specifiche.&lt;br /&gt;Gli essere umani, individualmente o collettivamente, agiscono sulla base di una volontà, in maniera più o meno cosciente e consapevole e sono spinti da autodeterminazione.&lt;br /&gt;Nel microcosmo questo porta ad azioni e conseguenze che sono più o meno diretta conseguenza di ciò che si voleva, dando risultati a volte in linea con la propria volontà a volte no.&lt;br /&gt;Ma nel macrocosmo, ossia nell’ambito del sistema generale, tutte le singole volontà si annullano pressoché completamente, per cui è come se gli esseri umani non agissero guidati dalla loro volontà ma in base alle mere leggi del sistema. Sarebbe a dire che, nell’ambito della società complessiva, è possibile fare astrazione della coscienza umana in quanto questa ha scarsa o nessuna influenza sull’andamento del sistema economico (e politico) generale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;A prescindere ora dalle leggi generali del sistema capitalistico, descritte da una vasta schiera di economisti di svariate scuole economiche e di pensiero, noi vediamo che sotto i nostri occhi si stanno verificando crisi economiche sempre più ricorrenti e disastrose. C'è chi dà la colpa agli speculatori, chi alle multinazionali, chi alle classi politiche dei vari paesi e via discorrendo, chi a Tizio o Caio, chi a presunti complotti e via dicendo. Ma siamo certi che si tratta di vere e proprie colpe e non di un fatto strutturale dell'economia moderna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preciso che quanto dico non vuole essere una valutazione etico-politica ma solo economica-fattuale. La politica è fatta per due tipologie di uomini: gli idealisti e i furboni. Io non sono né l'uno né l'altro. Sono solo uno scettico fesso e quindi non sono tagliato per la politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, dicevo, l'economia moderna presenta due tendenze fondamentali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;1. L'aumento della produttività col ricorso di mezzi tecnici sempre più perfezionati che a parità di lavoro consentono maggiori volumi di produzione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;2. La saturazione dei mercati dovuta al fatto che questi vengono inondati di merci che una volta divenute di uso comune presentano una crescita di domanda sempre più lenta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste due tendenze portano a due conseguenze:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;A. aumento della disoccupazione, inoccupazione, sottoccupazione e precriato e riduzione dell'occupazione dovuta a un tendenziale calo della richiesta di manodopera nel lungo periodo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;B. Calo della redditività dei capitali. Se prima bisognava investire 100 per guadagnare 10 ora bisogna investire 10.000 per guadagnare 100. Aumentano i profitti reali ma diminuisce il tasso di rendimento dei capitali con conseguente dirottamento verso settori finanziari e speculativi che non producono niente di reale se non carta straccia.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora questa tendenza evolutiva dell'economia moderna tende a sua volta a inasprire il clima concorrenziale tra i vari gruppi economici, che spesso fanno capo a nazioni o gruppi di nazioni che si contendono mercati di sbocco, fonti energetiche, materie prime etc.&lt;br /&gt;Questo comporta il confluire della concorrenza economica in quella politica e militare e, dulcis in fundo, alla guerra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;La guerra può essere vista come una sorta di ristrutturazione in grande stile per l'economia. Queste perché comporta:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;a. in fase di preparazione, l'impiego dei fattori produttivi (uomini e mezzi) inoccupati nei settori civili allo scopo di produrre e impiegare mezzi di distruzione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;b. in fase di combattimento, la distruzione dei fattori produttivi in eccesso prodotti dal sistema.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra è una sorta di "sfiatatoio" del sistema economico che consente una selezione "darwiniana" delle potenze più adatte ai tempi in corso che si spartiscono le zone di influenza, vi investono e quindi inaugurano un nuovo ciclo di ricostruzione-crisi-guerra. Ciclo di sempre più vasta portata per via dell'avanzamento dei mezzi tecnici.&lt;br /&gt;Questo sia a livello locale che globale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;Per uscire da questo ciclo infernale sono state avanzate teorie e proposte politiche. I due gruppi principali di tali teorie che ci tengo a esporre sono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;1. Teorie rivoluzionarie o riformiste in grande stile (linea rivoluzionaria e linea statal-riformista) che propongono una riformulazione totale del sistema e la sua sostituzione con un sistema di gestione popolare diretta dei fattori economici (comunismo, anarchismo, etc.).&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Queste teorie propongono per lo più un sistema economico gestito da comitati popolari organizzati in maniera scalare per la gestione della vita sociale ed economica. Oggi sarebbe poi possibile anche l'ausilio dei mezzi informatici.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;2. Teorie che propongono una riformulazione della politica monetaria vista come leva per una nuova politica economica (linea liberale). Si tratterebbe per lo più di emettere moneta di decumulo (geselliana) attravero un'imposta monetaria che sostituisca altre imposte (fiscalità monetaria) e consenta la distribuzione di una quota di ricchezza a tutti i membri della comunità (reddito di cittadinanza). Oggi sarebbe possibile anche un largo ricorso alla moneta elettronica.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Secondo questa linea la struttura socio-economica resta comunque di tipo capitalistico ma con opportune correzioni ai principali "difetti" che il capitalismo presenta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vero problema è nel sistema e nel sistema va risolto o perlomeno affrontato, non con le solite innocue e inutili diatribe da gossip politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concludo dicendo che personalmente oggi sono per la seconda linea, quella della correzione liberale del capitalismo con reddito di cittadinanza e fiscalità monetaria.&lt;br /&gt;La prima linea, semmai fosse mai stata possibile alcuni decenni fa, oggi è impraticabile.&lt;br /&gt;E' probabile che si possa anche giungere agli stessi risultati della linea rivoluzionaria con un cambiamento graduale della struttura sociale a seguito dell'introduzione del reddito di cittadinanza e della fiscalità monetaria, ma passando comunque per questa via che io definisco liberale e non per quella rivoluzionaria e tantomeno per quella statal-riformista. Quest'ultima, poi, è quella che io ritengo oggi la più fallimentare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-3825530949204126107?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/3825530949204126107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/corso-storico-del-capitalismo-mondiale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/3825530949204126107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/3825530949204126107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/corso-storico-del-capitalismo-mondiale.html' title='Corso storico del capitalismo mondiale'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6996966317428045375</id><published>2010-10-25T13:18:00.000+02:00</published><updated>2010-10-25T13:18:29.005+02:00</updated><title type='text'>Peterman contro i perfidi embrionoidi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVm_jYRDbI/AAAAAAAAAEE/MaZT8478aBU/s1600/embrione.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVm_jYRDbI/AAAAAAAAAEE/MaZT8478aBU/s1600/embrione.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Una minaccia incombe sulla Terra. I malvagi &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;embrionoidi&lt;/b&gt;, esseri demoniaci provenienti dalla dimensione &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;(an)alfa-beta&lt;/b&gt; stanno invadendo il pianeta.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Si tratta di creature che appaiono nel Sacro Utero delle Sante Femmine Umane a loro insaputa e contro la loro volontà e che dopo del tempo, se non fermati, assumono il sembiante umano e riescono così a infiltrarsi nella specie Umana. Lo scopo è raggiungere posti di potere e conquistare il mondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Dietro quest’invasione c’è lo zampino del bieco &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Berlusconik&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnEbNKrHI/AAAAAAAAAEI/B3DcAencLkY/s1600/berlusconi.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnEbNKrHI/AAAAAAAAAEI/B3DcAencLkY/s1600/berlusconi.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&amp;nbsp;&lt;/o:p&gt;Berlusconik ha infatti affidato a &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Benedectar 16&lt;/b&gt;, reggente del sistema planetario &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;VatiKan&lt;/b&gt; della costellazione delle &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;CleriKal &lt;/b&gt;retta da generale &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Cler&lt;/b&gt;, il compito di inculcare nelle menti dei poveri terrestri il rispetto verso gli embrionoidi attraverso un sofisticato sistema di ipnosi neuronica detto &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Catechitron&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Inoltre ha stretto alleanza col sistema planetario &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;ProLifeSun&lt;/b&gt; il cui reggente agisce attraverso raggi mediatici volti allo stesso scopo che si è posto l’infido Benedectar 16.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Favorendo l’invasione dei perfidi embrionoidi Berlusconik avrà compito facile nella conquista del mondo in quanto suoi alleati.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Il generale Cler è riuscito a conquistare il pianeta &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Ical&lt;/b&gt; dove vi sono vasti giacimenti di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;RU486&lt;/b&gt;, un minerale velenoso per gli embrionoidi, impossessandosi così del controllo di una risorsa preziosa per la lotta delle Sante Guerriere Umane contro queste creature invasive.&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnKrf26bI/AAAAAAAAAEM/FQNBqGAB0hQ/s1600/ru-486.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnKrf26bI/AAAAAAAAAEM/FQNBqGAB0hQ/s1600/ru-486.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Nel frattempo però il &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Doctor Abortion&lt;/b&gt; della &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Invector&amp;amp;C&lt;/b&gt;. ha ideato un’arma contro gli invasori, l’&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Abortione&lt;/b&gt;. I primi modelli sono a funzionamento manuale. L’embrionoide viene fatto a pezzi, prima gli si staccano le braccia e le gambe, poi la parte inferiore del tronco e infine viene del tutto debellato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnQa2YD_I/AAAAAAAAAEQ/qz5QCdD5dFQ/s1600/aborto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnQa2YD_I/AAAAAAAAAEQ/qz5QCdD5dFQ/s1600/aborto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Ma per facilitare la lotta contro le aliene creature l’abortione ha bisogno di essere caricato con RU486 in modo da poter funzionare al massimo e debellare gli embrionoidi dalla faccia della Terra.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Come rifornirsi di questo minerale ora che le miniere del pianeta Ical sono nelle mani del maligno generale Cler al comando di Benedectar 16?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;La situazione sembra disperata finché non interviene &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Peterman&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnXo9RLsI/AAAAAAAAAEU/fmeD-pg33iA/s1600/SuperDiPietro.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVnXo9RLsI/AAAAAAAAAEU/fmeD-pg33iA/s320/SuperDiPietro.gif" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Peterman vola su Ical e rintraccia &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Bacchett On&lt;/b&gt;, figlio di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Sapient On, &lt;/b&gt;l’ex reggente del pianeta, e con lui organizza la lotta contro il malvagio generale Cler. Dopo una estenuante battaglia combattuta a colpi di raggi metaneuronici e superpoteri petermaniani, Spaitekum ottiene il controllo di quasi la metà del pianeta Ical e si fa chiamare Anti-Cler. Il suo governo è così detto Anti-Cler Ical.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Fa riaprire le miniere di RU486 per garantire il rifornimento della carica degli abortioni che sono distribuite alle Sante e Nobili Guerriere Femmine umane della Terra le quali potranno così distruggere i biechi embrionoidi che invadono le loro Sacre Pance contro il loro volere e vincere la battaglia contro questi perfidi esseri.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Una battaglia è vinta contro il malvagio Berlusconik, ma la guerra non finisce qui.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6996966317428045375?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6996966317428045375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/peterman-contro-i-perfidi-embrionoidi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6996966317428045375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6996966317428045375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/peterman-contro-i-perfidi-embrionoidi.html' title='Peterman contro i perfidi embrionoidi'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMVm_jYRDbI/AAAAAAAAAEE/MaZT8478aBU/s72-c/embrione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-4586638634638823085</id><published>2010-10-24T12:25:00.000+02:00</published><updated>2010-10-24T12:25:19.534+02:00</updated><title type='text'>Il nostro eroe Peterman</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQIgS8qGWI/AAAAAAAAADg/OlkUzCJCuuE/s1600/contadiniLo+copia.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQIgS8qGWI/AAAAAAAAADg/OlkUzCJCuuE/s1600/contadiniLo+copia.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Volgea l’Anno Domini 1950 nella ridente vallata rupestre di Montenero di Bisaccia, quando alla famiglia De Piètre nacque un tenero pargoletto a cui misero il nome di Antoine. Era venuto a nobili natali &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Antoine De Piètre&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQIm7wmHxI/AAAAAAAAADk/dO4fRwXK_J8/s1600/neonato+copia.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQIm7wmHxI/AAAAAAAAADk/dO4fRwXK_J8/s1600/neonato+copia.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Antoine cresceva sano e forte aiutando il papà a coltivare la terra e pascolare le pecore e la mamma a filare e lavare i panni. All’età di 4 anni fu mandato all’asilo del suo paesello il quale, non avendo una sede propria, era sito nei locale della piccola Facoltà di Giurisprudenza del luogo. Egli subì l’influsso e il fascino della ferrea disciplina della Legge e ne fu abbagliato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQIxezj4fI/AAAAAAAAADo/GgQaLm7S1YA/s1600/di%2520pietro.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQIxezj4fI/AAAAAAAAADo/GgQaLm7S1YA/s1600/di%2520pietro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Dopo l’anno di asilo, per un errore burocratico, al posto del nullaosta per le elementari gli fu data una laurea in legge. Il suo papà non stava più nella pelle e decise di far entrare, grazie a qualche piccolo giro di conoscenza, il piccolo Antoine nel nobilissimo Ordine Sacerdotale Magistraturale.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQI5hvEZDI/AAAAAAAAADs/DhJAIpvGWW8/s1600/PRETE+copia.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQI5hvEZDI/AAAAAAAAADs/DhJAIpvGWW8/s320/PRETE+copia.gif" width="121" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Ei crebbe quindi sotto le amorevoli cure dei Magistrati Anziani che lo indirizzarono verso la rettitudine e l’integrità di spirito e il rispetto pedissequo della Legge. In questo clima maturò il suo viscerale odio verso le perversioni e i cattivi costumi che lo portò a ingaggiare una strenua lotta contro l’omosessualità in politica.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;“&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;L’inculata politica è infatti uno scambio di favori e rappresenta corruzione&lt;/i&gt;” esclamò. Scoprì così il vasto fenomeno di Inculettopoli che scardinò fino a portare alla caduta del regno di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;AndreottiKan&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJARZPPpI/AAAAAAAAADw/q-8LvKeGFxA/s1600/andreotti+copia.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJARZPPpI/AAAAAAAAADw/q-8LvKeGFxA/s320/andreotti+copia.gif" width="253" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Suscitò però presto le ire di Grande Fallo il quale non vedeva di buon occhio il fatto che il prode Antoine facesse rinchiudere gli omosessuali politici in appositi inculatoi chiamati “carceri” sottraendogli così il controllo di tanti bei culetti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;“&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Questo moscerino mi sta privando di culi preziosi, ora inculerò lui&lt;/i&gt;!” disse Grande Fallo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Al povero Antoine non restò che sottoporsi a un estenuante corso di danza classica per poter lasciare l’Ordine Magistraturale in punta di piedi e a passo di danza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJJBXftBI/AAAAAAAAAD0/MciLlvAQwJI/s1600/img_491acafc1d6b3_verybig+copia.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJJBXftBI/AAAAAAAAAD0/MciLlvAQwJI/s320/img_491acafc1d6b3_verybig+copia.gif" width="265" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Fuggì via dalla italica penisola e si rifugiò in Tibet dove si dette a profonde meditazioni, stancanti esercizi spirituali, appassionate relazioni amorose coi suoi colleghi bonzi e lunghi digiuni. Si pentì quindi del suo insano odio verso gli omosessuali e decise di dedicare tutto il suo cuore e la sua anima alla Nobile Causa Gay.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJSIzeL6I/AAAAAAAAAD4/_xsm9_7jJC8/s1600/bonzo+copia.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJSIzeL6I/AAAAAAAAAD4/_xsm9_7jJC8/s1600/bonzo+copia.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;In una notte d’insonnia, mentre stava assorto in meditazione con lo sguardo verso il cielo, vide scendere un disco volante. Una volta posatosi, dal velivolo spaziale uscì una creatura luminosa che disse di chiamarsi San Gennaro e di aver visto le afflizioni del povero ex Sacerdote Magistrato e volle quindi fare al povero Antoine il dono di un indomito coraggio, un’intrepida forza d’animo e di superpoteri (tra cui quello di poter trasformare la propria merda in cibo).&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Fu così che Antoine De Piètre divenne il mitico &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Peterman&lt;/b&gt;, temerario supereroe al servizio dell’Umanità e contro la corruzione, i corrotti e i corruttori. Ma a favore dei culattoni.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJZs6kvII/AAAAAAAAAD8/4eW7ofW0KK4/s1600/SuperDiPietro.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJZs6kvII/AAAAAAAAAD8/4eW7ofW0KK4/s320/SuperDiPietro.gif" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Decise così di tornare in Italia, ma trovò il suo Paese sotto il giogo del berlusconismo. Il bieco &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Berlusconik&lt;/b&gt;, infatti, un demone uscito dagli inferi, con l’aiuto delle Forze delle Tenebre e degli sgherri del pianeta Mafialand, aveva conquistato la penisola italica e si accingeva a conquistare l’Europa, la Terra, il sistema solare, la Via Lattea e l’Universo mondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJeO_a-DI/AAAAAAAAAEA/8xlhQk5_k-I/s1600/berlusconi.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQJeO_a-DI/AAAAAAAAAEA/8xlhQk5_k-I/s1600/berlusconi.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Per la conquista del Potere Berlusconik non aveva risparmiato mezzi, tra cui speciali emissioni televisive neuroniche al plasma ipnotico con cui aveva assunto il controllo delle menti e delle coscienze degli indigeni italioti.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Il passo successivo sarebbe stato l’impiantare un chip nella testa di tutti gli italioti che, sviluppandosi, avrebbe sostituito l’organo cerebrale con un cervello elettronico collegato a un megacomputer centrale a sua volta collegato a Grande Cervello di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Silvio I&lt;/b&gt;, nome dinastico di Berlusconik.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Riuscirà il grande Peterman a fermare il malvagio Berlusconik e salvare l’Umanità dal suo oscuro destino?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Lo saprete nella prossima puntata.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-4586638634638823085?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/4586638634638823085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/il-nostro-eroe-peterman.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4586638634638823085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4586638634638823085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/il-nostro-eroe-peterman.html' title='Il nostro eroe Peterman'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMQIgS8qGWI/AAAAAAAAADg/OlkUzCJCuuE/s72-c/contadiniLo+copia.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6004218748190296140</id><published>2010-10-23T18:07:00.001+02:00</published><updated>2010-10-23T18:08:00.689+02:00</updated><title type='text'>Il perfido piano di Berlusconik</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMMHrZt7eQI/AAAAAAAAADU/ogXE4XBhhME/s1600/berlusconi.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt; &lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMMH7UWyqJI/AAAAAAAAADc/cpKy1VsqmB8/s1600/berlusconi.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMMH7UWyqJI/AAAAAAAAADc/cpKy1VsqmB8/s1600/berlusconi.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;A cavallo tra il 20° e il 21° ciclo secolare di anni terrestri dell’era cristianetica, un losco personaggio, noto col nome di Berlusconi ma il cui vero nome è &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Berlusconik&lt;/b&gt;, ha intenzione di instaurare una dittatura massonica-patriarcale-ecclesiastico-teocratica anticomunista. Fuoriuscito dalle ebraiche logge massoniche ha rapporti con i grandi finanzieri e armatori del mondo e si fa rifornire di soldi e armi necessari alla conquista del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Ha intessuto rapporti col Vaticano per poter poi entrare nella sua politica e influenzarlo fino a conquistarlo. Da qui partirà alla conquista della Scandinavia e dell’Europa, poi della Guyana francese, del Brasile e del sud America.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Una volta impadronitosi dell’America latina sferrerà un attacco con armi a positroni al nord America impossessandosi così delle forze armate americane e del controllo della Nato.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Quindi organizzerà l’invasione della Russia e dell’India per poi convogliare tutte le sue forze infernali verso la Cina stringendo il Giappone in una morsa d’acciaio.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Una volta che tutto il pianeta sarà sottomesso al suo comando, instaurerà il regime berlusconista e regnerà il suo Sublime Impero col nome di &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Silvio I&lt;/b&gt;. Farà costruire lager per gay, lesbiche e “liberi pensatori”, per gli antiberlusconiani e per i non berlusconiani. Sarà revocato il diritto di voto alle donne, anzi a tutti perché le elezioni non saranno più necessarie datosi che la Democrazia berlusconiana avrà definitivamente trionfato. Indi farà castrare tutti i maschi umani superstiti e li impiegherà come eunuchi addetti alla sorveglianza del suo harem. Tutte le femmine umane saranno immerse in un sonno criogenico e risvegliate solo per soddisfare le perverse voglie del Sublime Imperatore Silvio I. Farà costruire dei trombatori automatici muniti di fallo in gomma lattice per farsi aiutare nella titanica impresa di trombare tutte le femmine umane.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;I Berluschini che nasceranno dalle sue eroiche imprese erotiche fonderanno la nobile stirpe dei berlusconidi e l’Impero Berlusconico si espanderà dalla Terra a tutto il sistema solare, poi per la via Lattea e infine per l’universo mondo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Tutto il Cosmo risplenderà della Nobile Sapienza della razza berluschista per l’Eternità.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Riuscirà il nostro eroe &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;Peterman&lt;/b&gt; a sventare il diabolico piano del perfido Berlusconik e salvare il mondo?&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMMHwO3o74I/AAAAAAAAADY/rs9Pk5xbvyI/s1600/SuperDiPietro.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMMHwO3o74I/AAAAAAAAADY/rs9Pk5xbvyI/s320/SuperDiPietro.gif" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify; text-indent: 30.0pt;"&gt;Lo saprete nella prossima puntata.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6004218748190296140?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6004218748190296140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/il-perfido-piano-di-berlusconik.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6004218748190296140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6004218748190296140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/10/il-perfido-piano-di-berlusconik.html' title='Il perfido piano di Berlusconik'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TMMH7UWyqJI/AAAAAAAAADc/cpKy1VsqmB8/s72-c/berlusconi.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1962832565064499531</id><published>2010-08-22T13:46:00.002+02:00</published><updated>2010-08-23T21:01:11.332+02:00</updated><title type='text'>Le "argomentazioni" filo-abortiste</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/THLFX5jIjGI/AAAAAAAAAC8/yhmOFI5VTNs/s1600/46136_461376585475_312514685475_6724398_2966171_n.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" ox="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/THLFX5jIjGI/AAAAAAAAAC8/yhmOFI5VTNs/s200/46136_461376585475_312514685475_6724398_2966171_n.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;E’ cusioroso notare come per gli abortisti non vada tutelato l’essere umano in quanto forma vivente appartenente biologicamente alla specie umana e quindi alla società di questa specie, ma bensì che da tutelare siano caratteristiche quali l’empatia, la coscienza, la capacità di provare qualcosa e via dicendo. Beh, insomma a dirla tutta è da tutelare l’animo umano che invece di essere “insufflato” secondo la leggenda cattolica, si forma con le attività cerebrali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c’è niente da fare: gli abortisti sono più cristiani dei cattolici!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bellissima poi quella che prima di “diventare” esseri umani attraversiamo la fase di “Ufo biologico” oppure di altre specie viventi. Così prima di “diventare” umani (perché giustamente esseri umani si diventa…) siamo dei fiori – lasciando perdere il fatto che un fiore non è un essere vivente ma la parte di una pianta la quale è l’essere vivente – delle ostriche, dei granchi e via dicendo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, queste la grandiose “argomentazioni” filo-abortiste. Per non citare poi quella sulla dignità secondo la quale i diritti umani si “concedono” non in quanto si è umani – ossia appartenenti geneticamente alla specie umana – ma per motivi di “dignità”, ossia se si ha più dignità di un ranocchio e via dicendo. E infine quella trovata grandiosa sull’utilità secondo la quale i diritti si danno a… chi servono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Beh, seppure volessimo ammettere che questo è “progresso sociale” non direi che possa dirsi anche progresso intellettuale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1962832565064499531?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1962832565064499531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/08/le-argomentazioni-filo-abortiste.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1962832565064499531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1962832565064499531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/08/le-argomentazioni-filo-abortiste.html' title='Le &quot;argomentazioni&quot; filo-abortiste'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/THLFX5jIjGI/AAAAAAAAAC8/yhmOFI5VTNs/s72-c/46136_461376585475_312514685475_6724398_2966171_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-5381986202732066511</id><published>2010-07-29T12:51:00.000+02:00</published><updated>2010-07-29T12:51:13.260+02:00</updated><title type='text'>Letterina a Le Scienze</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFFcNhbYVaI/AAAAAAAAACs/CsChFbkDKQ8/s1600/jpg_1343881.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFFcNhbYVaI/AAAAAAAAACs/CsChFbkDKQ8/s320/jpg_1343881.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gentili amici, ormai da tempo leggo la vostra rivista. Devo però fare una piccola nota. Gli articoli principali sono sempre molto interessanti ma&amp;nbsp;tra gli articoletti introduttivi invece spesso noto le solite solfe trite e ritrite del tipo: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. le solite polemiche sul pensiero "antiscientifico" e giù coi soliti sbrodoloni sulla libertà della ricerca, che non deve essere frenata (e chi la frena?), che deve potersi occupare di tutto (e chi lo impedisce?) e via dicendo. Se poi ci aggiungiamo pure qualche ritrita polemicuccia anticlericale sul presunto "potere" della chiesa di frenare la ricerca scientifica e sulla "ingerenza" di questa negli affari sociali (la comunità scientifica invece si fa gli affari suoi) il polpettone è bello cotto; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. le solite noiose polemiche sul fatto che il governo non investe abbastanza in ricerca e sviluppo e giù coi soliti sbrodoloni sulla "fuga dei cervelli" e sulla competitività dei paesi che investono in ricerca e sviluppo (della serie "Vulimm e sord!- Vogliamo i soldi!"); &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3. le solite polemiche sulla tutela ambientale e giù coi soliti sbrodoloni sul fatto che l'uomo non deve "dominare" la natura ma entrare in armonia con "Essa" (se vedi un gorilla per strada portagli la spesa e aiutalo ad attraversare, che il vecchietto vada pure sotto un'auto tanto lui non è una specie in via di estinzione!) e roba del genere; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;4. nell'ultimo numero poi c'era anche una "bella " recensione di un "bellissimo" libro sulla pillola abortiva RU486 a cura di una certa Cinzia Sgheri in cui ci si chiedeva come mai molti si accaniscono tanto contro questo "innocente" farmaco se è usato da anni da una ventina di paesi ed è considerato "fondamentale". Eh già, io invece mi chiedo come mai ci si accanisce tanto contro le armi nucleari se queste sono in possesso da anni di vari paesi e sono considerate fondamentali come armi convenzionali. Mica a qualche sapientone viene in mente che il fatto di portare un essere umano nella pancia per nove mesi dia alle donne delle responsabilità nei confronti dei loro figli e non certo degli assurdi diritti di vita o di morte. No no, troppo politicamente scorretto pensare una cosa del genere. Che i bambini crepino pure, tanto è stato anche deciso che non sono esseri umani visto che questa è cosa che va giustamente decisa per decreto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma cari miei, se vi occupaste più di scienza e faceste meno propaganda ideologica e politica la vostra rivista ne guadagnerebbe un bel po' sotto vari profili. Ma mi rendo conto che questo è chiedere un po' troppo e che di certo mi catalogherete tra coloro che hanno un pensiero "antiscientifico" per queste mie note biricchine. Peccato, magari riuscirò meglio in un'altra vita' (è un modo di dire eh, non è che credo nella metempsicosi!). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi porgo i miei auguri e cordiali saluti &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Giuseppe Bizzarro&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-5381986202732066511?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/5381986202732066511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/letterina-le-scienze.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5381986202732066511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5381986202732066511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/letterina-le-scienze.html' title='Letterina a Le Scienze'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFFcNhbYVaI/AAAAAAAAACs/CsChFbkDKQ8/s72-c/jpg_1343881.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-627215998121597123</id><published>2010-07-28T14:14:00.006+02:00</published><updated>2010-07-30T17:18:04.330+02:00</updated><title type='text'>UN MILIONE AL MESE A TUTTI, SUBITO! di Domenico De Simone</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFAeHfpoCtI/AAAAAAAAACk/PHj0x5KL3S8/s1600/milione.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFAeHfpoCtI/AAAAAAAAACk/PHj0x5KL3S8/s320/milione.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È possibile dare a tutti, ora e subito, un milione al mese.&amp;nbsp;Ma proprio a tutti, come reddito di cittadinanza. Poi ciascuno di noi, ricco o povero, farà quel che vuole. Qui l'autore spiega come si può fare, come, anzi, si deve fare, in un mondo dal lavoro sempre più precario. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Titolo: Un milione al mese a tutti, subito!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Autore: Domenico de Simone&lt;br /&gt;pag 180 &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;€ 13,00&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: &lt;a href="http://www.malatempora.com/catalogo/controeconomia.htm"&gt;http://www.malatempora.com/catalogo/controeconomia.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può leggere e scaricare anche da qui: &lt;a href="http://www.scribd.com/doc/13789900/Un-milione-al-mese-a-tutti-Subito"&gt;http://www.scribd.com/doc/13789900/Un-milione-al-mese-a-tutti-Subito&lt;/a&gt;-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure da qui: &lt;a href="http://books.google.it/books?id=bXeoYCb6ixwC&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;dq=Domenico+De+Simone,+un+milione+al+mese+a+tutti,+subito!&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=E-1STIqmGtC6jAeg7ezCBA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ved=0CCsQ6AEwAA#v=onepage&amp;amp;q&amp;amp;f=false"&gt;http://books.google.it/books?id=bXeoYCb6ixwC&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;dq=Domenico+De+Simone,+un+milione+al+mese+a+tutti,+subito!&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=E-1STIqmGtC6jAeg7ezCBA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=result&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ved=0CCsQ6AEwAA#v=onepage&amp;amp;q&amp;amp;f=false&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-627215998121597123?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/627215998121597123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/un-milione-al-mese-tutti-subito-di.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/627215998121597123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/627215998121597123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/un-milione-al-mese-tutti-subito-di.html' title='UN MILIONE AL MESE A TUTTI, SUBITO! di Domenico De Simone'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFAeHfpoCtI/AAAAAAAAACk/PHj0x5KL3S8/s72-c/milione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2083708808834965066</id><published>2010-07-28T12:36:00.004+02:00</published><updated>2010-07-30T17:11:20.711+02:00</updated><title type='text'>UN'ALTRA MONETA di Domenico De Simone</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFAHoW78ZPI/AAAAAAAAACc/DPEgwGU9-OY/s1600/unaltramoneta.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" bx="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFAHoW78ZPI/AAAAAAAAACc/DPEgwGU9-OY/s320/unaltramoneta.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come rovesciare il sistema finanziario che soffoca famiglie e stati, e far nascere un'altra moneta, solidale e solidarista, con le FAZ (Finantial Autonomous Zones). Un rivoluzionario libro di controeconomia .&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Un'altra moneta&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Autore: Domenico De Simone &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;pag 128 &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;€ 9,00&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: &lt;a href="http://www.malatempora.com/catalogo/controeconomia.htm"&gt;http://www.malatempora.com/catalogo/controeconomia.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può leggere anche da qui: &lt;a href="http://books.google.it/books?id=RgQLH2imKaIC&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;dq=Domenico+De+Simone,+un'altra+moneta&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=NutSTMGBK5WTjAfCyc3DBA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=book-thumbnail&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ved=0CDAQ6wEwAA#v=onepage&amp;amp;q&amp;amp;f=false"&gt;http://books.google.it/books?id=RgQLH2imKaIC&amp;amp;printsec=frontcover&amp;amp;dq=Domenico+De+Simone,+un'altra+moneta&amp;amp;hl=it&amp;amp;ei=NutSTMGBK5WTjAfCyc3DBA&amp;amp;sa=X&amp;amp;oi=book_result&amp;amp;ct=book-thumbnail&amp;amp;resnum=1&amp;amp;ved=0CDAQ6wEwAA#v=onepage&amp;amp;q&amp;amp;f=false&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro Link: &lt;a href="http://www.laleva.org/it/2004/02/unaltra_moneta_di_domenico_de_simone.html"&gt;http://www.laleva.org/it/2004/02/unaltra_moneta_di_domenico_de_simone.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2083708808834965066?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2083708808834965066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/unaltra-moneta-di-domencio-de-simone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2083708808834965066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2083708808834965066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/unaltra-moneta-di-domencio-de-simone.html' title='UN&apos;ALTRA MONETA di Domenico De Simone'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TFAHoW78ZPI/AAAAAAAAACc/DPEgwGU9-OY/s72-c/unaltramoneta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-9146817654856362408</id><published>2010-07-27T21:54:00.002+02:00</published><updated>2010-07-30T17:28:16.141+02:00</updated><title type='text'>IL MITO DEL POTERE MASCHILE di Warren Farrell</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TE84-pxv0rI/AAAAAAAAACU/lHkG5nASCdI/s1600/perseo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hw="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TE84-pxv0rI/AAAAAAAAACU/lHkG5nASCdI/s320/perseo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In questo libro fondamentale per il movimento mascolinista Warren Farrell riesce a demolire completamente il mito del potere maschile ed a dimostrare come l'uomo sia in realtà il sesso debole.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Farrell mette in evidenza come dovunque sia possibile introdurre una discriminazione essa viene sistematicamente introdotta a sfavore degli uomini e sostiene la sua tesi con anni di studi ed una bibliografia vastissima.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli uomini sono oppressi dai ruoli tradizionali di protettore e di procacciatore di cibo come dimostra il fatto che siano costretti alla coscrizione, e svolgano nella società i lavoro più pericolosi ed usuranti. Sono le principali vittime di aggressioni, omicidi e suicidi. Sono discriminati de iure e de facto dallo Stato nell'accesso al lavoro, nei procedimenti giudiziari, nelle condizioni carcerarie, nelle cause di separazione e di affidamento dei figli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un libro da cui emerge tutta l'umanità della figura maschile. Farrell del resto è una persona che ha saputo capire ed amare entrambi i sessi. Egli infatti ha cominciato come femminista ed ha consacrato molti anni della sua vita alla causa femminile. Il suo primo libro, The Liberated Man, fu interamente dedicato a come gli uomini potevano aiutare la liberazione della donna. In seguito ha cominciato ad occuparsi della condizione maschile scrivendo, prima de "Il mito del potere maschile", "Perché gli uomini sono come sono" (anch'esso in italiano presso Frassinelli) che il New York Times ha definito "il miglior libro mai scritto sull'amore, il sesso e l'intimità". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza la minima elucubrazione "filosofeggiante" e saccente, senza il minimo vezzo di prendere parte a "nobili cause", senza la minima velleità politicizzata da "militante" e "combattente" di sorta e senza dare alcun credito a ideologie basate su presunte "differenze naturali" tra generi oggi tanto in voga nel panorama antifemminista italiano, l'autore ci espone quella che è oggettivametne la condizione maschile in un contesto occidentale tipo quali sono gli Stati Uniti d'America e perfettamente adeguabile a pressoché tutto l'Occidente odierno.&lt;br /&gt;Un testo del tutto privo di vittimismo di sorta, di paranoie, di concetti astrusi&amp;nbsp;e di costruzioni mitologiche, escatologiche&amp;nbsp;e parascientifiche.&lt;br /&gt;Farrel fa uso di dati e non basa i suoi ragionamenti su mere ipotesi su cui costruire castelli di sabbia. Giunge poi a delle conclusioni pragmatiche e lucide in perfetta linea con quelle che sono le reali esigenze del mondo maschile e femminile contemporanei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' questo il vero libro base che espone la Questione Maschile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da: &lt;a href="http://digilander.libero.it/uomini/b01.htm"&gt;http://digilander.libero.it/uomini/b01.htm&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri link al riguardo: &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://apocalisselaica.net/varie/attualita-cultura-satira-e-umorismo/la-ricerca-di-protezione-delle-donne"&gt;http://apocalisselaica.net/varie/attualita-cultura-satira-e-umorismo/la-ricerca-di-protezione-delle-donne&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/uomini/farrell2000.htm"&gt;http://digilander.libero.it/uomini/farrell2000.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-9146817654856362408?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/9146817654856362408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/il-mito-del-potere-maschile-di-warren.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/9146817654856362408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/9146817654856362408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/il-mito-del-potere-maschile-di-warren.html' title='IL MITO DEL POTERE MASCHILE di Warren Farrell'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/TE84-pxv0rI/AAAAAAAAACU/lHkG5nASCdI/s72-c/perseo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1453849036528584959</id><published>2010-07-25T18:57:00.013+02:00</published><updated>2010-08-23T21:02:07.686+02:00</updated><title type='text'>Gameti e zigote</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/THLFofApQLI/AAAAAAAAADE/c-5N0K3JjYA/s1600/44381_461376615475_312514685475_6724401_1229562_n.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ox="true" src="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/THLFofApQLI/AAAAAAAAADE/c-5N0K3JjYA/s320/44381_461376615475_312514685475_6724401_1229562_n.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Secondo alcuni abortisti una coppia qualsiasi ovulo-spermatozoo non ancora uniti contiene già in sé tutta l’informazione che serve per la costruzione di un nuovo esemplare, esattamente come la stessa informazione è contenuta nell’embrione che essi formano. In altre parole, una qualsiasi coppia ovulo-spermatozoo ha la stessa “dignità” biologica dell’embrione, nel senso che è ad esso biologicamente equipollente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vediamo un po’ la fallacia di questa “brillante” osservazione. Ciò che dirò è rivolto a coloro che, a mio avviso giustamente, si rifanno al DNA come parametro prioritario per stabilire l’esistenza di un nuovo individuo umano in quanto criterio più essenziale e soprattutto più certo e stabile per stabilire l’esistenza di un dato organismo vivente, la sua caratterizzazione e l’appartenenza a una specie. Tutti coloro che invece si rifanno ad altri criteri che non mi va neanche di elencare e che, molto prosaicamente, ritengono il parametro genetico come un “dogma”, affidandosi a dogmi a loro più congeniali al fine di giustificare la barbarica pratica dell’aborto, non mi interessa neanche più discutere, tanto è completamente inutile. Che si tengano pure le loro convinzioni, affari loro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso faccio uso dell’esempio dell’acqua e dei suoi due elementi separati, ossigeno e idrogeno, per spiegare il fatto che due elementi separati non sono la stessa cosa di un composto completo formato da questi due elementi. Non mi disseterò certo bevendo un terzo di bicchiere di ossigeno e due terzi di idrogeno perché questi non sono la stessa cosa di un bicchiere d’acqua. Con questo esempio preso dalla chimica non è che intendo asserire che due parti di DNA che si uniscono cambiano la natura chimica del DNA. È ovvio che non è così. È ovvio che il DNA è sempre acido desossiribonucleico sia che si trovi in due cellule gametiche che nello zigote. Ciò che intendo dire è questo:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. innanzitutto c’è una differenza ontologica che da sola basterebbe a inficiare tutte le strampalate teorizzazioni abortiste, cioè che due gameti separati costituiscono cellule di due organismi adulti mentre una volta uniti costituiscono una nuova cellula non riconducibile a nessun altro organismo già esistente e quindi un nuovo organismo, un nuovo individuo vivente. E, datosi che nessun essere vivente non appartiene a una specie, questo apparterrà alla specie da cui provengono i suoi genitori, la specie umana. Direi che non è irragionevole asserire che un organismo vivente che fa parte della specie umana sia un essere umano…&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. c’è una differenza anche di tipo “statistico” nel senso che quando si parla delle due sezioni di DNA separate si parla non di un essere viente reale ma di un ipotetico spermatozoo e magari anche di un ipotetico ovulo. Quando si parla di uno zigote si parla di uno zigote vero e reale che esiste davvero e non una mera ipotesi, una mera potenzialità;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;3. infine, come avevo già accennato in precedenza, il genoma non è solo una questione di mera “informazione” ma è questione di struttura (non chimica che è sempre quella). Che poi questa struttura comporta anche la connotazione dell’informazione genetica questa è una cosa insita nella natura stessa del DNA. C’è quindi una differenza strutturale tra due sezioni di DNA separate e il DNA risultante da queste due sezioni che si uniscono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La struttura-informazione del DNA dei due gameti separati è diversa da quella dello zigote sia in senso statico che dinamico. In senso dinamico perché le interazioni che avvengono tra due DNA separati non sono le stesse di quelle che avvengono nell’ambito di un unico genoma completo quando questi due DNA si riuniscono in un unico DNA. In senso statico perché nel riunirsi le due sezioni di genoma danno luogo a un patrimonio genetico nuovo. Posso fare un esempio molto semplicistico per evidenziare questo fatto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Supponiamo di avere due organismi viventi a riproduzione sessuata con una struttura genetica molto semplice, ognuno dei genomi dei due organismi è composto da appena due coppie di geni che sono i seguenti (ATTENZIONE: le lettere non si riferiscono alle basi azotate del DNA, ma vogliono solo indicare i singoli geni):&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;primo organismo: |A-B C-D|&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;secondo organismo: |E-F G-H|&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;i gameti di questi due organismi saranno pertanto:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;gameti del primo organismo: |A C| |B C| |A D| |B D|&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;gameti del secondo organismo: |E G| |E H| |F G| |F H|&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso i due organismi si accoppiano e generano un figlio che sarà composto, per semplicità, dal primo gamete di ognuno dei due genitori, ossia: |A C| e&amp;nbsp;|E G|.&lt;br /&gt;L'organismo figlio avrà quindi il seguente genoma: |A-E C-G|.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora secondo voi i due patrimoni genetici |A C| e |E G| sono la stessa cosa di quello completo |A-E C-G|?&amp;nbsp;A me non sembrerebbe proprio. E questo anche a prescindere dal fatto che i singoli geni, seppure qui sono indicati con lettere differenti, siano uguali tra loro. Il fatto stesso che un genoma è REALEMENTE completo e non solo IPOTETICAMENTE fa si che siamo in presenza di un nuovo organismo REALMENTE ESISTENTE.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile mettere la parola “dignità” tra virgolette evidenziando una pessima “ironia”, come è ormai inutile spiegare perché le “teorizzazioni” filoabortiste fanno uso di “ragionamenti” contorti basandosi su una pseudologica con la quale, tra le tante cretinate che dicono, prima pretendono di mettere, con pseudoargomentazioni, gameti e zigote sullo stesso “livello” per poi concludere che non avrebbe senso attribuire a un nuovo organismo umano gli stessi diritti di un essere umano che si trova in una fase di sviluppo in cui è conveniente (agli scopi permissivi nei riguardi dell’aborto) riconoscere tali diritti per il motivo che questo zigote… è la stessa cosa dei due gameti che lo hanno formato!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile precisare anche che un essere umano è sempre un organismo, anche da adulto…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esseri umani non lo si "diventa", esseri umani lo si è fin dal principio, dall'inizio dell'esistenza. E il nostro inizio, la nostra origine sta proprio in quella cellulina chiamata "zigote", lì c'è già tutta la nostra umanità con tutto ciò che ne consegue. Questa cellula è un qualcosa di essenzialmente, ontologicamente e biologicamente diversa dai due gameti che l'hanno formata.&lt;br /&gt;Le paraculate abortiste usano tutti i contorcimenti paralogici immaginabili pur di negare questo &lt;strong&gt;fatto&lt;/strong&gt; e pur di negare il fatto che l'aborto è una pratica barbarica perpretata legalmente da quelle società che hanno la presunzione di ritenersi i "lumi" della civiltà moderna. E&amp;nbsp;quando sono alle strette affermano che l'esposizione di questi &lt;strong&gt;dati di fatto&lt;/strong&gt; è "demagogia". Già, infatti sostenere la sacralità della vita umana è demagogia, proprio così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1453849036528584959?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1453849036528584959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/gameti-e-zigote.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1453849036528584959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1453849036528584959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/07/gameti-e-zigote.html' title='Gameti e zigote'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/THLFofApQLI/AAAAAAAAADE/c-5N0K3JjYA/s72-c/44381_461376615475_312514685475_6724401_1229562_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-7607331014154631690</id><published>2010-05-31T15:29:00.003+02:00</published><updated>2010-05-31T16:35:07.253+02:00</updated><title type='text'>L'etica, la persona e il diritto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Forse sarebbe buona cosa fare il punto della situazione in materia di aborto&amp;nbsp;e stabilire ciò che è certo e biologicamente confermato da ciò che è opera di convenzioni sociali e legali, aldilà di seghe mentali, UFO biologici, affermazioni astruse tipo negare addirittura che l'embrione sia un essere vivente, elencazione inutile di caratteristiche comparative tra embrione e adulto, strampalate suddivisioni di tipi di vita tipo vita "biologica" e vita "biografica" e via dicendo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dunque, sappiamo che la nascita non è certo l'evento iniziale di un organismo vivente qual è l'essere umano, ma solo una fase di passaggio tra due diverse forme di esistenza, tra due diverse fasi di sviluppo. Il momento in cui un organismo umano inizia ad esistere è di certo il concepimento. E questa è una cosa biologicamente certa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il concetto di persona è invece un concetto attinente la filosofia e consiste nel possesso di alcuni caratteri. Caratteri che possono variare a seconda dei contesti e delle epoche, e pertano il concetto di persona non è affatto certo e immutabile.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma qui non ci interessa la persona in senso filosofico, se si tratti di chi assume la forma di un ruolo, un posto, un certo comportamento o altro. Qui ci interessa la persona in senso giuridico, ossia l'essere umano che è soggetto di diritto ed è pertanto titolare di diritti umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe a dire che ci interessa vedere i criteri con cui si stabilisce se un essere umano è titolare o meno di diritti umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora lo stabilire se e quando un dato individuo umano possa essere titolare di diritti umani è un problema attinente l'etica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lasciando stare l'etica di matrice religiosa che fa ricondurre tutto l'insieme di responsabilità e di diritti a una dimensione divina, l'etica laica può essere distinta in due tipi fondati su due tipologie diverse di principi:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;1. c'è l'etica fondata sul criterio della certezza e della massima estensione. Secondo questo principio l'Uomo ha il dovere verso se stesso di stabilire basi etiche quanto più certe e chiare sia possibile e quanto più svincolate dall'arbitrio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inutile dire che secondo questo principio tutti gli individui umani esistenti dovrebbero essere riconosciuti come titolari di diritti umani e quindi i diritti umani vanno attribuiti fin dal concepimento che, come abbiamo visto, è l'inizio effettivo di una nuova individualità umana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;2. Etica fondata su criteri pragmatistici e utilitaristici. Secondo questo tipo di etica le cose vanno stabilite a seconda dell'utilità che comportano. Se ora conviene legalizzare l'aborto si stabiliscono criteri che facciano in modo di attribuire diritti umani a quegli individui umani che fuoriescono dall'ambito in cui sono compresi gli oggetti di possibili interruzioni di gravidanza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma questo principio potrebbe estendersi a molti altri ambiti ed è stato quello sempre seguito. Per esempio nell'antichità erano considerate persone gli uomini liberi e non gli schiavi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stabilire che ogni essere umano esistente è titolare di diritti umani, che quindi è persona giuridicamente parlando indipendentemente dal fatto che possa essere persona in senso filosofico o meno, è opera di un'etica fondata sul criterio della certezza e della non discriminazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stabilire invece che un essere umano è titolare di diritti umani solo se è in possesso di determinate caratteristiche, ossia a un livello di sviluppo in cui assume tali caratteri, magari quei caratteri che in un dato contesto come quello occidentale odierno può essere considerato persona in senso filosofico, è frutto di un'etica fondata su criteri pragmatistici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Spesso però l'etica pragmatica e utilitaristica può mascherarsi di "certezza" se assume quell'atteggiamento di "oggettivizzare" i criteri su cui si fonda. Per esempio far coincidere il riconoscimento di una persona in senso giuridico col fatto che questa possa essere considerata persona in senso filosofico e dando per certi e scontati, se non addirittura eterni e immutabili, i criteri su cui si fonda il concetto di persona in senso filosofico, è un'opera di mascheramento del carattere arbitrario dell'etica pragmatica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sinceramente io vivrei più a mio agio e mi sentirei più sicuro in un mondo che si fondasse sul primo tipo di etica, perlomeno per quanto riguarda le cose più importanti quali per esempio la vita umana. E inoltre lo riterrei un mondo più giusto. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-7607331014154631690?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/7607331014154631690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/05/letica-la-persona-e-il-diritto.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7607331014154631690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7607331014154631690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/05/letica-la-persona-e-il-diritto.html' title='L&apos;etica, la persona e il diritto'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-3385907045459498581</id><published>2010-05-30T13:02:00.000+02:00</published><updated>2010-05-30T13:02:31.926+02:00</updated><title type='text'>La catena ormai spezzata</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una della cause principali dell'odio contro la religione cattolica oggi tanto diffuso è che si tratta della religione dei nostri padri e dei padri dei nostri padri. Una religione che si è tramandata nei secoli di generazione in generazione attraverso un'intesa profodna che si stabiliva tra padri e figli&amp;nbsp;e che oggi odiamo tanto, odiamo questa continuità e vogliamo, a torto o a ragione, spezzarla.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io credo che in realtà si tratti in buona parte dell'odio che proviamo verso i nostri padri. Ma da che è dovuto questo odio? Qualcuno lo ha instillato o è nato da cause ben precise? Ci hanno forse traditi? Ci hanno ingannati? Ci hanno promesso cose che poi non hanno mai dato o che si sono appropriati solo loro lasciandoci a bocca asciutta? In cosa sono venuti meno nei nostri confronti?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cosa ha spezzato quell'intesa profonda che si tramandava di padre in figlio? Cosa ha reso padri e figli così estranei e spesso nemici tra loro come lo sono oggi?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-3385907045459498581?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/3385907045459498581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/05/la-catena-ormai-spezzata.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/3385907045459498581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/3385907045459498581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/05/la-catena-ormai-spezzata.html' title='La catena ormai spezzata'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-4499121289796610422</id><published>2010-02-25T20:57:00.001+01:00</published><updated>2010-02-27T14:26:32.954+01:00</updated><title type='text'>Premio SLE 2010</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La federazione dei “movimenti” gemelli per la "difesa" della "maschilità" (leggi: di maschietti cessi e allupati) Uomini 3000, Maschi Selvatici e Uomini Beta ha imbastito il concorso premio SLE (Santa Libertina Eroina) per l’anno 2010. Il concorso si rivolge a tutte le donne “eroiche” e “caritatevoli” che si prodigano far usufruire del loro Sommo Bene gli iscritti di tali associazioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Santa che avrà fornito le prestazioni maggiori in termini di quantità, qualità e a minor prezzo sarà pertanto nominata Santa Libertina Eroina e riceverà come premio una medaglia d’oro e avrà una sua statua di bronzo costruita all’ingresso delle sedi di questi “movimenti” (ma ce l’hanno la sede?).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A dieci anni a decorrere dal corrente anno, nell’anno 2020, tra le Sante Libertine Eroine di ogni anno sarà poi selezionata la migliore che riceverà la nomina di Santa Protettrice della QM e Madre di tutti i “risvegliati” (alluapati?) e sarà venerata e adorata come una Dea in terra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutte le interessate possono richiedere il modulo di adesione presso le sedi dei tre "movimenti" gemelli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-4499121289796610422?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/4499121289796610422/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/02/premio-sle-2010.html#comment-form' title='39 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4499121289796610422'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4499121289796610422'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/02/premio-sle-2010.html' title='Premio SLE 2010'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>39</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2202389480692486278</id><published>2010-02-04T12:39:00.003+01:00</published><updated>2010-02-04T12:40:03.796+01:00</updated><title type='text'>Lettera a Il Sole 24 Ore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gentili signori, vi scrivo riguardo un articolo che ho letto nella rubrica "Lettere al Sole" di venerdì scorso 28 gennaio. L'articolo riguardava l'ossessionante questione di portare l'occupazione femminile al 50%. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io ora mi chiedo perché mai dovrebbe esserci un obbligo da parte dei cittadini affinché la parità dei diritti debba per forza tradursi in una forzata parità numerica. Come mai questa ossessione? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Inoltre mi chiedo se i disoccuapti maschi non abbiano gli stessi diritti delle disoccupate femmine se si vogliono favorire queste ultime. Non sarebbe meglio una politica che favorisca l'occupazione tout court invece di fare discriminazioni in tal senso? O meglio ancora una politica di una più efficiente distribuzione della ricchezza? &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la cosa che più mi infastidisce di tutto questo è la mancanza di rispetto della sfera privata e familiare. Questa gente che fa apologia di una parità numerica vuole entrare nell'intimità delle famiglie e imporre alla gente la loro idea su cosa debba fare un marito, una moglie, un genitore e via dicendo. Scusate ma io in casa mia faccio quel che mi pare e piace. Se le faccende domestiche vuole farle mia moglie non credo che io debba rendere conto a qualcuno. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sarebbe ora di finirla con queste "analisi" sociali di pessimo gusto e puntare l'attenzione alle esigenze reali della povera gente e del popolo in generale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2202389480692486278?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2202389480692486278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/02/lettera-il-sole-24-ore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2202389480692486278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2202389480692486278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/02/lettera-il-sole-24-ore.html' title='Lettera a Il Sole 24 Ore'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2278824915334203626</id><published>2010-01-17T20:27:00.002+01:00</published><updated>2010-01-17T20:37:41.342+01:00</updated><title type='text'>Nasce il Movimento Uomini Beta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.uominibeta.org/"&gt;http://www.uominibeta.org/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nasce il Movimento degli Uomini Beta. Non è stato facile giungere a questo punto. Anzi. E’ stato un percorso estremamente difficile per uomini con la nostra formazione culturale e politica alla quale non intendiamo venir meno per nessuna ragione al mondo, prendere atto del processo che si è consumato negli ultimi quaranta anni nell’ambito della relazione fra i sessi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Molti di noi, come era normale che fosse, hanno addirittura, a suo tempo, salutato con entusiasmo l’esplosione del femminismo, individuato come un movimento capace di trasformare potentemente e radicalmente lo stato di cose presenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E’ stato assai doloroso, da parte nostra, prendere atto che quel movimento, che si proponeva di “liberare” le donne (e quindi anche gli uomini) nella prospettiva della costruzione di una società più libera, più giusta, più eguale, è di fatto diventato uno dei più potenti strumenti di cui il sistema dispone per la perpetrazione del suo dominio sociale sugli uomini, innanzitutto, ma in fondo anche sulle stesse donne, autoridottesi a vivere secondo i dettami e i valori dello stesso sistema dominante.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se tutto ciò sia avvenuto in buona o in cattiva fede, non ha nessuna importanza. Sarebbe come chiederci se Stalin lo fosse quando calpestava clamorosamente gli ideali del socialismo…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non c’è consapevolezza di quanto avvenuto, soprattutto da parte della moltitudine degli uomini “normali”, quelli che, a differenza di coloro “che non devono chiedere mai”, per dirla con un vecchio spot pubblicitario, sono invece costretti a “chiedere sempre”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il femminismo è di fatto diventato il cappello ideologico e mistificatorio di un sistema che vede, all’interno delle sue dinamiche reali, la grande maggioranza delle donne, più o meno consapevolmente, complici del capitale, del mercato e della ragione strumentale e utilitaristica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sinistra (politica e culturale) ha scelto di sposare l’interpretazione femminista della storia e della realtà che considera, sempre e comunque, tutti gli uomini come oppressori e carnefici, e tutte le donne come oppresse e vittime.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Noi non solo non riteniamo vero, o solo parzialmente vero, questo assioma, ma riteniamo che una simile teoria sia intrisa di un sostanziale qualunquismo che ha peraltro contribuito in modo determinante ad indebolire proprio le ragioni di chi questo mondo vorrebbe realmente trasformarlo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sappiamo che la nostra è una sfida difficilissima. Abbiamo di fronte a noi un avversario in grado di dispiegare una enorme capacità di condizionamento e di manipolazione culturale, mediatica e psicologica degli individui, come forse mai avvenuto prima nella storia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E non è tutto. Dobbiamo rompere una gabbia invisibile, spezzare il tabù che proibisce di fatto, pena l’emarginazione dal contesto sociale e l’esposizione al pubblico ludibrio, di esprimere anche solo il minimo dissenso nei confronti di ciò che è considerato non suscettibile di alcuna possibilità di critica: l’universo femminile e le sue sorti magnifiche e progressive.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La strategia dell’avversario si articolerà in più momenti. In una prima fase ci seppelliranno sotto una coltre di silenzio e indifferenza. Faranno di tutto cioè per renderci invisibili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successivamente, se il nostro movimento saprà, fra centomila difficoltà, conquistarsi un suo spazio, passeranno alla controffensiva. Cercheranno di distruggerci innanzitutto dal punto di vista umano e personale, con l’obiettivo, naturalmente, di colpire le nostre idee. E’ successo e succede ovunque purtroppo, e più i sistemi di dominio sono sofisticati e più sono potenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci diranno che in realtà siamo dei maschilisti di destra mascherati da progressisti, ci tacceranno di essere dei conservatori e dei reazionari che tentano di infiltrarsi nella sinistra, che siamo degli sciovinisti, sessisti, razzisti e finanche fascisti. Fin qui gli insulti a sfondo politico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi passeranno agli insulti personali. Ci diranno che siamo in preda ad un delirio psicotico, ci daranno degli “sfigati”, dei “cessi”, dei “segaioli”, dei frustrati. Ci spiegheranno che il problema siamo noi stessi, incapaci di relazionarci, in quanto tali, con le vette di libertà, evoluzione, autonomia e quant’altro, raggiunte dall’universo femminile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Infine, anche se in palese contraddizione con le idee e i valori di cui dovrebbero essere portatrici e portatori, ci “accuseranno” anche di essere fondamentalmente degli omosessuali, attribuendo, in questo caso, un valore negativo al concetto stesso di omosessualità. Perché è ovvio (questo il paradigma), che solo un maschietto frustrato, fondamentalmente omosessuale ma talmente inetto da non avere il coraggio di ammetterlo, può non essere in grado di apprezzare sempre e comunque l’essere e l’operare delle donne. Di tutte le donne.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con tutto questo dovremo fare i conti. Lo sappiamo fin d’ora. Aderire e portare avanti apertamente le idee del nostro Movimento comporterà, per coloro che sceglieranno di farlo, il rischio concreto di essere additati al pubblico ludibrio e di essere esclusi dal contesto sociale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutto questo fa paura. Non c’è dubbio. Non è una paura fisica, non si teme per la propria vita. Si ha il terrore di rimanere soli, isolati, di essere espulsi da ogni forma di socialità, di essere condannati alla marginalità e ad una sorta di deserto esistenziale. Per gli uomini “di sinistra” il rischio è ancora maggiore, ovviamente. Perché si tratta di fare una fatica doppia o tripla rispetto agli altri.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo però altrettanto consapevoli di un’altra cosa. E cioè che dietro questa paura ci sono tanti uomini, tanti, che hanno cominciato a ragionare con la propria testa, a sviluppare una consapevolezza critica, ma non hanno interlocutori, punti di riferimento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In altre parole, come si sarebbe detto una volta, sono disarmati culturalmente e politicamente.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo nati per questo, per offrire una sponda e anche una casa a tutti coloro che hanno cominciato ad interrogarsi sulla loro condizione di uomini in quest’epoca storica e in questa parte di mondo e che per questo non si sentono affatto dei maschilisti, dei razzisti o dei fascisti. Tutt’altro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Siamo nati proprio perché facciamo nostri i valori di eguaglianza, di libertà e di liberazione da ogni forma di sfruttamento e di oppressione e sfidiamo il femminismo ( e le sue contraddizioni) proprio su questo terreno. Lo stesso terreno che le femministe scelsero per portare avanti le loro rivendicazioni.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questo non abbiamo alcun timore; perché siamo consapevoli della forza delle nostre ragioni che tenteranno in ogni modo dapprima di oscurare e poi di denigrare, ma che non potranno mai cancellare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Fabrizio Marchi&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.uominibeta.org/2009/12/02/non-abbiamo-paura"&gt;www.uominibeta.org/2009/12/02/non-abbiamo-paura&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2278824915334203626?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2278824915334203626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/01/nasce-il-movimento-uomini-beta.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2278824915334203626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2278824915334203626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/01/nasce-il-movimento-uomini-beta.html' title='Nasce il Movimento Uomini Beta'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6134507407001946728</id><published>2010-01-01T22:14:00.019+01:00</published><updated>2010-01-21T15:40:14.641+01:00</updated><title type='text'>Da "Aborto del mondo civile - Manifesto antiabortista laico"</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ecco il mondo "civile": &lt;a href="http://holywar.org/italia/aborto/reality.htm"&gt;http://holywar.org/italia/aborto/reality.htm&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.primapaginaitaliana.it/articolo.asp?id=1294"&gt;http://www.primapaginaitaliana.it/articolo.asp?id=1294&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_OMS_fa_il_punto_sull_aborto/1314945"&gt;http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/L_OMS_fa_il_punto_sull_aborto/1314945&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Viviamo in un paese in cui le droghe sono vietate (con un ingente dispendio di uomini e mezzi a scopi repressivi) perché fanno male alla salute di chi le assume nel pieno delle sue facoltà mentali, la pillola abortiva che ammazza un altro essere umano è legale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Viviamo in un paese in cui un pluriomicida non può essere condannato a morte perché non è prevista la pena di morte ma un bambino innocente può essere eliminato con la "sentenza" della madre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le norme giuridiche attribuiscono soggettività giuridica, e quindi titolarità di diritti generici quali i diritti umani e la facoltà di contrarre diritti particolari, a categorie di soggetti quali “cittadini” o “persone”. La base fondamentale della soggettività di diritto è la cosiddetta “persona fisica”. È persona fisica ogni essere umano… nato vivo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’essere umano è un essere appartenente a una specie zoologicamente ben definita come Homo Sapiens Sapiens appartenente al genere Homo e facente capo all’ordine dei primati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una specie è un insieme di individui che è geneticamente compatibile, quindi che hanno la potenzialità di avere gli stessi discendenti. Il patrimonio genetico, quindi, attraverso l’incrocio genetico con cui “comunicano” gli individui nel corso delle generazioni, rappresenta un patrimonio biologico comune a una specie e la specie a sua volta si fonda sulla “messa in comune” del patrimonio genetico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I criteri che furono usati per classificare le varie specie animali risalgono ai tempi di Linneo, prima delle più recenti scoperte in campo biologico e soprattutto genetico. Si fondano per lo più su criteri somatici e sull’evidenza di alcuni caratteri particolari e non su una base strettamente genetica. È quindi molto probabile che molte forme di vita che si ritenevano facente capo a più specie, all’esame del patrimonio genetico si possano rivelare appartenenti a una medesima specie e viceversa. Ma la nostra specie invece è ben distinta dalle altre anche per via del fatto che rappresenta ormai l’unica specie del genere Homo a cui fa capo e sappiamo che tutti coloro che vengono definiti “esseri umani” appartengono alla medesima specie. Quindi la specie in senso genetico – che sembrerebbe la classificazione più basilare delle forme di vita – corrisponde, a quella “somatica” – ossia classificata più in “superficie”, sulla base di mere apparenze.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La persona è l'essere umano e noi siamo esseri umani da quando esistiamo. La nostra esistenza è un dato oggettivo, ma c’è da "stabilire" quando inizia. Non è irragionevole ritenere che inizi dal momento in cui ci sono le basi fondamentali del nostro essere, e qual è la base più fondamentale e profonda del nostro essere se non il nostro patrimonio genetico? Direi quindi che noi esistiamo, e quindi siamo esseri umani e quindi persone, da quando si forma il nostro patrimonio genetico, ossia dal momento del concepimento, dal momento in cui lo spermatozoo feconda l'ovula e forma uno zigote col patrimonio genetico che è la base del nostro esistere. E la legge che deve tutelare e garantire i diritti degli esseri umani dovrebbe tutelarci e garantire i nostri diritti da quando siamo concepiti e già esistiamo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il feto o l'embrione umano è quindi una persona, un essere umano.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Tutte le chiacchiere che ho finora letto e ascoltato non valgono a dimostrare l'inumanità dell'embrione... umano (concetto già di per sé illogico).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo zigote umano ha un patrimonio genetico umano completo, un NUOVO patrimonio genetico. Quindi sostanzialmente è già un nuovo essere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non vuol dire che una persona sia ridotta a un patrimonio genetico ma solo che il patrimonio genetico è alla base dell'esistenza di una persona. Così come il punto non è la struttura del genoma quanto la sua continuità nella riproduzione umana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qualcuno potrebbe dire che il criterio che ho spiegato per determinare in maniera abbastanza precisa il momento della nostra esistenza e della nostra umanità sia a sua volta arbitrario.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vorrei far notare che è comunque meno arbitrario del considerare essere umano il nato vivo. E' assurdo asserire che il bambino appena uscito dal ventre materno sia qualcosa di diverso da quello che fino a qualche giorno prima era dentro la pancia della madre.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Altri elementi poi, tipo onde cerebrali, forma umana e via dicendo, questi si che sono arbitrari. Si tratta di tutte cose che sono dovute al fatto che siamo esseri umani, cioè sono caratteristiche derivate dal nostro essere. Non sono le onde cerebrali o il fatto che abbiamo due mani a farci umani, ma è bensì il fatto che siamo umani che comporta il fatto che abbiamo onde cerebrali e due mani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo non vale per il patrimonio genetico: è assurdo asserire che il fatto che siamo umani faccia in modo che abbiamo un patrimonio genetico umano. Al contrario: è il fatto che abbiamo un certo codice genetico che ci fa quel che siamo, che ci fa esseri umani.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Tutte le concezioni di "umano" che non tengono conto della matrice biologica si fondano su presupposti stupidamente spiritualisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi da quel che so una persona può perdere una mano, può perdere un occhio, può perdere la parola e anche la ragione, ma non ho mai sentito nessuno che perdesse il proprio... DNA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche concepire un essere umano senza un patrimonio genetico umano mi sembrerebbe piuttosto difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si potrebbe dire che il fatto che abbiamo un certo DNA che ci fa umani deriva dal fatto che questo deriva da DNA di altri due esseri umani. Ovvio, è proprio questo il punto, come il fatto che&amp;nbsp;il momento costitutivo del nuovo DNA è nella fecondazione dell'ovulo da parte dello spermatozoo, prima questo DNA non esisteva. Esistevano solo due metà di DNA appartenenti a organismi adulti, i genitori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche la storia del "progetto di vita" è assurda, un pavido tentativo di mantenersi sul "moderato". L'embrione è una vita, non un progetto di vita, una vita con DNA umano completo, una vita umana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La realtà è che la non umanità dell'embrione umano è solo un'apparenza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma anche se volessimo dare a questo concetto astruso il beneficio del dubbio, seppure se volessimo proprio dubitare dell'umanità dell'embrione umano, allora dovrebbe valere il principio di prudenza che è stato tanto sbandierato per gli OGM: prima di introdurre una novità bisogna dimostrare che questa novità non sia dannosa per la vita umana. Ebbene se non c'è sicurezza che l'embrione umano non sia umano allora in base a questo principio si dovrebbe vietare l'aborto per il principio di prudenza: lo si dovrebbe acconsentire solo quando sarebbe dimostrato con certezza che non lede ad alcuna vita umana, anche se l'umanità di quella vita fosse solo una possibilità. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni altro parametro che stabilisce diversamente è del tutto arbitrario e strumentale per fini politici e ideologici. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se è stato consentito l'aborto è per altri motivi, non certo perché siano caduti dei "pregiudizi" sul concetto di vita umana. Anzi, i pregiudizi si sono moltiplicati.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma ammettere questo porrebbe le donne nei confronti delle loro responsabilità. Cosa inaudita in un'epoca che ha fatto della donna il suo nuovo Dio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Si conta che da quando è entrata in vigore la "civile" legge 194 siano stati UCCISI circa 4 milioni e 800 mila bambini non ancora nati. CIFRE DA GENOCIDIO!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La verità è che non siamo mai usciti dal medio evo ma viviamo in un medio evo rinnovato, tecnicizzato, asettico, dove invece di bruciare la gente sui roghi la si uccide negli uteri senza che facciano rumori e rompano più di tanto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Viviamo in un'epoca che ha sostituito il culto del Dio Padre con quello della Dea Madre, dell'Uomo fatto Dio in quello della Donna fatta Dea. All'autorità che lo stato dava alla Chiesa di stabilire i parametri secondo i quali stabilire chi doveva vivere e chi morire si è sostituita quella che lo stato dà alle donne di stabilire chi è un essere umano e chi non lo è. Milioni di bambini ficcati nell'utero col contributo incosciente delle loro madri vengono dichiarati da queste non umani e fatti fuori perché romperebbero loro le uova nel paniere.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa è la "moderna", "civile" e "laica" società in cui viviamo oggi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I filosofi e i teologi medievali intuirono che il momento del concepimento rappresenta un momento importante per la "fondazione" di un nuovo essere umano e spiegarono questa intuizioni con l'uso di concetti errati come quello dall'anima insufflata da Dio. Questo perché non conoscevano la genetica. la genetica ha riscoperto la fondatezza delle loro intuizioni, seppure su un piano diverso: la natura umana non proviene dall'esterno, da una dimensione divina come ritenevano un tempo, ma dall'interno, dalla stesso struttura auto perpetuante della vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una società che si fondasse su basi culturali realmente scientifiche, alla luce delle più recenti scoperte in campo delle biologia e della genetica,&amp;nbsp;dovrebbe ritornare in parte sui passi dei filosofi e dei teologi medievali e assimilare l'aborto all'omicidio o, se vogliamo, all'infanticidio, un infanticidio prenatale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma l'apparenza della non umanità dell'embrione umano è strumentale all'idolatria femminista.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’idolatria femminista che ha sostituito il Corpo di Cristo col Corpo della Donna, è strumentale a una rozza e disastrosa politica demografica fondata sulla repressione (si, repressione e non "controllo"!) delle nascite. Questo perché la crescita della popolazione comporta l’alterazione di equilibri di sistema, solleva l’esigenza di un passaggio di sistema col superamento del sistema socio-economico vigente e la corrispondente necessaria rottura degli equilibri di potere vigenti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L’attuale politica demografico-femminista distruttrice di vita ha quindi uno scopo pedissequamente conservatore dietro l’apparenza di un falso progressismo laicista. Inoltre il non considerare come esseri umani un'intera categoria di persone è un atto di razzismo, l'abortismo è quindi un'ideologia altamente razzista.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Se gli apologeti dell'aborto riflettessero un po’ su ciò che dicono con la mente libera dalle paure, dai pregiudizi, e da quel gretto pragmatismo giustificativo&amp;nbsp;che in genere li caratterizza,&amp;nbsp;forse si renderebbero conto di come si autocontraddicono in continuazione, come la stessa ideologia abortista che appoggiano. Prima accusano l’antiabortismo tout court di essere “spiritualista”, poi denunicano una presunta “sotto-cultura cattolica” (giustamente l'antiabortismo deve essere "per forza" cattolico...) di fare uso di principi materialistici. Affermano che non esistono basi oggettive per stabilire quando si ha a che fare con un essere umano e che l’attribuzione dell’umanità a un essere sarebbe solo una questione di pragmatismo spicciolo (leggi: paraculismo) della serie “si danno (sic!) i diritti a chi ne ha bisogno (oppure, detto più esplicitamente, a chi c’è interesse a “darli”)”, magari sulla base di un’ambigua “attività cerebrale” (diamo i diritti umani pure ai cani visto che anche loro hanno una “attività cerebrale”?), seppure non risulta che ci sia un momento preciso in cui si forma un sistema nervoso, essendo questo un processo graduale. Però poi dicono che quanto dicono gli antiabortisti laici sarebbe “oggettivamente” sbagliato e spesso ciatano testi che vorrebbero dimostrare “oggettivamente” che l’embrione non sarebbe una persona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli (il)logici contorcimenti che bisogna fare per negare il fatto che l’aborto altro non è che un omicidio legalizzato per scopi politici, economici, storici e ideologici sarebbero piuttosto grotteschi se non avessero per oggetto una cosa abbastanza seria qual è la vita umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è certo usando la logica a proprio piacimento e tacciando come “dogmi” le conseguenze di un ragionamento che ci si rivela “antidogmatici”. Tutt’altro, un dogma non è la conseguenza di un ragionamento logico fondato sull’osservazione della realtà e di elementi scientifici certi, ma consiste nel fissare come dato indiscutibile un elemento arbitrario di un ragionamento, un po’ come fanno alcuni tirando in ballo la “attività cerebrale”. Perché questa dovrebbe essere tanto importante per considerare umano un organismo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l’invenzione di categorie inesistenti col mero scopo di sminuire l’importanza dell’embrione umano e falsarne la natura, tipo “grumo di cellule”, “progetto di vita” e via dicendo, non è che sia indice di un utilizzo sano della razionalità. Non esiste nessun “grumo di cellule” e nessun fantomatico “progetto di vita”, esiste l’organismo umano che adesso è zigote, poi morula, poi embrione, poi feto, poi neonato, poi bambino o bambina, poi ragazzo o ragazza, poi uomo o donna, fino a diventare, se è più o meno fortunato, vecchio e morire. Sono tutte fasi di sviluppo che attraversa l’essere umano dal concepimento alla morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attività cerebrale al massimo può essere un buon indice del passaggio dalla vita alla morte clinicamente accertata, che consiste in una sorta di punto di non ritorno, uno stadio di processo degenerativo delle attività vitali in cui una persona non è più recuperabile e può essere considerata morta – seppure la morte in realtà è un processo molto più graduale di quanto normalmente siamo portati a credere. Ma non è l’attività cerebrale che fa in modo che un organismo possa essere considerato umano. Possono altresì essere stabiliti dei parametri per disciplinare la pratica dell’eutanasia, ma questo è un altro discorso. Qui si parla di organismi sani e in formazione non di malati terminali magari adulti e consenzienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né tantomeno l’affermazione che sarebbe l’Uomo a stabilire arbitrariamente cosa è umano e cosa non lo è, cosa sarebbe “meritevole” di avere diritti e cosa no, è indice di laicismo e ragionevolezza. Si tratta solo di un pragmatismo di bassissimo livello. I principi etici e di diritto non si stabiliscono secondo i comodo di turno e il loro fermo rispetto non costituisce affatto un dogma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attribuire poi l’antiabortismo laico per forza al cattolicesimo per vie traverse è segno di ristrettezza mentale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ideologia abortista oggi prevalente si arrampica sugli specchi e fa parecchie deroghe ai più elementari principi logico-scientifici pur di autogiustificarsi. Anche perché solo chi ha il prosciutto sugli occhi può non notare il fatto che finora ci sono stati molti più interessi a rendere l’aborto legale che non illegale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I diritti umani non si danno a chi “ne ha bisogno”, ossia a chi fa comodo darli, ma si riconoscono a tutti gli esseri umani. E l’Uomo ha il dovere verso se stesso di stabilire su basi certe e incontrovertibili chi sono gli esseri umani. Dovere che non c’entra niente con la metafisica ma che costituisce la base dei più elementari principi che dovrebbero regolare una società veramente civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società umana è un’organizzazione che fa uso dell’intelligenza per garantire la sopravvivenza e il benessere della specie e non un consorzio metafisico fondato su presupposti astratti e con finalità astratte come ritengono alcuni sedicenti razionalisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il razzismo abortista agisce come tutte le ideologie che hanno fatto e fanno da sostegno etico-morale alle politiche fondate sullo sterminio e sul genocidio. Essa attua una separazione tra gli esseri umani sulla base di parametri che non costituiscono nessuna reale base oggettiva di distinzione ma che sono del tutto arbitrari e di comodo. Crea così una gerarchia tra gli esseri umani con apposite etichettature sulla base di tali parametri attribuendo così ai diversi livelli gerarchici diversi “gradi di umanità” e quindi diversi ordini di priorità di diritti. Riconosce così maggiore priorità di diritti alla categoria di esseri umani “superiore” e minore a quella “inferiore” subordinando anzi i diritti di questi ultimi alla volontà dei primi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È un razzismo così radicato che i morti e gli uccisi prima di nascere non entrano neanche nelle statistiche ufficiali dei decessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo alcune correnti di questa ideologia l’embrione umano attraverserebbe una sorta di “zona grigia”, un periodo in cui l’embrione non è “pienamente sviluppato” (e ci mancherebbe!) che va dal concepimento fino a un momento mal precisato (e forse imprecisabile) in cui può essere considerato un essere umano a tutti gli effetti perché… “pienamente sviluppato”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene questa “zona grigia” è un’invenzione, una finzione volta a giustificare l’infanticidio prenatale. In realtà non c’è nessun momento provvisorio in cui l’embrione non può essere considerato umano. Il momento della fecondazione dell’ovulo è un momento di singolarità in cui due cellule provenienti da due individui più o meno adulti, i genitori, e con un genoma che, seppure incompleto, è riconducibile completamente a questi due organismi, si fondono a formare una cellula con genoma umano completo e non riconducibile a nessun altro individuo che non sia lo zigote stesso. Ci sono qui tutti gli elementi ontologici perché lo zigote possa essere considerato un essere umano allo stato unicellulare, stato che ovviamente tutti abbiamo attraversato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l’altro cosa vuol dire che l’embrione non è “abbastanza sviluppato” per poter essere considerato un essere umano? Assolutamente niente. Un neonato è abbastanza sviluppato per potere essere considerato un essere umano? E un ragazzo di vent’anni? Un uomo di novant’anni? Un feto di poche settimane prima di nascere? Certamente si, risponderebbero i cultori della discriminazione verso l’embrione. Ma non si rendono conto di quanto le differenze che intercorrono tra quegli stadi di sviluppo in cui un organismo “può” essere considerato persona e quelli in cui “non può” essere considerato tale sono illusorie, arbitrarie, dovute a dei pregiudizi e non a parametri oggettivi. A dei pregiudizi e a un senso di familiarità: è ovvio che tendiamo a considerare umano ciò che presenta, seppur vagamente, le forme e l’aspetto di un uomo. Questo è dovuto alla nostra esperienza quotidiana ma non ha nulla a che fare con una conoscenza approfondita della struttura basilare della vita umana. Si tratta di un giudizio istintivo, superficiale, empirico e che non tiene conto di un esame approfondito della realtà della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non voglio contraddire i principi logico-scientifici, né intendo introdurre elementi che sono estranei alla scienza, ma è la stessa scienza odierna che contraddice le scuse ideologiche degli abortisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza dice che gli esseri umani fanno capo alla specie Homo sapiens sapiens e che quindi sono riconducibili a una specie animale zoologicamente ben definita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza dice che una specie vivente è costituita da un insieme di individui geneticamente compatibili tra loro e che quindi possono avere discendenti fertili comuni. Questo stabilisce che c'è una base genetica alla natura di una specie e quindi la natura umana ha una base genetica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scienza dice che al momento del concepimento si forma lo zigote che ha un patrimonio genetico completo. E da qui se ne evince che lo zigote possiede già le basi di una nuova individualità appartenente alla specie umana, ergo lo zigote è già un essere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi l’assioma logico – e non ideologico - Dna umano --&amp;gt; essere umano --&amp;gt; diritti umani, non è un “dogma”, è un fatto che scaturirebbe se la società si fondasse realmente su presupposti logico-scientifici e non ideologici. Ovviamente parlo di una società genuinamente democratica che riconosce e garantisce i diritti umani e non che li “concede” a suo arbitrio a chi ritiene ne abbia “bisogno”, o meglio a chi le fa comodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ribadisco i due principi di logica e di etica. Logica: il Dna umano comporta che si ha a che fare con un essere umano; etica: l’essere umano è sempre titolare di diritti umani, tra cui, in primis, il diritto alla vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però, guarda caso, lo zigote non è considerato un essere umano e si tirano in ballo tutti contorcimenti mentali pur di confermare l'assurdo concetto di non umanità dell'embrione umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Onde cerebrali (il forno a microonde è un essere umano?), una fantomatica "senzienza" dal sapore new age, un'ambigua "attività cerebrale", un concetto altrettanto ambiguo di "organismo sviluppato". Tutto questo si che ha del dogmatico oltre a un sapore altrettanto metafisico del concetto di anima immortale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E perché invece non riconosciamo l’umanità di un organismo sulla base del pollice opponibile? Oppure riconosciamo come esseri umani solo coloro che camminano su due piedi e con statura eretta. Quindi tutti i bambini che non sanno ancora camminare e che gattonano non sono esseri umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un principio veramente razionale, logico e scientifico vorrebbe che il nostro essere si basi sul cuore della vita, cioè il Dna e che tutta l’etica e la normativa giuridica si adegui a questo principio. Ogni altro parametro diverso dal principio genetico si fonda solo su pregiudizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si badi bene però che io ho detto il nostro essere non il nostro modo di essere, ossia il modo con cui veniamo su, che dipende anche da svariate variabili ambientali e di eventi con cui ha interagito un organismo vivente, soprattutto complesso quale è l’essere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il tanto divinizzato sistema nervoso – che altro non è che un mezzo, una strategia, per sopravvivere “elaborata” da quel “ramo” della vita a cui noi apparteniamo nel corso della sua evoluzione – esiste grazie al Dna umano. Senza questo non ci sarebbe cervello, né intelligenza, né coscienza, né tutto ciò che spesso è spacciato, con un che di metafisico – in salsa “laica” o religiosa – come una specie di fine ultimo dell’esistenza e non come un mezzo di questa, un modo di essere che ci caratterizza, qual è realmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita è un fatto di sostanza non di forma. La vita può prendere diverse forme ma la sua sostanza basilare resta comunque un sistema complesso che si autoperpetua con appositi meccanismi evolutivi. La base di questo sistema è il Dna. La comunione del Dna tra un insieme di individui attraverso la compatibilità genetica definisce una specie. La specie umana, l’Homo sapiens sapiens è la nostra specie con la sua comunione genetica di base. L’essere umano è una forma di vita particolare con le sue peculiarità, tra cui l’intelligenza. Ma queste peculiarità sono strategie che la nostra specie ha sviluppato nel corso della sua storia evolutiva per rispondere alle esigenze che via via le si ponevano e per proseguire nella sua continuità. Sono un mezzo non un fine. E tanto meno il fine ultimo che di per sé è un’incoerenza logica. Meno “spiritualista” di così… forse la si può definire una visione “biologista” della vita ma non certo spiritualista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma anche la stessa vita quotidiana ci dice quanto il Dna sia centrale per la nostra esistenza. Se così non fosse non esisterebbe il diritto ereditario. Il fatto che una persona, mio figlio, abbia una parte del mio Dna – detto popolarmente il mio “sangue”, ma il concetto è quello – perché mai dovrebbe essere tanto importante?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per inciso: gli scimpanzé avranno pure un patrimonio genetico simile al nostro ma non sono figli di esseri umani né gli esseri umani sono figli di scimpanzé. E qui sta il punto, non è la struttura del patrimonio genetico il nodo centrale ma il fatto che sia umano, derivi da esseri umani e dia luogo a un organismo umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma immagino che per gli abortisti neanche questo sia importante. L’importante è che si possa abortire più o meno liberamente. L’importante è piegarsi supini al principio religioso della sacralità del corpo femminile che richiede la messa in secondo piano di altri tipi di diritti. E ogni scusa che giustifichi questa “libertà” e che si pieghi a questa sacralità particolare è buona. Il fine giustifica i mezzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le pseudoargomentazioni a favore dell’aborto dimostrano quanto questo sia penetrato - o meglio sia stato inculcato quasi con uno stile da lavaggio del cervello orwelliano – nella coscienza della gente come qualcosa di "assolutamente necessario" e ogni contorcimento (il)logico, ogni deroga di principio, ogni pregiudizio è buono pur di legittimarlo e giustificarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basti pensare a quella tra le più ingenue che pretende di identificare e confondere il corpo del bambino con quello della madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E con queste giustificazioni che ci si vuol mettere l'animo in pace in presenza di una forma di omicidio legalizzata, con un continuo sterminio clinico e silenzioso in atto, fingendo di vivere in paesi "civili" in cui donne "perbene" – magari “povere vittime”, come del resto oggi sono spesso impropriamente considerate le donne – sarebbero “costrette” (sic!) a dare regolare mandato a medici altrettanto "perbene" – che magari farebbero anche un “servizio sociale” aiutando le “povere vittime” – per uccidere decine di milioni di bambini l'anno non ancora nati. Il tutto con l'appoggio della legge e di una morale ipocrita e illogica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’aborto si fonda sugli stessi principi su cui si fonda ogni altro tipo di sterminio e di genocidio solo che, riguardando persone che non hanno l’aspetto umano che ci è familiare, ci illudiamo che non sono persone e quindi di vivere in una società “democratica” che avrebbe messo al bando nefandezze varie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi si permette di far notare questa realtà è subito linciato con l’accusa di essere “reazionario”, “oscurantista”, “fanatico”, “visionario” e via dicendo. Mentre giustificare l’aborto è cosa che rende “liberal”, “progressisti”, “ragionevoli”, “laici” e via di questo passo, così che parecchi, per debolezza e per paura, seppure hanno dei dubbi, si guardano bene dal controbattere le assurdità con cui siamo sommersi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione pratica per rimettere a posto le cose sarebbe l’utilizzo e la diffusione dei mezzi di contraccezione efficaci ma non invasivi – e oggi si è già a buon punto – ma al contempo assimilare l’aborto all’omicidio aggravato, in quanto omicidio di minore, riconoscendo la fattispecie di reato definibile come infanticidio prenatale. Solo questo farebbe in modo che l’aborto non venga usato come volgare, incosciente e spietata alternativa alla contraccezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile e stupido è basare i ragionamenti su quelle che altro non sono che delle eccezioni, quali sono i casi di gravidanza dopo rapporto non consensuale, malformazioni e malattie fetali e rischi sulla salute materna. Una legge è rivolta alla norma non alle eccezione. Può anche contemplare i casi eccezionali e disciplinarli, ma non può certo fondarsi su questi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile e stupido è utilizzare l’assurda scusa che l’aborto sarebbe un modo per evitare vite sventurate a poveri disgraziati. Se così fosse allora si dovrebbero sterminare anche intere popolazioni di esseri umani già nati, il discrimine che si vuole attuare tra nati e non nati si fonda sui pregiudizi che ho sopra tentato di spiegare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile e stupido è l’avviso che il divieto di abortire comporterebbe la pratica clandestina di questo delitto. Con questo ragionamento si dovrebbero legalizzare tutti i crimini e i delitti per renderli più “controllabili” e magari per evitare che la “povera” madre assassina vada incontro a inconvenienti sanitari di vario tipo. Magari il furto dovrebbe essere legalizzato per evitare ch i ladri possano infortunarsi fuggendo dopo aver compiuto un “colpo” e via dicendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra opportuno che un delitto sia vietato e inoltre gli interventi clandestini erano tipici di un’epoca in cui non c’erano metodi efficaci di contraccezione. Oggi il divieto d’aborto comporterebbe più che altro un maggiore ricorso alla contraccezione e al sesso responsabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile e stupido è il voler dare anche agli uomini, in particolare ai coniugi, la facoltà di veto sull’aborto. Questo si tradurrebbe solo in una distribuzione del carico di responsabilità riguardante la decisione di sopprimere una vita umana. E nell’ideologia femminista in cui oggi sguazziamo questo comporterebbe solo una colpevolizzazione degli uomini maggiore di quanto oggi non venga esercitata dalla morale prevalente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esula invece dalla questione del diritto alla vita quella riguardante la libertà del riconoscimento dei figli da parte dei genitori, oggi molto sbilanciata a favore delle donne le quali, libere di scegliere se abortire o no oltre che di non riconoscere il figlio e di darlo in adozione, vanno spesso a piangere soldi dai padri dei loro figli in caso scelgono di risparmiare la vita del bambino e di tenerlo, o che spesso utilizzano come arma di ricatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caso strano: la piena libertà è data solo a una parte, alla madre, mentre il padre deve sottostare alle libere scelte di costei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso anche il diritto al libero riconoscimento da parte paterna può essere contemplato dalla legge, ma questa è una cosa indipendente dalla questione della legalità o illegalità dell’infanticidio prenatale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provvedimenti congeniali potrebbero essere invece quelli riguardanti aiuti da dare ai genitori bisognosi, una disciplina delle adozioni e degli affidi di minori più elastica. Per esempio dare ai genitori bisognosi la possibilità di delegare dei soggetti, quali istituti o famiglie volontarie, per una condivisione degli oneri di allevamento. Dare la possibilità di dare in adozione il minore senza perdere contatti con questo, magari con un’eventuale clausola che permetta a uno o entrambi i genitori di poter riprendere il minore con sé una volta eliminate le difficoltà che impedivano l’espletamento completo dei doveri parentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E magari altri tipi di provvedimenti potrebbero essere presi in considerazione per andare incontro alle esigenze di minori e genitori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo così si potrà avere una politica demografica civile e la coscienza a posto senza contorcimenti mentali e deroghe grossolane e ipocrite ai più basilari principi della logica, dell’etica e della morale umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La libertà di scelta la si esercita prima di concepire un figlio prendendo gli opportuni accorgimenti oggi abbastanza diffusi o al massimo ricorrendo a pratiche di affido e adozione, ma non certo ammazzandolo. Non ci sono giustificazione per questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi ci sono i mezzi, i tempi sono maturi perché l’aborto possa diventare qualcosa di inutile, assurdo, antiquato ed essere così relegato nella pattumiera tra le barbarie che hanno caratterizzato la storia umana. Manca solo la volontà perché i pregiudizi abortisti diffusi da anni sono ancora prevalenti e fin troppo radicati. Ma per fortuna ci sono anche i segni di una presa di coscienza. Per esempio sempre più medici e persone appartenenti a personale paramedico si dichiarano obiettori di coscienza rifiutandosi di effettuare interventi di aborto. Ma un segno molto importante è il fatto che sempre più persone non religiose, che siano atei, agnostici o più vagamente non credenti o laici, prendono posizioni contro l’aborto, mettendo così fine a quella sorta di monopolio sulle posizioni antiabortiste detenuto per lo più dalla chiesa cattolica per motivazioni teologico-religiose e all’ormai superato dualismo antiabortismo-cattolicesimo che utilizzava di massima argomentazioni di ordine metafisico, ben poco scientifiche e di dubbia credibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’allargamento del fronte antiabortista verso fasce di popolazione non credente sta comportando un ampliamento di vedute, una presa di coscienza più radicata e l’ausilio di argomentazioni concrete e di carattere scientifico che prendono in considerazione la base reale stessa della vita umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe ingenuo illudersi che questi segni siano premonitori di un cambiamento a breve termine, tutt’altro. Il razzismo abortista continuerà a spadroneggiare per parecchio tempo. L’aborto continuerà a uccidere per molto tempo avvenire con pratiche distruttive sempre più “raffinate” e “avanzate”, come la pillola abortiva che molto verosimilmente comporterà un calo del ricorso a istituzioni e personale specializzato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma chi ha preso coscienza dell’inumanità dell’aborto (e non dell’embrione che è invece pienamente umano) non deve arrendersi e continuare, perseverare a gettare i semi della difesa della vita umana, diffondendo il più possibile quanto ha da dire per smentire le false tesi filo-abortiste, utilizzando i principi della logica e della scienza, dimostrando la falsità, l’incoerenza e la vacuità dei discorsi e della moralità ipocrita e superficiale favorevole all’infanticidio prenatale e rompendo con le tradizioni metafisiche che hanno finora caratterizzato le posizioni antiabortiste tradizionali. Questi semi saranno raccolti un prossimo domani, quando i tempi saranno maturi perché l’abortismo possa essere considerato per quello che è: un’ideologia razzista e sterminista non diversa da tutte la altre del suo stampo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questo mio discorso può sembrare “demagogico” o caratterizzato da qualsiasi tipo di difetti che gli si vorrà apporre pur di negargli dignità, denigrarlo e smentirlo non è un problema di mio interesse. Nello scrivere quanto ho da dire su questo o altri argomenti ho agito e agisco secondo mia piena coscienza e senza nulla di cui rimproverarmi. &lt;br /&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6134507407001946728?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6134507407001946728/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/01/aborto-del-mondo-civile.html#comment-form' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6134507407001946728'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6134507407001946728'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2010/01/aborto-del-mondo-civile.html' title='Da &quot;Aborto del mondo civile - Manifesto antiabortista laico&quot;'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1966998918091320738</id><published>2009-12-25T14:12:00.002+01:00</published><updated>2009-12-25T14:18:12.763+01:00</updated><title type='text'>Adesso c'è pace</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sciami di api volano verso un fiore assetate del suo dolce miele.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel fiore si chiama Speranza. E dona agli animi energia e forza per proseguire il volo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Miriadi cervi corrono nella valle incontro alla terra che anelano. La intravedono lontano e la cercano, corrono ancora.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella terra si chiama Passione. E dona agli animi emozioni di vita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stormi di uccelli volano verso una fresca sorgente e si accalcano per abbeverarsi e dissetarsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quella sorgente si chiama Amore. E dona agli animi momenti di gioia e ristora gli ardori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Folle di pellegrini sostano sotto un grande albero la cui ombra dà riparo alla stanchezza del loro vagare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quell’albero si chiama Pace. E dona serenità e rifugio agli animi afflitti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui adesso puoi riposare, anima mia. Qui adesso nessun turbamento ti infastidisce più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui adesso sei tranquilla e serena.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso c’è pace.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1966998918091320738?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1966998918091320738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/adesso-ce-pace.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1966998918091320738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1966998918091320738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/adesso-ce-pace.html' title='Adesso c&apos;è pace'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-551272808456417241</id><published>2009-12-25T12:46:00.006+01:00</published><updated>2009-12-25T13:47:10.186+01:00</updated><title type='text'>Sullo smutandamento femminile</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cosa che più mi colpisce di tempi odierni non è tanto lo smutandamento e l'esaltazione del corpo femminile, che considero più una conseguenza, quanto l'oscuramento e lo svilimento di quello maschile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fino a pochi anni fa si andava in spiaggia tutti in slip, oggi invece gli slip sono stati sostituiti dagli orribili boxer maschili e dagli altrettanto orribili perizomi femminili.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I calciatori una volta giocavano con magliette aderenti e calzoncini a mezza coscia, oggi con magliette larghissime e brache larghe e lunghe fino al ginocchio.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io credo che il corpo maschile rappresenta ciò che la società asettica e smidollata occidentale teme di più: forza, vigore, fierezza e, se vogliamo, anche un pizzico di arroganza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da qui il continuo e contemporaneo coprirsi degli uomini e scoprirsi delle donne. Da qui l'insistente sminuzione dell'importanza del copro maschile in vari campi, anche nel sesso. Ricerche e ricerchine che "dimostrerebbero" che le donne sono attratte dal reddito degli uomini, dal puzzo di sudore degli uomini, dalle "qualità morali" (questa è la più bella!) degli uomini, da tutto fuorché dalla fisicità maschile.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da qui l'esaltazione del corpo femminile, a sua volta però svilito e deformato. Da qui la denigrazione degli uomini che osano andare fieri della propria fisicità e che sono etichettati come "narcisisti bambinoni", "complessati", "presuntuosi" se non addirittura "effeminati". Da qui la riduzione del maschio a una "mazza" la cui unica "bellezza" consisterebbe nell'essere più o meno grossa...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo non esclude il fatto che possano esserci spinte diverse e anche contrarie, ma credo che la tendenza prevalente sia questa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stessa cosa si può dire per lo spirito.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-551272808456417241?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/551272808456417241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/sullo-smutandamento-femminile.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/551272808456417241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/551272808456417241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/sullo-smutandamento-femminile.html' title='Sullo smutandamento femminile'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-4026317769730128634</id><published>2009-12-19T21:28:00.006+01:00</published><updated>2009-12-20T13:02:22.071+01:00</updated><title type='text'>Propaganda mediatica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi fanno ridere coloro che denunciano una presunta propaganda mediatica a favore del fumo mentre siamo bombardati quasi continuamente da campagne antifumo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In realtà la propaganda mediatica è spesso usata come capro espiatorio da coloro che&amp;nbsp;non si danno pace del fatto che molte cose al mondo non vanno secondo i loro gusti personali. E questo avviene&amp;nbsp;per&amp;nbsp;la semplice&amp;nbsp;ragione che il mondo non gira secondo i nostri personali desideri (e perché mai dovrebbe?).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' un po' come dire: "Se non ci fossero i media le cose andrebbero come vorrei io, avrebbero tutti i miei stessi gusti e tutti la penserebbero come me".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-4026317769730128634?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/4026317769730128634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/propaganda-medaitica.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4026317769730128634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4026317769730128634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/propaganda-medaitica.html' title='Propaganda mediatica'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-5455676525499843284</id><published>2009-12-18T15:38:00.000+01:00</published><updated>2009-12-18T15:39:52.835+01:00</updated><title type='text'>Gusti... "esotici"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ci sono parecchie donne che considerano Obama un "figo" sol perché è il presidente americano, non è molto anziano ed è "nero" (che poi io quando vado a mare son più nero di lui...). Pensate un po': uno scopettino senza fisico e senza forme con la faccia da morto e coi vestiti che gli cascano di dosso è considerato "figo" sol perché è il presidente USA ed è nero. Questa si che è "propaganda mediatica" se così vogliamo definire la scemenza della gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-5455676525499843284?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/5455676525499843284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/gusti-esotici.html#comment-form' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5455676525499843284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5455676525499843284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/gusti-esotici.html' title='Gusti... &quot;esotici&quot;'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-7792488009664214276</id><published>2009-12-18T14:55:00.002+01:00</published><updated>2010-07-26T15:23:47.196+02:00</updated><title type='text'>Fede e morale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista morale si dice che i credenti rispetterebbero maggiormente le norme morali in quanto senza Dio tutto sarebbe possibile e via dicendo. Alcune ricerche invece tenderebbero a confermare che proprio i non credenti tendono a essere spesso maggiormente rispettosi delle norme morali.&lt;br /&gt;Anche se così fosse io non saprei se questo vuol dire che i non credenti siano migliori. Mentre i credenti infatti rispetterebbero le norme della morale perché sotto "ricatto" di un dio che giudica i non credenti rispettosi della morale, invece,&amp;nbsp;hanno maggiormente interiorizzato la morale stessa e la rispetterebbero perché la considerano buona di per se stessa.&lt;br /&gt;Ora c'è da vedere cosa s'intende per "morale". Se si intendono quei rapporti umani più genuini che comprendono lealtà, rispetto e cose del genere, allora ovviamente "vincerebbero" i non credenti in qualità. Se invece per morale si intende l'insieme di vincoli, obblighi, credenze e formalità che contribuiscono alla perpetuazione dell'ordine vigente, allora mi sa che in tal caso i non credenti perdono nettamente in qualità in quanto alla base del loro rispetto di tali norme morali ci sarebbe la convinzione che viviamo nel migliore dei mondi possibili. E se questo è il migliore dei mondi possibili... In tal caso proprio i credenti sarebbero relativamente più "ribelli" rispetto ai non credenti.&lt;br /&gt;Non che essere ribelli sia un valore in sé, però almeno non essere del tutto supini all'ordine di cose vigente mi sembra un segno di intelligenza in più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-7792488009664214276?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/7792488009664214276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/fede-e-morale.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7792488009664214276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7792488009664214276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/12/fede-e-morale.html' title='Fede e morale'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2585732759521553476</id><published>2009-11-28T13:19:00.004+01:00</published><updated>2009-11-28T14:43:15.169+01:00</updated><title type='text'>Wikipedia e la sindrome del clone</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Nella costellazione linguistica di internet troviamo varie “stranezze”, cose che avevamo appreso a definire con un certo nome ce lo ritroviamo con un nome diverso, ingleseggiante. Così un clone in internet è un “fake”, un discorso diventa un “topic”, un vandalo diventa un “troll” e via dicendo.&lt;br /&gt;Ma chi crede che la “creatività” informatica si fermi qui si sbaglia di grosso perché c’è un “angolo” di internet in cui nomi e concetti assumono significati ancora più sorprendenti. In &lt;a href="http://it.wikipedia.org/"&gt;Wikipedia &lt;/a&gt;quello che in genere è un fake diventa un “sock pupet” (prego signori, togliamoci il cappello davanti a codesto personaggio!), un amministratore, che in internet diventa un admin, diventa un sysop, un’opinione personale diventa un POV che deve essere invece sostituita da un NPOV e se esponi qualche punto di vista personale su un certo argomento ti arriva un messaggio nella pagina delle discussioni della pagina utente con un avviso WNF con tanto di link che porta a un particolareggiato articolato in cui si spiega che wikipedia non è un forum.&lt;br /&gt;E così ogni due o tre mosse che fai su wikipedia ti arrivano due o tre link di pagine relative a regolamenti, circolari, articolati vari che per leggerli tutti ci vorrebbero un paio di mesi e una specializzazione in comunicazione. Regolamenti che poi all’occorrenza vengono facilmente derogati dagli admin… ops, dai sysop che devono disfarsi di utenti scomodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco la mia storia, e non solo mia.&lt;br /&gt;M’iscrissi a wikipedia nel settembre 2007 col mio classico nick &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Giubizza"&gt;Giubizza&lt;/a&gt; per contribuire alla redazione di alcune voci già esistenti e alla stesura di altre voci. Ebbi alcuni scambi di opinione con un utente, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Rhockher"&gt;Rhockher&lt;/a&gt;, il quale si interessava anch’egli di queste voci. Datosi che questo utente spesso mi ostacolava iniziai a rispondergli un po’ per le rime ma commisi il madornale errore di trattare da mio pari un membro di una categoria protetta, un femminista travestit… ehm volevo dire transgender, sarebbe a dire un uomo che si crede donna. Inutile precisare quanto gli admin… ops, i sysop wikipediani abbiano visto il mio gesto come atto di blasfemia e lesa maestà, aver osato mettere in discussione e aver trattato da pari un individuo “alternativo”, “moderno”, “trasgressivo”, e magari anche “disagiato” (forse in preda a contorte turbe mentali e crisi di identità) insomma un membro di un ceto superiore, di una “razza” eletta apportatrice di nuove, ma che dico nuove! di vere e sacrosante verità a cui l’arretrata e patriarcale società italica dovrebbe sottomettersi supina e favorire a ogni piè sospinto per poter uscire dall’era dell’oscurantismo ed entrare una buona volta in un’epoca di avanguardistiche e vaste aperture mentali e di una tanto osannata e sbandierata tolleranza (ossia nel sopportare le più assurde idiozie senza poter controbattere nulla).&lt;br /&gt;Ma il guaio era fatto. Fui subito messo sotto processo per direttissima. Ora per i provvedimenti “disciplinari” wikipediani sono previste apposite &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Politiche_di_blocco_degli_utenti"&gt;procedure&lt;/a&gt;. Si apre una pagina apposita dedicata alla discussione di un &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici"&gt;utente “problematico”&lt;/a&gt; e va subito informato il diretto interessato. Dopodiché un certo provvedimento va votato in un’&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Votazioni_sulla_messa_al_bando"&gt;apposita pagina&lt;/a&gt; e, una volta presa la decisione, va applicato il relativo provvedimento che, in un contesto normale, quello è e quello rimane. Tutto questo vale per le trasgressioni “normali”. Per un utente scomodo e blasfemo come il sottoscritto invece è stata attuata un’altra “procedura”, se così vogliamo chiamarla.&lt;br /&gt;Venni informato della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Giubizza&amp;amp;diff=11097091&amp;amp;oldid=11097087"&gt;discussione&lt;/a&gt; in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Giubizza"&gt;corso&lt;/a&gt; quando la decisione era già stata presa da un paio di admin… ops, volevo dire sysop: sospensione per tre giorni.&lt;br /&gt;Quindi contattai per e-mail gli admin… ops, i sysop che avevano preso quella decisione cercando di far valere le mie ragioni e in tutta risposta la sospensione mi fu “allungata” a una settimana da un (uno solo) admin… ops, volevo dire sysop, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:KS"&gt;KS&lt;/a&gt;! E questo non per un comportamento tenuto su wikipedia da cui ero già stato sospeso e quindi impossibilitato a partecipare alla discussione, ma per un’azione che avveniva al di fuori dell’ambiente in cui valeva il “regolamento” a cui avrebbero fatto appello gli admin… ops, i sysop.&lt;br /&gt;Quindi inviai altre e-mail per chiedere spiegazioni, e in tutta risposta la sospensione mi fu prolungata a un mese dal mitico &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Piero_Montesacro"&gt;Piero Montesacro&lt;/a&gt;, fino a che venne il supereroe &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:M7"&gt;M7&lt;/a&gt; a sospendermi per sempre!&lt;br /&gt;Pensate: un provvedimento che viene modificato una volta che è già stato preso (con procedimenti di dubbia conformità a quel regolamento a cui fanno appello gli admin… ops, i sysop quando fa comodo loro) e di volta in volta un admin… ops, un sysop lo allungava fino alla sospensione definitiva per via di azioni intraprese al di fuori di wikipedia, azioni consistenti nel far valere le proprie ragioni. Il tutto nello spazio di una giornata.&lt;br /&gt;Immaginate un po’ se un tribunale emettesse una sentenza informando l’imputato quando è già stata emessa e poi, dopo che l’imputato, magari all’estero, cerca di spiegare le proprie ragioni, la sentenza viene via via aggravata da altri giudici fino a giungere all’ergastolo…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia esperienza con wikipedia terminò qui e da allora non ho più avuto a che fare con questa perla di sapienza, non ho più aperto una sola pagina di questa “gaudente” “enciclopedia” né me ne sono più occupato.&lt;br /&gt;Ma il 9 aprile 2009 mi giunge un commento sul mio blog da parte di una certa Marta B. di Caivano che si firma col nick &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Galaxy"&gt;Galaxy&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Messomi in contatto e-mail con costei accedo alle pagine indicatemi e scopro che “io” avrei, a detta dei geniacci wikipediani, partecipato (senza saperlo) a certe voci “delicate” (leggi: faziose) creando dei fake… ops, volevo dire dei sock pupet (prego signori inchinatevi a cotanto personaggio).&lt;br /&gt;L’utente Galaxy aveva esposto alcune perplessità nelle pagine di discussione di alcune voci, alcune delle quali avevo contribuito anche io a redigere, e venne &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Utenti_problematici/Galaxy"&gt;segnalata&lt;/a&gt; dal grande genio (in scemenza) &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Vituzzu"&gt;Vituzzu&lt;/a&gt; e bannata dal super eroe (altrettanto in scemenza) M7, degno compare del genio.&lt;br /&gt;Se diamo una scorsa alla relativa pagina di discussione notiamo la stessa “sete di sangue”, la stessa assenza di regole e procedure degne di questo nome e la stessa baldanzosa ignoranza che aveva caratterizzato la mia espulsione da wikipedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non è tutto.&lt;br /&gt;Seppi inoltre che si era iscritto a wikipedia un certo Roberto Micarelli col nick &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:Guit"&gt;Guit&lt;/a&gt; che venne scambiato per un fake… ops, sock pupet (prego signori, togliamoci il cappello a codesto personaggio!) di Galaxy.&lt;br /&gt;Si era iscritto anche un certo Andrea Bianchi di Milano col nick di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Discussioni_utente:CLARABELLA1972"&gt;Clarabella1972&lt;/a&gt; e che fu subito bannato perché scambiato per un mio fake… ops, volevo dire sock pupet (prego signori inchinatevi a cotanto personaggio).&lt;br /&gt;Ora la cosa è strana: Guit è Galaxy, Clarabella sono io, io sono Galaxy… Marta è Roberto, Andrea sono io, Marta sono io… io sono tutti, insomma! Avrei agito contemporaneamente con diversi nick, cavolo!&lt;br /&gt;E così io sono uno e quattro persone, sono peggio del padreterno: uno e quattro in uno invece che uno e trino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per non parlare dell’ignoranza dimostrata da admin… ops, sysop come Vituzzu il quale affermò, come “valida argomentazione” sulla corrispondenza di persona tra me e Galaxy, che non solo questi utenti avrebbero asserito le stesse cose dette da me riguardo l’antifemminismo e la questione maschile di cui mi occupai anche io in passato, ma di aver letto certe “tesi” al riguardo solo sul mio blog. Il tutto non lesinando su vere e proprie offese e frecciatine insulse e ben poco “enciclopediche” rivolte alla mia persona, offese e frecciatine da cui traspare quasi un astio nei miei confronti, tanto da aver fatto sospettare Galaxy che tra me e questo Vituzzu (il quale non ho mai avuto il dispiacere di conoscere) vi fossero questioni personali in sospeso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, nel leggere i vari interventi di questi miei presunti alter ego, ho notato invece che molte asserzioni fatte da Galaxy, Guit e Clarabella differiscono di non poco sia tra di loro che dal mio modo di vedere certe cose. Inoltre basterebbe cercare su Google questi argomenti per trovare una marea di siti, forum, blog e quant’altro sull’argomento, tutti con posizioni diverse.&lt;br /&gt;A meno che io non abbia personalità multiple e non sia allo stesso tempo il gestore di siti come &lt;a href="http://antifeminist.altervista.org/"&gt;L’Antifeminist&lt;/a&gt;, magari sono anche il fondatore e unico utente dei forum sulla &lt;a href="http://questionemaschile.forumfree.it/"&gt;questione maschile&lt;/a&gt;, di siti come &lt;a href="http://www.maschiselvatici.it/"&gt;Maschi Selvatici&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.uomini3000.it/"&gt;Uomini 3000&lt;/a&gt; (siti di cui condivido ben poco le posizioni) e, perché no? io sono &lt;a href="http://www.warrenfarrell.com/"&gt;Warren Farrell&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.claudio-rise.it/"&gt;Claudio Risé&lt;/a&gt; (con qualche anno di meno…)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutta questa confusione tra persone e idee è dovuta al fatto che persone ignoranti e ottuse come gli admin… ops, volevo dire i sysop wikipediani, i quali pretendono di “gestire” un portale “culturale” insozzandolo con le proprie amenità ideologiche, nel momento in cui qualcuno fa loro notare la faziosità e l’incompetenza su cui si regge il loro operato, viene visto come “nemico” da abbattere e non ha importanza il modo con cui viene evidenziata la fallacità del loro operato, né eventuali opinioni espresse.&lt;br /&gt;Ciò che conta è solo che si tratta di un “Altro”, di un approccio diverso e magari più lucido e obiettivo a certe questioni, un approccio slegato da chiusure ideologiche e di parte. Questo Altro, questo “diverso” è ovviamente osteggiato da chi ha una mentalità estremamente totalitaria. Così queste argomentazioni fastidiose vengono ricondotte in un “pensiero unico” che in realtà unico non è, non quanto lo è quello degli admin… ops, volevo dire sysop wikipediani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non finisce qui!&lt;br /&gt;Qualche tempo dopo il suo ban, Roberto Micarelli, che si era iscritto col nick Guit, cerca di spiegare nella &lt;a href="http://markmail.org/message/t3pszym75psxttwd#query:giubizza+page:1+mid:i32ot5ii6w7esigq+state:results"&gt;mailing list di Wikipedia&lt;/a&gt; che lui non è me. Il mitico M7 allora gli &lt;a href="http://markmail.org/message/t3pszym75psxttwd#query:giubizza+page:1+mid:khyrflwlgvswkqum+state:results"&gt;risponde&lt;/a&gt;: &lt;em&gt;“Mi spiace, è difficile considerare positivamente un'utenza registrata per protestare contro una presunta censura (leggi, votazione sulla cancellazione di una pagina), soprattutto quando sottende una sorta di “chiamata alle armi" o un intervento da parte di persone interessate attivate ad hoc e la cui interdipendenza è rilevabile dalla &lt;/em&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_utente:Guit&amp;amp;diff=prev&amp;amp;oldid=22960499http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Wikipedia:Pagine_da_cancellare/Antifemminismo&amp;amp;diff=prev&amp;amp;oldid=22166538http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_Wikipedia:Pagine_da_cancellare/Antifemminismo&amp;amp;diff=prev&amp;amp;oldid=22200378http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Discussioni_Wikipedia:Pagine_da_cancellare/Antifemminismo&amp;amp;diff=prev&amp;amp;oldid=22200706"&gt;&lt;em&gt;cronologia&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;.&lt;br /&gt;Ah, a proposito... Una lettura accurata di&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Cosa_vuol_dire_%22libera%22%3F"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:Cosa_vuol_dire_%22libera%22%3F&lt;/a&gt; potrebbe aiutare a sfatare alcuni miti relativi al significato di "libera". Come già detto, la riproposizione di contenuti cancellati con votazione non è ammessa e - se reiterata - si configura come vandalismo. Dal momento - inoltre - che non risulta alcun altro intervento per l'utenza di cui chiedi lo sblocco, http://it.wikipedia.org/wiki/Speciale:Contributi/Guit ribadisco che non vedo alcuna motivazione nella tua richiesta”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Sarebbe a dire: &lt;em&gt;“Mi arrampico sugli specchi pur di non ammettere il vero motivo del ban, ossia che dite cose che danno fastidio al nostro pensiero(?) e alla nostra occulta attività di disinformazione e indottrinamento ideologico che portiamo avanti su Wikipedia”&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà quella del clone è solo una scusa per disfarsi in maniera sbrigativa di utenti scomodi che attaccano in maniera decisa e pericolosa il sozzume ideologico portato avanti dai mafiosetti che gestiscono quella che dovrebbe essere un’enciclopedia virtuale e che grazie a questi mafiosetti è diventata un compendio di imbecillità sottumana.&lt;br /&gt;La questione è molto facile: prima si crea un precedente bannando in maniera sbrigativa un certo utente scomodo, magari provocandolo al fine di farlo reagire in maniera “violenta”, poi si accusano altri utenti che presentano qualche punto in comune con questo di essere suoi cloni. Quindi, con l’ausilio dell’assurda regola che vieta agli utenti bannati di riscriversi, vengono eliminati in blocco sbrigativamente tutti gli utenti scomodi accusati di essere fake… ops, volevo dire dei sock pupet (prego signori inchinatevi a cotanto personaggio) del primo.&lt;br /&gt;Ed ecco come la mafietta di wikipedia va avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da vedere anche la gestione degli admin… ops, volevo dire &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Amministratori_problematici"&gt;sysop problematici&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Su Wikipedia è prevista, cosa che si addice a criteri di gestione leali, l’apertura di segnalazioni da parte degli utenti di quegli admin… ops, volevo dire sysop che agiscono in maniera scorretta (ma tu guarda!). Ma è una procedura pericolosa perché oltre al fatto che quasi mai nessun provvedimento viene preso contro gli admin… ops, volevo dire sysop, spesso l’utente che ha fatto la segnalazione si ritrova invece “punito” lui stesso. Pensate un po’ se qualcuno fa una denuncia verso una persona e poi alla fine del processo il giudice invece di condannare l’imputato condanna il denunciante… perché ha fatto la denuncia.&lt;br /&gt;L’admin… ops, volevo dire sysop &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Amministratori_problematici/Vituzzu"&gt;Vituzzu&lt;/a&gt;, forse tra i più prepotenti, mafiosi e ignoranti, è stato segnalato diverse volte da diversi utenti e mai che sia stato “punito”, ma spesso gli utenti che lo hanno segnalato sono stati “puniti” per averlo segnalato. Sono cose che succedono quando ci sono in mezzo i cumparielli…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ci aggiungerei anche il caso della voce “Antifemminismo”, curata tempo fa dal sottoscritto sulla base di testi di autori di riguardo come Warren Farrell e cancellata perché… faziosa e priva di fonti, in wikipediano io scrivevo dei POV. Pensate un po’ che il sottoscritto non ha mai fatto parte di movimenti o associazioni antifemministe, né si è mai dichiarato aderente a chicchessia dottrina o scuola di pensiero, eppure la voce è stata classificata come “parziale” e “faziosa” come chi l’ha curata. Per non parlare poi delle “enciclopediche” accuse di misoginia e compagnia bella…&lt;br /&gt;Ora fin qui la cosa può sembrare anche “normale”, volendo, se non fosse per il fatto che voci come “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Femminismo"&gt;Femminismo&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Queer"&gt;Queer&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Transgender"&gt;Transgender&lt;/a&gt;” e “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Violenza_di_genere"&gt;Violenza di genere&lt;/a&gt;” sono state curate dall’utente &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utente:Rhockher"&gt;Rhockher&lt;/a&gt; il quale si dichiara nella sua home femminista, travest… ehm volevo dire transgender (che in policorrettese vuol dire appunto un uomo che si veste da donna e magari si prostituisce pure). E queste voci, redatte da un femminista travest… tansgender dichiarato, sono considerate “accurate” e soprattutto… “imparziali” (sic!), che in wikipediano si dice NPOV. Un po’ come se un adepto del Ku Klux Klan scrivesse una voce imparziale e accurata sul razzismo…&lt;br /&gt;Ma nel mondo wikipediano avviene anche questo, che chi non fa capo a scuole di pensiero di sorta sia fazioso e chi invece si dichiara apertamente seguace di una certa ideologia scriva voci imparziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non pensiate che io sia il solo ad aver notato delle “anomalie” in Wikipedia. Basta fare una piccola ricerca per trovare un bel po’ di voci critiche nei confronti di quella che potrebbe essere una buona iniziativa ma per il momento è solo il territorio propagandistico di alcuni capuzzielli rionali.&lt;br /&gt;Le birichinate di wikipedia vanno dalla faziosità al ricatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco alcuni testi interessanti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://bertola.eu/nearatree/?p=1014"&gt;Il fascismo di wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://betullablu.blogspot.com/2008/11/wikipedia-italiana.html"&gt;La bufala di wikipedia italiana&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://arsludica.org/tag/wikipedia-italiana"&gt;Wikipedia e la scarsa considerazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ubuntista.wordpress.com/2007/09/20/ubuntusemplice-in-estinzione-su-wikipedia-italiana"&gt;Considerazioni su voci considerate “fastidiose” dai boss wikipediani&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’è anche un blog: &lt;a href="http://wikipediaitalia.blogspot.com/"&gt;http://wikipediaitalia.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E pare che un ricercatore fu ricattato dai Wikipediani i quali pubblicarono una voce con notizie negative su di lui e, contattati da costui, gli offrirono di correggere la voce in cambio di dieci mila dollari...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le “anomalie” wikipediane, inoltre, non sfuggono a quelli del blog &lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/"&gt;Perle complottiste&lt;/a&gt; i quali hanno seguito negli ultimi due anni le attività cosparse di incompetenza di Wikipedia Italia e, pur denunciando (e direi spesso a ragione) ogni teorizzazione su presunti complotti non possono fare a meno di denunciare in vari articoli del loro blog l’esistenza di una sorta di complotto tra vari capuzzielli wikipediani:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/09/vittime-del-terrorismo-vittime-di.html"&gt;Vittime del terrorismo, vittime di Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/08/wikipedia-ce-pure-giacomot.html"&gt;Wikipedia: c’è pure Giavcomot&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/06/atlantropa-e-antonio-caracciolo-su.html"&gt;Atlantropa e Antonio Caracciolo su Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/05/massimo-mazzucco-su-wikipedia.html"&gt;Massimo Mazzucco su Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/05/le-lunghe-ombre-del-negazionismo-su.html"&gt;Le lunghe ombre del negazionismo su Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/04/le-lunghe-ombre-di-erwin-thule-su.html"&gt;Le lunghe ombre di Erwin Thule su Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/04/wikipedia-piero-montesacro-2a-parte.html"&gt;Wikipedia: Piero Montersarchio (seconda parte)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/03/segnali-di-fumo-da-wikipedia.html"&gt;Segnali di fumo da Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/03/wikipedia-si-chiude-riccio.html"&gt;Wikipedia si chiude a riccio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/02/wikipedia-giu-le-mani-dalla-vetrina.html"&gt;Wikipedia: giù le mani dalla vetrina&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/01/wikipedia-piero-montesacro-1a-parte.html"&gt;Wikipedia: Piero Montesarchio (prima parte)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/01/wikipedia-adesso-si-fa-sul-serio.html"&gt;Wikipedia: adesso si fa sul serio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/12/wikipedia-signori-e-nossignori.html"&gt;Wikipedia: Signori e Nossignori&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/12/wikipedia-signori-e-nossignori.html"&gt;Wikipedia cita le fonti…&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/11/wikipedia-giulietto-chiesa-e-zero.html"&gt;Wikipedia: Giulietto Chiesa e Zero&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/11/wikipedia-e-il-complotto-degli-scud.html"&gt;Wikipedia e il complotto degli Scud&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/10/wikipedia-e-il-world-trade-center.html"&gt;Wikipedia e il World Trade Center&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/09/wikipedia-con-dolcezza.html"&gt;Wikipedia con dolcezza…&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/09/le-scie-comiche-su-wikipedia.html"&gt;Le scie chimiche su Wikipedia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/08/wikipedia-e-madre-teresa-di-calcutta.html"&gt;Wikipedia e Madre Teresa di Calcutta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/08/wikipedia-e-la-morte-di-napoleone.html"&gt;Wikipedia e la morte di Napoleone&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/08/wikipedia-cancellazioni-in-corso.html"&gt;Wikipedia, cancellazioni in corso&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/07/wikipedia-e-jfk-sempre-pi-osteria.html"&gt;Wikipedia e JFK: sempre più osteria&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/07/wikipedia-e-gli-amici-di-hitler.html"&gt;Wikipedia e gli amici di Hitler&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/07/wikipedia-lenciclopedia-delle.html"&gt;Wikipedia: l’enciclopedia delle controversie&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/06/wikiperle-ancora-11-settembre.html"&gt;Wikiperla: ancora 11 settembre&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/06/wikiperle-domani-un-altro-giorno.html"&gt;Wikiperle: domani è un altro giorno!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/06/wikiperla-gli-antefatti-all11-settembre.html"&gt;Wikiperla: gli antefatti dell’11 settembre&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/06/wikiperla-lattacco-al-pentagono.html"&gt;Wikiperla: l’attacco al Pentagono&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/05/le-idee-confuse-di-wikipedia-italia.html"&gt;Le idee confuse di Wikipedia Italia&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/05/wikipedia-attentati-dell11-settembre.html"&gt;Wikipedia: Attentati dell’11 settembre 2001&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2008/05/wikipedia-e-il-complottismo.html"&gt;Wikipedia e il complottismo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l’articolo principe di tutto questo è “&lt;a href="http://complottismo.blogspot.com/2009/02/wikipedia-la-furia-di-vituzzu.html"&gt;Wikipedia: la furia di Vituzzu&lt;/a&gt;” in cui viene descritta non solo l’ignoranza e l’ottusa prepotenza di questo admin… ops, volevo dire sysop, ma anche le sue conoscenze personali col responsabile della Wikipedia italiana Piero Montesacro nonché la complicità di M7 nello spadroneggiare su Wikipedia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma del resto basta vedere &lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/08_marzo_04/coppia_separazione_web_42017a7c-e9e9-11dc-b9a0-0003ba99c667.shtml"&gt;le “radici” di una tale sorgente del sapere&lt;/a&gt; il cui fondatore ha comportamenti tanto maturi da annunciare su questa brillante enciclopedia la rottura del suo fidanzamento con la ex la quale, a sua volta “matura” e responsabile, vende i vestiti di lui su ebay. Una coppia che scoppia… di sapienza davvero!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna però dare atto a wikipedia di una cosa: l’estremo rigore scientifico con cui vengono redatte voci come “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pok%C3%A9mon"&gt;Pokémon&lt;/a&gt;”, “&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dragon_ball"&gt;Dragon ball&lt;/a&gt;”, con tanto di documentazioni accuratissime riguardanti varie caratteristiche tipo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dragon_ball#Sfere_del_Drago"&gt;la sfera di drago&lt;/a&gt;, statistiche sul &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Namecc"&gt;pianeta Namec&lt;/a&gt;, evoluzioni dei &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dragon_ball#Evoluzioni_dei_Saiyan"&gt;Sayan&lt;/a&gt;, accenni a razze come gli &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tsufuru"&gt;Tsufuru&lt;/a&gt;, evolutisi in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oozaru#Oozaru"&gt;Oozaru&lt;/a&gt;, dati significativi sui &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Livello_di_combattimento_(Dragon_Ball)#Livelli_di_combattimento"&gt;livelli di combattimento&lt;/a&gt;, l’interessante dossier su &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Freezer_(Dragon_Ball)"&gt;Freezer&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Beh insomma, una vera documentazione scientifica utilissima per ricerche in vari campi dello scibile umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma una cosa che io mi chiedo adesso è quanti altri miei fake, ops volevo dire sock pupet (prego signori toglietevi il cappello a cotal personaggio), quanti miei sock pupet, dicevo, si iscriveranno a wikipedia mentre io sarò occupato a fare ben altro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2585732759521553476?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2585732759521553476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/wikipedia-e-la-sindorme-del-clone.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2585732759521553476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2585732759521553476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/wikipedia-e-la-sindorme-del-clone.html' title='Wikipedia e la sindrome del clone'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6543330464054699556</id><published>2009-11-23T18:28:00.009+01:00</published><updated>2009-11-23T23:13:06.539+01:00</updated><title type='text'>Una natura orwelliana</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Credo che chi è privo di ingenuità di sorta sappia quanto gli appelli alla natura umana richiamino, volenti o nolenti, velleità conservatrici. Le ideologie naturaliste si rifanno, bene o male, a un presunto ordine naturale delle cose e i sostenitori di esse, i quali oggi fanno sfoggio di un linguaggio che sembra uscito dai laboratori di ricerche, fanno appello a cose come l'istinto, la natura, caratteri innati, differenze di genere e via dicendo. Il tutto sarebbe, a loro detta, suffragato da ricerche altamente scientifiche quali studi sul funzionamento del cervello, sperimentazioni comportamentistiche in ambienti piuttosto artificiali e fittizi nonché quiz e test vari. Tutto condotto su soggetti adulti già formati in un certo contesto sociale e che quindi attestano cose riguardanti l'uomo medio odierno ma non come esso è divenuto tale.&lt;br /&gt;Il fatto che in corrispondenza con determinate attività si attivino certe aree del cervello in certi soggetti non comporta affatto, come oggi è di moda affermare, che queste siano funzionalità innate perché è normale e ovvio che il cervello, con le sue aree che si attivano, sia frutto anche e soprattutto di capacità acquisite.&lt;br /&gt;E questo solo fatto attesta la superficialità alquanto modaiola del naturalismo odierno che osa ammantarsi di "scientificità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma si potrebbe anche citare l'enorme differenza degli svariati contesti sociali e culturali che gli uomini hanno creato nel corso della storia e che solo attualmente tende a restringersi verso un modello sociale più "omogeneo" ad opera della crescente integrazione delle varie società umane in una società globale. Differenza negata o minimizzata dai naturalisti i quali vorrebbero ricondurre, con uno "scientifico" effetto Flinstone, tutte le società umane, odierne e passate, in un unico schema valido per... la natura umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I naturalisti più o meno conservatori (ma tendenzialmente conservatori lo sono sempre seppure più o meno onestamente) agitano quel ritrito e stupido spauracchio che vorrebbe essere una "argomentazione" valida a sostegno delle proprie tesi (ma sembra tale solo perché è ad alto impatto emotivo) su un presunto collegamento tra le tesi sociologiche sulla versatilità, o "plasmabilità" come loro la chiamano, degli esseri umani e quelle "ideologie sull'uomo nuovo" che sarebbero state nientepopodimeno che alla base di dittature quali quella dell'Unione Sovietica e compagnia bella.&lt;br /&gt;Ma, seppure tutto questo fosse vero, prendere sul serio quelli che non sarebbero altro che meri pretesti ideologici di sistemi politici che si fondano su basi in realtà molto più materiali e terra terra, è a mio parere segno o di profonda ignoranza e stupidità o di marcia mala fede e disonestà intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il non plus ultra della paranoia naturalistica è il richiamo alla dittatura "orwelliana" che scaturirebbe se la società dovesse essere "gestita secondo i principi sociologici della plasmabilità dell'essere umano". Quanta faciloneria in tutto questo!&lt;br /&gt;Primo: mi riesce difficile credere che una società si formi sulla base di meri principi.&lt;br /&gt;Secondo: quella che i naturalisti definiscono come "plasmabilità" dell'essere umano, e che viene da loro estremizzata molto oltre le intenzioni delle tesi sociologiche più serie, non è una cosa che di per sé porti a chissà cosa. Solo la paranoia ostentata da chi è disposto a difendere le proprie tesi anche ricorrendo ad argomentazioni assurde può portare a giungere a conclusioni tanto strampalate.&lt;br /&gt;Terzo: la dittatura orwelliana, ossia che si rifà al famoso libro 1984 di Orwell, è solo una finzione letteraria che non è mai esistita in realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però ok, prendiamo pure per valida almeno in linea simbolica la dittatura orwelliana. Andiamo allora a rispolverare il libro di Orwell e vediamo su che principi questa dittatura si baserebbe.&lt;br /&gt;A pagina 137 del libro edizione Oscar Mondadori che ho a casa trovo scritto (cito testualmente): &lt;strong&gt;"Wiston apprese, stupefatto, che - con l'unica eccezione rappresentata dal caporeparto - alla Pornosez lavoravano solo ragazze, in omaggio alla teoria secondo cui i maschi, i quali rispetto alle donne potevano vantare un minore controllo dei loro istinti sessuali, avrebbero più facilmente corso il rischio di essere corrotti dalla sporcizia che manipolavano". &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pensate un po': il Grande Fratello orwelliano, incubo ricorrente degli strenui difensori della natura umana di stampo evoluzionista e biologista, conseguenza estrema della negazione degli innati istinti e delle innate tendenze umane, si fonda su quello che forse è il principio naturalistico per eccellenza: la &lt;strong&gt;"disparità ormonale" tra i sessi!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6543330464054699556?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6543330464054699556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/una-natura-orwelliana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6543330464054699556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6543330464054699556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/una-natura-orwelliana.html' title='Una natura orwelliana'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1329425832191534239</id><published>2009-11-20T15:02:00.002+01:00</published><updated>2009-11-20T15:08:58.392+01:00</updated><title type='text'>Scienza e conoscenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Su molte cose l'Umanità è un pendolo che oscilla tra un estremo e un altro e fatica a rimanere in una posizione ponderata. Se non tutta l'umanità per lo meno una buona parte. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un esempio lampante lo vediamo nell'alternarsi di epoche che si pretendono "razionaliste" ad altre che invece sembrano sprofondare in un'irrazionalità senza limiti faticando ad assumere una posizione moderata tra i due estremi, se non per poco tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo campo bisognerebbe non assolutizzare certi concetti che riguardano solo un aspetto di cose più ampie. La scienza non è tutta la conoscenza ma solo una parte della conoscenza, una parte importantissima e fondamentale, ma non tutta. Precisamente la scienza è una modalità di analisi e rivelazione del mondo fenomenico attraverso un processo sempre più affinato e capillare di rilevazione dei fenomeni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso modo la ragione e la logica non esauriscono tutta la psiche umana, ma sono solo alcune funzionalità di questa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema di alcuni atei razionalisti è di elevare la scienza a unica forma di conoscenza e la ragione a unica forma positiva e costruttiva di funzionamento della mente umana.&lt;br /&gt;Al contrario l'errore di molti credenti ferventi e mistici vari è quello di voler far passare tradizioni e credenze tramandate in varie forme (tra cui i cd "testi sacri") come verità assolute e certezze che non dovrebbero essere oggetto di discussione ma acquisite come atto di fede cieca.&lt;br /&gt;In realtà l'irrazionale e l'inconoscibile, proprio in quanto aspetto più oscuro e difficile da sondare, è il meno sacro, il meno certo e il più discutibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1329425832191534239?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1329425832191534239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/scienza-e-conoscenza.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1329425832191534239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1329425832191534239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/scienza-e-conoscenza.html' title='Scienza e conoscenza'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-7202367718763209401</id><published>2009-11-03T17:27:00.001+01:00</published><updated>2009-11-03T17:27:47.287+01:00</updated><title type='text'>Non ci sono i soldi, così dicono...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sembrerebbe che la popolazione carceraria costi parecchi allo stato. In italia tra i 250 e i 300 euro AL GIORNO: http://www.sbobtv.it/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=56&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.girodivite.it/Carcere-Ogni-detenuto-costa-300.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.coopgiotto.org/catalogazione.php?sottocat=38&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.articolo21.org/notizia.php?id=1287&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.remobassetti.com/Blog/2009/01/29/quanto-costa-un-detenuto/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071002110524AAxj3rh&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il problema non è certo solo italiano: http://metilparaben.blogspot.com/2009/10/two-birds-with-one-stone.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi in tanti fanno storie per il reddito di cittadinanza universale che di certo contribuirebbe a far calare la criminalità e i carcerati di non poco...&lt;br /&gt;Già, non ci sono i soldi, così dicono...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-7202367718763209401?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/7202367718763209401/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/non-ci-sono-i-soldi-cosi-dicono.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7202367718763209401'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7202367718763209401'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/11/non-ci-sono-i-soldi-cosi-dicono.html' title='Non ci sono i soldi, così dicono...'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6636336125085659256</id><published>2009-10-30T11:58:00.012+01:00</published><updated>2009-10-30T16:57:44.420+01:00</updated><title type='text'>Clericalismo e anticlericalismo (seconda parte) - l'essere contro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Molti di coloro che sono ritenuti e si ritengono i più accaniti anticlericali, hanno nella vita solo un fine: "divertirsi". Che poi per loro il divertimento consiste spesso in cose da "sballo", tipo far tardi la notte, fare sesso a tutti i costi e in cose piuttosto “pazzoidi”. Cose che magari di tanto in tanto son pure sfiziose da farsi, ma incentrare la proprio vita su queste è poi così edificante e maturo? Io non credo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la questione non è tanto le persone, i singoli anticlericali. Possono esserci anche anticlericali serissimi, responsabili e coscienziosi, ma non è questo il punto. Il punto è nel sistema culturale che costituisce l'anticlericalismo. Differisce davvero poi così tanto dal clericalismo? O magari invece clericalismo e anticlericalismo sono molto più simili di quello che può sembrare? Io credo di si.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà i più "trasgressivi" anticlericali non fanno altro che rovesciare i valori dei fanatici clericali. Disprezzano ciò che questi ultimi sacralizzano e sacralizzano ciò che disprezzano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo come esempio lampante quello che si definisce "sesso". Uno dei cavalli di battaglia dell'anticlericalismo sarebbe una "liberazione" sessuale, che poi per certi versi si è tradotta solo in una nuova forma di asservimento sessuale.&lt;br /&gt;Il "sesso" è diventato un vero culto, una divinità. Che poi in contesti come quelli occidentali ciò si traduce in un culto del sesso femminile, una figolidolatria. La donna al posto di Dio, che grande "conquista"!&lt;br /&gt;Ma che differenza c'è tra sbavare dietro un culo e inginocchiarsi davanti a un crocifisso? A mio parere ben poca, anzi direi nessuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi ci sarebbero anche altri "valori" della società "laica", tipo i soldi, beni di consumo da sballo, il "divertimento" (ossia stordirsi con droghe e musica a tutto volume), la realizzazione sociale attraverso il lavoro (ossia essere schiavi e contenti...). Tutti "bellissimi" e "sublimi" "valori" che oggi possiamo "goderci" in buona parte anche grazie a un sistema culturale che si ostenta come "laico" e anticlericale.&lt;br /&gt;Per non parlare poi di perle "scientifiche" tipo la non umanità dell'embrione... umano, scusa paraculo affinché le donne (che oggi sono veri e propri agenti di controllo e di potere sull'uomo comune occidentale) possano sbarazzarsi di figli indesiderati facendoli fare a pezzi. Ma vabbe' lasciamo stare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In realtà clericali e anticlericali hanno in genere la stessa struttura psichica, la stessa propensione all'idolatria. E' solo un mero gioco di contraddizione reciproca a fare in modo che ciò che adorano i primi sia disprezzato dai secondi e viceversa.&lt;br /&gt;Ma essere contro qualcosa costituisce comunque un modo di considerare questa cosa importante per se stessi e per la propria vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6636336125085659256?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6636336125085659256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/clericalismo-e-anticlericalismo-seconda.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6636336125085659256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6636336125085659256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/clericalismo-e-anticlericalismo-seconda.html' title='Clericalismo e anticlericalismo (seconda parte) - l&apos;essere contro'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8189868540120673137</id><published>2009-10-17T21:52:00.001+02:00</published><updated>2009-10-17T21:54:59.068+02:00</updated><title type='text'>Progetti per il reddito di cittadinanza universale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Tutta la massa monetaria creata fraudolentemente in passato appartiene al popolo, unico titolare della sovranità monetaria.&lt;br /&gt;Pur lasciando il denaro in uso agli attuali possessori, esso va assoggettato ad una imposta annuale di circa l’8%, sufficiente ad istituire il Reddito di Cittadinanza Universale nonché a coprire le Spese Pubbliche.&lt;br /&gt;Con ciò si possono abolire tutti i precedenti Prelievi Statali – fiscali, previdenziali e quant’altro – che si scaricavano integralmente sui prezzi.&lt;br /&gt;Con ciò si avrà il dimezzamento dei costi di produzione e quindi dei prezzi con conseguente raddoppio del potere d’acquisto del denaro.&lt;br /&gt;Per rendere agevole il prelievo trimestrale dell’Imposta Monetaria nonché il versamento del Reddito di Cittadinanza mensile nei conti dei Cittadini, è necessario convertire la Massa Monetaria in Denaro Elettronico.&lt;br /&gt;Con ciò tutto il denaro esistente, comunque occultato, è costretto ad emergere in una Contabilità Nazionale accessibile per il prelievo dell’Imposta Monetaria e per il versamento del Reddito di Cittadinanza.&lt;br /&gt;La massa Monetaria Elettronica inoltre fa scomparire ogni forma di furto monetario data l’immaterialità di esso e della tracciabilità di ogni operazione bancaria.&lt;br /&gt;Ogni Cittadino ricevendo mensilmente un reddito di cittadinanza di 250 euro – con potere d’acquisto doppio dato il dimezzamento dei prezzi – può far fronte alle proprie esigenze vitali essenziali, affrancandosi da ogni forma di soggezione economica.&lt;br /&gt;Una famiglia di 4 persone riceverà 1000 euro mensili con potere d’acquisto di 2000 euro.&lt;br /&gt;Desiderando aggiungere al Reddito di Cittadinanza ulteriori importi per altre esigenze speciali, il Cittadino si ingegnerà per entrare nel settore produttivo, scegliendo lavori vocazionali, capaci di recare oltre che un reddito anche soddisfazione all’anima.&lt;br /&gt;Le riforme sopra prospettate sono tali da far superare rapidamente l’attuale crisi dovuta al crollo della domanda estera ed interna.&lt;br /&gt;L’afflusso monetario mensile sul Mercato, come Reddito di Cittadinanza, crea una sufficiente domanda per far riprendere i consumi e far cessare la crisi.&lt;br /&gt;Si crea così un sistema economico guidato dalle scelte dei Consumatori, cui la Produzione si adeguerà aumentando o riducendo il Personale.&lt;br /&gt;Con il Reddito di Cittadinanza Universale sarà possibile assumere o licenziare liberamente in rapporto all’andamento del Mercato alle Imprese che conserveranno la vecchia struttura produttiva.&lt;br /&gt;È prevedibile che l’organizzazione del Lavoro evolverà verso l’associazionismo produttivo e commerciale , con la suddivisione tra i Soci dei ricavi delle vendite.&lt;br /&gt;Infatti non è immaginabile che chi può sopravvivere dignitosamente con il Reddito di Cittadinanza vada ad assoggettarsi a lavori con vincolo di subordinazione.&lt;br /&gt;Inoltre è prevedibile che crescerà la creatività umana, che ha bisogno della libertà data dal Reddito di Cittadinanza.&lt;br /&gt;Con la crescita della creatività crescerà la ricchezza del Settore Economico e quindi dei Cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicolò Giuseppe Bellia&lt;br /&gt;Tarquinia, 17 ottobre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bellia.info/"&gt;www.bellia.info&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8189868540120673137?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8189868540120673137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/progetti-per-il-reddito-di-cittadinanza.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8189868540120673137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8189868540120673137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/progetti-per-il-reddito-di-cittadinanza.html' title='Progetti per il reddito di cittadinanza universale'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-5533475155475602628</id><published>2009-10-09T17:29:00.007+02:00</published><updated>2009-10-11T18:51:38.637+02:00</updated><title type='text'>Nasce il Forum sulla Questione Maschile</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;Un tentativo per costruire un seria piattaforma di discussione su un'importante problematica odierna&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://questionemaschile.freeforumzone.leonardo.it/" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;http://questionemaschile.freeforumzone.leonardo.it&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sempre più ragazzi e uomini oggi si rendono conto che le rivendicazioni paritarie del femminismo di qualche decennio fa sono ormai degenerate, in gran parte del mondo, in pretese di prevaricazione e richiesta di favoritismi verso il sesso femminile a discapito di quello maschile.Sempre più ragazzi e uomini avvertono il senso di disagio, le discriminazioni che via via subiscono, il disprezzo manifestato nei loro confronti gli inconvenienti in cui non di rado incappano, se non addirittura le persecuzioni legali, e i bistrattamenti che politici, istituzioni, cultura e media attuano nei loro confronti.&lt;br /&gt;E mentre i media sbandierano ancora ai quattro venti i pregi psichici, fisici, estetici, biologici, morali o di qualsiasi natura del sesso femminile e l'inferiorità in ogni cosa degli individui di sesso maschile, mentre le istituzioni approvano leggi e normative che finiranno per perseguitare principalmente cittadini di sesso maschile per "proteggere" quelli di sesso femminile, sempre più ragazzi e uomini dicono BASTA! a questo stato di cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Foum sulla Questione Maschile ( &lt;a href="http://questionemaschile.freeforumzone.leonardo.it/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;http://questionemaschile.freeforumzone.leonardo.it&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; ) è un punto di ritrovo virtuale in cui questi uomini che, per vari motivi, hanno notato che a un vero o presunto sessismo maschile è subentrato un vero, reale e tangibile sessismo femminile da parte di media, cultura, politica e istituzioni varie.Nel forum si può discutere apertamente di tutto ciò che concerne la condizione maschile odierna, si possono esprimere opinioni, lasciare testimonianze, fornire documentazioni e quant'altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A differenza di precedenti tentativi omonimi di cui qualcuno ormai conclusosi, questo forum non è legato in linea né ufficiale né ufficiosa a nessuna associazione e non si fonda su nessun principio ideologico di stampo naturalistico e biologistico o quant'altro (magari spacciandosi poi come "imparziale") ne tantomeno sposa alcuna fede partitica. Concetti tipo "differenze di genere", "disparità ormonale", "dipendenza sessuale", "valori maschili", idee di "maschilità" e "femminilità" che rasentano il fanatismo, vene complottistiche, sezioni segrete in cui parlare alle spalle degli altri inconsapevoli, e via dicendo non saranno alla base dei principi del forum, né in linea ufficiale né ufficiosa. Così come non ci saranno "risvegliati", "illuminati", iniziati e compagnia bella. Gli utenti potranno esprimere liberamente le loro posizioni e i loro punti di vista senza che per questo sarà fatta alcuna discriminazione nei loro confronti.&lt;br /&gt;Non si chiederanno tesi di laurea sulla QM né si darà dell'ignorante a chi la vede diversamente dai "grandi geni" di turno.&lt;br /&gt;Non si taccerà di misoginia o di "maschilismo estremista" chi manifesta con toni duri, semprechè non offensivi, il proprio disagio nella vita di tutti i giorni tesa ormai all'intolleranza verso le voci che fuori dal coro obiettano giustamente al totalitarismo della "femminilizzazione sociale" impartita a forza da un bombardamento mediatico ormai inaccettabile.&lt;br /&gt;Non saranno ammesse prese in giro sui disagi e le sofferenze altrui. Inoltre non ci saranno atti di venerazione verso "pilastri" e "colonne" della QM.&lt;br /&gt;In questo forum non ci sarà uno "staff" con insindacabilità papale e dedito al culto della personalità di "grandi capi", né "grandi capi" che dettano di tanto in tanto laconici diktat, né esauriti che sbottano con sparate di dubbio gusto, ma gente normale che cercherà di dialogare nel mero rispetto delle norme di civile convivenza. E magari di infondere un pizzico di humor che non guasta mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vieni anche tu nel Forum sulla Questione Maschile:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://questionemaschile.freeforumzone.leonardo.it/" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;http://questionemaschile.freeforumzone.leonardo.it&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; e dì la tua. Ti aspettiamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-5533475155475602628?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/5533475155475602628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/nasce-il-forum-sulla-questione-maschile.html#comment-form' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5533475155475602628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5533475155475602628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/nasce-il-forum-sulla-questione-maschile.html' title='Nasce il Forum sulla Questione Maschile'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6108834735868710638</id><published>2009-10-08T16:13:00.000+02:00</published><updated>2009-10-08T16:14:53.515+02:00</updated><title type='text'>Marcuse e la "nuova sinistra"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Come sappiamo uno dei pilastri del movimento del '68 fu Herbert Marcuse, in particolare il suo libro "L'uomo a una dimensione" sarà una sorta di "sacra scrittura" di quel movimento di pensiero che porterà ai natali della cosiddetta "nuova sinistra".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La "vecchia" sinistra si occupava principalmente di problematiche del lavoro. Il fulcro del pensiero della "vecchia" sinistra era il lavoratore, la classe lavoratrice.&lt;br /&gt;L'opera di Marcuse ha invece spostato quest'ottica incentrandola su altri soggetti in quanto ha visto nel lavoratore occidentale un soggetto ormai integrato nel sistema.&lt;br /&gt;Questi nuovi soggetti sarebbero individui non catalogati (seppure oggi lo sono fin troppo) quali donne, gay, lesbiche, transgender, delinquenti, tossici e popoli di colore. Se poi ci aggiungiamo i folli considerati da Foucault un'avanguardia del "pensiero trasgressivo", il minestrone è completo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non finisce qui. L'elemento più preoccupante dell'influenza marcusiana nella "nuova sinistra" il cui pensiero da qualche decennio ormai spopola (seppure sembra che inizi finalmente a declinare) sta nel concetto di "pensiero libero" di Marcuse.&lt;br /&gt;Secondo costui infatti chi è integrato nel sistema è sottoposto ai condizionamenti psichici del sistema stesso e quindi non può esprimere un parere libero e autentico. Il soggetto "ordinario" perde la sua autorità sul proprio pensiero e solo chi è libero dai condizionamenti può esprimere un pensiero vero e autentico.&lt;br /&gt;Ma come si fa a stabilire il grado di libertà psichica di un soggetto? E chi lo stabilisce? Da qui il passo è breve: se esprimi un pensiero diverso e contrastante con quello della "nuova sinistra" sei un condizionato e asservito al sistema. L'unico vero pensiero è quello della "nuova sinistra", quello che fa capo a donne, gay, lesbiche, trans e via dicendo. I depositari della verità sono costoro mentre i MEBO, i maschi etero bianchi occidentale, sono solo elementi oppressivi che fanno da voce al "pensiero unico" ossia il pensiero del sistema che domina.&lt;br /&gt;Pensate un po' che strana cosa: l'unico pensiero contro il pensiero unico... mi ricorda quasi il socialismo nazionale contro il nazionalsocialismo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono però due modi affinché il MEBO può "redimersi" dalla propria condizione di colpa. Il primo è la via intellettuale, ossia rinunciare al proprio pensiero e ai propri interessi e fare atto di autorazzismo propagandando la propria meschinità, la propria sete di potere e di prevaricazione, nonché la propria inferiorità nei confronti della categorie "illuminate".&lt;br /&gt;Il secondo è la mutilazione sociale o anche fisica, la perdita della condizione SINT ossia l'essere sano, incensurato e non tossicodipendente. Nel momento in cui un MEBO divanta o invalido o delinquente o tossicodipendente allora accede a una categoria "protetta" e "superiore", quindi meritevoli di interessi e attenzioni e portatore di nuove verità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6108834735868710638?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6108834735868710638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/marcuse-e-la-nuova-sinistra.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6108834735868710638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6108834735868710638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/10/marcuse-e-la-nuova-sinistra.html' title='Marcuse e la &quot;nuova sinistra&quot;'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-667777654833254137</id><published>2009-09-25T00:05:00.005+02:00</published><updated>2009-09-25T16:38:34.012+02:00</updated><title type='text'>Una strana "parità"...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;I giochini e gli strani scherzi che genera il paritarismo odierno sono infiniti.&lt;br /&gt;Per esempio mi piacerebbe avere una delucidazione in merito a questi due articoli:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.kila.it/archivio-notizie-in-primo-piano/una-giunta-di-sole-donne-una-cosa-normale-4.html" target="_blank"&gt;http://www.kila.it/archivio-notizie-in-primo-piano/una-giunta-di-sole-donne-una-cosa-normale-4.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1674755222.html" target="_blank"&gt;http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_1674755222.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non capisco come mai una giunta di sole donne va bene mentre di soli uomini no. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Magari sarà per via della "parità" tra i sessi... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-667777654833254137?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/667777654833254137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/una-strana-parita.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/667777654833254137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/667777654833254137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/una-strana-parita.html' title='Una strana &quot;parità&quot;...'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-3574419845270094587</id><published>2009-09-23T22:30:00.001+02:00</published><updated>2009-09-23T22:32:04.306+02:00</updated><title type='text'>L'ostaggio economico, una lettera a Il Manifesto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Gentili signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho 35 anni e qualche volta in passato ho letto il vostro giornale, ma soprattutto a volte leggevo Le Monde Diplomatique perché mi piaceva la politica estera (invece di pensare a far soldi, che coglione che sono vero?). Ho notato che vi interessate molto di problematiche sociali, poveri, poveretti, emarginati e via dicendo. E come tutti i soggetti che hanno a cuore le faccende sociali vi occupate di categorie quali disoccupati, senza tetto, lavoratori e via dicendo. Bene, benissimo! Ma perché nessuno si occupa dei casi come il mio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego.&lt;br /&gt;A 35 anni vivo ancora alle spalle di mamma e papà. Che schifo direte voi. Questo è un buono a nulla, uno scansafatiche, un figlio di papà che non gliene tiene di fare una ceppa. Calma calma. A parte che se è vero che sarò un figlio di papà è ancor più vero non sono di famiglia ricca. Mio padre era impiegato e ora è pensionato e mia madre è casalinga. Ma ci sarebbe da dire, cosa che molti stentano a crederlo, che non è per mia genuina volontà che convivo coi miei. Eh si, mi sono scordato di precisare che avrò anche avuto periodi di vera disoccupazione (che scansafatiche che sono!) accampando la “scusa” che è difficile trovare lavoro (a Caserta poi è una “scusa” molto in voga…), ma bene o male a lavorare ho lavorato sia in passato ma a dire il vero anche attualmente. Ma mi sapete dire come potrei farmi una mia casa con 150-200 euro al mese? Già, pare che per i miei datori di lavoro io valgo così poco che una paga decente proprio non la merito, no no!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora io mi chiedo: sono forse l’unica persona che versa in una simile situazione? Come mai non sento mai parlare di casi come il mio? Si sarà anche vero che ho la “fortuna” di avere una famiglia che provvede per me e non devo vivere in mezzo a una strada, ma è una condizione desiderabile la mia?&lt;br /&gt;“Tanto vivi coi tuoi” mi è stato detto a volte. Ma è normale che a 35 anni un povero fesso non può farsi una vita sua?&lt;br /&gt;Ma soprattutto, nell’ambito delle varie categorie sociali IO CHI SONO? Non ho mai trovato nessuna definizione per la situazione in cui verso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente mi sono scocciato di essere ignorato e rivendico il diritto di vedere affrontati i problemi che vivo sulla mia pelle. Pertanto io reclamo per me e per chi versa nelle mie condizioni lo status di OSTAGGIO ECONOMICO e chiedo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. che tutti gli ostaggi economici vengano pubblicamente riconosciuti;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. che si costituisca un’associazione, un movimento o un partito per gli ostaggi economici;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. che le tematiche relative agli ostaggi economici vengano trattate da media e operatori sociali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. un manifesto e un programma di azione degli ostaggi economi e PER gli ostaggi economici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo di essere ignorato anche da voi (ma che vuole sto cretino rompiballe?), troppo indaffarati con questioni ben più serie che di occuparvi di un inetto fallito come il sottoscritto, vi porgo i miei più cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-3574419845270094587?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/3574419845270094587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/lostaggio-economico-una-lettera-il.html#comment-form' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/3574419845270094587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/3574419845270094587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/lostaggio-economico-una-lettera-il.html' title='L&apos;ostaggio economico, una lettera a Il Manifesto'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2991854504214315130</id><published>2009-09-19T12:04:00.011+02:00</published><updated>2009-09-19T14:39:36.626+02:00</updated><title type='text'>Patetismo a sud....</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ecco un segno della "intelligenza" umana, un &lt;a href="http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/09/05/vogliamo-il-diritto-di-attraversare-il-web-senza-essere-costrette-al-silenzio.-stalking-digitale-e-squadrismo-maschilista-in-rete"&gt;articolo&lt;/a&gt; dal blog delle scoiattoline indifese che mostra quanto la paranoia, la frustrazione, la miseria, la pochezza e la piccolezza subumana sia sconfinata oggi giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che tenerezza! Povere cucciolotte, sempre perseguitate e villipese!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, sintetizzando il brodo logorroico di questa cortina fumoggena di parole lunga un kilometro e più, costoro non sanno che inventarsi per mettere a zittire chi fa loro notare che ciò che scrivono sono delle emerite scemenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono proprio ridicole e patetiche. Fanno ridere!&lt;br /&gt;Suggerisco loro di andare da paparino a farsi medicare la bua così che, mentre fa loro tanti tanti coccolini, dirà che è tutto a posto, che tutto si risolverà per il meglio, che è stato un brutto sogno e che sono delle principessine in gamba a cui il mondo deve esser loro perennemente grato di non so che cosa.... Beh, magari della loro "splendida", "profumata" e "igienica" fessurina intergambale...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su su con la vita bimbe, e ricordate di non accettare caramelle dagli sconociuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mando un bacione maschilista a tutte loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2991854504214315130?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2991854504214315130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/patetismo-sud.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2991854504214315130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2991854504214315130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/patetismo-sud.html' title='Patetismo a sud....'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6513442905889176831</id><published>2009-09-09T12:13:00.001+02:00</published><updated>2009-09-09T12:31:48.909+02:00</updated><title type='text'>Sull'anticlericalismo odierno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Trovo la maggior parte delle argomentazioni degli anticlericali odierni, seppure spesso ammantate di toni intellettualistici, fondate sulle basi di un concetto fin troppo ludico della vita. Un "ludismo" per giunta sterilizzante. Guardiamo un po' quali sono i "modelli alternativi" proposti (e spesso sostenuti con una pretesa di "rispetto" se non di devozione direi di tipo religioso...) oggi dalla cultura "laica" (ma sarebbe meglio definirla pseudolaica): i gay, i travestiti, le donne in "carriera" ("carriera" magari consistente nel diventare modelle, veline e via dicendo), tutti modelli "ludici" e... sterili, ossia che scoraggiano la perpetuazione della vita attaccando quello che loro considerano il "grande mostro medievale" ossia la tanto odiata famiglia tradizionale, quell'istituzione atta alla procreazione.&lt;br /&gt;Ma guardiamo un po' da vicino le cose: i gay per esempio rappresentano si e no il 5-10% della popolazione, eppure pare che oggi tutto il dibattito sulla famiglia ruoti intorno alle loro vere o presunte esigenze. Mi chiedo perché tutta questa attenzione verso una sparuta minoranza di individui. E perché io (intendo un "io" in senso generico) dovrei preoccuparmi tanto di loro e dovrei sostenere provvedimenti favorevoli nei loro confronti. Non dico di essere contro di loro, anzi, dico semplicemente che ritengo estremamente legittimo da parte del cittadino medio infischiarsene altamente di queste tanto osannate "minoranze".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fatto sta che oggi la responsabilità non consiste più nel perpetuare la vita ma nel non perpeturla, se non addirittura nel distruggerla. Così l'aborto è visto come un atto "altruistico" e "responsabile" di una donna che non vuole poi rinfacciare al proprio figlio le "grandi rinunce" che ha dovuto fare per lui (sarebbe a dire viaggi, viaggetti, bagordi vari, carriera e tutte queste cose di "fondamentale importanza" nella vita odierna). Quanta "nobiltà" d'animo c'è in tutte queste corbellerie, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono mai stato un cultore del tradizionalismo, anzi mi definisco moderatamente progressista, di un progressismo responsabile però. Ma sinceramente, a paragone del "progressismo" che ci viene propinato oggi, preferisco di gran lunga il pensiero conservatore e reazionario, perlomeno questo conserva ancora un briciolo di umanità e di rispetto verso i veri valori della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trovo molto giusto rivendicare l'abolizione dei privilegi ecclesiastici in materia di fisco e via dicendo laddove davvero sussistono, è giusto che la chiesa cattolica sia sottoposta alle stesse normative delle altre associazioni religiose, né più né meno, laddove ha invece davvero dei trattamenti di favore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allargando la visuale dalla religione alla società in generale vorrei però far notare che non è solo la chiesa cattolica ad avere dei trattamenti di favore. Lo sapete che i GAS, i Gruppi Solidali d'Acquisto, ricevono dei finanziamenti dalle Regioni se hanno più di 50 iscritti? Cioé i contribuenti devono pagare un'iniziativa privata a cui magari non aderiscono...&lt;br /&gt;Sapete che i giornali locali ricevono annualmente dei finanziamenti governativi dai due ai sei milioni di euro? Cioé i contribuenti devono finanziare dei giornali che magari non leggono...&lt;br /&gt;E non credo che l'elenco dei privilegi, esenzioni, finanziamenti vari si fermi qui. Lo stato spende e spande per tante cose di dubbia utilità, ma è la chiesa cattolica che ci sta sulle palle. Come mai?&lt;br /&gt;Ebbene ragazzi miei, perché si tace su queste cose e si fa baccano per la chiesa cattolica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ve lo dico io il perché: perché la chiesa cattolica ha la malsana abitudine di ricordarci, in chiave religiosa ovviamente ma lo si potrebbe anche fare in chiave laica, che la vita non è solo divertimento ma anche, e forse soprattutto, RESPONSABILITA'! Che se vuoi farti una famiglia devi farla come si deve, con l'intenzione di farla durare e di fornire ai tuoi figli un ambiente armonioso finché non saranno adulti, che se una donna resta incinta perché doveva scopare a tutti i costi e senza neanche le opportune precauzioni non dovrebbe sbarazzarsi di suo figlio come un pacco vecchio per non rinucniare a cose di "estrema importanza" quali l'università, viaggi e viaggetti e divertimenti vari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, perché tanto astio verso la chiesa cattolica. Parola di un ateo!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6513442905889176831?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6513442905889176831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/sullanticlericalismo-odierno.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6513442905889176831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6513442905889176831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/sullanticlericalismo-odierno.html' title='Sull&apos;anticlericalismo odierno'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-271804877370535368</id><published>2009-09-09T12:10:00.000+02:00</published><updated>2009-09-09T12:13:05.895+02:00</updated><title type='text'>Il "pensiero positivo" è femminile?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frasi tipo "La vita te la costruisci da solo", "Puoi realizzare tutti i tuoi sogni", o il vecchio "volere è potere" e il semplice "la vita è bella" e via dicendo, le sento dire molto più dalle donne che non dagli uomini i quali mi sembra abbiano in genere una visuale molto più problematica dell'esistenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti negheranno questo, molti altri affermeranno che se è vero è perché le donne sono più "determinate", più "ottimiste" di "natura" degli uomini e via dicendo.&lt;br /&gt;Io invece sostengo che ciò è dovuto al fatto che le donne oggi sono molto più favorite in tutti i campi della vita, aldilà delle solite ciarle femministiche che ancora oggi si sentono in giro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-271804877370535368?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/271804877370535368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/il-pensiero-positivo-e-femminile.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/271804877370535368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/271804877370535368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/09/il-pensiero-positivo-e-femminile.html' title='Il &quot;pensiero positivo&quot; è femminile?'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6700674584540122328</id><published>2009-08-11T18:18:00.001+02:00</published><updated>2009-08-11T18:19:38.948+02:00</updated><title type='text'>Intelligenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'intelligenza non dipende tanto dalla capacità di dare risposte quanto dalla capacità di riconoscere le risposte che non si possono dare o che è meglio non dare.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6700674584540122328?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6700674584540122328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/08/intelligenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6700674584540122328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6700674584540122328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/08/intelligenza.html' title='Intelligenza'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6804781967497208329</id><published>2009-08-11T17:45:00.001+02:00</published><updated>2009-08-11T17:47:46.046+02:00</updated><title type='text'>Mebosint</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Oggi giorno essere un M.E.B.O.S.I.N.T. (Maschio Eterosessuale Bianco Occidentale Sano Incensurato Non Tossico) ti rende destinatario del trattamento PPBS (Puoi Pure Buttare il Sangue).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6804781967497208329?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6804781967497208329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/08/mebosint.html#comment-form' title='39 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6804781967497208329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6804781967497208329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/08/mebosint.html' title='Mebosint'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>39</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2981093825618962612</id><published>2009-07-20T13:53:00.001+02:00</published><updated>2009-07-21T11:18:24.765+02:00</updated><title type='text'>La maggioranza silenziosa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Aldilà delle definizioni del potere, di cosa è veramente il potere e chi ha veramente il potere, vorrei esporre un caratteristica comune a buona parte delle ideologie, teorie e dottrine che si fondano su un principio di generalizzazione di una minoranza e dell’occultamento della maggioranza.&lt;br /&gt;Quanti sono gli uomini considerati, a torto o a ragione, “potenti”? Che percentuale rappresentano le persone che hanno potere sulla popolazione complessiva? Di certo una minoranza, il 5 o al massimo il 10 per cento, non credo di più.&lt;br /&gt;La maggior parte della gente, la maggior parte degli uomini e delle donne in tutto il mondo, è gente comune, gente che tira avanti a campare ma che di potere ne ha ben poco o niente.&lt;br /&gt;Ecco, e invece alcune ideologie asseriscono che il potere è in mano a un’intera categoria di persone, popoli, gruppi, razze, nazioni o addirittura a individui di un sesso, come asserisce il femminismo quando parla di potere “maschile” e attribuendo il “potere” agli uomini, a tutti gli uomini.&lt;br /&gt;Per queste ideologie esiste solo la minoranza in vista, esse occultano la maggioranza silenziosa. Per queste ideologie la gente comune non esiste.&lt;br /&gt;Così il fatto che la maggior parte dei finanzieri siano ebrei (ma lo sono veramente?) fa in modo che TUTTI gli ebrei siano degli speculatori, usurai e aguzzini. Il fatto che alcuni governi esercitano un potere imperialistico su vaste porzioni del mondo fa in modo che i popoli sottoposti alla sovranità di questi governi siano a loro volta “imperialisti”. Il fatto che la maggior parte dei ricchi siano bianchi fa si che la ricchezza è in mano a TUTTI i bianchi.&lt;br /&gt;Il fatto che la maggior parte di quella sparuta minoranza di persone che occupano posti in vista siano di sesso maschile fa in modo che il potere sia “maschile”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo poche teorie sociologiche hanno sottolineato come le ideologie dominanti non siamo altro che il frutto di un’operazione di evidenziamento di una minoranza in vista e rumoreggiante e dell’occultamento della maggioranza della popolazione, silenziosa e anonima.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
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www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-618008391164975375?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/618008391164975375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/07/liberarsi-dallinvidia.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/618008391164975375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/618008391164975375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/07/liberarsi-dallinvidia.html' title='Liberarsi dall&apos;invidia'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8865969752470394873</id><published>2009-07-20T11:53:00.001+02:00</published><updated>2009-07-20T11:53:56.511+02:00</updated><title type='text'>Solitudine maschile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Stavo pensando se la solitudine maschile non sia più pesante da sopportare rispetto a quella femminile per via della “leggendaria” passività femminile. Mi spiego. Mettiamo che per un periodo più o meno lungo una donna, per vari motivi, non se la senta di avere molte relazioni col mondo, che si isoli, anche con l’altro sesso ovviamente. Ora una donna normale, per quanto possa isolarsi di tanto in tanto qualche “ammiratore” che si faccia avanti lo troverà sempre. E di certo questo fatto la farà sentire importante, ancora viva ed esistente.&lt;br /&gt;Mettiamo che la stessa cosa accada a un uomo. Sappiamo benissimo che, anche se un uomo possa piacere all’altro sesso, è piuttosto difficile, raro, rarissimo, che le donne si facciano avanti in maniera esplicita. Questo ora non comporta un maggiore isolamento per un uomo rispetto a una donna? Non comporta un maggiore senso di solitudine e di abbandono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiungerei anche il fatto che per gli uomini, più che per le donne, vale spesso la massima del danno e della beffa, cornuto e mazziato si dice dalle mie parti, ossia che quanto più un povero cristo sta nella merda più viene disprezzato e colpevolizzato.&lt;br /&gt;E a coronare il tutto c’è la “grande” cacciata” Sei un uomo e devi riprenderti”… “devi”.. come se l’essere un uomo comporti una specie di obbliga all’invulnerabilità.&lt;br /&gt;Ecco perché sono tendenzialmente contrario ai “valori maschili”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8865969752470394873?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8865969752470394873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/07/solitudine-maschile.html#comment-form' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8865969752470394873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8865969752470394873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/07/solitudine-maschile.html' title='Solitudine maschile'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-4253676546437191539</id><published>2009-04-25T11:08:00.002+02:00</published><updated>2009-04-25T11:13:51.901+02:00</updated><title type='text'>Una chicca da internet</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Pubblico una chicca raccontata da un membro di una mailing list che raccolsi già qualche settimana fa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;In una sera d’agosto del 2007 ricevo una telefonata da parte di un mio vecchio conoscente il quale mi invita a casa sua perché lo aiuti a risolvere alcuni problemi col suo computer. Giunto a casa sua mi presenta una sua amica lì presente, G. con la quale chiacchiero un po' prima di andare via. Nei giorni successivi, dietro invito di questo conoscente, lui ed io iniziamo a frequentarci piuttosto regolarmente e a volte ci incontriamo anche con questa signora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera del 19 dicembre 2007 assieme a questo conoscente vado a casa di G., vedova che vive con la figlia minorenne, e lei mi invita a cena per qualche sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 26 dicembre, una settimana dopo, vado a cenare da lei in compagnia di questo suo amico. G. mi presenta la sua figlia quindicenne e durante la cena mi dice che posso andare da lei ogni volta che voglio senza pormi alcun problema quasi come fossi uno di famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 28 gennaio 2008, alle ore 17 circa, trovandomi nei paraggi della casa di questa signora, vado a farle una breve visita trattenendomi all’incirca un’ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 7 febbraio 2008 mi reco presso un negozio di articoli da regalo per acquistare qualcosa per un mio ex collega il quale mi ha aiutato nel mio lavoro. Acquisto anche un regalo per G., sentendomi molto riconoscente nei suoi confronti per la cena del 26 dicembre e per la sua ospitalità. Quindi mi reco da lei, busso il citofono ma nessuno mi risponde. Le finestre di casa sono chiuse ma filtra la luce dalla cucina.&lt;br /&gt;Il 10 febbraio mi giunge una telefonata da parte del mio vecchio conoscente il quale mi invita a casa sua. Recatomi da lui questi mi informa di aver parlato con G. la quale gli ha detto di essersi barricata in casa la sera della mia ultima visita e, impaurita forse a causa dell’oscurità, non mi aveva aperto. Questo conoscente mi dice anche che la sua amica gli ha pregato di riferirmi di non recarmi più da lei.&lt;br /&gt;Sbigottito per quanto ho appreso, il giorno dopo mi reco da lei in pieno giorno, alle ore 16-16,30 circa, per chiederle spiegazioni. Ma, bussato il citofono, nessuno risponde e quindi vado via. Sulla strada del ritorno mi telefona il conoscente di cui sopra che, con tono allarmato, mi dice che in casa di G. c’è la figlia la quale lo ha chiamato piangendo e che, impaurita dalla mia visita, intende chiamare la polizia, i carabinieri, l’esercito o chissà chi. Io allora torno indietro e incontro questa ragazza la quale è uscita di casa e, mi riferisce, si sta recando a casa del conoscente che mi ha appena telefonato. Le riferisco ciò che ho appena appreso riguardo la sua agitazione ma lei nega tutto. Le lascio allora un biglietto da consegnare a sua madre in cui la prego di richiamarmi al più presto per chiarire l’accaduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera stessa mi telefona G. chiedendomi di incontrarci. Una volta incontrati mi dà conferma di quanto riferitomi dal suo amico e, seppure i reali motivi mi siano a tutt’oggi del tutto oscuri, decidiamo che non è più il caso che io mi rechi più da lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un po’ di tempo però ritrovo il regalo acquistato per lei e mai consegnatole e, non sapendo che farne e non intendendo gettarlo via, decido di spedirglielo in un pacchetto per raccomandata. Il 22 maggio 2008 mi giunge una telefonata da parte di questa signora la quale mi dice che non devo spedirle niente, che non devo disturbarla e che devo lasciarla in pace, sottintendendo con questo che io sarei un fastidioso molestatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questa telefonata sono stato male per parecchio tempo in quanto mi sono sentito trattato come un disturbatore, un molestatore, quasi una specie di delinquente. Questo ha avuto delle ricadute negative su vari campi della mia vita. Io ritengo di essermi sempre comportato con molta educazione, circospezione e riservatezza nei confronti di questa signora, come con tutti del resto. Mi sento profondamente offeso dal comportamento di costei. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi permetto di esporre una mia piccola nota al riguardo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quello che a me urta i nervi di storie del genere non è tanto il fatto che qualcuno possa cambiare idea repentinamente, cosa che può anche essere lecito, ma la boria e la superficialità con cui ci si comporta verso gli altri che del cambio di questa idea non hanno avuto neanche il tempo di raccapezzarci. Verso chi in fondo voleva solo essere un po' gentile.&lt;br /&gt;Ma del resto si sa che se il mondo non fosse dei folli non saremo nella merda in cui siamo adesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla prossima. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-4253676546437191539?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/4253676546437191539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/04/una-chicca-da-internet.html#comment-form' title='35 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4253676546437191539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4253676546437191539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/04/una-chicca-da-internet.html' title='Una chicca da internet'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-9151968636041628838</id><published>2009-04-23T13:22:00.008+02:00</published><updated>2009-04-24T12:38:54.323+02:00</updated><title type='text'>MASCHICIDIO: CONTRO LA CULTURA DELLA TROIAGGINE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Femmine, italiane, la vera emergenza siete voi che legittimate e riproducete la cultura della troiaggine.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;di Giuseppe Bizzarro&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È veramente deprimente vedere come oggi, nel pieno 2009, ormai nel terzo millennio avviato, vi siano ancora blog, forum, siti e varie imbecillaggini internettiane che strombazzano ancora vittimistici e patetici quanto ignoranti piagnistei femministici su presunte discriminazioni contro le povere donne perennemente oppresse, compresse, depresse e represse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo &lt;a href="http://femminicidio.blogspot.com/2009/02/contro-la-cultura-dello-stupro.html"&gt;articolo&lt;/a&gt; di una certa Barbara Spinelli, per esempio, tratto da un blog ad alto tasso di tossicità (e pertanto sconsigliatissimo a chi soffre di patologie epatiche...) che è un’accozzaglia dei più beceri, pecorecci, retrivi, ignoranti e ottusi luoghi comuni veterofemministi denuncia la solita deficientaggine delle “cultura dello stupro” frutto di una mentalità perversa e malata a cui solo persone fortemente tarate mentali possono ancora dare ascolto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma cos’è la cultura dello stupro se non una delle tante invenzioni (di scarsissimo gusto e fantasia per giunta) volte solo alla santificazione del “gentil” sesso? Esiste forse una cultura dell’omicidio? C’è forse in giro una cultura del furto con scasso? Non mi pare, ma lo stupro sarebbe adesso non un reato grave in quanto contro la persona umana, come lo era giustamente prima, ma addirittura il più grave reato che esista al mondo in quanto viola la sacra vagina della femmina umana. Violazione che avviene sovente poi con quella schifosissima cosa che è il pene di quell’essere immondo che è il maschio umano. Oddio! Una cosa orrenda quindi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si ammazzano gli uomini è cosa ormai quasi ordinaria, ma guai a violare quella “profumata” e “igienica” fessura che le donne hanno tra le gambe. Chi tocca muore!&lt;br /&gt;Sarebbe bello se tutti gli uomini rispondessero in coro: “E tenetevela cara cara allora!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo adesso a quel blog con livello intellettuale pari a quello di una noce di scoiattolo. Il blog in questione aveva il commento libero, sarebbe a dire che chiunque poteva postare un commento. Poi a seguito di alcuni commenti scomodi adesso possono postare solo i membri del loro “team”, ossia chi la pensa come loro. Squallidissimo un blog in cui possono commentare i post solo gli autori…&lt;br /&gt;Ma vabbe’, affari loro. Io mi meraviglio non tanto di questo loro provvedimento più che prevedibile, quanto del fatto che per troppo lungo tempo il blog era rimasto libero, cosa che contrastava decisamente con i costumi di certa gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vorrei dire a queste paladine della giustizia rosa che con uno starnuto scapperebbero come pecore davanti a un lupo mandando a combattere ovviamente, come sempre, gli uomini al posto loro (della serie “Armiamoci e partite!”) perché invece non parliamo della cultura della troiaggine?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come chiamare infatti tutte quelle veline, attricette e calendariette varie ben pagate? Come chiamare dunque quelle ragazze in giro mezze nude? Ah già! Si vestono come loro pare e nessuno deve giudicarle. Io domani mi vesto da Guglielmo Tell e nessuno deve giudicarmi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come chiamare le varie “politiche” che devono la loro poltrona a favori alquanto “intimi”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spesso le varie categorie si fondono tra loro nella stessa “squisita” persona che sbandiera poi un’altissima statura morale…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E come definire poi quelle mogli ed ex mogli che, pur non convivendo più col marito o ex marito, gli estorcono un assegno di mantenimento (un uomo che non lavora viene in genere “gentilmente” invitato a trovarsi un lavoro, fregandosene se poi questo non c’è…)?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene se queste “guerriere” del piffero vogliono parlare a sproposito di una presunta cultura dello stupro perché non parlano anche della ben più reale e palese cultura della troiaggine? Magari sarebbe la prima volta che il loro povero cervellino martoriato da tante seghe mentali (oltre che ditalini fisici) si riconnetta con l’amara realtà dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passo e chiudo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-9151968636041628838?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/9151968636041628838/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/04/maschicidio-contro-la-cultura-della.html#comment-form' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/9151968636041628838'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/9151968636041628838'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/04/maschicidio-contro-la-cultura-della.html' title='MASCHICIDIO: CONTRO LA CULTURA DELLA TROIAGGINE'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1471580313831095073</id><published>2009-03-24T12:48:00.009+01:00</published><updated>2009-04-07T20:42:14.819+02:00</updated><title type='text'>Violenza di genere</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo le stime ufficiali le donne che hanno subito una qualche forma di violenza in Italia ammontano a &lt;strong&gt;458 milioni&lt;/strong&gt;, nel mondo invece sono circa &lt;strong&gt;754 miliardi&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono stime per difetto, ovviamente, datosi che il &lt;strong&gt;756%&lt;/strong&gt; non denuncia le violenze subite per paura o per... vergogna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molti studi confermano il fatto che per mettere fine a queste violenze bisognerà &lt;strong&gt;sterminare&lt;/strong&gt; tutti gli individui di sesso maschile in quanto per loro natura fautori di violenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il femminismo liberatore ha già progettato di allestire una città polacca di nome &lt;strong&gt;Auschwitz &lt;/strong&gt;con campi di lavoro in cui sfruttare gli individui di sesso maschile fino allo sfinimento fisco o con una doccia al napalm e conseguente trattamento di carbonizzazione delle salme e così via.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Solo con questa &lt;strong&gt;soluzione finale&lt;/strong&gt; della questione maschile (di cui tra l'altro ne abbiamo già &lt;a href="http://auschwitz.altervista.org/portal"&gt;qualche esempio storico&lt;/a&gt;) il femminismo potrà finalmente inaugurare una società senza violenza fondata sulla pace, sull'amore, sulla democrazia, sulla libertà e soprattutto... anti-&lt;strong&gt;nazista&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1471580313831095073?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1471580313831095073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/violenza-di-genere.html#comment-form' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1471580313831095073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1471580313831095073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/violenza-di-genere.html' title='Violenza di genere'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8225597236524259173</id><published>2009-03-19T10:27:00.004+01:00</published><updated>2009-03-19T10:34:20.448+01:00</updated><title type='text'>Emancipazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La cosiddetta &lt;em&gt;emancipazione&lt;/em&gt; non è altro che un cambio di &lt;em&gt;padrone&lt;/em&gt;. Ci si emancipa nei confronti di qualcuno o qualcosa, che sia essa una persona, un'istituzione, una certa logica, un dato meccanismo, una determinata tradizione o altro, per sottomettersi a qualcun altro o a qualcosa d'altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' un cambio di forma, insomma, non di sostanza. Anche perché l'emancipazione assoluta è soltanto un'assurda astrazione che non esiste per nessuna cosa del mondo reale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8225597236524259173?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8225597236524259173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/emancipazione.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8225597236524259173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8225597236524259173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/emancipazione.html' title='Emancipazione'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-4969695428561376072</id><published>2009-03-18T21:03:00.003+01:00</published><updated>2009-03-18T21:19:28.160+01:00</updated><title type='text'>Antropocrazia di Nicolò Giuseppe Bellia</title><content type='html'>Pubblico un &lt;em&gt;remake&lt;/em&gt; che vale la pena ripubblicare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi vuole approfondire: &lt;a href="http://www.bellia.com/"&gt;www.bellia.com&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ixtE8X91od8&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/eCM1vP0LDcs&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/W8lFDPFIJPo&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/llhH2hkQJNw&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/1NN3ER503c0&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/DVqocspWJUs&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5MUIeLGmdhY&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/fa57A-jdXDQ&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/ToyeJbqMXqc&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/B-HECleSuJ4&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zCCulxyJoNc&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/mQTnZA92A6Q&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/rupKxaAjN4k&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/5oASLgA1080&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/XIzQgkyJvJ8&amp;amp;hl=" fs="1" width="425" height="344" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi vuole approfondire: &lt;a href="http://www.bellia.com/"&gt;www.bellia.com&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-4969695428561376072?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/4969695428561376072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/antropocrazia-di-nicolo-giuseppe-bellia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4969695428561376072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4969695428561376072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/antropocrazia-di-nicolo-giuseppe-bellia.html' title='Antropocrazia di Nicolò Giuseppe Bellia'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1437155527146893976</id><published>2009-03-01T12:39:00.002+01:00</published><updated>2009-03-01T12:41:47.528+01:00</updated><title type='text'>Maschi "alpha" e maschi "beta"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La distinzione tra maschi “alpha” e maschi “beta” che serve per distinguere i maschi dominanti e maschi subordinati nell’ambito dei branchi di alcune specie animali, ben poco si adatta a descrivere le distinzioni sociali nell’ambito della comunità umana in quanto i meccanismi che regolano la distribuzione del potere di questa sono ben diversi da quelli che regolano la distribuzione del potere nelle prime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei branchi di alcune specie animali ogni anno, durante la stagione degli amori, l’estro femminile eccita i maschi che combattono per spartirsi territorio e femmine. La gerarchia è piuttosto semplice, netta e frutto di una lotta che si rinnova continuamente. Ma anche le distinzioni di status, territorio e femmine, e il contesto, il branco, sono molto semplici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La complessità della società umana rende molto sfumata questa distinzione. Vi è innanzitutto da notare la contestualizzazione, un uomo potrebbe ricevere una certa considerazione in un contesto mentre in un altro contesto ne potrebbe ricevere ben altra. Un uomo che gode di buon prestigio in un gruppo potrebbe essere considerato una nullità in un altro. C'è poi anche da vedere a quale caratteristica si riferisce l'essere "dominante". Se riguarda un mero potere sociale, la notorietà, il prestigio, la ricchezza o la vita sessuale. Non è che le varie cose coincidano più di tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sorge poi la confusione tra gli oggetti dello status, che sia l'attività sessuale oppure dei meri fattori sociali. Un uomo ricco e potente potrebbe anche essere strettamente monogamo o al massimo avere un'amante. Un uomo può essere noto e apprezzato, magari anche ricco, ma magari non conta niente in quanto a potere. Un altro uomo può essere ricco e potente, avere grande influenza sulla società ma magari nessuno lo conosce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo per esempio il sindaco e un industriale di un piccolo paese. Il sindaco è un personaggio pubblico, mediatico, conosciuto e apprezzato da molti che l'hanno eletto. Tutti lo salutano ogni giorno, gli chiedono favori, gli espongono problema e così via. Magari però è un ricco industriale semi-sconosciuto della zona a dettare veramente legge. In tal caso si parla di "alfa apparente" e "alfa occulto"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi c'è una cosa fondamentale nella società umana, l'ereditarietà di status e patrimonio (non genetico intendo). Un uomo ricco e potente non di rado è figlio di un altro uomo ricco e potente, e così un uomo comuni è figlio di un altro uomo comune. Il cosiddetto "self-made-man" è più che altro un'eccezione non la regola. Questo fatto rende "cristallizzate" le distinzioni sociali esistenti nell'ambito della nostra società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine ci sono le pop star che sono forse gli uomini più ammirati e apprezzati che vi siano, hanno bell'aspetto, notorietà e anche ricchezza, ma non mi risulta che contino molto in quanto a potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi secondo me la distinzione che nel mondo animale è piuttosto netta, nel contesto umano diventa troppo sfumata e complessa per potere essere valida. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1437155527146893976?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1437155527146893976/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/maschi-alpha-e-maschi-beta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1437155527146893976'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1437155527146893976'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/03/maschi-alpha-e-maschi-beta.html' title='Maschi &quot;alpha&quot; e maschi &quot;beta&quot;'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-7095040153939493055</id><published>2009-02-18T18:10:00.000+01:00</published><updated>2009-02-18T18:11:41.256+01:00</updated><title type='text'>Cos'è veramente il comunismo?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Comunismo è negazione di capitalismo. Quindi per definire l'uno bisogna definire l'altro. Cos'è il capitalismo? Da quel che ne so è un sistema economico fondato sul lavoro salariato, la produzione di merci e lo scambio mercantile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe a dire un sistema economico in cui, attraverso l'utilizzo del lavoro salariato si drena lavoro accumulato in un ciclo di auto accrescimento dell'apparato produttivo fine a se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunismo sarebbe quindi un sistema economico che supera e nega questo meccanismo, ossia in cui non c'è più lavoro salariato, non c'è produzione di merci né scambio mercantile (e quindi non c'è più denaro). Un sistema in cui c'è la gestione diretta delle risorse economiche da parte della comunità che regola la produzione sulla base dei bisogni reali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tutto questo a prescindere da giudizi di valore sul comunismo, tipo è bello è brutto, è realizzabile non è realizzabile, ecc.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque nessun essere umano può dirci com'è una società comunista reale per il semplice fatto che il comunismo non è mai esistito (a parte quello che sembra sia stato riscontrato in alcune popolazioni "primitive").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-7095040153939493055?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/7095040153939493055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/02/cose-veramente-il-comunismo.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7095040153939493055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7095040153939493055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/02/cose-veramente-il-comunismo.html' title='Cos&apos;è veramente il comunismo?'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8490506117572165586</id><published>2009-02-13T13:31:00.003+01:00</published><updated>2009-12-15T13:09:09.850+01:00</updated><title type='text'>Progressismo responsabile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il progresso sociale può essere una cosa buona se rispetta dei criteri e delle responsabilità. Diventa invece una peste se avanza alla cieca esaltando opportunismi di parte e conquiste irresponsbili. I progressisti odierni esaltano le libertà di alcuni soggetti di alcune categorie mentre i conservatori si fossilizzano in valori fini a se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio un paio di esempi. Nei diritti riproduttivi vediamo come si è affermato il diritto delle donne di poter uccidere il proprio figlio per disfarsi di lui. Vengono avanzate strampalate teorizzazioni per spiegare che l'embrione umano non è... umano (il cerchio non è rotondo) e quindi giustifcare una politica libertaria (e arbitraria) della riproduzione. Ora molti uomini e alcuni movimenti maschili avanzano l'idea che sarebbe opportuno riconoscere un'analoga libertà per gli uomini, che anche un padre debba essere libero di riconoscere o meno un figlio senza costrizioni. Come provocazione può andare bene, ma mi sorge però una domanda: e i bambini? Nessuno pensa ai bambini? Siamo certi che sostenere una praculaggine maschile per fronteggiare una praculaggine femminile sia la soluzione migliore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altro esempio. Sul divorzio i conservatori ripiegano sulla sacralità del vincolo matrimoniale, sul valore della famiglie e chiacchiere del genere. I liberal invece esaltano la libertà dei coniugi di poter sciogliere il contratto matrimoniale. Ancora mi sorge una domanda: e i bambini? Se non vi sono bambini i due coniugi per quel che mi riguarda possono fare quello che vogliono, ma in presenza di bambini è a loro che bisogna dar conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho l'impressione che ben pochi si facciano carico delle esigenze, degli interessi e dei diritti dei bambini e ognuno pensi più ai fatti propri. Io credo che il progresso e le libertà vadano bene ma che debbano tener conto di quegli esseri innocenti che rappresentano il futuro, quell'innocente futuro che innocentemente ha il diritto di affermarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel conflitto tra i due sessi chi ci rimette sono i bambini. Più che una QM e una QF forse sarebbe opportuno sollevare una QI, che non sta per Quoziente Intellettivo, ma per Questione Infantile, in cui gli adulti si fanno bambini e pensano ai cavoli propri andando a quel servizio ai veri bambini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8490506117572165586?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8490506117572165586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/02/progressismo-responsabile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8490506117572165586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8490506117572165586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/02/progressismo-responsabile.html' title='Progressismo responsabile'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-5292441184196005445</id><published>2009-02-13T12:48:00.004+01:00</published><updated>2009-02-13T12:51:23.002+01:00</updated><title type='text'>Espansione e decadenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Un popolo in espansione è pieno delle sue forze virili e vitali. Esalta se stesso, spesso anche in maniera ottusa, i suoi valori, il suo sistema di vita. Il suo pensiero viene assurtio a verità assoluta e la sua religione prende la forma di un culto solare basato sulla vitalità e la dinamica. La sua etica si fonda sull'onore e la conquista e la guerra sono considerate cose nobili e da perseguire e quel valore aggiunto che è la forza viene esaltato e osannato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un popolo che non ha più nulla da conquistare, che si trova stretto nell'impossibilità di espandersi entra nella sua decadenza. Inizia ad autocastrarsi e autobastonarsi. Si disprezza e si autodiscrimina. Il vizio e la corruzione infestano tutto il suo essere e il dubbio il suo pensiero. La sua etica si fonda sull'opportunismo e sull'incertezza e la sua religione assume la forma di un culto lunare, oscuro, notturno, spettrale in cui la non vita, la stasi ne è l'elemento centrale. Ogni ostentazione di forza e potenza viene condannata come cosa estremamente negativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-5292441184196005445?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/5292441184196005445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/02/espansione-e-decadenza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5292441184196005445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5292441184196005445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/02/espansione-e-decadenza.html' title='Espansione e decadenza'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-5000155769899651884</id><published>2009-01-13T17:24:00.002+01:00</published><updated>2009-01-13T17:27:00.016+01:00</updated><title type='text'>Solo una cosa...</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Solo una cosa è eterna e immortale: la morte.&lt;br /&gt;Solo una cosa è libertà da tutti i bisogni: la morte.&lt;br /&gt;Solo una cosa è annullamento di sofferenze, speranze, disperazione e agonia: la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vita è l'antitesi di tutto questo? Può darsi. E forse è proprio questo che la rende più affascinante della piatta e vuota morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-5000155769899651884?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/5000155769899651884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/solo-una-cosa.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5000155769899651884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5000155769899651884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/solo-una-cosa.html' title='Solo una cosa...'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2779979095637111140</id><published>2009-01-13T14:12:00.002+01:00</published><updated>2009-01-13T14:19:25.096+01:00</updated><title type='text'>Vitalità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Se non avessimo bisogno del sesso saremo indipendenti dall'altro sesso, se non avessimo bisogno di mangiare saremo indipendenti nei confronti delle risorse alimentari, se non avessimo bisogno di bere saremo indipendenti nei confronti dell'acqua. Ma saremo vivi poi?&lt;br /&gt;La vita è forse un continuo avere bisogno? Puoi sublimarlo e gestirlo, ma è il bisogno che ti rende vivo e quanto più ne hai più sei vivo, meno ne hai meno sei vivo. La morte è la scomparsa dei bisogni.&lt;br /&gt;Quindi si potrebbe evincere che la vita è l’antitesi della libertà dai bisogni e che l'aumento dei bisogni è aumento di vitalità?&lt;br /&gt;La società consumista odierna è la massimizzazione della vitalità umana? Forse, ma a tutto c'è un limite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2779979095637111140?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2779979095637111140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/vitalit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2779979095637111140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2779979095637111140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/vitalit.html' title='Vitalità'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8132368915777673058</id><published>2009-01-12T21:14:00.004+01:00</published><updated>2009-01-12T21:22:13.154+01:00</updated><title type='text'>Avanti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ogni giorno aggiungiamo un mattoncino affinché chi viene dopo di noi trovi la strada già spianata, abbia vita più facile di noi, parta a un livello più alto del nostro livello di partenza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma perché? Perché facciamo questo? Perché mai chi viene dopo di noi dovrebbe avere vita più facile della nostra?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse perché altrimenti la nostra vita non avrebbe un senso. Forse la nostra vità serve a aumentare il livello di chi partirà dopo di noi, che in parte negherà ciò che abbiamo fatto, ma lo farà perché è necessario anche distruggere per costruire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E cosa accade a chi ha vissuto meglio di chi è venuto dopo di lui? Maledetti sono quei padri che hanno vissuto meglio dei loro figli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8132368915777673058?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8132368915777673058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/avanti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8132368915777673058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8132368915777673058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/avanti.html' title='Avanti'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-4033389346371405248</id><published>2009-01-12T18:59:00.001+01:00</published><updated>2009-01-12T19:02:10.320+01:00</updated><title type='text'>Giustizia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Giusto e sbagliato, colpa e merito, cosa sono mai queste cose? Etichette che affibbiamo a quei flussi di eventi che vorremo valutare col metro della nostra giustizia, della giustizia che applichiamo nella nostra società, ossia in quel flusso di eventi messi in atto da noi e dai nostri simili.&lt;br /&gt;Ma cosa importa di noi all’universo? Che senso ha dire che una persona merita o non merita una certa “sorte”. Quando una persona che noi consideriamo buona e che si comporta bene si ritrova in una situazione sgradevole o chi consideriamo malvagio e immeritevole e gode di uno stato di benessere tutto ciò lo chiamiamo “ingiusto”, mentre al contrario troviamo sia giusto che il buono stia bene e il malvagio stia male in misura della propria bontà e malvagità. Misura, ma chi è che dà questa misura se non noi? Che altro vuol dire tutto questo se non che a noi piace che le persone che ci piacciono stiano in situazioni che troviamo gradevoli e al contrario desideriamo condizioni meno gradevoli per coloro che disprezziamo? Fin qui tutto legittimo, ma pretendiamo davvero che il cosmo, l’universo, il mondo che è al di sopra dell’umano e della volontà umana si conformi ai nostri gusti?&lt;br /&gt;Ci comportiamo in una certa maniera che riteniamo positiva e ci ritroviamo in cattive acque e affermiamo che questo sia ingiusto, tiriamo in ballo presunti destini avversi, ingiustizie cosmiche, malocchi o castighi divini per eventuali nostre azioni maligne sconosciute a noi stessi. Ma cosa vuol dire “giusto” fuori dall’ottica della limitata volontà umana? Niente, solo una voglia di antropomorfizzare il corso degli eventi, di dar loro una volontà e un’intenzionalità come la nostra ma che invece è loro del tutto estranea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-4033389346371405248?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/4033389346371405248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/giustizia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4033389346371405248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/4033389346371405248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/giustizia.html' title='Giustizia'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8833629758787078545</id><published>2009-01-11T21:26:00.004+01:00</published><updated>2009-01-12T18:50:08.078+01:00</updated><title type='text'>Desiderio di eternità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il mitico "desiderio di eternità" instillato nel cuore e nella mente dell'uomo può essere scisso in due aspetti. Il primo consiste nel desiderio di capire l'eternità e il secondo nel desiderio di vivere l'eternità.&lt;br /&gt;Si tratta di due aspetti alternativi e incompatibili tra loro in quanto chi capisce l'eternità non desidera viverla e chi desidera viverla non l'ha capita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8833629758787078545?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8833629758787078545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/desiderio-di-eternit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8833629758787078545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8833629758787078545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/desiderio-di-eternit.html' title='Desiderio di eternità'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8953454947055880669</id><published>2009-01-11T15:04:00.003+01:00</published><updated>2009-01-12T18:49:42.947+01:00</updated><title type='text'>Seghe mentali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Chi non sa cosa vuol dire faticarsi la vita rischia di farsi seghe mentali e in ciò che pensa e che dice si riscontrerà un'alta percentuali di seghe mentali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8953454947055880669?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8953454947055880669/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/seghe-mentali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8953454947055880669'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8953454947055880669'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/seghe-mentali.html' title='Seghe mentali'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-108574558083749753</id><published>2009-01-08T13:11:00.002+01:00</published><updated>2009-01-12T18:50:45.704+01:00</updated><title type='text'>Ai consiglieri accaniti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Chi vuol fare del bene a una persona le dia dei soldi e non dei consigli. Casomai i consigli glieli chieda.&lt;br /&gt;I soldi, infatti, giovano a chi li riceve, i consigli giovano a chi li dà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-108574558083749753?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/108574558083749753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/ai-consiglieri-accaniti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/108574558083749753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/108574558083749753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/ai-consiglieri-accaniti.html' title='Ai consiglieri accaniti'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-5351648333208637205</id><published>2009-01-06T13:43:00.003+01:00</published><updated>2009-01-12T18:51:40.703+01:00</updated><title type='text'>Libertà senza mezzi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La libertà senza mezzi è come una schiavitù senza lavoro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-5351648333208637205?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/5351648333208637205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/libert-senza-mezzi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5351648333208637205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/5351648333208637205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/libert-senza-mezzi.html' title='Libertà senza mezzi'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-395153614370944296</id><published>2009-01-05T15:30:00.001+01:00</published><updated>2009-01-12T18:52:13.047+01:00</updated><title type='text'>Gocce</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Siamo gocce di un oceano che non riusciamo a trovare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-395153614370944296?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/395153614370944296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/gocce.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/395153614370944296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/395153614370944296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/gocce.html' title='Gocce'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1382926510286463940</id><published>2009-01-02T20:50:00.009+01:00</published><updated>2010-08-02T13:44:30.683+02:00</updated><title type='text'>QUESTA META' DELLA TERRA di Rino Dalla Vecchia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.uomini3000.it/schedasito/images/copertina_qmdt.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://www.uomini3000.it/schedasito/images/copertina_qmdt.jpg" style="cursor: hand; float: left; height: 250px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 180px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un’opera sinfonica. È questa che mi viene alla mente leggendo il libro di Rino Dalla Vecchia “Questa metà della Terra”, col suo tono problematico e meditativo, spesso, purtroppo, addirittura vittimistico e patetico, come un lento. Tono alternato a delle vere e proprie stoccate che assumono alti toni lirici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È un libro questo che stimola la riflessione, drammatico, direi forse inquietante. L’autore compie un meticoloso excursus della panoramica giuridica e madiatico-culturale concernente i rapporti tra i sessi, evidenziandone la natura faziosa e di parte, fortemente antimaschile, degli ultimi anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le fonti prese in considerazioni sono tra le più varie e le più popolari: sentenze della magistratura, leggi, normative europee, articoli di riviste molto diffuse, libri di letteratura generale e di varie correnti femministe e così via.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Considerazioni spietate, spesso forse esagerate, ma volte a smascherare le incoerenze e le distorsioni dell’influenza che il femminismo ha avuto nella società odierna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dalla Vecchia considera il femminismo come il punto di arrivo del desiderio di un genere. Desiderio covato all’ombra della storia di un genere che solo adesso può esprimersi tirando fuori tutto il suo odio canceroso e il suo veleno verso l’altro. Una dialettica in cui il genere femminile, con l’ausilio della tecnica odierna che rende sempre più marginale l’utilità delle facoltà maschili, avanza verso l’affermazione della sua volontà di potenza che potrebbe addirittura consistere nell’eliminazione tout court del genere maschile il quale risulterebbe così una sorta di “sedotto e abbandonato” che, dopo essere stato utilizzato principalmente come protettore e produttore di ricchezza, ora potrebbe togliersi di mezzo in quanto non più necessario. Rimarrebbero solo dei “bisogni residuali” che lo terrebbero ancora “in vita” per la “gioia” del “gentil” sesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutto il femminismo, a detta dell’autore, specie quello sessantottino e post sessantottino, non sarebbe altro che la manifestazione di una lotta sotterranea, occulta, che il mondo femminile avrebbe ingaggiato per ottenere il controllo dell’altro sesso attraverso i mezzi creati dallo stesso genere maschile. Gli ultimi decenni avrebbero visto l’affermazione del femminismo “reale” il quale, se tradisce fino in fondo le promesse fatte da quello “teorico” è solo perché queste erano promesse propagandistiche, volte a ingannare le persone sulla vera natura di questo movimento che solo ultimamente starebbe mostrando il suo vero volto misandrico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questa sua analisi l’autore dà per scontato che tutto il femminismo sarebbe frutto delle esigenze e delle aspirazioni delle donne. Sembra trascurare ogni elemento “esterno” al femminismo che viene forse troppo enfatizzato al di fuori di ogni gioco di potere interno al mondo maschile e alla struttura sociale in cui il femminismo è sorto e si è sviluppato (degenerato?).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sembrerebbe che tutta la storia venga ricondotta nell’ambito della lotta tra i sessi, un po’ sulla falsariga della marxiana lotta di classe. Quando però si parla di uomini e donne io sono sempre perplesso per via del fatto che queste due semplici parole indicano due insiemi di miliardi di esseri umani. Ognuno di questi due insiemi rappresenta un universo vasto, complesso ed eterogeneo, e il volerlo ricondurre nell’abito di una semplice distinzione binaria non mi ha mai convinto molto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma seppure volessimo distinguere la sfera morale in maniera netta tra una “maschile” e una “femminile”, nessuno ci dice che un uomo possa scegliere la seconda o una donna la prima per propria libera e consapevole scelta e senza alcun tipo di “deformazione” interiore. Parrebbe invece che l’autore assuma l’atteggiamento di chi afferma che l’essere uomo comporti per forza di cose l’assumere per sé una moralità affine alla propria “categoria”e il non farlo indicherebbe in ogni caso sottomissione all’altro genere, fautore di una propria moralità e di un proprio ordine, oggi considerato prevalente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le soluzioni avanzate da Dalla Vecchia consistono nello sganciamento emotivo e nel narrato maschile. Il primo è una buona intuizione consistente nella presa d’atto, da parte degli uomini, della relativa indipendenza socio-economica delle donne e del conseguente calo di “utilità” che la presenza maschile ha nella loro vita. A questo occorrerebbe rispondere con una forma di indipendenza emotiva degli uomini verso le donne volta ad evitare che il potere “contrattuale” femminile possa lievitare fino a livelli inquietanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Eccellente anche l’intuizione dell’esigenza di un narrato maschile, che io auspicherei più come narrazione di individui che fanno capo a un genere, quello maschile appunto, che non di una narrazione di un genere composto da individui, come invece temo una tal cosa possa degenerare. Molto bello anche l’auspicio di una “età del gioco” in cui gli uomini, “liberati” dalla necessità emotiva di stabilire relazioni con l’altro sesso, possano utilizzare tutte le proprie energie creative e operative per se stessi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra i punti “deboli” dell’opera annovererei oltre al piglio spesso vittimistico anche, almeno in apparenza, il metodo con cui l’autore intende risaltare discrimini e differenze tra i sessi. Il suo metodo si basa sull’ipotizzare il caso inverso, ossia, per un evento che coinvolge uno o più uomini e una o più donne, invitare a immaginare le parti invertite, ossia la parte maschile o le parti maschili al posto di quelle femminili e viceversa. È un metodo molto suggestivo ma anche emotivo oltre che ipotetico, in quanto si fonda su ipotesi e non su fatti, al contrario per esempio di quello utilizzato da Warren Farrell con l’ausilio di casistiche e dati reali. La natura ipotetica ed emotiva di tale metodologia può dare ampi margini di manovra agli oppositori delle argomentazioni di Dalla Vecchia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Stonerebbe poi, in un testo di rottura come questo, l’augurio di una nuova alleanza tra i sessi sulla base che la loro unione non avrebbe esaurito le sue potenzialità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma i conti quadrano tutti, o quasi tutti, se vediamo il libro nella sua prospettiva piuttosto provocatoria e di invito alla riflessione che non come l’esposizione di una verità ultima. Una sorta di punto di partenza o una tappa del movimento maschile, insomma, e non certo un punto di arrivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Ordinabile da qui: &lt;a href="http://www.uomini3000.it/236.htm"&gt;http://www.uomini3000.it/236.htm&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;E scaricabile da qui: &lt;a href="http://metromaschile.it/altrosenso/wp-content/blogs.dir/4/files/2009/10/QMDT2EdizRist08.pdf"&gt;http://metromaschile.it/altrosenso/wp-content/blogs.dir/4/files/2009/10/QMDT2EdizRist08.pdf&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1382926510286463940?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1382926510286463940/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/questa-meta-della-terra-di-rino-dalla.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1382926510286463940'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1382926510286463940'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2009/01/questa-meta-della-terra-di-rino-dalla.html' title='QUESTA META&apos; DELLA TERRA di Rino Dalla Vecchia'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-669417272684088403</id><published>2008-12-27T13:57:00.001+01:00</published><updated>2008-12-27T13:57:28.675+01:00</updated><title type='text'>Tempi moderni?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Oggi si costruiscono grattacieli, si naviga in internet e si mandano sonde nello spazio e su Marte, e questo ci sembra banale se non addirittura brutto perché è prodotto della società dei consumi e bla bla bla... Ma non mi stupirei se si "scoprisse" che i fiorentini del popolo nel 15° secolo si lamentavano delle statue e degli affreschi della loro città "Invece di dare il pane ai poveri si mettono a fare queste scemenze"...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lamentarsi dei propri tempi, dei cambiamenti sociali che sempre sono in atto, delle nuove generazioni etc., è tipico di molte epoche. Basta leggere Giovenale e Marziale, ma anche Esiodo de "Le opere e i giorni" per notare come l'idea della decadenza non sia un fenomeno solo odierno. "Non c'è più rispetto!", "Non c'è più amore!", "Ognuno pensa solo ai suoi interessi!", "Non si capisce più niente!", "Dove andremo a finire?" E dulcis in fundo "Non ci sono più gli uomini di una volta!".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manca solo "Non esistono più le mezze stagioni!" e il quadro è completo. Ma quest'ultima la notò forse Leopardi che in un suo aforisma notò come le persone più anziane affermano sempre che fa  più caldo di una volta. Seguendo queste affermazioni si dovrebbe concludere che cinquecento anni fa in Europa doveva esserci un clima da venti gradi sotto zero...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-669417272684088403?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/669417272684088403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/tempi-moderni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/669417272684088403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/669417272684088403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/tempi-moderni.html' title='Tempi moderni?'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-505251025695682151</id><published>2008-12-26T13:01:00.000+01:00</published><updated>2008-12-26T13:04:22.034+01:00</updated><title type='text'>Il benessere è donna?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Mi è venuto un pensiero su quali sono gli obiettivi di "benessere" sociale e individuale che persegue il femminismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene vediamo un po':&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro a misura di donna e il lavoro scarseggia con tutte le problematiche connesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'economia a misura di donna e l'economia occidentale va a rotoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società a misura di donna e l'atomizzazione, l’egoismo, l'arrivismo e il fancazzismo la fanno da padroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La politica a misura di donna e la politica si riduce a una farsa priva di ogni valore e utilità reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La famiglia a misura di donna e le famiglie si sfasciano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il sesso a misura di donna e imperversano vere o presunte anomalie e disfunzioni.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo se non ci sia un nesso tra il pretendere, con misure protezioniste e artificiose, che il mondo si conformi a parametri (difettosi?) femminili e i disastri che l'accompagnano...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del resto se non vi fossero degli stati e dei governi con relativi apparati burocratici (come i ministeri delle IMpari opportunità per esempio, ma non escluderei neanche "esperti" di vari campi...) volti a distorcere le cose al punto da illuderci che ci sia una "parità" e che, pur essendoci non c'è e quindi deve continuamente essere perseguita con provvedimenti alquanto discutibili (tipico esempio di paradosso da pensiero circolare), quale sarebbe la situazione? Siamo certi che non staremo molto meglio senza tutta questa accozzaglia femminista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-505251025695682151?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/505251025695682151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/il-benessere-donna.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/505251025695682151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/505251025695682151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/il-benessere-donna.html' title='Il benessere è donna?'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1238711231129623703</id><published>2008-12-24T16:24:00.001+01:00</published><updated>2008-12-24T16:26:08.364+01:00</updated><title type='text'>Dialogo tra un abortista e un antiabortista</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABORTISTA: Prima di nascere non siamo esseri umani ma un agglomerato di cellule, quindi abortire non è un omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTIABORTISTA: Perché invece non facciamo valere il principio che ognuno perla per sé? Diciamo meglio che prima di nascere TU non eri un essere umano ma un agglomerato di cellule e quindi se tua madre avesse abortito non avrebbe commesso un omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABORTISTA: Beh si, questo vale anche per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTIABORTISTA: No no, io direi che vale SOLO per te. Anzi ti dirò di più: perché limitare temporalmente il concetto a solo prima di nascere? Per quel che mi riguarda puoi benissimo essere tuttora un semplice agglomerato di materiale organico. E se qualcuno ti spara non commette omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABORTISTA: Ma allora questo vale anche per te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTIABORTISTA: E perché devi imporre le tue verità anche a me? Io mi ritengo un essere umano fin da quando sono stato concepito e se mia madre avesse abortito avrebbe commesso un omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ABORTSTA: E questo non varrebbe per me?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANTIABORTISTA: Sei tu che hai sostenuto di essere un pezzo di materiale organico, e un pezzo di materiale organico in meno non danneggerebbe certo il mondo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1238711231129623703?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1238711231129623703/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/dialogo-tra-un-abortista-e-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1238711231129623703'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1238711231129623703'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/dialogo-tra-un-abortista-e-un.html' title='Dialogo tra un abortista e un antiabortista'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-227596897820622848</id><published>2008-12-24T15:09:00.001+01:00</published><updated>2008-12-24T15:09:57.564+01:00</updated><title type='text'>Cambiare idea e cambiare partito</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’affermazione “Ho cambiato partito per non cambiare idea al contrario di chi ha cambiato idea per non cambiare partito” non deve essere intesa nel senso che non bisogna cambiare idea, ma semplicemente che il cambio di idea su una determinata cosa o su un complesso di cose non deve essere frutto di una conformazione verso l’esterno, ma bensì il risultato di un processo di rivalutazione e messa in discussione delle proprie posizione su un qualcosa, magari anche in relazione al mutamento del contesto, ma comunque frutto di riflessione costante e instancabile.&lt;br /&gt;Si può anche cambiare partito ma non per non cambiare idea ma perché lo si ritiene più in linea con le idee a cui si è pervenuti al momento.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-227596897820622848?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/227596897820622848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/cambiare-idea-e-cambiare-partito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/227596897820622848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/227596897820622848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/cambiare-idea-e-cambiare-partito.html' title='Cambiare idea e cambiare partito'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-861898741027592526</id><published>2008-12-23T15:47:00.000+01:00</published><updated>2008-12-23T15:48:20.724+01:00</updated><title type='text'>Homo popolanus</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tutto ciò che non vedo, non sento e non tocco è un’emerita stupidaggine. Non conosco la scienza e per me la scienza è una stupidaggine, non conosco la filosofia e per me la filosofia è un insieme di turbe mentali. Conosco però, oltre al prezzo delle patate, ciò che mi dice il prete e quando mi va lo do per vero.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-861898741027592526?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/861898741027592526/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/homo-popolanus.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/861898741027592526'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/861898741027592526'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/homo-popolanus.html' title='Homo popolanus'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-7740515843656749114</id><published>2008-12-22T14:15:00.000+01:00</published><updated>2008-12-22T14:16:41.086+01:00</updated><title type='text'>Homo cristianus (sottocategoria dell'homo monoteisticus)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La verità me l’ha rivelata Dio in persona col dono della fede. Ma è una verità che non la si nota né la si dimostra. Semplicemente io ci credo e mi piace ed è cosa giusta e santa che tutti ci credano e a tutti piaccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia felicità è la felicità di tutti, le mie aspirazioni sono le aspirazioni di tutti gli uomini, la mia dannazione è la dannazione di tutti gli uomini e ciò che vale per me vale per tutti gli esseri umani. Dio ha dato a me un’anima immortale e quindi l’ha data a tutti gli uomini. Io voglio il paradiso e la vita eterna e questo vuol dire che tutti gli uomini vogliono ciò che voglio. Io amo Dio e devono amarlo tutti gli uomini. Io sono peccatore e tutti gli uomini sono peccatori. Io voglio lavarmi dei miei peccati ed è giusto che tutti gli uomini lo facciano. Chi non fa ciò che faccio io, o meglio ciò che il mio dio mi ha detto di fare, sbaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È come se io fossi tutti gli uomini, questo me l’ha detto Dio.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-7740515843656749114?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/7740515843656749114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/homo-cristianus-sottocategoria-dellhomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7740515843656749114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/7740515843656749114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/homo-cristianus-sottocategoria-dellhomo.html' title='Homo cristianus (sottocategoria dell&apos;homo monoteisticus)'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-1280972791344526418</id><published>2008-12-08T16:03:00.000+01:00</published><updated>2008-12-08T16:04:26.674+01:00</updated><title type='text'>Stalking</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un ennesimo attentato alla Paternità ed alla Famiglia tutelata dalla Costituzione sta per consumarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cronache quotidiane ci riferiscono incessantemente di stragi famigliari, frutto scellerato della disperazione di uomini che il “divorzificio” ha condotto alla follia.&lt;br /&gt;L’ennesima riforma delle separazioni – l’affidamento condiviso dei figli (l. 54/2006) – sta naufragando a causa dell’incontrastato boicottaggio della Magistratura: dopo 2 anni dall’entrata in vigore, nulla è cambiato nelle sentenze, se non la formula di stile (“il minore resta affidato ad entrambi in modo condiviso”). I giudici, plebiscitariamente, hanno coniato un principio inesistente nella riforma, ed anzi in aperto contrasto con essa (la quale postula il “rapporto EQUILIBRATO con entrambi i genitori”): quello del “collocamento” (presso la madre), grazie al quale la frequentazione dei Padri con i Figli resta marginalizzata come prima: un pomeriggio infrasettimanale ed un week-end alternato. Vale a dire: l’85% del tempo presso le madri ed il 15% presso i Padri.&lt;br /&gt;A ciò consegue la consueta spoliazione economica dei Padri: privazione della casa coniugale (il valore della cui assegnazione non viene MAI calcolato nei rapporti economici, in aperto contrasto con la riforma) ed assegno di mantenimento (nella riforma è previsto come eccezione al mantenimento diretto; ed invece continua ad essere la regola).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I frutti avvelenati di questa persecuzione anti-paterna sono sotto gli occhi di tutti: 100 morti ammazzati all’anno in stragi famigliari; le mense ed i dormitori Caritas affollati di padri separati; le devianze giovanili dilaganti, essendo ormai riconosciuto dalla comunità scientifica il nesso diretto fra l’espulsione del Padre dalle famiglie e l’assenza, nei giovani, di valori etici cui ispirare la propria esistenza, nonché dei necessari “paletti” alla loro naturale esuberanza (i famosi “no” che fanno crescere).&lt;br /&gt;Oggi, in Italia, le separazioni sono promosse per il 70% dalle donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cronache recenti ci raccontano anche delle prime, sporadiche sentenze di condanna con cui si cerca di arginare il fenomeno del doloso ostacolamento materno all’esercizio della frequentazione paterna con i figli (cd. “mancate consegne”). La psichiatria forense sembra avviarsi – non senza resistenze – al riconoscimento di un grave disturbo comportamentale indotto nei minori dalla strumentale manipolazione ed indottrinamento materno (per possessività ed a fini vendicativi): la Sindrome di Alienazione Genitoriale (PAS), ben conosciuta all’estero, la quale induce nei minori un’acritica ed ingiustificata avversione verso la figura paterna.&lt;br /&gt;Ma le cronache ci narrano anche del moltiplicarsi del gravissimo fenomeno delle “false accuse” - formulate dalle madri - di violenze contro di loro o di abusi sui minori: si stima che per il 95% tali accuse si rivelino poi false; ma spesso è impossibile recuperare sia il rapporto del Padre con i figli – allontanati per lungo tempo – sia la reputazione del Padre falsamente accusato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo quadro desolante di sistematica delegittimazione del ruolo paterno in seno alla Famiglia, si aggiunge ora l’ultimo escamotage architettato per facilitare l’espulsione del Padre dalla vita dei figli: lo STALKING, o “atti persecutori”.&lt;br /&gt;Il testo del disegno di legge licenziato dalla Commissione Giustizia della Camera contempla – INCOMPRENSIBILMENTE – fra le misure da adottarsi contro il “molestatore”, L’ALLONTANAMENTO DAI FIGLI! il divieto di avvicinarsi alla scuola dei figli e di comunicare con essi con qualsiasi mezzo!&lt;br /&gt;Siamo dunque arrivati al mobbing genitoriale ISTITUZIONALIZZATO!!&lt;br /&gt;Ed invero, poiché non si può ragionevolmente intravedere alcun nesso fra le vicende (insane) che coinvolgono gli adulti ed il rapporto (sacro ed inviolabile) genitore-figlio, non resta che scorgere in questa follia giuridica un’astuta macchinazione ordita allo scopo di poter addurre l’ennesimo pretesto - oltre alle false violenze ed ai falsi abusi – per facilitare l’affidamento mono-genitoriale e la recisione di ogni rapporto fra i figli ed il Genitore “sgradito”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-1280972791344526418?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/1280972791344526418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/stalking.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1280972791344526418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/1280972791344526418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/stalking.html' title='Stalking'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2248389785224818808</id><published>2008-12-02T22:12:00.000+01:00</published><updated>2008-12-02T22:14:43.739+01:00</updated><title type='text'>Homo destricus</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Così è sempre stato e così sempre sarà anche perché è giusto che sia così.&lt;br /&gt;Ogni cambiamento è contro la natura umana (ossia i cazzi miei). I veri valori sono Dio (ossia i cazzi miei e fottere gli altri), la patria (che deve consentirmi di fare i cazzi miei e fottere gli altri) e la famiglia (la mia che deve avere i cazzi suoi fottendo le altrui famiglie).&lt;br /&gt;I comunisti sono degli scansafatiche. Gli immigrati sono tutti delinquenti (li ho conosciuti uno per uno…) e i disoccupati, i sottoccupati e i precari non vogliono lavorare (perché il lavoro spunta con la bacchetta magica, basta volerlo).&lt;br /&gt;I gay, o meglio i froci, mi stanno sul cazzo (ho paura che mi stuprino). Bisogna essere “in” e “fashion”, freschi e fighi, pimpanti e volenterosi. Essere alla moda è tutto (anche l’anticonformismo è una moda). Il merito è tutto (fin quando mi vanno bene le cose). Gli spettacoli e le manifestazioni culturali serie sono pedanti e noiose, meglio Domenica in e Maria De Filippi. Divertirsi è una necessità di vita.&lt;br /&gt;Le donne vanno tutelate e protette perché sono deboli (chissà perché le donne, per un motivo o per un altro, vogliono tutelarle e proteggerle tutti, “progressisti” o conservatori che siano…). Le donne sono tutto e l’omm è semp omm (principalmente nei doveri però…) e chi non ci sbava dietro e non si dà arie da don Giovanni è un frocio misogino (altro principio “bipartisan…).&lt;br /&gt;Essere politicamente Scorretto è quasi un imperativo (contrapposto al politicamente corretto “progressista”). I padroni e i potenti sono gente giusta e meritevole al servizio della comunità (“sacrificandosi” a incassare migliaia di euro e più ogni mese sempre per il bene della comunità…). Essere al servizio di un pezzo grosso è un onore. Avere un lavoro è un favore che ti concede un padrone paterno e premuroso chiedendo in cambio solo dieci o dodici ore quotidiane della tua vita e “regalandoti” qualche centinaio di euro al mese quasi gratis.&lt;br /&gt;Sono sempre in debito verso i potenti e in credito verso i poveri e gli emarginati che rompono le palle e devono andarsene affanculo o magari crepare. Anche perché chi è povero è sempre per sua colpa essendo le capacità e la volontà individuale alla base del successo. Chi ha successo è sempre e per forza di cose uno in gamba.&lt;br /&gt;La gente si lamenta per il gusto di lamentarsi, solo i miei problemi sono dei veri problemi. Le cose vanno bene a tutti tranne che a me, solo io mi sacrifico e mi faccio in quattro per mandare avanti la patria mentre nessuno fa un cazzo di niente, quindi la gente che si lamenta a fare? Io pago le tasse!&lt;br /&gt;Ma se gli altri soffrono è perché se lo meritano no? È giusto che sia così anche perché così è sempre stato e così sempre sarà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi in buona parte i “principi” che vanno poi ad alimentare e sono a loro volta alimentati dal sedicente “progressismo”…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2248389785224818808?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2248389785224818808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/homo-destricus.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2248389785224818808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2248389785224818808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/homo-destricus.html' title='Homo destricus'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-2721132062976361106</id><published>2008-12-01T16:22:00.001+01:00</published><updated>2008-12-01T16:24:33.597+01:00</updated><title type='text'>I bacchettoni "progressisti"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Essere assolutamente “moderni”, politicamente corretti e di mentalità “aperta”. Essere a tutti costi contrari a ogni pregiudizio. Essere assolutamente autorazzisti del tipo “I neri sono superiori e noi bianchi facciamo schifo” esaltare gli “altri” con osservazioni tipo “I gay sono più intelligenti e sensibili (sic!) di noi etero”, esaltare ovviamente le donne come divinità in terra superiori al “grezzo” e “barbaro” mondo maschile.&lt;br /&gt;Essere in ogni modo e a tutti i costi blasfemi e parlare per forza male delle religioni, in particolare di quella della propria zona di origine. Coloro che sono ritenuti “altri” sono sempre migliori di coloro considerati “noi”. Così per esempio per un italiano il cattolicesimo è peggio del protestantesimo mentre per un tedesco è l’inverso.&lt;br /&gt;Essere contro la chiesa perché nella chiesa ci sono teste di cazzo (ma tu guarda…).&lt;br /&gt;Essere contro la violenza degli “oppressori” (alias quei poveri cristi che si faticano la vita e fanno parte della stessa razza o gruppo etnico dei veri padroni) a prescindere, ma essere favorevoli alla violenza degli “oppressi” a prescindere perché fa “sovversiv”. Essere dalla parte dei poveri e contro i ricchi a prescindere da ogni altra cosa.&lt;br /&gt;Obbligo di essere “profondi” e complicati, seguire esclusivamente programmi televisivi e manifestazioni culturali “intelligenti”, che spesso vuol dire programmi e manifestazioni che fanno due palle quadrate, aborrire per ogni cosa che possa incorrere nel sospetto di “superficialità”.&lt;br /&gt;Essere animalisti ed ecologisti, meglio ancora se vegetariani.&lt;br /&gt;Essere favorevoli per ogni stupidaggine che si ammanti di “novità”, tipo Pacs e Dico, soprattutto se minano a istituzioni tradizionali come la famiglia.&lt;br /&gt;Essere contrari a ogni elemento tradizionale e gridare sempre all’oppressione e all’ingiustizia. Denunciare come pensiero “unico” quei miliardi di modi di pensare diversi dal proprio. Gridare al dispotismo per ogni violenza vera o presunta verso di sé e il proprio modo di pensare e inneggiare alla lotta per la “libertà” per ogni violenza fatta da se stessi o da altri per propagandare (o imporre) il proprio modo di pensare.&lt;br /&gt;Bisogna essere “trasgressivi” che spesso altro non vuol dire che fare richiami al sesso. E spesso questi richiami a loro volta in altro non consistono che in un’esaltazione e un’adorazione unilaterale del corpo femminile.&lt;br /&gt;Dichiararsi a favore di ogni principio morale ma essere contro il “moralismo” (la morale a mio uso e consumo?).&lt;br /&gt;Guardare la “bellezza” interiore ed essere disgustati per il gusto dell’estetica, cosa troppo da “signori”, ma agghindarsi di cose alla moda.&lt;br /&gt;Pretendere un mondo migliore alias a misure delle proprie elucubrazioni mentali.&lt;br /&gt;Essere bravi ragazzi con la verità del mondo in tasca e col miglior modo di vivere e pronti a martellarsi le palle per i “deboli” e a martellare chi non la pensa come sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma insomma questi “progressiv” non sono forse più bacchettoni dei “conservativ”? Ovvero, che sia “progressista” o “conservatrice, la bacchettonaggine non è sempre bacchettonaggine?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-2721132062976361106?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/2721132062976361106/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/i-bacchettoni-progressisti.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2721132062976361106'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/2721132062976361106'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/12/i-bacchettoni-progressisti.html' title='I bacchettoni &quot;progressisti&quot;'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6570236192133275966</id><published>2008-10-25T11:27:00.002+02:00</published><updated>2008-10-25T11:30:14.405+02:00</updated><title type='text'>LE DONNE, UNA RIVOLUZIONE MAI NATA di Fabrizio Marchi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/SQLm5phkmZI/AAAAAAAAABI/nSnyxcrLEc0/s1600-h/Danae.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5261021192795756946" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 303px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/SQLm5phkmZI/AAAAAAAAABI/nSnyxcrLEc0/s320/Danae.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se avessi letto il libro di Fabrizio Marchi un paio di anni fa lo avrei eletto a mio manifesto personale per quel che concerne la questione dei sessi. Il pensiero di Marchi è infatti per molti versi estremamente simile al mio di poco tempo addietro, prima che il “tarlo naturalistico” s’insinuasse nella mia mente a seguito della lettura di alcuni testi che attribuiscono, con discrete argomentazioni, una matrice naturale e irreversibile ai comportamenti maschili e femminili. Niente da prendere estremamente sul serio, è tipico di ogni società “naturalizzare” i suoi stereotipi, ma questi scritti mi hanno insegnato a diffidare delle spiegazioni troppo sociologiche e culturaliste.&lt;br /&gt;“Donne, una rivoluzione mai nata” è analitico, entra fin nei meandri più oscuri del rapporto medio uomo-donna odierno mettendone a nudo i meccanismi che ne fanno uno dei capisaldi della conservazione sociale. Il rapporto tra i sessi è visto come conseguenza del capitalismo consumistico, un meccanismo che lega uomini e donne alle proprie reciproche frustrazioni storiche, amplificandole e portandole al parossismo. Marchi non poteva non addentrarsi nei cosiddetti luoghi comuni, perché è proprio in essi e dietro essi che si celano quegli aspetti, seppur generalizzati, semplificati ed estremizzati, che caratterizzano l’attuale funzionamento del “mercato sessuale”. Il messaggio è chiaro: la “rivoluzione” sessuale e femminista è stata tradita con la corruzione del genere femminile da parte delle classi dirigenti. Le donne sono state mercificate e hanno visto aumentare il loro valore di mercato e la loro indipendenza nei confronti degli uomini comuni. Il proprio aumentato “potere contrattuale” consente loro di pretendere maggiore benessere da parte degli uomini in cambio della loro compagnia. In questo modo gli uomini di potere si sono garantiti un migliore controllo sociale su uomini e donne delle classi da loro assoggettate, assoggettando gli uomini comuni alle donne e promuovendo così la continuazione, anzi il rafforzamento, del proprio dominio sociale. Questo però genera forti sentimenti di frustrazione negli individui di ambo i sessi sottoposti a tale dominio, in quanto costretti a interiorizzare e seguire valori e modelli non connaturati alla loro vera personalità.&lt;br /&gt;Si tratta di un libro molto denso con un linguaggio divulgativo e semplice, molto incalzante. Per certi versi ricorda molto Warren Farrell de “Il mito del potere maschile”, seppure molto più sintetico e circoscritto, nonché con una tendenza più spiccatamente progressista, per certi versi addirittura anarchicheggiante fino a spingersi a proporre il superamento dell’istituzione matrimoniale e familiare.&lt;br /&gt;Vi sarebbero dei punti deboli e delle perplessità da avanzare, come per esempio il fatto che l’autore trascura la normativa in materia di reati sessuali, importantissima nell’ambito dello scenario di cui si occupa. Altra perplessità è il modello scandinavo di cui l’autore ne decanta gli aspetti positivi. Eppure i paesi scandinavi sono in prima fila per quel che riguarda la politica discriminatoria nei confronti della popolazione maschile. Mi lascia perplesso anche l’affermazione che il sesso sarebbe il movente principale della società occidentale. Credo che questo può essere vero in alcuni contesti, in particolare nei ceti sociali medio-alti, ma che la stragrande maggioranza degli uomini, ma anche delle donne, lavori per campare, per tirare avanti con una vita che non è affatto così “ricca” come si crederebbe, neanche nel “ricco” occidente. La maggior parte degli uomini sgobba ore e ore al giorno per sbarcare il lunario, per mandare i figli a scuola, per pagare il mutuo di casa. La maggior parte dei ragazzi si arrangia per guadagnare quei quattro soldi con cui cercare di farsi una vita, cosa niente affatto scontata e garantita oggi. È quindi ancora il classico bisogno di vivere, a mio parere, a garantire al capitale il sacrificio di sangue, sudore, tempo di vita e dedizione più o meno forzata di milioni di esseri umani. Che poi in questo bisogno di vivere è ricompreso anche il sesso e che questo sia stato negli ultimi decenni ulteriormente mercificato e abbia visto amplificare il suo ruolo di controllo sociale questo è ovvio, ma direi che esso si aggiunge e potenzia il meccanismo di controllo e non ne costituisce certo la base principale e men che meno unica.&lt;br /&gt;Verosimile anche il fatto che il capitale sfrutti e spremi uomini e donne sulla base delle loro rispettive specificità. Gli uomini sbattuti a morire in cantieri edili e giacimenti minerari e le donne messe a partorire ed accudire cose e persone. Come vero è che, almeno nei contesti più “avanzati” si è visto diminuire di molto il carico di lavoro e di sacrifici richiesti alle donne mentre molto meno è calata la richiesta, anzi in molti casi addirittura aumentata, di sacrifici voluti dagli uomini. Ma c’è anche da aggiungere che in tali contesti, e non solo, si è verificata in una certa misura e in certi ambiti, una limitata parificazione di mansioni tra popolazione maschile e popolazione femminile tanto da costringere le donne, come nota l’autore, a “scimmiottare” gli uomini.&lt;br /&gt;Vi sarebbe inoltre da citare anche il mio dubbio naturalistico di cui sopra, secondo il quale è tutt’altro che scontato il nesso di causalità tra rapporti tra sessi e capitalismo sostenuto dall’autore. Nessuno ci vieta di pensare che non sia il capitalismo a stabilire i rapporti tra uomini e donne bensì questi ultimi a determinare il capitalismo.&lt;br /&gt;Ma la perplessità maggiore sta nel fatto che la soluzione alle problematiche maschili venga affidata alle donne. Io non credo che gli uomini debbano aspettarsi nulla dal “gentil” sesso. Ogni soluzione ai loro problemi dovranno cercare di trovarla da soli, guardando in se stessi, come individui e come uomini e imparando a valorizzare per se stessi le loro risorse personali.&lt;br /&gt;Sembrerebbe stonare la postfazione di tale Lidia Ravera la quale, nel tentativo di controbattere le “chiacchiere da bar” dell’autore, ci ripropina la solita brodaglia di piagnistei ed autocompiacimenti femminili. L’autrice di tale postfazione non solo la butta sul personale col classico “con chi te la fai?” e roba del genere, tipico di chi non sa o non può argomentare in maniera decente le proprie obiezioni, ma si rifà a presunti dati e pregiudizi magari presi da fonti di “indubbio” valore “scientifico”, quali rotocalchi rosa, secondo i quali le donne sarebbero superiori e migliori degli uomini i quali, a loro volta, sono brutti e cattivi, nonché… inutili, e che terrebbero le “povere” donne prigioniere di un sistema di discriminazione che esse, poverine, tollerano… in silenzio (sic!).&lt;br /&gt;Solita solfa insomma. Che dire? Solanas ha ancora delle epigone, lo Scum esiste ancora…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6570236192133275966?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6570236192133275966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/10/se-avessi-letto-il-libro-di-fabrizio.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6570236192133275966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6570236192133275966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/10/se-avessi-letto-il-libro-di-fabrizio.html' title='LE DONNE, UNA RIVOLUZIONE MAI NATA di Fabrizio Marchi'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_pR8QoQMFjIA/SQLm5phkmZI/AAAAAAAAABI/nSnyxcrLEc0/s72-c/Danae.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6918431366974100397</id><published>2008-10-10T12:14:00.000+02:00</published><updated>2008-10-10T12:15:18.936+02:00</updated><title type='text'>Laboratori del dolore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Gli individui abituati a condividere il proprio dolore con gli altri, a parlare con altri delle proprie afflizioni, delle proprie delusioni, delle proprie sofferenze, hanno giovamento nello scaricare i loro fardelli attraverso le parole verso l’esterno. Le loro anime non si sviluppano in capienza e quando si ritrovano soli, senza nessuno con cui scaricare i propri pesi, allora si sentono scoppiare, perché la loro anima non ce la fa a reggere tutto ciò che ha dentro. È probabile che una buona parte dei suicidi sia dovuta proprio a un tale sentirsi scoppiare in quanto troppo soli, troppo privi delle vie di sfogo a cui si è abituati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma coloro che invece sono abituati ad affrontare da soli le loro afflizioni sono invece avvezzi a pensare da soli al proprio dolore, a girarlo e rigirarlo, a rimuginarci sopra all’infinito, a farne analisi, scomporlo e ricomporlo, frantumarlo. La loro anima diventa un vero e proprio laboratorio del dolore e difficilmente ci sarà mai un’afflizione tanto forte da poterla sgominare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6918431366974100397?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6918431366974100397/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/10/laboratori-del-dolore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6918431366974100397'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6918431366974100397'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/10/laboratori-del-dolore.html' title='Laboratori del dolore'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8270428427823430643</id><published>2008-10-08T21:24:00.004+02:00</published><updated>2008-10-08T21:31:17.505+02:00</updated><title type='text'>Le singolarità dell'anima</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un mio banale pensiero&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono momenti nella vita per cui tutta la vita sembra essere stata vissuta per essi. Momenti in cui il passato e il futuro collassano in dei punti della linea del tempo, come se tutto il passato ne fosse stato un’attesa e tutto il futuro che ne è seguito una dolce rimembranza.&lt;br /&gt;Sono attimi, istanti, liete giornate, belle serate che viste al di fuori dell’anima, con uno sguardo freddo e oggettivo, sono di per sé insignificanti, ma che sono stati colorati da un umore sublime che li ha resi come dei fini ultimi, dei traguardi di attese più o meno inconsapevoli e di ricordi che tornano in essi.&lt;br /&gt;Forse l’universo dell’anima ha i suoi black hole non nello spazio, come il cosmo, ma nel tempo, e forse è il tempo che si curva nell’anima e collassa in questi suoi buchi neri come lo spazio si curva e collassa in quelli cosmici.&lt;br /&gt;O meglio, per essere precisi e per amor dei pedanti, mentre nei buchi neri dell’universo collassa lo spazio-tempo, in quelli dello spirito collassa il tempo-spazio. Sarebbe a dire che se il tempo cosmico è una funzione dello spazio deformato dalle singolarità dell’universo in cui viviamo, è lo spazio ad essere funzione del tempo che collassa nelle singolarità della nostra anima. I luoghi e i posti particolari ci tornano infatti alla mente sulla base dei momenti che lì abbiamo vissuto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8270428427823430643?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8270428427823430643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/10/le-singolarit-dellanima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8270428427823430643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8270428427823430643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2008/10/le-singolarit-dellanima.html' title='Le singolarità dell&apos;anima'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-3666747157710169362</id><published>2008-02-20T16:45:00.003+01:00</published><updated>2008-02-29T18:52:58.597+01:00</updated><title type='text'>Lettera a "Il Foglio" di Giuliano Ferrara</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ilfoglio.it/"&gt;http://www.ilfoglio.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gentili signori,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questa mia lettera che ha per oggetto la proposta provocatoria avanzata da Giuliano Ferrara di una moratoria sull’aborto, la quale è in perfetta linea con la moratoria dell’Onu sulla pena di morte nel mondo approvata pochi giorni prima, è frutto di una mia riflessione durata alcuni giorni e che solo adesso sono riuscito a completare e quindi a spedirvela aggiungendo che intendo, ovviamente, aderire a questa iniziativa.&lt;br /&gt;Sono molto lieto di notare come la messa in discussione dell’aborto, cosa da sempre appannaggio esclusivo e direi quasi “monopolistico” dei cattolici in particolare e dei cristiani e dei credenti di una qualche fede religiosa in generale, pare stia ora prendendo sempre più piede anche tra i laici. Mi fa piacere notare come, oggi che la sbornia piuttosto “fanciullesca” e grossolana del ‘68 pare stia finalmente esaurendo i suoi postumi, si inizi ad approdare a un discorso più serio e approfondito nei confronti di argomenti molto seri quale è quello attinente la vita umana, un discorso che è ormai ora di svincolare e distaccare dalla fede religiosa e dalla teologia di qualsiasi tipo esse siano. Vorrei quindi esporre alcune mie perplessità riguardo la critica portata avanti in due sedi diverse alla proposta “ferraresca”. La prima è quella avanzata da una femminista intervenuta qualche domenica fa nella trasmissione della giornalista Lucia Annunziata in cui in studio era presente un politico che mi parve piuttosto pavido sull’argomento (non ricordo né il nome della trasmissione né quello dei due personaggi in questione). La seconda è stata invece pubblicata sul settimanale anarchico della FAI, Federazione Anarchica Italiana, “Umanità Nova” (&lt;a href="http://isole.ecn.org/uenne"&gt;http://isole.ecn.org/uenne&lt;/a&gt;) nell’articolo “La reazione che avanza” (&lt;a href="http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2008/un01/art5100.html"&gt;http://isole.ecn.org/uenne/archivio/archivio2008/un01/art5100.html&lt;/a&gt;) di qualche settimana fa (verso fine anno ma non ricordo neanche il numero preciso, che testa vero?).&lt;br /&gt;La femminista intervenuta nella trasmissione di Lucia Annunziata asseriva che nessun discorso sull’aborto “può negare l’evidenza che il corpo è uno. Il corpo è uno ed è una vita che vince una potenziale vita”. Questa frase dal sapore nietzschiano la dice lunga sul grado di preparazione, sulla “sensibilità” e sulla volontà di potenza che porta in sé il femminismo (e il genere femminile?) riguardo la vita umana.&lt;br /&gt;Chi conosce un minimo di biologia sa benissimo che la scusa che il corpo di una donna gravida faccia tutt’uno con quello del figlio in grembo è una vera e propria panzana. Il collegamento che c’è tra madre e figlio (o figlia) è solo a scopo dell’alimentazione. Se il bimbo sta male la madre non lo sa (tanto è vero che se il bimbo muore in grembo per distacco della placenta la madre se ne accorge solo perché non lo sente più muoversi). La madre non può “comandare” i movimenti del figlio perché questo costituisce un individuo a sé stante che ha solo un collegamento alimentare con la madre, con l’organismo “ospite”. Se il collegamento alimentare costituisce una valida argomentazione per asserire che il copro è uno allora anche una tenia fa tutt’uno con l’ospite e così in tutti i fenomeni di “parassitismo” si costituisce un corpo unico tra “parassita” e “ospite”.&lt;br /&gt;Il bambino che è nel grembo materno possiede un patrimonio genetico suo distinto. Il patrimonio genetico può benissimo essere assunto come principio base dell’essenza biologica umana non perché determini in maniera completa il modo di essere dell’uomo ma perché costituisce forse il momento centrale dell’ontogenesi umana come di qualsiasi forma di vita, la base ontologica dell’essere umano come della vita in generale. Ho detto dell’essenza “biologica” e non totale e globale, quindi non ho ricompresso quella “spirituale” non perché la ritenga “autonoma” in senso stretto, ma autonoma da un punto di vista “etico” se non addirittura “filosofico”. Ma seppure volessimo essere “spiritualisti” (o idealisti di tipo kantiano, hegeliano, religioso o di qualsiasi altro tipo), cioè esaltare lo spirito, la capacità di pensiero dell’uomo come momento ontologico umano più principale e più centrale rispetto alla sua natura biologica, non potremo ormai negare, volendo rimanere nei limiti del buon senso, che è dalla natura biologica che nasce lo spirito, la capacità raziocinante umana e non viceversa. Anche volendo esaltare la spiritualità umana a discapito della biologicità non possiamo fare a meno di affermare che è la seconda a fare da base alla prima e non il contrario.&lt;br /&gt;I gameti possiedono un frammento di patrimonio genetico dei rispettivi organismi da cui sono stati generati, del padre e della madre, ma quando questi frammenti si uniscono nell’evento della fecondazione questi vanno a creare un nuovo patrimonio genetico unico e irripetibile nella sua essenza (e non tanto nella sua mera struttura) che prima non c’era. Se io ho due mazzi di carte e li divido a metà ho due metà dei rispettivi mazzi di carte, ma se unisco queste due metà ho un nuovo mazzo di carte. Insomma la nascita di un nuovo genoma può benissimo essere vista come la nascita in sostanza di un nuovo essere umano. Una sostanza che dovrà poi esprimersi in forma, ma questo è tutto un processo spontaneo.&lt;br /&gt;Per gli abortisti a fare un essere umano è la forma, la manifestazione o alcuni tipi di manifestazioni tipo onde cerebrali (come fossimo dei microonde o degli apparecchi radio), capacità di raziocinio (ma un neonato ne ha?) oppure la cosiddetta “senzienza”, la capacità di provare dolore o piacere (e qui gli abortisti fanno un pasticcio tra umani e altri animali, quasi assurgendo la vita degli altri animali allo stesso livello di quella umana, se non addirittura a un livello più elevato). E qui che i “laici” abortisti si mostrano ben più “spiritualisti” e ben meno “materialisti”, ben più astratti e ben meno concreti di coloro che fino a oggi hanno detenuto una sorta di “monopolio” sulla critica all’aborto, i cattolici, i quali si rifanno invece a un momento molto più coinciso, più materiale, più biologico e naturale per definire la “creazione” di una nuova vita individuale.&lt;br /&gt;I filosofi antichi e medievali (tra cui gli scolastici stessi) avevano intuito che il concepimento costituisce una momento chiave nella “costruzione” di un nuovo essere umano, un passaggio di qualità che va dal non essere all’essere di un nuovo individuo. Solo che lo avevano evidenziato a modo loro. Non conoscendo la genetica e la biologia elaborarono il concetto di “anima insufflata” che stabiliva un’origine esterna dell’essenza umana e non interna, intrinseca alla vita stessa, alla sua peculiare struttura atta a tramandarsi e perpetuare. Ma oggi conosciamo piuttosto bene le basi naturali della vita e il suo principio di creazione di nuove “unità vitali” quali sono gli esseri umani.&lt;br /&gt;Ma in realtà forse non è questo importante in quanto nell’accezione popolare si sa benissimo che una donna gravida porta in sé un’altra vita, che quando muore una donna incinta muore una madre e un figlio, muoiono due esseri umani. Che l’aborto spontaneo è la perdita di una vita umana. In fondo si sa che i corpi sono due, che le vite sono due. È solo quando la donna stabilisce che dentro di sé non c’è un essere umano da rispettare ma qualcosa di cui sbarazzarsi che viene negata la natura umana dell’embrione. Ed è solo in funzione degli interessi della donna che viene fornita la scusante ideologica e grossolana che prima di nascere o prima di un qualsiasi altro momento arbitrario noi non siamo esseri umani. Come dire: la donna ha non solo il potere di vita e di morte ma anche quello di definire ciò che è umano e ciò che non lo è, di determinare quando siamo umani e quando non lo siamo.&lt;br /&gt;Ecco il culto della Grande Madre, della Dea Madre a cui si piegano i “laici” abortisti, ecco la natura antiumana del femminismo. Una seria critica all’aborto non può non passare per una seria critica al femminismo, non può rimanere nell’ambito del rispetto al femminismo, non può non svelare ciò che questo movimento è: un’ideologia che nega la dignità umana e che vuol dare alle donne un potere sovraumano che probabilmente neanche loro vogliono davvero ma che è loro imposto dall’ideologia femminista. Dico potere “sovraumano” non perché “divino” ma perché non riconducibile a un singolo essere umano, anzi non riconducibile a nessun livello della società umana. Una società umana rispettosa della vita umana può solo prendere atto dell’esistenza di un nuovo essere umano e attuare tutto ciò che è necessario per accoglierlo, tutelarlo e proteggerlo.&lt;br /&gt;Si potrebbe mettere in discussione quanto ho sopra detto col principio della “ospitalità”, ossia che il corpo della madre è un organismo ospite che nutre il corpo del figlio, che il figlio usa la madre per nutrirsi e per vivere fin quando non potrà farlo al di fuori di essa, nel mondo esterno. La madre potrebbe quindi decidere di non voler più nutrire questo figlio. Ma qui bisognerebbe vedere innanzitutto come ci è finito questo figlio nella madre, e forse tutto il ragionamento potrebbe essere circoscritto solo ai casi di violenza sessuale (possibilmente accertata e provata secondo i principi di uno stato di diritto che si rispetti e non secondo le assurde normative in materia di abusi sessuali oggi vigenti). Inoltre con l’avanzare delle tecniche di riproduzione artificiale non è escluso che un giorno potrebbe essere possibile spiantare un embrione dall’utero materno per trapiantarlo in un utero artificiale o in un utero di un’altra donna. In tal caso come ci si regolerà? Si affermerà il diritto alla vita del nascituro in quanto ormai sarà possibile lasciare “libera” la donna di decidere sulla propria gravidanza, sul proprio corpo senza compromettere la vita del bambino? Questo a prescindere dal fatto che nella stragrande maggioranza dei casi un bambino “finisce” nella pancia della madre anche (e forse soprattutto) per volontà della madre stessa. Ma del resto si sa che l’avanzare della tecnica comporta un continuo processo di “deresponsabilizzazione” degli individui. Negarle questo, illudersi di poter “responsabilizzare” gli individui, è da utopisti, è un discorso non meno utopista dei discorsi “rivoluzionari” di marxisti, anarchici e compagnia cantando.&lt;br /&gt;E se invece la volontà di potenza inculcata nelle donne dall’ideologia femminista si estenderà fino a utilizzare la solita banale scusa dell’interessamento al futuro del piccolo per motivare il conferimento del potere di vita e di morte, il potere di decidere riguardo l’umanità di un embrione dato alle donne? Della serie “meglio ucciderlo che fargli avere un futuro incerto”. A questo punto finanziamo una campagna di genocidio per tutti i paesi poveri del mondo…&lt;br /&gt;Una donna intervistata riguardo l’argomento disse che non bisogna criminalizzare le donne. Ma come si fa a non farlo? E perché allora si criminalizzano gli uomini che non se la sentono di fare da padre e sono costretti dalla legge? Perché esiste una “libera” maternità che passa per l’uccidere o il “risparmiare” una vita ma non è data la possibilità a un padre di non riconoscere un figlio non voluto? Ma qui rischiamo di sconfinare in un altro argomento che seppure è molto ben connesso ci porterebbe fuori strada.&lt;br /&gt;Passo ora alla seconda critica, quella avanzata dal settimanale della FAI Umanità Nova. Qui si descriveva Giuliano Ferrara come un falso laico, un asservito ai dettami del Vaticano, un esponente di una reazione che avanza e lo si poneva sullo stesso piano dei fascisti, dei razzisti e dei vari movimenti reazionari purtroppo oggi in rimonta. Ecco le argomentazioni degli anarchici: “chi non è con noi contro di noi; chi non la pensa come noi non è un libero pensatore ma è sottomesso a un potere, il che sarebbe a dire che solo il nostro è un vero libero pensiero non gli altri”. Ecco che chi mette in discussione l’aborto diventa un asservito al Vaticano, un non più libero pensatore. O si è abortisti o si è “bigotti”. Veramente una mentalità molto “aperta” e di vasti orizzonti, non c’è che dire! Ed è qui che l’anarchismo si svela per quello che è: un’accozzaglia di luoghi comuni fatti passare per “anticonformismo” e che pretendono di sostituirsi ad altri definiti “tradizione” ma che alla fine vi si sovrappongono, un insieme di stereotipi più o meno “nuovi” posti in essere per “combattere” (ma forse sarebbe meglio dire “integrare”) quelli più o meno “vecchi”. Chiodo scaccia chiodo, insomma! Ecco la “strategia” politica di quei movimenti che si atteggiano a “combattivi” e “rivoluzionari”: combattere gli stereotipi con altri stereotipi, imporre le proprie tradizioni e il proprio vedere alle tradizioni e al vedere degli altri, sostituire una Dea Madre a un Dio Padre e così via. Ecco il modo migliore affinché la lotta per la libertà sfoci in una “nuova” dittatura, affinché la “rivoluzione” porti al totalitarismo, la lotta alle discriminazioni porti a nuove discriminazioni, la lotta al razzismo faccia sorgere nuovi razzismi, la lotta al sessismo faccia nascere un nuovo sessismo, la lotta alle superstizioni porti a nuove superstizioni e via dicendo. Che altro aggiungere? Orwell docet!&lt;br /&gt;Mando un salutone a tutti voi e al vostro direttore sperando di non avervi tediato troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuseppe Bizzarro&lt;br /&gt;tel: 3334257929&lt;br /&gt;e-mail: &lt;a href="mailto:giubizza1@alice.it" target="_blank"&gt;giubizza1@alice.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;website: &lt;a href="http://www.webalice.it/giubizza1" target="_blank"&gt;http://www.webalice.it/giubizza1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;blog: &lt;a href="http://giubizza.blogspot.com/"&gt;http://giubizza.blogspot.com&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
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Secondo la prima, più “antica” ma ora più in auge, si intende l’esistenza di un modo di essere intrinseco e precostituito degli esseri umani. Col termine “natura” infatti i sostenitori di una visione etologica dell’Umanità intendono appunto qualcosa di “sacro” che non può essere “violato”. Ogni dottrina che si prefigge di costruire un mondo “migliore” viene vista come una forzatura alla natura umana e quindi una violenza agli esseri umani. L’unica spinta atta al cambiamento di tale natura è data dall’evoluzione, concepita in genere come qualcosa che opera in tempi non brevi.&lt;br /&gt;La seconda è invece più recente e ha costituito spesso la base teorica di molte dottrine socio-politiche volte alla costruzione di una società perfettibile. È questa la visione sociologica dell’Umanità. Secondo tale visione gli esseri umani sono quel che la società li fa essere, come li forma. Pertanto è pienamente legittimo tentare di migliorare le persone perché è così che si formano gli esseri umani e il tirare in ballo la natura costituisce un inganno volto a far rinunciare al desiderio di cambiamento in meglio ed accettare l’ordine costituito. Le resistenze opposte a vari movimenti, laddove questi non hanno visto realizzati i propri scopi dichiarati, sarebbero pertanto di natura sociale, ossia tutto un insieme di spinte socio-economiche avrebbero opposto un freno e un dirottamento dalle intenzioni reali dei vari movimenti di cambiamento, impedendo la loro realizzazione e anzi distorcendoli e utilizzandoli ai propri fini di conservazione.&lt;br /&gt;Non raramente l’opinione pubblica tende invece a ritenere le teorie naturaliste più moderne non solo perché oggi più in auge, ma anche per il semplice fatto che si baserebbero sui più recenti studi di genetica e neurologia, branche scientifiche più giovani o con strumenti tecnologici più avanzati e raffinati, nonché con risultati sperimentali che spesso toccano il cuore stesso della vita o del cervello e che pertanto hanno un impatto mediatico molto più incisivo rispetto alla più antica e “moderata” osservazione sociale. In realtà le concezioni teoretiche, ma direi anche filosofiche, che sono alla base delle tesi sociali sono mediamente più recenti rispetto a quelle su cui si fondano naturali.&lt;br /&gt;Le due tesi fanno capo a diverse scuole e confluiscono in buona parte nell’antropologia culturale per la tesi sociologica e nell’antropologia evolutiva per la tesi naturalista. Inoltre la tesi naturalista si rifà molto all’etologia austriaca di Lorenz. Ma qui non mi interessa esporre gli aspetti scientifici, anche perché non ne sarei all’altezza, ma i risvolti politici, etici e sociali che queste due interpretazioni del mondo umano comportano.&lt;br /&gt;Premetto che oltre a essere ignorante sono anche parziale. Infatti non vi sfuggirà che personalmente propendo più per il sistema sociologista che non per quello naturalista, seppure non escludo affatto aprioristicamente quest’ultimo e anzi ne accolgo molti elementi. Ma la mia critica, oltre a essere seppur lunga molto semplicistica, è più dura verso tale modello che non verso quello a me più prediletto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sociologismo contro naturalismo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quindi facciamo il punto tra i due… punti di vista. Vediamo che entrambi in un certo modo sacralizzano un aspetto e ne denigrano un altro. Quello evoluzionistico-etologico, forse neodarwiniano, vede in una cosa indefinita chiamata “natura” qualcosa di intoccabile e immutabile, che non può essere forzato, pena il disastro. Questa concezione fa leva sul fatto che oggi i grandi sistemi teorici che si sono prefissati di costruire un modello sociale migliore non hanno raggiunto gli scopi che si erano prefissati, adducendo che questi erano contrari alla natura umana.&lt;br /&gt;La visione del processo di funzionamento della società è opposta nei due “massimi sistemi”. Infatti il “sistema” naturalistico afferma che è la natura umana dei vari individui a costruire la società, che in fin dei conti rispecchia la natura degli esseri umani. Inoltre tutta la storia umana è una sorta di “eterno ritorno” in quanto ciò che noi oggi facciamo in chiave moderna, lo facevano anche i nostri antenati in versione più antica. Ma fondamentalmente la società umana non è cambiata nella struttura base. Una visione opposta a quello sociologico che invece distingue l’avvicendarsi nella storia di vari sistemi sociali completamente diversi l’uno dall’altro e con individui che erano diversi da noi uomini moderni. La società quindi si forma su proprie leggi a seconda delle condizioni storiche in cui una comunità umana opera, e gli individui vengono formati da essa. Così per questa visione il progetto è sacro e ogni appello alla natura umana è un tentativo di sabotare il cambiamento sociale.&lt;br /&gt;L’argomentazione a favore di questo punto di vista è che i vari tentativi di cambiare il mondo hanno trovato resistenze sociali che hanno impedito la realizzazione piena degli intenti riformistici o rivoluzionari. Inoltre fanno notare che sono passati pochi decenni di tentativi di cambiamento e che è normale che molti tentativi possano andare in fumo. Fanno spesso altresì notare che non è detto che ciò che è di ordine sociale e culturale debba essere per forza di cose più “malleabile” di ciò che è naturale. Ci sono stereotipi che vengono tramandati e sono molto duri a morire, come possono esservi pulsioni innate facilmente modellabili senza alcun danno di sorta. Molto importante è anche la notazione che i vari tentativi di cambiamento erano isolati e circondati da un mondo che invece andava in controtendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dialogo tra i due massimi sistemi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non vado oltre la descrizione di questi sistemi perché non ne ho la competenza e trascenderei in un mero nozionismo. Ma vorrei fare alcune osservazioni personali riguardo tali concezioni:&lt;br /&gt;1. Entrambi risultano parziali e verrebbe banalmente da dire che possono essere veri entrambi. Non che tale osservazione non possa essere vera, ma non dice niente. Personalmente trovo però il sistema naturalistico molto semplicistico e a dire il vero anche un po’ puerile. Aldilà della infantile contestazione di stampo sessantottino, il sistema sociologico è molto più completo e raffinato, nonché più avanzato. Le varie interpretazioni sociologiche riescono a spiegare molti dei fenomeni storici e sociali senza ricorrere al vago concetto di natura umana. Questo mentre invece le concezioni naturalistiche quando trascurano molti aspetti presi in considerazione dalle teorie sociologiche sfociano in una vera e propria opera di superficiale decontestualizzazione che non tiene in debito conto lo sfondo delle condizioni storiche in cui vari eventi e comportamenti umani si sono avverati. La forza principale della prospettiva naturalistica sta nella caduta di quei falsi miti che si fondavano sulla concezione sociologica, prima tra tutti il falso comunismo sovietico. La dissoluzione di questi miti ha fatto ritornare in auge modelli naturalistici che a differenza di quelli ottocenteschi fanno uso di una tecnologia più avanzata con ricerche un po’ aleatorie, per esempio l’utilizzo dell’imaging cerebrale per visualizzare il funzionamento del cervello negli adulti ormai già formati non dice però che tale funzionamento delle varie aree sia per forza un fatto innato. Inoltre bisogna anche tener presente la fase in cui si trova il capitalismo odierno con la possibilità e la necessità di “eternizzarsi”. La spiegazione che si pretende “evoluzionistica” in realtà vorrebbe spiegare l’evoluzione umana senza tener conto dell’evoluzione sociale e delle leggi che regolano questa. Il tutto solo perché i sistemi che si fondavano o pretendevano di fondarsi sulle teorizzazioni sociologiche hanno deluso i più.&lt;br /&gt;2. Dopo queste prime sensazioni vediamo che in fondo questi due modelli non sono poi tanto diversi nella loro struttura. Bisogna dire innanzitutto che anche il modello sociologico ha le sue pecche. Se infatti questo modello spiega spesso molto bene eventi, fenomeni, processi di evoluzione sociale e così via, però manca di spiegare cosa c’è alla base di tutto. Per esempio, perché esistono spinte al cambiamento e spinte alla conservazione? Le spinte al cambiamento possono essere viste come il tentativo di fuoriuscire da uno stato di sofferenza, ma in un mondo migliore anche quelli che in passato erano ricchi e potenti vivrebbero bene come persone comuni rinunciando ai propri trascorsi privilegi. Eppure questi personaggi tendono per lo più a conservare il proprio status e non a cederlo con molta facilità. E non solo loro, anche moltissimi che non godono di una posizione sociale privilegiata tendono a essere non di rado conservatori.&lt;br /&gt;Perché allora i potentati del mondo, ma anche la gran parte del popolo, tende a opporre non poche resistenze al cambiamento? Le teorie sociologiche spesso affermano che comunque sia l’essere umano è fondamentalmente conservatore. Quindi in fin dei conti neanche i sostenitori delle teorie a impronta sociologica escludono che esistano delle spinte ancestrali dovute a una strutturazione naturale dell’essere umano. Cambia però il concetto che si ha di queste pulsioni innate. Per esempio il fatto che gli esseri umani tendano a essere conservatori per natura non dice in che senso lo siano. Ma si evince chiaramente che mentre per i modelli naturalistici la spinta conservatrice è dovuta alla predisposizione a vivere in un certo modo prestabilito, i modelli sociologisti invece propendono per il concetto che le persone semplicemente tendono a conservare il contesto ambientale in cui sono cresciuti.&lt;br /&gt;Ma anche il cambiamento però deve essere possibile. Se l’essere umano è in grado di mutare vuol dire che esistono aspetti della sua natura preposti al cambiamento. La stessa “utopia” se ben guardiamo, la voglia di fantasticare e volere un mondo migliore, armonioso, a “misura d’uomo”, è sempre presente nella storia e denota di far parte di quella strutturazione di base che i naturalisti chiamano “natura umana”.&lt;br /&gt;3. Entrambi i modelli hanno per lo più una loro epoca d’oro di riferimento che rispecchia il modo di vivere tipico della natura umana, vista in modo diverso a seconda del modello prescelto. Quello sociologico si rifà in linea di massima a un “comunismo primitivo” risalente alle tribù di raccoglitori e cacciatori. Quindi in definitiva le teorie sociologiche non è che escludono un contesto sociale tipo che rispecchia la natura umana, ma identificano questo contesto nella tribù di cacciatori e raccoglitori in cui l’Umanità si è evoluta e poi allontanata per varie necessità. E a questa tenderebbe a tornare in una versione però “high tech”.&lt;br /&gt;Diversamente invece le teorie “evoluzionistiche” si suddividono in linea generale in due versioni. Quella più “modernista” lascia intendere che il capitalismo in fin dei conti è la società tipo in cui si esprime pienamente la natura umana, il migliore dei mondi possibili. Anzi il capitalismo è sempre esistito in fondo e sempre esisterà. Questo non lo si dice apertamente, anzi è raro che si faccia ricorso al termine “capitalismo”, ma risulta chiaro dalla lettura che gli evoluzionisti fanno della storia. I comportamenti umani delle società precapitaliste sono visti esattamente come quelli della società capitalista. In realtà è piuttosto aleatorio dire che un dato comportamento possa essere simile o diverso da un altro, quale spirito lo abbia animato e così via. Si gioca sull’equivoco e sul non conosciuto.&lt;br /&gt;La versione più “tradizionalista” delle teorie naturalistiche identifica invece l’epoca d’oro nel feudalesimo o nell’antichità. La Grecia classica, l’Impero Romano o il Sacro Romano Impero sono visti come dei punti di riferimento storici, dei “paradisi” in terra in cui l’armonia regnava sovrana contro il degrado odierno. Degrado spesso addossato alle velleità di cambiamento che fanno per lo più capo alle teorie sociologiche che non hanno tenuto conto della natura umana e contribuendo a creare un contesto storico disarmonico e innaturale come quello consumistico.&lt;br /&gt;A quanto pare quindi entrambi i modelli alla fine non fanno altro che accusarsi vicendevolmente di contrastare il normale svolgimento della natura umana, entrambi però evidenziando, enfatizzando e sostenendo alcuni aspetti di essa e sminuendo, trascurando e contrastandone altri. Sistemi parziali quindi, che non vedono l’Uomo nella sua completezza, nel suo essere tensione, corda tesa tra cambiamento e conservazione, e di cui ogni espressione sociale è al tempo stesso interazione tra contingenze ambientali e istinti primordiali da esse modellati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alla base di tutto?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Lasciando perdere le dottrine e le correnti di pensiero su basi di tipo per lo più religioso e/o filosofico, e prendendo in considerazione quelli che assumono a fondamento dei propri principi postulati e teorizzazioni più o meno scientifici o che si pretendono tali, notiamo che la concezione base del naturalismo più diffuso sta nel fatto che l’evoluzione genetica sarebbe molto lenta, mentre quella sociale più rapida. Quindi si verrebbe a costituire una dicotomia tra evoluzione sociale ed evoluzione biologica. Mentre la natura umana rimarrebbe immutata per periodi lunghi, la società cambierebbe di continuo entrando spesso in contrasto con il modo di essere intrinseco degli esseri umani. Molte dottrine socio-politiche che condividono questa visione, propongono pertanto delle misure non per cambiare il mondo, ma anzi per mettere un freno allo sviamento che porterebbe al degrado e al disordine. Ecco che non di rado si affaccia la figura di un ordine morale e naturale con relativi tutori, di un insieme di valori a cui fare riferimento per non andare oltre eventuali misure e ricondurre l’evoluzione sociale nei ranghi della natura umana. Tutto ciò che va oltre è pertanto una violenza contro l’ordine naturale. La politica si trasforma così in un’operazione di gestione del dato e di vincolo all’ordine, nello stabilire il bene e il male e ciò che può essere fatto e ciò che non va fatto.&lt;br /&gt;Questo ordine di pensiero trascura, però, di spiegare come mai gli esseri umani tendano anche a cambiare e a deviare dall’ordine, come mai pare sia più facile trasgredire questo che non rispettarlo. Inoltre molte ricerche, a parte alcune che evidenziano che ciò che si definisce “natura umana” sia qualcosa di molto più ampio, complesso e articolato e soggetto a cambiamenti non poi tanto lenti, attestano che in realtà l’evoluzione genetica sia molto più rapida di quanto si pensi comunemente e che anzi segue quasi a ruota l’evoluzione sociale.&lt;br /&gt;Le argomentazioni naturalistiche sono logiche ma non dimostrate e forse non dimostrabili, o dimostrabili molto difficilmente. Prendiamo per esempio le cure parentali, e di conseguenza, l’istituto del matrimonio che ne esce fuori. Una certa percentuale di uomini è legata a donne che hanno partorito o partoriranno figli non loro. Nel matrimonio una certa percentuale di uomini rischia di allevare figli di altri senza saperlo o fingendo di non sapere, ovvero è un'istituzione mediante la quale un uomo ha una certa percentuale di rischio di allevare un figlio non suo.&lt;br /&gt;Però il matrimonio monogamico consente anche una discreta "distribuzione" di donne a vari uomini, anche uomini comuni. Pertanto è un'istituzione conveniente per gli uomini oppure no? Un interessante articolo sul mito del libero amore è alla pagina &lt;a href="http://www.giovannidesio.it/articoli/libero_amore.htm"&gt;http://www.giovannidesio.it/articoli/libero_amore.htm&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Se ben ci pensiamo senza matrimonio e disinteressandosi del fatto di dover educare i propri figli biologici e del fatto che una donna debba avere dei figli biologicamente suoi a cui tramandare ciò che possiede, in fondo un uomo vivrebbe meglio: niente intossicazioni di fegato, scenate di gelosia, delusioni, controlli vari, palpitazioni, etc.&lt;br /&gt;Che vantaggio c'è nell'allevare figli biologicamente propri? Ovvero, che vantaggio c'è nel distinguere i figli propri da quelli degli altri? La società andrebbe avanti pure se tutti i bambini fossero educati da adulti che non per forza devono essere i loro genitori. Che vantaggi evolutivi ha il distinguere i propri figli da quelli degli altri?&lt;br /&gt;Di certo ha dei "costi" conseguenti il controllo, l'accertamento, le varie "ansie" e roba del genere, ma per essersi affermato vuol dire che ha dei vantaggi che superano questi "costi".&lt;br /&gt;E poi come si è affermato? Nelle strutture sociali più antiche in cui ci siamo evoluti, quale è la tribù, tutti i compiti attinenti l'educazione potevano benissimo essere svolti dalla tribù stessa. E forse ciò accadeva pure in vario modo. Però poi a detta di molti, con la proprietà privata sarebbe nata la famiglia e il diritto ereditario per garantire al maschio di tramandare le sue proprietà ai propri figli. Si, va bene, però il fatto che il maschio abbia l'esigenza di tramandare le sue proprietà ai propri figli presuppone l'esistenza di questa esigenza o se vogliamo di questo "istinto", altrimenti il diritto ereditario non sarebbe nato.&lt;br /&gt;Ma da dove proviene questo "istinto"? E qual è il motivo della sua esistenza?&lt;br /&gt;Datosi che il legame monogamico e le cure parentali comportano di certo dei costi, per essersi affermate vuol dire che devono comportare anche dei vantaggi che ripagano tali costi. Ma il tutto non è detto che debba per forza di cose essere di mera natura biologico-evolutiva.&lt;br /&gt;Nel suo libro "Il gene egoista", Richard Dawkins espone la tesi che l'evoluzione non è di specie ma dell'individuo all'interno della specie. Cioè tutto quello che un individuo fa non è per la sopravvivenza della specie ma per la sopravvivenza dei suoi geni, ossia dei propri figli e parenti a discapito degli altri non parenti a lui.&lt;br /&gt;Ma nonostante questo succede che spesso un individuo si comporta in modo "cooperativo" e non "competitivo" con altre persone non parenti all'individuo, ma solo se la cosa da un vantaggio all'individuo stesso, la cosiddetta strategia "tit for tat", ossia io faccio un favore a te, tu ne fai uno a me ed alla fine abbiamo un vantaggio entrambi. Si fa un favore agli altri solo se è utile a se stessi.&lt;br /&gt;Da questo punto di vista un uomo che fa crescere un figlio usando le risorse di un altro uomo ha un vantaggio enorme, chi fa crescere un figlio non suo dedicandogli risorse ha uno svantaggio enorme.&lt;br /&gt;Ok, ottimo! Mettiamo però due tribù, una in cui i bambini sono allevati dagli adulti senza che i genitori si interessino di chi siano i loro figli e un'altra in cui i genitori ci tengono a distinguere i propri figli dagli altri bambini ed occuparsi più direttamente della loro educazione. Ora quale delle due tribù si riproduce meglio? E perché?&lt;br /&gt;Si può azzardare una risposta. E cioè che questa tribù in cui i genitori non si interessano dei bambini si trasformerebbe in una in cui i genitori distinguono i bambini.&lt;br /&gt;Ammettiamo che volersi prendere cura dei figli sia un comportamento dettato dai geni e non dalla cultura.&lt;br /&gt;Ammettiamo che ad un certo punto in questa tribù c'è una mutazione genetica che porta una persona a volersi prendere cura dei propri figli e non di bambini a caso. Questi figli avranno un vantaggio rispetto agli altri perché i loro genitori si interessano maggiormente a loro e trasmettono a loro volta questo vantaggio ai loro figli.&lt;br /&gt;I geni che non fanno interessare i genitori dei propri figli quindi scompaiono e restano solo gli altri. Sempre però che le attenzioni dirette dei loro genitori riescano davvero a garantire un trattamento migliore. Il fatto si tradurrebbe in attenzioni = cibo + insegnamenti su come vivere = sopravvivenza.&lt;br /&gt;Questo sarebbe particolarmente vero dove il cibo scarseggia, non come oggi che basta andare al supermercato.&lt;br /&gt;I bambini hanno un periodo in cui non sono autosufficienti ed hanno bisogno di un adulto per sopravvivere. Negargli le attenzioni vuol dire morte.&lt;br /&gt;Ma nella tribù senza genitorialità il cibo viene distribuito con certi criteri e gli insegnamenti vengono impartiti dagli adulti. Ora come fanno i genitori col gene della genitorialità a fuoriuscire da questi canoni? Devono ingaggiare battaglia col resto della tribù?&lt;br /&gt;E qui c’è da dire che non ha importanza il metodo, non è dettato dai geni il metodo usato per aiutare i propri figli, al massimo i geni ti portano a voler aiutare di più i tuoi figli che gli altri. Una volta che un genitore vuole più bene ai suoi figli trova un qualche metodo per aiutarli, anche in modo subdolo e contro la legge volendo, è pur sempre un vantaggio che i geni della genitorialità hanno rispetto a chi si interessa di tutti i bambini indifferentemente. La vita presenta molte occasioni per poter sfruttare questo vantaggio che gli altri (quelli senza la genitorialità) non hanno.&lt;br /&gt;E anche la tribù nel suo complesso ne avrebbe vantaggio nel lungo periodo?&lt;br /&gt;Dawkins dà proprio dei valori alle persone, in base ai quali è vantaggioso indirizzare il proprio investimento di risorse (tempo, cibo, etc.), un figlio vale la metà di se stessi, un nipote un quarto, anche i fratelli o i genitori hanno un certo valore. Un bambino non parente vale 0.&lt;br /&gt;Il punto è che una persona non vive per la sua tribù, ma per diffondere i propri geni (non i geni umani, ma del singolo individuo), in questo senso la selezione non è "di specie" ma individuale.&lt;br /&gt;Il tutto sembrerebbe molto interessante. Non mi hanno mai convinto molto le teorie del "gene egoista" però il tutto ha una sua logica non c’è che dire. Ma il fatto che vi sia una logica non per forza vuol dire che sia tutto vero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Basi e principi dei due sistemi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ma anche il sistema sociologico ha dei suoi principi base. Questi si fondano sul fatto che l’essere umano sia fondamentalmente buono e tutto ciò che c’è di cattivo, come la spinta alla violenza per esempio, è dovuto alla necessità di affrontare ostacoli e difficoltà che si frappongono al suo pieno sviluppo e al soddisfacimento delle sue esigenze. Pertanto questa linea teorica assume alla propria base un’idea di essere umano costituito si da pulsioni innate, ma che sono fondamentalmente buone e pacifiche, che però lo predispongono ad affrontare molte contingenze ricorrendo anche alla violenza, ma una violenza però che è risposta alla costrizione e alla repressione della natura pacifica. Questo mentre invece i sistemi naturalistici sostengono che la spinta alla violenza sia molto meno “condizionata” e “spontanea” e possa sorgere anche in assenza di circostanze che facciano particolari pressioni, magari per conservare il proprio status quo.&lt;br /&gt;In effetti la costruzione di società gerarchiche e suddivise in classi, la costituzione di coppie eterosessuali per l’allevamento dei bambini e la suddivisione di ruoli in base al sesso sembrerebbero le caratteristiche fondamentali della società umana basata su un ordine naturale che rispettano quella natura umana sostenuta dal naturalismo. Mentre invece solo l’istinto alla socialità, alla comunicazione, alla condivisione e il bisogno di agire per la comunità ed essere accettati dagli altri, a inseguire il piacere e fuggire il dolore caratterizza il concetto di natura umana concepita dai sociologisti.&lt;br /&gt;Quindi mentre per i primi gli esseri umani tenderebbero per natura a fondare gerarchie competitive, per i secondi invece no. Da qui la diversa concezione del contesto che avrebbe caratterizzato l’epoca di maggiore evoluzione dell’Umanità, ossia la tribù di cacciatori e raccoglitori, epoca durata milioni di anni contro i pochi millenni di storia agricola e industriale. Secondo il naturalismo nelle tribù esistevano già gerarchie competitive, gruppi interni in lotta tra loro e coppie monogamiche. Invece gli altri sostengono che le tribù primitive fossero caratterizzate dall’assenza di competizione interna, seppure vi fosse stata una specie di gerarchia, questa sarebbe stata fondata sul rispetto e l’autorevolezza e non sulla competizione. Inoltre questa impostazione teorica sostiene che le coppie monogamiche siano state un parto della società agricola e che nella tribù primitiva non avevano alcun motivo di esistere. Infatti sembrerebbe che la tribù tipo fosse di tipo matrilineare, secondo alcuni addirittura “matriarcale” e quindi fondata sulla gens matriarcale. I bambini erano educati da tutti i maschi e tutte le femmine della gens e della tribù e non dai genitori naturali i quali anzi non avevano alcun interesse a occuparsi in linea esclusiva dei propri figli, ma preferivano occuparsi, assieme a tutti i membri della gens e della tribù, dei figli di tutta la gens e tutta la tribù. Il fatto che tali tipologie di tribù siano piuttosto minoritari oggi per i naturalisti è dovuto al fatto che si tratterebbe di un sistema poco competitivo da un punto di vista evolutivo, come abbiamo visto sopra, mentre i sociologisti affermano in genere che oggi si sono estinte per motivi di evoluzione sociale, ma in passato costituivano il modello tipo dei popoli tribali.&lt;br /&gt;La coppia monogamica sarebbe quindi sorta con la rivoluzione agraria, quando a seguito dell’appropriazione privata di fondi agricoli da parte di singoli guerrieri, questi avrebbero avuto l’interesse di isolare la propria femmina o le proprie femmine dagli altri maschi, allo scopo di essere sicuri di tramandare il proprio patrimonio ai figli biologici.&lt;br /&gt;In effetti, come già abbiamo avuto modo di vedere, il ragionamento fila, ma non si spiegano però bene i presupposti su cui a un certo punto gli uomini abbiano abbandonato la proprietà comune della terra e delle donne e imbracciato la strada dell’appropriazione privata. Cioè un spiegazione ci sarebbe e cioè che l’aumento della popolazione modifica sempre il rapporto popolazione/risorse e questo cambiamento nel rapporto spinge a cambiare i sistemi di produzione. Ma perché l’ossessione a impossessarsi della terra e del bestiame in linea privata? E perché quella di tramandarla ai propri figli biologici? Devono esservi quindi delle basi naturali che devono aver spinto i nostri antenati a intraprendere un certo cammino.&lt;br /&gt;Infine contro il sociologismo ci sarebbe da dire che le sue teorie spesso fanno capo al materialismo dialettico di ispirazione marxiana (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Materialismo_dialettico"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Materialismo_dialettico&lt;/a&gt;). Popper (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Popper&lt;/a&gt;) affermava che il materialismo dialettico non sarebbe scientifico (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Materialismo_dialettico#Popper:_il_materialismo_dialettico_non_.C3.A8_scientifico"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Materialismo_dialettico#Popper:_il_materialismo_dialettico_non_.C3.A8_scientifico&lt;/a&gt;) in quanto “si presenta come una teoria capace di spiegare qualsiasi fatto ricada nel suo ambito e quindi di sottrarsi ad ogni possibile ed immaginabile confutazione (o &lt;a title="Falsificabilità" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Falsificabilit%C3%A0"&gt;falsificazione&lt;/a&gt; nel linguaggio di Popper). Appunto qui sta il vizio del materialismo dialettico: poiché rinuncia al principio di non &lt;a title="Contraddizione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Contraddizione"&gt;contraddizione&lt;/a&gt;, se un fenomeno non è compatibile con una particolare tesi, vuol dire che ne é l' antitesi e come tale viene accettato insieme con la sua tesi. In tal modo la capacità di distinguere tra affermazioni a sostegno oppure contrarie ad una qualche teoria che poggi sul materialismo dialettico, viene di fatto annullato, rendendone impossibile una qualsiasi giustificazione oppure confutazione.&lt;br /&gt;Pertanto poiché il materialismo dialettico presume di poter spiegare qualsiasi fenomeno, sia naturale sia storico ricada nel suo ambito, esso, poiché non falsificabile, non può essere considerato una vera dottrina scientifica come invece pensavano Marx e Engels.&lt;br /&gt;Popper ebbe a scrivere sull'apparente potere esplicativo del materialismo dialettico marxista:&lt;br /&gt;« Sembravano in grado di spiegare praticamente tutto ciò che accadeva nei campi cui si riferivano [...]; un marxista non poteva aprire il giornale senza trovarvi in ogni pagina una testimonianza in grado di confermare la sua interpretazione della storia; non soltanto per le notizie, ma anche per la loro presentazione e soprattutto per quel che non diceva. »&lt;br /&gt;A detta di Popper:&lt;br /&gt;« Il materialismo dialettico è compatibile con i più disparati comportamenti umani, sicché è praticamente impossibile descrivere un qualsiasi comportamento che non possa essere assunto quale verifica della teoria. »&lt;br /&gt;Questa sua infalsificabilità secondo Popper rende il materialismo dialettico essenzialmente non-scientifico.”&lt;br /&gt;Anche tutto questo ragionamento di Popper fila. Ci troviamo insomma di fronte a una teoria che avrebbe sempre ragione e ciò sarebbe dovuto a una sua eccesiva completezza: essa comprende anche la sua negazione. Una sorta di autodifesa perenne che si traduce in una sempre continua conferma della teoria. Insomma nulla può contraddire il materialismo dialettico per il semplice motivo che questo comprende anche ciò che lo nega. Ma questa è davvero una sua mancanza oppure ciò è dovuto al fatto che si tratta di una sorta di teoria del tutto che davvero tutto ricomprende e tutto spiega? E se ciò fosse dovuto al fatto che il materialismo dialettico davvero ha colto l’essenza della realtà e per tale ragione non può essere falsificata? Il problema però non è tanto che gli eventi reali, a detta di Popper, non potrebbero contraddirla, ma anche quelli immaginari in quanto sarebbe impossibile anche immaginare eventi che la negano. Ammettendo che ciò sia vero, sarebbe davvero dovuto a una sua inesattezza intrinseca o forse invece al fatto che essa coglie in pieno e totalmente persino il più intimo meccanismo della mente umana?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ordine contro utopia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;In tutta la storia umana troviamo due cose che sempre hanno fatto gli uomini: creare società in cui non mancavano quei fenomeni definiti “ingiustizie” e sognarne di migliori in cui questi fenomeni non ve ne fossero. In tutta la storia umana le società che si sono succedute hanno avuto peculiarità proprie, ma anche elementi in comune. Il bisogno di ordine per esempio e una certa gerarchia, ma anche lotte per il potere non sono mai mancate seppure hanno preso diverse forme.&lt;br /&gt;Ma in tutta la storia umana non sono neanche mai mancati i sogni di un mondo migliore. E anche questi hanno elementi piuttosto specifici alle varie epoche e altri invece in comune. Specifici sono gli elementi organizzativi e di lavoro. Per esempio in una società agricola prevarrà l’utopia di un mondo in cui ognuno abbia la sua terra fertile da coltivare senza immani fatiche. In una società industriale prevarrà l’utopia di un mondo automatizzato in cui i lavori pesanti sono delegati quasi completamente alle macchine mentre le persone potranno dedicarsi alle attività intellettuali e di alto interesse personale.&lt;br /&gt;In comune ci sono invece alcuni elementi sociali, come per esempio la fratellanza, la pace, l’armonia sociale, l’assenza di povertà e di miseria e di ogni forma di prevaricazione. L’aspetto politico in apparenza muta a seconda diversi tipi di utopie sociali. Troviamo quelle di stampo “monarchico” o fondate su un leader carismatico fino a giungere a quelle più egualitarie con l’assenza di ogni tipo di gerarchia e di capi. In realtà cambia molto la forma ma non la sostanza, perché seppure il leader carismatico non gode di un’investitura formale, anche nelle costruzioni più “anarchicheggianti” non viene esclusa l’esistenza di un buon capo che governa non sulla base di un potere fondato sulla forza ma con la sua saggezza e il cui potere si fonda sulla sua statura morale e la sua autorevolezza. Un potere al servizio del popolo e animato da un grande amore verso questo è non di rado alla base dei “sogni” socio-politici di una gran parte di teorici dell’utopia.&lt;br /&gt;Pertanto risulterebbe che anche l’utopia e l’atto di “utopizzare” facciano parte di quella che i naturalisti chiamano natura umana. Gli uomini da sempre costruiscono società in cui il loro “lato oscuro” non risparmia di farsi vedere, di uscire alla luce, la violenza e la prevaricazione si manifestano in varie salse e varie gradazioni, ma da sempre sognano che queste non ci siano. È la tensione tra l’essere e il dovere o il voler essere, forse due aspetti della natura umana in perenne conflitto tra loro. Forse il principale nemico dell’Uomo e dell’uomo è l’Uomo e l’uomo stesso.&lt;br /&gt;Si potrebbe però ipotizzare che la realtà sociale non priva di nefandezze sia il risultato dello scontro delle istintive e naturali aspirazioni umani con la dura realtà. Una realtà che ricomprende tutti quegli ostacoli di varia natura all’esprimersi pieno e chiaro di queste aspirazioni. Ma siamo certi che questi ostacoli siano tutti esterni? Siamo certi che non vi sia qualcosa di “oscuro” all’interno dell’essere umano che lo ostacola nel realizzare le sue aspirazioni? E qui si suddividono le visioni sociologiche da quelle naturalistiche. Secondo le prime i lati oscuri della natura umana, violenza, prepotenza, prevaricazione, fuoriescono in funzione delle variabili esterne, degli ostacoli esterni, naturali o sociali che siano, come una reazione verso di essi. In assenza di tali ostacoli, nel momento in cui la società dei sogni si realizza sgominando le forze esterne del “male”, questi non avrebbero più motivo di esistere e l’Umanità potrebbe vivere in un mondo privo di nefandezze. La versione naturalistica invece afferma che è nella natura umana che questi istinti fuoriescano e che, anzi, non di rado, invece di essere una vera reazione a dei veri ostacoli esterni, cerchino il pretesto per potersi manifestare e che non di rado tali ostacoli costituiscono più una scusa, o addirittura creati ad hoc e finalizzati alla manifestazione di naturali tendenze umane.&lt;br /&gt;Ed è da questo scontro tra ordine e utopia che i naturalisti invitano alla prudenza nell’inseguire utopie mentre gli utopisti invitano alla ribellione verso pretesi ordini naturali.&lt;br /&gt;Altra caratteristica sempre presente nella storia è la “sublimazione e oggettivazione della causa di parte”. Da sempre gli esseri umani si sono stretti in un dato gruppo in lotta contro un nemico comune. E questa lotta è sempre stata spinta da una causa che andasse oltre i meri interessi soggettivi di tale gruppo. Troppo blando e meschino sembrerebbe dire che si lotta per i propri legittimi interessi, quindi si elevano tali interessi al rango di bene sommo, di verità assoluta di fine ultimo del mondo. E così la lotta diventa quella del bene contro il male. Ovviamente ciò è anche dovuto dal fatto che i nostri punti di vista sembrano ai nostri occhi come oggettivi e assoluti. Questo avviene a un livello di raziocinio non molto elevato, mentre con un ragionamento più impegnativo si riesce a comprendere che siamo solo una componente del mondo e che i nostri fini non sono i fini del mondo, neanche del solo mondo umano. Il raziocinio può intervenire per integrare e correggere i nostri livelli di natura più istintivi. E una buona educazione può infondere tali meccanismi “correttivi”, spesso molto utili alla vita sociale, nell’individuo in maniera molto ben radicata. Quindi non sempre a quanto pare l’educazione volta a correggere certi istinti è un fatto “repressivo”, spesso è invece un vero e proprio atto formativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Rivoluzione selettive e società darwiniane&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un’ipotesi alternativa alle due sopra esposte può essere quella che vede l’evoluzione genetica più rapida di quanto non la vedano entrambe. Alcune ricerche mostrerebbero che il nostro patrimonio genetico negli ultimi diecimila anni sia in effetti mutato di parecchio per effetto della “civiltà”. Pare addirittura fino a un 20%. Nel suo libro “L’evoluzione della cultura” (&lt;a href="http://www.libreriauniversitaria.it/evoluzione-cultura-proposte-concrete-studi/libro/9788875780012"&gt;http://www.libreriauniversitaria.it/evoluzione-cultura-proposte-concrete-studi/libro/9788875780012&lt;/a&gt;), Luigi Cavalli Sforza (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Luca_Cavalli-Sforza"&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Luca_Cavalli-Sforza&lt;/a&gt;), nota che i geni per la produzione dell’enzima per la digestione del latte si siano modificati dopo che divenne usanza, a seguito della nascita della pastorizia e dell’allevamento di bestiame, bere latte anche in età adulta. Così se prima con la fine dell’allattamento gli individui finivano di produrre tali enzimi, ora in moltissimi paesi, soprattutto occidentali, in cui il latte si usa berlo anche in età adulta, la maggior parte degli individui possiede geni che permettono di produrre tali enzimi anche in età adulta.&lt;br /&gt;La civiltà sembra avere influito parecchio sull’evoluzione genetica e che evoluzione sociale e biologica siano tra loro più interconnesse di quanto sembri. Pertanto sembra che la società faccia da ambiente per ulteriori selezioni genetiche, selezionando gli individui più adatti a vivere in un dato contesto sociale. Così il feudalesimo poteva selezionare i soggetti più coraggiosi, più fedeli e più eroici, mentre il capitalismo potrebbe invece favorire i soggetti più competitivi, più furbi, più scaltri.&lt;br /&gt;Non solo, ma le stesse rivoluzioni, gli stessi momenti di passaggio da una società all’altra potrebbero costituire una selezione rapida di individui. L’eccidio che segue la rivoluzione, ma anche il cambio di assetto sociale, porterebbero a un mutamento nella marcia selettiva. Ovviamente se vincono le forze rinnovative, altrimenti tale cambiamento non ha luogo e permane il vecchio assetto. Del resto le selezioni quando sono violente sono molto rapide in quanto molti individui vengono scartati subito, spesso con la morte.&lt;br /&gt;Questa visione può portare una nuova ottica nell’ambito dei rapporti tra genetica e società, ma non tiene però conto della controversa natura che c’è nello stesso individuo, il quale può essere predisposto a spinte tra loro contrarie e lo sviluppo di alcune a scapito di altre dipende dall’ambiente. Lo stesso individuo, insomma può essere adattabile a vivere in diversi contesti, essere malleabile a seconda dell’apprendimento.&lt;br /&gt;La visione sociologica pone come ovvio limite l’aumento di rigidità che sovviene con l’età nel soggetto. Ciò che si apprende nei primi anni di vita forma gran parte della nostra personalità, poi pian piano il tutto diventa sempre più informativo e meno formativo. Per cambiare modo di essere in età adulta c’è bisogno di uno sforzo molto più grande che in età dello sviluppo. Ma anche questo è posto in dubbio da molte ricerche che suggeriscono che anche in età adulta non sia poi tanto difficile plasmare il cervello. Probabilmente entrambe le visioni sopra esposte, combinate, potrebbero spiegare perché la natura umana è tanto complessa, controversa e malleabile: una vita sociale complessa e mutevole non ha tanto selezionato individui adatti a un dato contesto quanto soggetti elastici e adattabili a vari contesti dinamici. Insomma individui quanto più complessi sia possibile. È una “formula” che spiega come l’uomo si adatti al contesto naturale e sociale ma non come egli adatti il contesto a se stesso. Ma forse la realtà è più vasta e sta nel fatto che l’uomo è un sistema complesso atto a creare relazioni di adattamento reciproco tra sé e il contesto in maniera quanto più rapida sia possibile. Laddove non riesce ad adeguare l’ambiente adegua se stesso all’ambiente. Si tratta paradossalmente di un meccanismo antico e non solo umano, in quanto tutti gli altri viventi devono adeguarsi all’ambiente, ciò che c’è di nuovo nell’Uomo è solo la sua capacità di adeguare l’ambiente a sé. Eppure, sempre paradossalmente, questa sua capacità, invece di renderlo più “rigido” pare che si accompagni a una sua estrema elasticità. Ma questo però è un discorso, seppure interessante, che non è pertinente in questa sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’inconscio e la trasmissione culturale&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Con le moderne analisi del cervello, tipo brain imaging e roba varia, si è attestato che i processi coscienti fanno capo più o meno ai neuroni dello strato esterno della corteccia cerebrale, mentre i processi inconsci allo strato più interno.&lt;br /&gt;E si è visto che il processo decisionale si attiva negli strati più interni verso quelli esterni. Quindi noi non prendiamo delle decisioni coscienti, ma è l'inconscio che informa la coscienza delle decisioni prese. E' ovvio che l'influenza tra "strato" cosciente e quello incosciente è reciproca e il fatto che noi pensiamo molto è dovuto alla struttura della corteccia: i neuroni dei processi coscienti sono molto più interconnessi tra loro che non con quelli dei processi inconsci.Inoltre l'inconscio è una sorta di "raccordo" tra mondo esterno e pulsioni interiori profonde. Queste ultime lanciano degli input dall'interno mentre invece attraverso la coscienza l'inconscio riceve input dall'esterno. Quindi riceve diverse "spinte" che lo forgiano continuamente, ma ovviamente la sua elasticità tende a calare con l'età, in particolare se nell'infanzia è molto malleabile, durante l'età adulta diventa non rigido ma di certo molto più stabile.&lt;br /&gt;La gran parte delle pulsioni che caratterizza la nostra personalità e il nostro modo di essere e di fare ha sede nell’inconscio. È qui che risiede il nucleo del nostro essere psichico, nelle profondità del sistema limbico e neurocorticale. E ciò rende difficile poter identificare cosa provenga da input “interni”, che si potrebbero definire piuttosto “naturali” e cosa da input esterni sociali. A complicare il tutto vi è il fatto che la struttura inconscia si forma grosso modo nei primi anni di vita. Come si fa, in uno strato così profondo e inconsapevole della nostra mente che si forma in un’età così precoce, a identificare ciò che è frutto dei geni e ciò che invece ha preso forma ad opera dell’apprendimento? E se invece la formazione delle nostre strutture mentali e delle nostre pulsioni, anche più profonde, avesse una duplice natura, sarebbe frutto di un’interazione per sua natura indistinguibile?&lt;br /&gt;Ciò che riguarda la nostra struttura psicofisica, che sia ciò che ha preso forma per input sociale o per un processo di sviluppo dovuto alla genetica, è un problema non statico ma di processo. Il nostro essere è un continuo processo che prende forma in modo veloce nei primi anni e poi via via sempre più lentamente e superficialmente interagendo continuamente con l’ambiente. Pertanto, se è vero che non tutto ciò che è strutturale è per forza naturale ma può anche essere dovuto a un adattamento ambientale, è anche vero che non tutto ciò che prima non c’era e poi viene ad essere vuol dire che sia dovuto ad adattamento ambientale, potrebbe anche essere frutto di un processo che avrebbe avuto luogo in qualsiasi contesto o quasi. Un problema di “importazione” insomma: una data pulsione è stata importata dall’esterno o invece è stata attivata da un processo interno? Di certo la predisposizione c’è, per tutto ciò che gli esseri umani sono e fanno c’è una predisposizione, altrimenti non potrebbero esserlo e farlo. Un po’ una scoperta dell’acqua calda questa ma consentitemela.&lt;br /&gt;Per poter sapere cosa è dovuto a input esterni e cosa invece è dovuto a un processo di evoluzione naturale e intrinseco, bisognerebbe studiare o un grosso numero di casi piuttosto diversi, distanti e senza alcun rapporto tra loro e vedere cosa hanno in comune, oppure soggetti molto simili geneticamente ma che sono cresciuti in contesti molto diversi. Così si può sapere cosa è che sorge in qualsiasi contesto, se una data pulsione ci sarebbe anche in condizioni diverse oppure non ci sarebbe o in suo luogo ce ne sarebbe un’altra. Questo almeno fino a un ulteriore sviluppo degli studi di genetica.&lt;br /&gt;Il primo caso è quello di studiare varie persone di svariatissimi contesti, razze, popoli e culture. Le caratteristiche che presentano in comune tra loro possono avere un’alta probabilità di essere di origine naturale. Ma vi può comunque essere anche il sospetto che vi sia stata in un certo modo una diffusione culturale di un dato carattere, sospetto non di facile verifica.&lt;br /&gt;L’altro caso invece rappresenta quello dei gemelli identici cresciuti in ambienti diversi. Hanno lo stesso patrimonio genetico ma sono allevati in ambienti completamente diversi tra loro. Tutto ciò che non hanno in comune può essere di derivazione esterna, mentre tutto ciò che hanno in comune può essere di origine intrinseca. In realtà i casi sono molto pochi, non sufficienti per poter costituire una vera e propria verifica sperimentale. Comunque parrebbe che i pochi casi avvenuti avvalorerebbero di parecchio le tesi sociali e meno quelle naturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Identitarismo contro paritarismo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Anni fa in un corso di formazione a cui partecipai ebbi il piacere di discutere con un mio amico e collega riguardo un libro che lui stava leggendo. Il libro si intitolava “Comunitari e liberal, lo scontro del prossimo secolo?” (eravamo nel 2000). Detto in modo semplicistico all’ennesima potenza, il libro trattava di due atteggiamenti, due modi di rapportarsi col mondo, uno, quello comunitario, che prende come riferimento le caratteristiche specifiche della propria comunità (o categoria se vogliamo metterla in senso più generico) mentre l’altro, quello liberal, proporrebbe un modello universale considerato come il non plus ultra del modo di essere uomini ed essere liberi. Si tratterebbe però più che di un vero e proprio modello, di un meta-modello. Quello liberal è solo una serie di principi che lascia la libertà a ognuno di scegliere il proprio modo di essere e di rapportarsi col mondo indipendentemente dalla propria naturale categoria di appartenenza. Questo mentre invece il modello comunitario suggerirebbe di rispettare e conformarsi al modo di essere della categoria a cui l’individuo appartiene.&lt;br /&gt;Cosa c’entra col discorso tra natura e cultura? C’entra perché non di rado i “comunitari”, per oggettivare e sublimare le proprie argomentazioni, fanno ricorso alla visione naturalista dell’essere umano, mentre invece i liberal intendono svincolare l’essere umano dall’ordine naturale e affidarlo alla propria libera scelta dettata più dal contesto sociale. Per i “comunitari” (e non solo: &lt;a href="http://xoomer.alice.it/giubizza/pezzo01.htm"&gt;http://xoomer.alice.it/giubizza/pezzo01.htm&lt;/a&gt;) questa libertà può però essere una nuova trappola che da una parte renderebbe gli individui dei meri numeri in balìa delle mode della società consumistica e dall’altra li abbandonerebbe a se stessi senza una guida e senza una vera libertà.&lt;br /&gt;Ma qual è l’origine di questi due atteggiamenti? Nel medioevo non esisteva una distinzione tra naturale e divino. Ciò che era naturale era considerato opera divina e ciò che era divino si esprimeva in maniera visibile nella natura. Solo con l’avvento della scienza moderna, per l’appunto definita scienza della natura, si iniziò a concepire la natura come un sistema a sé stante e concettualmente indipendente dall’ordine divino. Il tutto aveva una funzione rivoluzionaria: porre una visione del mondo alternativa e più avanzata, più profonda, più raffinata, rispetto a quella tradizionale.&lt;br /&gt;Col tempo però, una volta impostosi il sistema naturalistico, questo assunse finalità conservatrici. Al posto dell’ordine divino si poneva come sacro e inviolabile l’ordine naturale delle cose. Gli individui occupavano un certo posto, avevano un certo atteggiamento, erano sottoposti a determinate cose, non per volontà divina, ma per uno stato di natura del mondo. Al concetto di anima e destino tracciato da dio si sostituì quello di eredità biologica e natura umana. Ma in sostanza tutto tornò come prima.&lt;br /&gt;Nacque pertanto l’esigenza di stravolgere ulteriormente le carte. Così molte correnti di pensiero iniziarono a concepire l’Uomo non più come prodotto della natura, ma della società. L’Uomo è ciò che viene a essere in base ai condizionamenti che la società gli incute e gli impone e non ciò che è. Perché sia ciò che è bisogna fare in modo che egli sia consapevole di tali condizionamenti o che questi si riducano il più possibile oppure, per la gran parte, che siano input corretti e non alienanti. Con gli input sociali adeguati si può formare un tipo di Umanità più avanzata e civile. Questa visione ha poi portato a quella moralistica da una parte (che per la precisione affonda le radici anche in varie dottrine religiose) la quale affida all’educazione individuale la soluzione alle problematiche sociali, migliorando gli individui si milgiorala società in quanto questa è la somma degli individui che la compongono. Dall’altra parte invece vi è quella di tipo collettivistico rivoluzionario o riformistico che si dà a una programmazione di rinnovamento socio-economico di tipo rivoluzionario, ma anche riformistico. Secondo tale impostazione la società è qualcosa di più del semplice insieme dei soggetti che ne fanno parte, essa ricomprende anche i rapporti che questi hanno tra loro e con tutto l’ambiente socio-economico e culturale.&lt;br /&gt;Fin qui abbiamo sintetizzato per sommi capi e in maniera molto semplicistica (esageratamente direi…) l’evoluzione dei due sistemi di pensiero socio-umanitario. A fianco a queste e spesso intrecciate ad esse vi sono i due atteggiamenti, comunitari e liberal, di cui ho detto sopra. I due termini indicano il rapporto tra la comunità etnica di appartenenza e gli individui che ne fanno parte, io invece preferisco allargare il discorso alla categoria di appartenenza in generale e non limitarmi solo al contesto etnico. Utilizzerò pertanto i termini “identitarismo” ed “egualitarismo” interessandomi di come questi due atteggiamenti hanno interpretato il processo di liberazione ed emancipazione di categorie considerate sottomesse in rapporto alle categorie considerate dominanti. La questione della sottomissione reale o presunta è alquanto controversa e la lascio stare affidandomi al banale senso comune.&lt;br /&gt;Dunque, l’identitarismo starebbe ad indicare l’esaltazione e la conservazione delle specificità della propria categoria di appartenenza, mentre l’egualitarismo invece rappresenta la rivendicazione di uguaglianza tra le categorie sottomesse, o considerate sottomesse dal senso comune, le quali troverebbero la propria via di liberazione e di emancipazione attraverso la propria parificazione con le categorie dominanti o considerate dominanti dal senso comune. Insomma mentre l’eugualitarismo vede l’emancipazione nell’essere o divenire uguali agli attuali o vecchi dominatori, l’identitarismo invece vede l’emancipazione come la libertà di esprimere la propria identità, nel liberare il modo di essere a seconda della propria categoria di appartenenza.&lt;br /&gt;L’egualitarismo era per lo più predominante fino alla caduta dell’Unione Sovietica. Il crollo del gigante sovietico e il successivo periodo che ha visto un certo fallimento delle politiche economiche volte a imitare e seguire i diktat dei paesi occidentali, la delusione che l’imitazione dei modelli di vita occidentali ha comportato nei paesi dell’est europeo, nel terzo mondo e nel mondo intero, anche nello stesso occidente, tutto questo ha comportato la crisi del mito dell’industrialismo “buono”, del paradigma dei modelli di civiltà e di avanguardia e roba del genere. Così se prima i paesi coloniali dovevano imitare il modello di sviluppo dei paesi più avanzati, se le donne dovevano essere come gli uomini, i neri come i bianchi, gli “schiavi” come i padroni, da circa una ventina di anni tutto è mutato. Se prima si rivendicava il diritto a essere uguali, a ripercorrere le stesse strade e gli stessi modi di essere, ora si è scoperto il diritto a essere diversi, a ripercorrere proprie strade e propri modi di essere. Così i popoli coloniali non devono essere come i paesi avanzati ma a modo proprio, le donne non devono essere come gli uomini, i bianchi non come i neri, gli “schiavi” non come i padroni e così via.&lt;br /&gt;E datosi che i vecchi o attuali dominatori o “dominatori” sono ora i cattivi di turno e che c’è sempre la tendenza a sublimare il tutto, ecco che il modo di essere dei dominati o dei “dominati” diviene la bontà per eccellenza. Così la cultura e la visione del mondo dei popolo coloniali sono più aperte, rispettose e civili di quelle dei paesi avanzati, la psiche e la sessualità femminile sono più “compless(at)e” e “complete” di quelle maschili, le qualità psicofisiche dei neri sono migliori di quelle dei bianchi, la tempra degli “schiavi” è superiore a quella dei padroni e via cantando. E chi osa contraddire tali “verità” allora è razzista, maschilista, imperialista, misogino, schiavista etc. E come se non bastasse l’esaltare una parte bisogna anche denigrare l’altra. La denigrazione nasce da diverse “teorie” tra cui quella più o meno vera o più o meno presunta che afferma che il rapporto di dominio impoverisce sotto molti aspetti il dominatore mentre arricchisce il dominato. Nel rapporto di domino insomma, mentre il dominato si vedrebbe costretto ad affrontare la dura realtà e a sviluppare strategie di gestione della propria vita più complesse e ricche, il dominatore si curerebbe solo di conservare il proprio dominio e ricavarne dei vantaggi. Così si “spiegherebbe” la grettezza e la rapacità vera o presunta dei paesi avanzati, del genere maschile, dei bianchi, dei padroni e così via. Modi di essere, insomma, non più da imitare ma da cui allontanarsi. Anzi sono i vecchi e nuovi veri o presunti dominatori a dover essere “rieducati”…&lt;br /&gt;Grosso modo l’atteggiamento identitarista fa uso della visione naturalista, questo ovviamente quando può permetterselo, in quanto è un po’ difficile sostenere che un operaio o un bracciante agricolo sia geneticamente diverso dal suo padrone. Mentre invece l’atteggiamento egualitario si rifà alla visione sociale sostenendo che le differenze sono in gran parte prodotto della sottomissione e funzionali a queste, quando tra le categorie in questione c’è stato da sempre un rapporto, o invece costituiscono segno di arretratezza da superare, quando le categorie in questione non sono sempre state in contatto tra loro e il rapporto vero o presunto di dominazione è piuttosto recente. In effetti nel primo caso costituisce un paradosso voler conservare tutte le caratteristiche della categoria considerata sottomessa e liberata, sarebbe come un galeotto che rivendica la sua divisa da carcerato anche quando è stato liberato.&lt;br /&gt;C’è anche da dire che tale correlazione non è che sia poi tanto necessaria, e in effetti non sempre esiste, in quanto una certa caratteristica può voler essere conservata o superata indipendentemente dal fatto che sia naturale o sociale. Ma c’è comunque una vaga tendenza a identificare col naturale tutto ciò che è immodificabile e per sociale tutto ciò che è da modificare, e così il ricorso a una visione o a un’altra rafforza le tesi a sostegno dell’uno o dell’altro atteggiamento.&lt;br /&gt;I punti deboli di tali impostazioni consistono secondo me in primo luogo nel prendere come punto di riferimento costante l’altro, il modo di essere che pertiene l’altra categoria e non se stessi o le proprie aspirazioni, come si è in realtà o in potenza. Il ragionamento, che sia “io sono uguale” o “io sono diverso”, che sia “io devo essere uguale” o “io devo essere diverso”, si riferisce sempre all’altro e mai in un modo di essere secondo le proprie esigenze, le proprie caratteristiche, le proprie aspirazioni. E ciò ricomprende anche una certa obbligatorietà in quanto il concetto è che bisogna essere in un dato modo, riferito all’altro.&lt;br /&gt;Altro punto debole è la netta catalogazione di tutto un insieme di variabili che non per forza devono farsi ricomprendere in gruppi monolitici. Non è detto che una persona sia di tipo A o di tipo B, una persona è se stessa e basta. È ovvio che molte cose prendono per forza spunto da input esterni, ma ognuno deve scegliere “usi” e “costumi” confacenti a se stesso e non farsi imporre conformazioni di qualsiasi tipo. È ovvio altresì che questa autoreferenzialità non deve trasformarsi in una chiusura a riccio, bisogna essere aperti anche verso gli altri, verso le proprie esigenze, ma è sempre il proprio “sé” che deve in qualche modo “decidere” come esprimersi e formarsi.&lt;br /&gt;Forse questo mio ragionamento mi farà etichettare da qualcuno come un “liberal”. Fa niente, non mi offenderò per questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Natura contro natura&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Faremo quindi bene a chiederci che, se è vero che magari abbiamo una struttura psichica ben definita dalla nascita, perché desideriamo comunque mutarla? Perché desideriamo essere diversi da quel che siamo? Perché sogniamo una natura diversa dalla nostra? Perché desideriamo essere privi di quegli istinti che non a caso definiamo “negativi” come la violenza, la voglia di prevaricazione, la volontà di potenza (intesa in senso negativo)?&lt;br /&gt;Una strana natura quella umana, una natura che nega se stessa, che continuamente vuole mutarsi e rinnovarsi. Una natura che da una parte si esprime in un modo ma che però desidera non essere in tal modo. Che la maggior parte dei nostri problemi derivi da questa nostra duplice natura? Una natura composta da istinti che si esprimono in maniera che non piace ad altre “parti” della nostra stessa natura. Faremo quindi bene a chiederci se la nostra non sia una duplice natura, che il sogno e l’utopia non facciano parte di questa nostra struttura e pertanto anche nell’ottica del naturalismo non vada respinta e soppressa.&lt;br /&gt;La nostra natura è quindi una corda tesa tra conservazione e mutamento, tra reazione istintiva agli eventi e pianificazione per il miglioramento della situazione globale, tra l’aridezza della realtà e la dolcezza del sogno, tra una posizione di partenza e un traguardo da raggiungere.&lt;br /&gt;Chi ha detto che la ragione non è un istinto? Che l’apprendimento non fa parte del nostro istinto? Che le predisposizioni innate non siano modellabili con facilità? Magari esistono predisposizioni più forti e meno forti, di diversa gradazione. Magari la razionalità è quell’istinto, quella parte di nostra natura che coordina, corregge e integra una buona parte del tutto.&lt;br /&gt;E per quanto riguarda la “definizione” dei nostri istinti, del loro esprimersi in maniera definita in quanto così strutturati oppure in quanto definiti dall’ambiente circostante? Qui bisogna considerare che noi siamo una specie con una vita sociale complessa e con una grossa massa cerebrale preposta all'apprendimento. Quindi fino a che punto la nostra specie avrebbe convenienza ad avere individui con spinte innate e fino a che punto invece lasciar fare all'apprendimento.&lt;br /&gt;Voglio dire: un orso solitario ha bisogno di spinte innate perché non ha una vita sociale che gli insegni i comportamenti idonei a garantire la propria sopravvivenza e riproduzione. Così anche molti tipi di insetti, come le api e le formiche, in quanto non hanno una grossa massa cerebrale e inoltre fanno sempre le stesse cose da milioni di anni.&lt;br /&gt;Ma gli esseri umani, con una vita sociale dinamica e varia, con una grossa massa cerebrale, fino a che punto hanno la convenienza biologica ad avere un numero eccessivo di istinti innati e definiti in modo preciso e fino a che punto invece hanno la convenienza biologica a lasciar fare alla società? In fondo i comportamenti finalizzati alla sopravvivenza e alla riproduzione possono essere anche facilmente acquisiti e così sarebbero più "elastici" e più adattabili ai vari contesti.&lt;br /&gt;Ma forse è anche necessario avere un certo bagaglio di input innati datosi che non di rado conduciamo vita solitaria e non tutto può esserci tramandato dalla società. Ma nessuno ci vieta di pensare che tali input possano essere molto mutabili. Se si benda un occhio a un gatto l’area visiva della sua corteccia cerebrale non formerà le striature in cui si incrociano le aree di competenza dei due occhi. Ma queste striature si formano però se si bendano entrambi gli occhi. Sono parte di un programma innato che si forma senza input ambientali, ma che si modifica con questi con relativa semplicità.&lt;br /&gt;Noi stessi entriamo spesso in conflitto con le nostre esigenze, saltiamo i pasti, ci sottoponiamo a ferree discipline pur d raggiungere dei fini senza i quali la nostra esistenza non avrebbe senso. Si, è vero che in gran parte siamo costretti a fare tutto questo per necessità, come per esempio per motivi di lavoro, di cui magari ne faremo volentieri a meno, ma non di rado siamo costretti a reprimere alcuni aspetti della nostra natura per esaltarne altri. E l’educazione ci spinge a fare altrettanto. Pare proprio che la natura non sia un sistema lineare e coerente, ma composta da varie parti spesso in lotta tra loro. E il processo utopistico è una di questa parti come quella attinente l’ordine e gli istinti più basilari. Forse tra i più importanti e da non reprimere né da prendere sotto gamba. La stessa religione costituisce un’utopia, seppure di stampo metafisico e non sociale e immanente alla storia.&lt;br /&gt;Quindi non è tanto l’utopia in sé ma come viene perseguita a essere dannosa, quando pochi oligarchi vogliono imporla ad ogni costo e quando questa smarrisce la sua funzione di guida ideale e di luce in fondo al tunnel. Bisogna si gestire il dato, ma in questo dato va ricompreso anche il cambiamento, un cambiamento che non va né frenato, né imposto e né subito passivamente, ma guidato verso il soddisfacimento massimo dei bisogni umani.&lt;br /&gt;L’utopia deve quindi essere un sogno che si propone e non si impone, così come la realtà deve essere una base che non debella il sogno. Voler imporre il sogno, trasformarlo in un mito che distorce la realtà anziché colorirla, che forza lo stato di cose invece di plasmarlo, fa in modo che questo sogno venga poi spazzato via. E quando l’uomo non ha più sogni, non ha più miti che gli danno senso, perde la parte considerata comunemente più nobile e più pura di sé. Ma è soprattutto necessario che ogni utopia sia la NOSTRA utopia.&lt;br /&gt;Modellare la propria natura può essere cosa giusta e buona se non fatta con imposizione ma per una scelta piuttosto libera. Bisogna però tenere conto che fare dei passi verso il mito comporta comunque il rischio di errori, e questi devono essere a loro volta un insegnamento e non uno scoraggiamento per il nostro cammino.&lt;br /&gt;Partorire utopie, coltivarle, muoversi verso di esse può costituire uno dei bisogni umani più basilari. Sia a livello individuale che collettivo una certa opzione, una data strada da intraprendere dovrebbe essere scartata solo se ne è verificata la sua nocività, ma ci si dovrebbe anche muovere per realizzarla solo dopo averne attestato la non nocività, o la sua necessità o vantaggiosità e il fatto che gli svantaggi che può comportare non siano troppo radicali per l’essere umano. Un duplice controllo, quindi, a livello sia ideale che in corso di realizzazione, ma che ad ogni modo non escluderà mai del tutto la possibilità di errore per cui bisogna sempre essere preparati.&lt;br /&gt;È giusto che un certo prudente rispetto verso la nostra natura non si trasformi in pigrizia verso il cambiamento, ma è anche giusto che il sogno, l’utopia, non si trasformi in un incubo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8869930410989010444?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8869930410989010444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/il-dilemma-tra-natura-e-cultura.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8869930410989010444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8869930410989010444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/il-dilemma-tra-natura-e-cultura.html' title='Il dilemma tra natura e cultura'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-8882763293485933410</id><published>2007-08-30T13:44:00.000+02:00</published><updated>2007-08-30T13:48:30.303+02:00</updated><title type='text'>Lavavetri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;L'ordinanza contro i lavavetri suscita polemiche. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il commento giuridico di Affari&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Giovedí 30.08.2007 12:53&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L'ordinanza della discordia: ecco cosa dice esattamente il provvedimento dell'assessore fiorentino Cioni contro i lavavetri&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’ordinanza “lavavetri” adottata dall’assessore del Comune di Firenze Graziano Cioni, è stata oggetto in questi giorni, di un ampio dibattito riferibile sia agli aspetti politici che agli aspetti giuridici del provvedimento. Leggendo nel dettaglio il contenuto dell’atto, una questione, malgrado la sua rilevanza, non sembra essere stata oggetto di attenzione.&lt;br /&gt;Ci si riferisce in particolare a quanto si legge nel terzo punto della parte narrativa: “DATO ATTO che nell'esercizio delle attività suddette ed in particolare in quella di "lavavetri" si sono verificati molteplici episodi di molestie soprattutto agli incroci semaforizzati e che ciò configura pericolo di conflitto sociale per i numerosi alterchi verificatisi, in particolare nei confronti delle donne sole.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel ringraziare l’assessore Cioni per la particolare attenzione riservata al “gentil sesso”, non si può non rilevare quanto sia anacronistica una visione così “cavalleresca” delle donne, rese peraltro oggetto di protezione nei confronti di pericolosi strati sociali che imbrattano il decoro della città, e turbano la quiete di signore magari appena uscite dal parrucchiere e già nervose per l’esito della piega.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della ironia, sorge il dubbio che la ordinanza sia ancorato ad una lettura del pianeta donna molto arretrata rispetto a quello che tale pianeta oramai esprime. Non solo le donne, al di la di provvedimenti generali adottati sulla basa della loro presunta debolezza, sanno oramai attivare da sé eventuali interventi di protezione della loro incolumità, ma è inoltre ipotizzabile che, molte di loro vorrebbero affrontare il problema nella sua complessità, non accontentandosi di soluzioni di mero ordine pubblico, che spesso purtroppo lasciano il tempo che trovano.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-8882763293485933410?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/8882763293485933410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/lavavetri.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8882763293485933410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/8882763293485933410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/lavavetri.html' title='Lavavetri'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-9145986552961927306</id><published>2007-08-22T11:21:00.000+02:00</published><updated>2007-08-22T11:28:29.613+02:00</updated><title type='text'>Uomini e donne</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;"Al giorno d’oggi, sempre più uomini e donne vogliono vivere come meglio credono e, per quel che riguarda la loro vita amorosa e la loro vita sessuale, non accettano alcuna regola. Immaginano che i precetti che sono stati dati dai saggi e dagli Iniziati, abbiano lo scopo di impedire di vivere. Non comprendono che la padronanza e il controllo degli istinti, consigliati dai saggi, hanno il solo scopo di spingerli a cercare manifestazioni d’amore migliori, e ad esprimerle in forme più belle, più ricche.&lt;br /&gt;Fintanto che non vorranno istruirsi e fare degli sforzi, le loro esperienze d’amore saranno solo occasioni per sprecare le energie più sottili, e addirittura per perdere il gusto di vivere. Gli esseri umani vogliono vivere, ma impediscono a se stessi di farlo. Continuano a celebrare e a cantare l’amore, quell’amore che è, così dicono, la cosa più importante al mondo, ma si organizzano per rovinarsi la vita attraverso il loro amore. Quando comprenderanno che amare è proteggere, arricchire ed abbellire la vita in se stessi e negli altri?" &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://www.prosveta.com/omraam-mikhael-aivanhov.phtml?SESSION_ID=PROSVETA45510ce7de05d"&gt;Omraam Mikhaël Aïvanhov&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Non si può essere felici legandosi esclusivamente a un uomo o a una donna. No, un uomo ha bisogno di amare tutte le donne, e una donna di amare tutti gli uomini.... Ma, capitemi bene, non sto giustificando il libertinaggio e il tradimento. Bisogna essere fedeli, ma si deve anche sapere che un solo uomo, o una sola donna, non potrà mai darvi tutto ciò a cui aspirano la vostra anima e il vostro spirito; d'altronde nemmeno voi potete dare tutto a un uomo o a una donna. Per questo un uomo e una donna che si amano debbono vivere insieme, lavorare insieme, restare fedeli l'uno all'altra, ma lasciare l'altro libero di amare il mondo intero. Che si amino pure, che rimangano insieme, che non si separino, ma che allarghino il loro concetto di amore, perché solo a questa condizione potrà durare." &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://www.prosveta.com/omraam-mikhael-aivanhov.phtml?SESSION_ID=PROSVETA45510ce7de05d"&gt;Omraam Mikhaël Aïvanhov&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Troppo spesso gli uomini e le donne si lanciano in un’avventura sentimentale senza veramente chiedersi dove questa li condurrà.&lt;br /&gt;Dovete capire che una relazione amorosa ha senso solo se con il vostro compagno potete costruire qualcosa di solido e duraturo. Cercate di vedere se esiste in voi un’armonia sui tre piani: fisico, affettivo, mentale, oppure se cedete soltanto a un capriccio passeggero, all’attrazione del piacere. Se non avete affinità nel campo delle emozioni, dei gusti e delle idee, non ditevi che questo non ha alcuna importanza e che le cose si sistemeranno con l’andare del tempo. Niente affatto. Al contrario, dopo un po’, una volta che si sarà esaurita la novità di certi piaceri, ci si accorgerà proprio che le affinità psichiche e intellettuali sono estremamente importanti. Se quelle affinità non esistono, si installa la discordia e, laddove si credeva di trovare la gioia e l’espansione, si trovano solo disillusioni e tormento." &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;a href="http://www.prosveta.com/omraam-mikhael-aivanhov.phtml?SESSION_ID=PROSVETA45510ce7de05d"&gt;Omraam Mikhaël Aïvanhov&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Considerazioni di De Berardinis&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Sperare in una relazione iniziata senza riflessione è come sperare in un terno a lotto...riesce molto raramente...&lt;br /&gt;Il così detto colpo di fulmine non è un richiamo dell'anima gemella, ma un attrazione a livello istintivo...&lt;br /&gt;L'unione va realizzata su più piani: corpo (fisico) - anima (sentimento affettivo - passione) - mente (mente concreta cioè interessi - ideali comuni )&lt;br /&gt;L'Unione (non il matrimonio che è altro) realizzata da un piano più alto deve andare verso il basso, l'inverso è difficile da realizzare ed è sotto gli occhi di tutti... persone che sembravano fatte l'una per l'altra dopo un po' di tempo si lasciano...perchè non si conoscono e d è in questa fase che i rapporti sessuali andrebbero evitati..perchè creano un legame che rende incapaci di vivere appieno i successivi rapporti...&lt;br /&gt;Dall'amicizia puo' nascere amore...&lt;br /&gt;Chi separa l'amicizia dall'amore è destinato a fallire...salvo fortuna al lotto...&lt;br /&gt;L'intera generazioni di illuse e illusi della mia generazione (30 - 35) , vittime del bombardamento mediatico, pensa che ci si possa divertire fino a una certa età e poi magari accasarsi con persone responsabili...(separando amore e amicizia e specialmente le donne, che non comprendono che se l'unione non avviene anche nel mentale (interessi comuni ma più ideali comuni, la relazione non puo' funzionare. Non ci si può accontentare della sola relazione sentimentale, in quanto incompleta e insufficiente a protrarsi nel tempo e quindi con dolore successivo...)&lt;br /&gt;L'illusione sta nel fatto che questo pensiero (separare amicizia e amore) automaticamente allontana tutte le buone relazioni...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Marco De Berardinis&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.antropocrazia.com/percorsi_antropocratici/news-Marco/topread.php"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://www.antropocrazia.com/percorsi_antropocratici/news-Marco/topread.php&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;E-learning &lt;a href="http://www.antropocrazia.com/MarcoMarcuse/MarcoMarcuse.htm"&gt;http://www.antropocrazia.com/MarcoMarcuse/MarcoMarcuse.htm&lt;/a&gt; &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-9145986552961927306?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/9145986552961927306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/uomini-e-donne.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/9145986552961927306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/9145986552961927306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/uomini-e-donne.html' title='Uomini e donne'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-6709197286070540904</id><published>2007-08-21T12:19:00.000+02:00</published><updated>2007-08-21T12:23:22.196+02:00</updated><title type='text'>Le vie delle critiche femminili sono contorte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un paio di articoli riguardanti le eterne e contraddittorie critiche che le donne fanno al mondo maschile che cotto, crudo o infarinato non va mai bbbbbbbuono!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo articolo:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.fottilitalia.com/NewsX.php?id=50"&gt;http://www.fottilitalia.com/NewsX.php?id=50&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Son sempre gli uomini che non vanno bene, le donne invece son perfette a prescindere. Una manina per la coscienza manco a parlarne, loro son sempre "vere" donne, gli uomini invece o sono "machi" o sono "froci"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ok, secondo articolo che ho scovato io sul sito dei selvatici di un certo Fabio Conti:&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.maschiselvatici.it/messaggi/2003/luglio2003.htm"&gt;http://www.maschiselvatici.it/messaggi/2003/luglio2003.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio notare che in circolazione ci sono delle autentiche tipologie di donne che lasciano alquanto a desiderare, che te lo fanno ammosciare appena aprono bocca, delle decerebrate che di femminile non hanno niente, delle deficienti che se ci provi sei una rottura di coglioni, se non ci provi sei frocio.&lt;br /&gt;Quello che voglio dire è che le maggiori responsabili degli attuali casini non sono maschili ma femminili.Il bello, poi, è che le stesse prima vanno in giro a raccontare che i ruoli si sarebbero "invertiti" (vaginate alle quali credono gli stessi uomini...), poi rompono perché non esistono più i corteggiatori di una volta.&lt;br /&gt;Ah la coerenza femminile, questa sconosciuta!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;Giubizza
www.webalice.it/giubizza1&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/20435277-6709197286070540904?l=giubizza.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://giubizza.blogspot.com/feeds/6709197286070540904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/le-vie-delle-critiche-femminili-sono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6709197286070540904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/20435277/posts/default/6709197286070540904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://giubizza.blogspot.com/2007/08/le-vie-delle-critiche-femminili-sono.html' title='Le vie delle critiche femminili sono contorte'/><author><name>Giuseppe Bizzarro</name><uri>https://profiles.google.com/112838117134123006297</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//lh4.googleusercontent.com/-JNM1oX6U5HE/AAAAAAAAAAI/AAAAAAAAAAA/wjYinEQ_Opk/s512-c/photo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-20435277.post-3667251866672486358</id><published>2007-08-18T13:31:00.000+02:00</published><updated>2007-08-18T13:38:32.851+02:00</updated><title type='text'>Fiasco o rivelazione?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una realtà dei fatti che oggi scotta ammettere e riconoscere è quella della deriva sessista e distorta che ha preso un movimento che già era nato non del tutto imparziale e bene intenzionato, ossia il femminismo.&lt;br /&gt;Dalle rivendicazioni di pari diritti e uguaglianza dinnanzi alla legge, rivendicazioni per fortuna pienamente ottenute, si è passati via via a provvedimenti faziosi e artificiosi per costringere e forzare il popolo, le aziende, le istituzioni e quant’altro a rispettare dei canoni di parità numerica tra uomini e donne in vari ambienti di lavoro e di rappresentanza sociale. Canoni che, lungi dall’essere rispettati, in molti campi sono stati sempre più disattesi nella realtà e infatti la realtà ha visto da un lato la uniformazione “intergender” di molti posti di lavoro, ma in una gran parte di settori vi è stata una sempre maggiore specializzazione tra i due sessi. Così ci troviamo settori come l’istruzione, l’editoria e la magistratura a prevalenza femminile, mentre il management aziendale, la politica, ma anche lavori alquanto “scomodi” come minatori, edilizia, pubblica sicurezza e forze armate (intendo a combattere in prima linea e non a fare call center…), a prevalenza maschile. Ma i sogni di emancipazione totale femminile sono stati per molti versi disattesi. Da una parte è vero che le donne hanno l’occasione di farsi una vita senza dipendere dagli uomini, ma è anche vero che per molti versi questa dipendenza, più che diminuire, è aumentata. È aumentata la libertà di scegliere e il ventaglio di scelte a disposizione delle donne ma una vera indipendenza, con relativi oneri oltre che vantaggi, non esiste. E per molti versi a sostituire il marito o altri uomini di famiglia, ci pensa lo stato. Lo stato ha preso il posto in molte situazioni degli uomini della famiglia nel garantire benessere ai cittadini in generale, ma alle donne in particolare. Malgrado la crisi dello stato sociale per i cittadini e per i lavoratori, aumenta il numero dei consultori e dei servizi offerti alle donne. Ma se le donne fossero davvero tanto intraprendenti e indipendenti non avrebbero certo bisogno di servizi e accortezze ad hoc per loro che garantiscano la loro indipendenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Femminismo e femminilismo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto c’è bisogno di fare un distinguo tra due aspetti del fenomeno, il “femminismo” e il “femminilismo”. Il primo consiste nell’esaltazione della donna in sé per sé per il semplice fatto che è un individuo di sesso femminile, questo a prescindere dal suo modo di essere donne, il secondo invece consiste nell’esaltazione delle caratteristiche definite femminili. In quest’ultimo caso non ha importanza chi è possiede queste caratteristiche ma le caratteristiche in sé. Potrebbe essere anche un uomo a possederle non ha importanza, purché le possegga.&lt;br /&gt;Il movimento che viene definito “femminismo” contiene entrambi questi aspetti miscelati in maniera diversa a seconda di correnti, contesti e periodi vari. Ma a mio parere l’aspetto che ha preso il sopravvento è stato il primo, quello del “femminismo” ossia l’esaltazione della donna in quanto donna, e questo lo dico per le seguenti ragioni:&lt;br /&gt;1. già il nome la dice lunga. Se vi fosse stata l’intenzione di esaltare vere o presunte doti femminili probabilmente si sarebbe parlato più di movimento femminili sta che non femminista. Ma questo è l’aspetto meno importante della questio.&lt;br /&gt;2. L’aspetto più importante sta nel fatto che il femminismo riconosce alle donne la piena libertà di esprimersi come meglio credono anche se esulano da modella veri o presunti di femminilità.&lt;br /&gt;3. E infatti sotto molti aspetti il femminismo ha attaccato proprio le caratteristiche femminili forse più fondamentali non di rado imponendo modelli di donna mascolinizzata.&lt;br /&gt;E forse per porre una toppa a questo fatto che negli ultimi anni si esalta una forma distorta e superficiale di “femminilità”, vista più come operazione di cosmesi che non altro. Oggi la femminilità consiste nel rossetto e nella corsetteria. Quando il contenuto viene a mancare allora si tenta di colorire la confezione. Una mera operazione estetica, di moda, di abbigliamento per illudere la gente che femminilità esiste ancora?&lt;br /&gt;È probabile che la mascolinizzazione della donna abbia comportato in esse una certa crisi di identità che le abbia quindi spinte e ricorrere a questo mascheramento per camuffarsi ancora da “donne”. Preciso che ciò che dico non vuol dare alcun giudizio di valore e di merito riguardo la morte della femminilità. È probabile che questa abbia fatto il suo e non tornerà più, un fatto di evoluzione sociale magari, ma non starò certo a rimpiangerla. Ciò che ci tengo a precisare è che se davvero le donne ci tenessero come ultimamente affermano alla loro “identità femminile” allora questa è cosa davvero molto patetica e fragile visto che necessita di una simile operazione di mascheratura per potersi illudere di esistere ancora.&lt;br /&gt;Ma anche riguardo quest’opera di mascheramento ce ne sarebbe da dire, basti guardare alla moda: innumerevoli capi di abbigliamento oggi femminili non sono altro che riproposizioni di vecchi capi di abbigliamento maschili. Il che la dice lunga sull’originalità delle doti “femminili”. La nuova “femminilità”, oltre a un estetismo portato all’estremo fino al limite (e forse anche oltre) del grottesco, è forse un prodotto contraffatto? Una mera imitazione e adattamento di vecchie mascolinità? Potrebbe anche darsi…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come e perché è nato il femminismo – le principali interpretazioni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;L’era industriale e postindustriale ha portato con la sua tecnica un mutamento alquanto profondo nella società umana e nei rapporti tra gli esseri umani in generale e tra i due sessi in particolare. Questo mutamento nei rapporti ha avuto il suo sbocco principale in quel movimento di genere che ha preso il nome 
