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Moneta elettronica

Tutte le razionalizzazioni sociali, proposte dall’Antropocrazia comporteranno delle perdite di ricavi illeciti e leciti, per l’eliminazione di lavori socialmente inutili o dannosi, con conseguenze sul diritto alla vita dei Cittadini dei settori interessati.Va tenuto presente che si presuppone sempre che il primo provvedimento dovrà essere quello della istituzione del Reddito di Cittadinanza Universale che consentirà di non rendere traumatiche anche le perdite di lavori superflui o illeciti, oppure quelli derivanti dalle inevitabili ristrutturazioni industriali.Eliminando la Moneta Cartacea e lasciando quella Elettronica: assegni e carte di credito, si avranno delle importanti conseguenze positive.Mancherà la molla che spinge a commettere i reati monetari e quindi non saranno più possibili i rapimenti a scopo di riscatto, gli assalti ai furgoni portavalori, i furti nelle case, le rapine nei negozi, i borseggi, le corruzioni, i ricatti monetari, il “pizzo”, l’usura e in genere tutti qu...

Moneta elettronica e reddito sociale

La democrazia è un buon principio di governo. Ma un governo deve, per funzionare, attingere le opportune risorse monetaria per andare avanti. La fiscalità monetaria sostituendo tutti i tipi di imposte esistenti potrebbe costituire un metodo "idolore" di prelievo fiscale da parte delle isitutzioni. La moneta elettronica favorirebbe enormente questa nuova forma di fiscalià. In effetti sarebbe una tassazione sui capitali: poniamo che io ricevo un reddito vitale di 500 euro al mese e che abbia un'attività professionale che mi garantisce un'entrata mensile di circa 1500 euro al mese. Ebbene, a fine anno avrò un capitale di 24000 euro. Poniamo una tassazione del 10% annua, il fisco preleverà da questo ammontare 2400 euro, in maniera abbastanza "indolore" garantendo la sicurezza che nessuno potrà evadere. Inoltre con un sistema elettronico avanzato è possibile rendere il prelievo anche più dilazionato nel tempo, magari anche continuato, potremo giugnere all...

Progetto antropocratico

Quando una forza politica italiana perverrà al convincimento che, per evitare il definitivo Declino Sociale, sarà necessario adottare il Progetto Antropocratico, inserendo nel proprio Programma Elettorale l'instituzione del Reddito di Cittadinanza Universale, vincerà ...... a man bassa le Elezioni. Dopo tale vittoria potrà attuare rapidamente il Progetto, con la conversione degli Euro in Eurolire Elettroniche e con l’immediata istituzione del Reddito di Cittadinanza Universale, che verrà Emesso Mensilmente e versato nei Conti di Cittadinanza dei Cittadini, individuati dai Codici Fiscali. La contropartita di tali versamenti sarà costituita dalle Decurtazioni Monetarie Mensili dello 0,5%, della Massa Monetaria, che tenderà costantemente alla stabilizzazione ed eviterà inflazione da eccessi monetari. La Misura del Reddito di Cittadinanza Universale sarà tale da consentire la dignitosa sopravvivenza di ciascun Cittadino, in aggiunta ad eventuali altri Redditi. Ciò in conformità a quant...

Per un sistema migliore

Vogliamo precisare che per quanto il sistema sociale vigente nel paesi scandinavi sia di gran lunga migliore del sistema assente italiano, noi antropocratici siamo comunque per una società molto migliore. Il sistema danese per quanto efficiente si fonda comunque sul classico criterio socialdemocratico dell'assistenza, un'assistenza efficiente ma comunque assistenza. Per noi invece ogni cittadino ha un sacrosanto diritto, il diritto di percepire una quota di utile (dato dal Pil) derivante dallo sfruttamento di quel grande capitale sociale che è la natura con le sue risorse. Il Reddito di Cittadinanza non è una forma di assistenza generalizzata ma un diritto societario, così come gli azionisti di una company percepiscono un dividendo azionario degli utili societari, così ogni cittadino deve percepire un dividendo sociale di quell'utile sociale che è il Prodotto interno lordo di un dato territorio. Tutta la nostra ammirazione può andare a un paese come la Danimrca che si dimos...

Ultime sul sistema scandinavo

La DK si occupa dei lavoratori e gli da' diritto a corsi di aggiornamento periodici qualora lo richiedessero , secondo le possibilita' e le necessita'individuali , stabilite dal lavoratore e dal comune accordandosi per un progetto utile al fine lavorativo.Nel contempo gli viene attribuito un assegno mensile .Questo anche in caso di licenziamento .Cio' non incentiva affatto a non lavorare, lo dimostra il tasso basso di disoccupazione, anzi incentiva il lavoro e soddisfa i lavoratori.I danesi fanno delle regole e dell'ordine un tradizionale stile di vita .Sarebbe opportuno inoltre indicare con precisione le gravi accuse pubbliche allo stato danese di "corruzzione e malaffare", visto che il signoraggio investe tutta l'Europa. Secondo le stime di Eurostat a febbraio 2005 in Europa erano senza lavoro complessivamente 12,8 milioni di persone nella zona Euro e 19,1 milioni nell'Ue-25. Nello stesso mese il tasso di senza lavoro tra i giovani di meno di 25 ...

Considerazioni sul sistema danese

Abbiamo visto nei giorni scorsi l'esempio del sistema sociale danese descrittoci da alcune persone che risiedono in Danimarca. Dobbiamo ora precisare che seppure per me sicuramente è un sistema migliore del non sistema sociale italiano, bisogna tener conto che è ben lontano dall'antropocrazia. Inoltre da quanto mi ha detto una residente, risulta che questo sia un sistema che disincentiva il lavoro, perché chi lavora non percepisce l'assegno sociale e paga le tasse per chi non lavora e percepisce questo assegno. Però comunque la stragrande maggioranza, pur di lavorare e percepire l'assegno si fa dichiarare che lavora per meno di 10 ore al mese (sic!) anche se lavora di più e guadagna in proporzione. Però questo è possibile farlo solo nel settore della ristorazione. Malgrado tutto i danesi lavorano forse anche più degli italiani e ciò può essere la lampante dimostrazione che il vero reddito di cittadinanza non comporterebbe che la gente non lavorerebbe più come dicono gli...

Altre notizie sul sistema danese

Qui in DK non c'e' nessuno che dorme alla stazione... tutti hanno diritto infatti ad una sistemazione . Il 25% delle case e' del comune che decide a chi assegnarle . Ovviamente prime in lista famiglie con bambini , e per chi ha gia' una casa , o e' single l'attesa sara' piu' lunga , ma esiste una graduatoria e di diritto la casa spetta e viene assegnata a tutti, qualora si sia fatta regolare domanda . Ho anche una certa esperienza personale a riguardo, sia per la prima casa assegnatami quando arrivai in DK , che per uno sfratto dovuto a cause non dipendenti direttamente da me. Sono ben informata dal comune stesso sul sistema delle graduatorie, non so a cosa si riferisce la persona che scrive che in DK non c'e' diritto ad una casa. Riguardo l'assicurazione da pagare durante la fase lavorativa , e' solo una delle due opzioni, e non e' obbligatoria, infatti anche non pagando questa assicurazione(che si aggira attorno alle 800kr mensili e...