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La vecchia bandiera

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Tutta sporca e stropicciata sta Nell'angolo tra il marciapiede e la strada Una vecchia bandiera. Caduta dal supporto Coi bordi un po' strappati I colori stinti: Il rosso è sbiadito, Il bianco è ingrigito, Il verde ingiallito. Due buchetti spiegazzati Sembrano occhi Che hanno un'aria triste. Faccio per andarmene Ma poi ci ripenso E mi avvicino. Mi chino, La sollevo, La stendo, La scuoto, La mondo E la riposo nel sostegno. Povera triste bandiera! Se io potessi Ti laverei coi saponi Più profumati E ti immergerei Nelle tinture più pregiate Del rosso più vivo, Del bianco più puroE del verde più intenso. Ti farei sventolare Su campi lussureggianti, Su città intarsiate Di mosaici e sculture, Su spiagge bagnate Da acque di cristallo, Sotto limpidi cieli Bagnata dai raggi Di un sole luminoso Davanti a folle gioiose Coi cuori colmi di speranza. Ma sono solo un pover'uomo! Cos'altro posso fare per te? I buchetti che paiono occhi Ora d...

Fino all'ultimo respiro

Le flebo che ti tengono in vita sono quasi una tortura per te. Il fegato corroso dalla cirrosi. Hai trascorso gli ultimi mesi come vedova sola, con figli indaffarati che ti hanno dedicato una quantità di tempo che sembra sempre essere stata troppo scarsa. I medici avevano detto che non c'era nulla da fare. Pochi giorni. Ma forse tra poco sarai libera. Libera dalla sofferenza, dalla tristezza, dall'infermità che ti ha tenuta prigioniera negli ultimi anni. Libera dal dolore, sia quello fisico già di per sé insopportabile, ma anche da quello del tuo cuore spezzato di vedova. Da questo dolore che ti ha tanto dilaniata solo poco fa. Ho sempre creduto di volere bene più mio padre che te. Ma adesso che ti vedo così piccola e indifesa, come un uccellino appena uscito da un nido, capisco che ti voglio bene quanto lui, in maniera diversa. Lui era un amicone. Uscivo con lui, guardavamo la TV insieme ci confidavamo. Tu ed io siamo sempre stati un po' distaccati e spesso in ...

I VIAGGI INTERGALATTICI sono possibili?

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L'Aborto nel Terzo Millennio

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In volo sulla sede centrale dell’Istituto nazionale di astrofisica

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Lettera a Micromega

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Cari amici di Micromega,  Conservo diversi numeri della vostra rivista, tutti letti con attenzione. Ho sempre ammirato la lealtà con cui esprimete il vostro orientamento (completamente diverso dal mio) a differenza di tanti altri giornali, riviste e prodotti editoriali vari di sinistra che invece si spacciano per “imparziali". Mi ha soprattutto colpito il sottotitolo che dall'originario “Le ragioni della sinistra" è confluito nell'attuale “Per una sinistra illuminista". Proprio uno di questi ultimi numeri, il n° 3/2018, quello dedicato al giornalismo mi è piaciuto tantissimo. Ho però la pessima abitudine, quando qualcosa globalmente mi piace, di soffermarmi su quei punti che invece non mi piacciono.  Così le mie valutazioni si strutturano sempre in una introduzione elogiativa generica seguita da un insieme di particolareggiate critiche. Cosa questa che mi ha reso inviso a parecchi e purtroppo non farò qui un'eccezione, anzi.  Mi viene a mente il pri...

Un tuffo al cuore

Solo nei sogni Posso rivederti. Solo nei sogni Posso riabbracciarti. Solo nei sogni Posso salutarti, Sentire la tua voce, Litigare e fare pace, Averti un po' vicino. E solo sognandoti Posso chiederti perdono. Solo se ti sogno Riesco a piangere Liberamente Insieme a te. Perché al risveglio Il pianto muore in gola Il respiro manca, I polmoni si fermano Soffocandomi E l'angoscia mi prende Quando divento cosciente Perché capisco Con la morte nel cuore Che solo Nei miei sogni Posso dirti addio.

Lettera ad Aspenia

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Egregi signori, sono entrato in possesso, attraverso regali e prestiti da parte di un mio caro amico, di alcuni numeri della vostra rivista che ho letto senza esitare. Devo dire che l’ho trovata molto seria e ben fatta con firme prestigiose e argomenti affrontati con rigore. Questo per quanto riguarda vari numeri tranne uno: il n° 75 del 2016. Per questo numero vorrei fare un discorso a parte o, meglio, sulla parte. Mi riferisco a una delle due parti in cui è suddiviso. La prima, quella dedicata all’ascesa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America, non tradisce lo spessore e la statura del vostro periodico con tanto di ottimi articoli di varia impostazione che valutano criticamente questo evento. Ma la seconda parte… che dire? Sembra uscita da uno spinellato centro sociale con tanto di voci che cantano all’unisono la stessa sbobba che siamo costretti a sorbirci da decenni. Ci mancava solo una delle solite stucchevoli filippiche contro il solito “patriarcato...

Prigionieri di fantasmi

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Nei suoi “Pensieri” il filosofo e scienziato francese Blaise Pascal affermò che noi umani siamo impossibilitati di vivere pienamente il presente perché troppo occupati ad inseguire e anticipare il futuro che tarda a venire e a trattenere e pensare al passato che troppo presto sfugge. Schopenauer afferma invece che futuro e passato sono delle illusioni e che in realtà esiste solo il presente. Tutto il tempo è un presente continuo in cui la nostra mente si rappresenta un passato attraverso i ricordi e un futuro attraverso l’attesa. Questo mentre Heidegger sostiene che l’Uomo non è altro che una corda tesa verso il suo futuro che altro non è che il destino di morte, un essere nato per la morte e che cerca distrazioni da questo momento fatale in una modalità inautentica dell’essere-proiettato-nel-mondo. Si tratta di interpretazioni idealistiche. Molto più realistica è la folcloristica definizione di presente come illusione fatta dal noto filosofo-attore Luciano De Crescenzo nel suo...

10 anni di blog

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Il 2 gennaio di quest'anno, 2016, questo blog, nato il 2 gennaio 2006, ha compiuto ben dieci anni. Ne è passato di tempo! Il prossimo 2 gennaio, nel 2017, ne compirà 11. Ma ci tenevo a commemorare il decimo anno che è più suggestivo, sebbene in netto ritardo. Io non ero qui e non ho fatto in tempo a commemorare questo genetliaco che ricopre un lasso di tempo in cui tante cose sono accadute e tanta acqua è passata sotto i ponti. E questo sia "fuori" di me, negli eventi che hanno caratterizzato la mia vita, ma soprattutto DENTRO di me. Si perché spesso trascuriamo il fatto che il trascorrere della vita, l'andare del tempo comporta, è vero, eventi mondani e privati che ci segnano, ma ancor di più sono gli eventi interiori, i cambiamenti della nostra anima a determinare maggiormente la nostra esistenza. Questo perché da questo angolo di visuale, da questa nostra piccola torretta qual è il nostro spirito, dipende in buona parte il senso, il colore e il significato ...

La parola

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Sarebbe bastata una parola per aprire nuove strade e viali fioriti da percorrere insieme. Sarebbe bastata una frase per aiutarmi ad aprirmi l’anima. Sarebbe bastato un gesto per far vibrare il mio cuore. Sarebbe bastata una mano tesa per essere vicini. Ma ogni porta è stata chiusa, ogni apertura serrata. E ora l’autunno è alle porte, i colori sbiadiscono, la terra inaridisce e l’animo si chiude. E il vento porta con sé gelidi presagi. E non resta che questa vasta distesa di rimpianti.

Psicopatologia dell'abortismo

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La concezione che gli abortisti hanno di vita umana potrebbe essere molto simile a quella che si ha di automobile, ossia come se un essere umano fosse un assemblato di pezzi che solo una volta montati danno il prodotto finale. Così come le parti che compongono un'automobile non sono un'automobile finché non sono montate allo stesso modo un essere umano non sarebbe umanamente "compiuto" finché non presenta alcune caratteristiche che, a detta degli abortisti stessi, sarebbero fondamentali per poter attribuire a un insieme di cellule la qualifica onorifica di "essere umano". A prescindere dall'autoreferenzialità degli abortisti secondo i quali le loro stesse definizioni costituirebbero le basi di certezza per l'umanità di un organismo, c'è da dire che ciò è ontologicamente sbagliato in quanto è più che certo che un organismo umano non si forma da un assemblamento di parti ma è un ente unico e completo dal concepimento fino alla mor...

Il rasoio di Occam e la vita umana

Stando al rasoio di Occam ( http://www.treccani.it/enciclopedia/guglielmo-di-occam  e http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam ) la soluzione più semplice è quella più attendibile. Questo principio suggerisce di evitare di fare più assunti del necessario. Sarebbe a dire: Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più immediata suggerisce l'inutilità di formulare più assunti di quelli che si siano trovati per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi. Ora tra la definizione di essere umano come organismo vivente che esiste dal concepimento e quella secondo la quale un essere umano è dato dai suoi "organi formati" - e da qui la necessità di definire anche cosa s'intende per "organi formati" - quale delle due è più semplice? Io direi la prima. E tra il dire che un essere uma...

L'etica e la giustizia

Nessuna persona e nessuna società attualmente esistente è lo specchio fedele di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma ciò che è giusto e ciò che è sbagliato è dato da principi etici che possono variare col tempo ma che fondamentalmente sono fermi su certi pilastri fondamentali. E questi pilastri fondamentali si basano su cose che non si possono negare. Il fatto che la vita di un essere umano inzi dal concepimento è un dato di fatto oggettivo e incontrovertibile. E se la nostra società ha come valore la vita umana e la difesa della vita, è una società incoerente se permette l'uccisione di esseri umani in nome di un'astrusa "libertà di scelta". Ecco cos'è in fondo l'ingiustizia: un'incoerenza di fondo. La legalità dell'aborto è un'incoerenza di fondo che stride coi più basilari principi di giustizia della società moderna.

Aborto e responsabilità

Se io voglio comprare un immobile e ne verso l'acconto, in caso cambiassi idea perdo i soldi dell'acconto. Se anche per errore e senza volerlo supero i limiti di velocità e il photored mi “acchiappa” mi giunge la multa a casa. In ogni cosa che facciamo dobbiamo assumerci le responsabilità delle conseguenze delle nostre azioni. Anche se tali conseguenze non erano né volute né previste. Ma una donna che si fa ingravidare per "errore" o se per qualsiasi motivo cambia idea deve essere "libera di scegliere" di poter uccidere il proprio figlio non voluto. Le donne sono autorizzate a non doversi assumere la responsabilità dei propri atti.   E in nome di tale “libertà” si sacrificano vite umane. Anzi, in nome di tale “libertà” delle vite umane sono appositamente definite “non umane”.

L'uomo e la sua vita

Le tesi spiritualiste prestano il fianco e sono della stessa matrice delle tesi filo-abortiste: la vita umana vale per ciò che si ha, anima, cervello, organi o quant'altro, e non per ciò che si è, ossia un organismo vivente appartenente alla specie umana.  Ma o si difende un uomo per il suo cervello o per i suoi... organi formati o per la sua anima non vedo alcuna differenza. L'uomo si difende in quanto uomo. Punto. Non è l'anima e non sono gli organi formati, né il tanto osannato e divinizzato cervello o quant'altro a fare un uomo, né a renderlo "meritevole" di diritti né a rendere la vita umana "degna" di essere tutelata. Un uomo è uomo in quanto esiste ed è sua natura, sua essenza l'essere uomo. Ed è per questo che la sua vita, la sua esistenza va difesa fin dall'inizio, fin dal concepimento. Parlo di una società fondata sulla Giustizia, ovviamente, non della società presente.

Gli organi del diritto

Alcuni abortisti affermano che sarebbero gli organi "formati" a farci uomini e quindi a "darci" dei diritti. A prescindere dalla banalità puerile di questa tesi e dalla sua infodatezza, e lasciando stare le tesi dei "cervellisti" secondo i quali, per motivi più mistici che reali, tutta la nostra umanità nonché la titolarità dei nostri diritti starebbe nel cervello, mi piacerebbe poter stabilire un diritto per ogni singolo organo. Vediamo un po' cosa ne potrebbe venir fuori. Il cervello magari potrebbe dare il diritto a pensare, il cuore il diritto alla vita, il fegato il diritto alla salute e così via. Mi chiedo se però il mio stomaco non dovrebbe darmi il sacrosanto diritto a non sentire le baggianate filo-abortiste.

Aborto e libertà

Gli abortisti hanno un concetto distorto della libertà. Non capiscono che la libertà consiste nel decidere di se stessi non degli altri. Una donna che abortisce non sta facendo nessuna "libera scelta", sta compiendo un abuso, un libertinaggio, un atto di prevaricazione del più forte sul più debole. L'aborto legale fa capo alla legge del più forte. Non capiscono neanche che la libertà non esclude, anzi include, doveri e responsabilità. E una volta concepito un bambino i genitori hanno entrambi delle responsabilità nei suoi confronti e non dei diritti su di lui. Curioso poi il fatto che molti filoabortisti sono anche animalisti e difendono presunti "diritti" degli animali. Per costoro gli animali sarebbero più importanti dei bambini. Molti filoabortisti sono anche contro la pena di morte. Gli assassini per costoro sarebbero più importanti degli innocenti. Che dire? Costoro difendono gli animali e i delinquenti. E' proprio vero che ognuno tende a difendere ...

Aborto e volontà di potenza femminile

Già avevo intuito il fatto che i filoabortisti avessero una visione della vita umana completamente distorta, sbagliata e lacunosa, una visione imbottita di pregiudizi ideologici con cui i media hanno "inzuppato" la loro testolina fin da piccoli, ma adesso mi par di comprendere che molti filoabortisti abbiano pure una pessima visione della realtà sociale e politica. Inoltre sono giunto a classificare due categorie di filoabortisti: 1. gli ignoranti , quelli che non hanno una buona conoscenza della vita umana e della realtà; 2. i paraculi , quelli che magari hanno anche una discreta consocenza delle cose ma che le farciscono con elementi ideologici e opportunistici pur di far quadrare i conti tra Giustizia e legalità dell'aborto. Vabbé, lasciamo pure che gli ottusi si cuociano nel loro brodo di urla isteriche spacciate per "risate". Volevo porre a tutti invece un quesito. Supponiamo che un domani si riuscisse a costruire l'utero arti...

Le convenzioni abortiste

Gli abortisti sono dei pessimi sofisti. Su una cosa tanto semplice qual è l'esistenza di un essere umano che va dal suo concepimento fino alla morte ci ricamano sopra mille quisquilie pur di negare il fatto che l'aborto è un omicidio a tutti gli effetti. Poi quando percepiscono di dire minchiate accusano gli antiabortisti di "arrampicarsi sugli specchi". Già, loro invece... In ogni caso è ovvio che l'aborto è un problema morale, ma pochi si chiedono come mai una certa forma di "moralità" attecchisca in un certo periodo storico e non in un altro. In definitiva gli abortisti non fanno altro che ripetere a pappardella le coglionate che media e intellettuali saltimbanchi ci propinano da una quarantina d'anni a questa parte. "Bisogna rispettare le convenzioni che ci dicono quando un essere diventa umano" dicono gli "anticonformisti" e "logicissimi" abortisti. Beh, certo! Le convenzioni prima di ogni cosa...