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Un tuffo al cuore

Solo nei sogni Posso rivederti. Solo nei sogni Posso riabbracciarti. Solo nei sogni Posso salutarti, Sentire la tua voce, Litigare e fare pace, Averti un po' vicino. E solo sognandoti Posso chiederti perdono. Solo se ti sogno Riesco a piangere Liberamente Insieme a te. Perché al risveglio Il pianto muore in gola Il respiro manca, I polmoni si fermano Soffocandomi E l'angoscia mi prende Quando divento cosciente Perché capisco Con la morte nel cuore Che solo Nei miei sogni Posso dirti addio.

Lettera ad Aspenia

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Egregi signori, sono entrato in possesso, attraverso regali e prestiti da parte di un mio caro amico, di alcuni numeri della vostra rivista che ho letto senza esitare. Devo dire che l’ho trovata molto seria e ben fatta con firme prestigiose e argomenti affrontati con rigore. Questo per quanto riguarda vari numeri tranne uno: il n° 75 del 2016. Per questo numero vorrei fare un discorso a parte o, meglio, sulla parte. Mi riferisco a una delle due parti in cui è suddiviso. La prima, quella dedicata all’ascesa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti d’America, non tradisce lo spessore e la statura del vostro periodico con tanto di ottimi articoli di varia impostazione che valutano criticamente questo evento. Ma la seconda parte… che dire? Sembra uscita da uno spinellato centro sociale con tanto di voci che cantano all’unisono la stessa sbobba che siamo costretti a sorbirci da decenni. Ci mancava solo una delle solite stucchevoli filippiche contro il solito “patriarcato...

Prigionieri di fantasmi

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Nei suoi “Pensieri” il filosofo e scienziato francese Blaise Pascal affermò che noi umani siamo impossibilitati di vivere pienamente il presente perché troppo occupati ad inseguire e anticipare il futuro che tarda a venire e a trattenere e pensare al passato che troppo presto sfugge. Schopenauer afferma invece che futuro e passato sono delle illusioni e che in realtà esiste solo il presente. Tutto il tempo è un presente continuo in cui la nostra mente si rappresenta un passato attraverso i ricordi e un futuro attraverso l’attesa. Questo mentre Heidegger sostiene che l’Uomo non è altro che una corda tesa verso il suo futuro che altro non è che il destino di morte, un essere nato per la morte e che cerca distrazioni da questo momento fatale in una modalità inautentica dell’essere-proiettato-nel-mondo. Si tratta di interpretazioni idealistiche. Molto più realistica è la folcloristica definizione di presente come illusione fatta dal noto filosofo-attore Luciano De Crescenzo nel suo...

10 anni di blog

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Il 2 gennaio di quest'anno, 2016, questo blog, nato il 2 gennaio 2006, ha compiuto ben dieci anni. Ne è passato di tempo! Il prossimo 2 gennaio, nel 2017, ne compirà 11. Ma ci tenevo a commemorare il decimo anno che è più suggestivo, sebbene in netto ritardo. Io non ero qui e non ho fatto in tempo a commemorare questo genetliaco che ricopre un lasso di tempo in cui tante cose sono accadute e tanta acqua è passata sotto i ponti. E questo sia "fuori" di me, negli eventi che hanno caratterizzato la mia vita, ma soprattutto DENTRO di me. Si perché spesso trascuriamo il fatto che il trascorrere della vita, l'andare del tempo comporta, è vero, eventi mondani e privati che ci segnano, ma ancor di più sono gli eventi interiori, i cambiamenti della nostra anima a determinare maggiormente la nostra esistenza. Questo perché da questo angolo di visuale, da questa nostra piccola torretta qual è il nostro spirito, dipende in buona parte il senso, il colore e il significato ...

La parola

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Sarebbe bastata una parola per aprire nuove strade e viali fioriti da percorrere insieme. Sarebbe bastata una frase per aiutarmi ad aprirmi l’anima. Sarebbe bastato un gesto per far vibrare il mio cuore. Sarebbe bastata una mano tesa per essere vicini. Ma ogni porta è stata chiusa, ogni apertura serrata. E ora l’autunno è alle porte, i colori sbiadiscono, la terra inaridisce e l’animo si chiude. E il vento porta con sé gelidi presagi. E non resta che questa vasta distesa di rimpianti.

Psicopatologia dell'abortismo

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La concezione che gli abortisti hanno di vita umana potrebbe essere molto simile a quella che si ha di automobile, ossia come se un essere umano fosse un assemblato di pezzi che solo una volta montati danno il prodotto finale. Così come le parti che compongono un'automobile non sono un'automobile finché non sono montate allo stesso modo un essere umano non sarebbe umanamente "compiuto" finché non presenta alcune caratteristiche che, a detta degli abortisti stessi, sarebbero fondamentali per poter attribuire a un insieme di cellule la qualifica onorifica di "essere umano". A prescindere dall'autoreferenzialità degli abortisti secondo i quali le loro stesse definizioni costituirebbero le basi di certezza per l'umanità di un organismo, c'è da dire che ciò è ontologicamente sbagliato in quanto è più che certo che un organismo umano non si forma da un assemblamento di parti ma è un ente unico e completo dal concepimento fino alla mor...

Il rasoio di Occam e la vita umana

Stando al rasoio di Occam ( http://www.treccani.it/enciclopedia/guglielmo-di-occam  e http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam ) la soluzione più semplice è quella più attendibile. Questo principio suggerisce di evitare di fare più assunti del necessario. Sarebbe a dire: Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più immediata suggerisce l'inutilità di formulare più assunti di quelli che si siano trovati per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi. Ora tra la definizione di essere umano come organismo vivente che esiste dal concepimento e quella secondo la quale un essere umano è dato dai suoi "organi formati" - e da qui la necessità di definire anche cosa s'intende per "organi formati" - quale delle due è più semplice? Io direi la prima. E tra il dire che un essere uma...