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Visualizzazione dei post da Ottobre, 2008

LE DONNE, UNA RIVOLUZIONE MAI NATA di Fabrizio Marchi

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Se avessi letto il libro di Fabrizio Marchi un paio di anni fa lo avrei eletto a mio manifesto personale per quel che concerne la questione dei sessi. Il pensiero di Marchi è infatti per molti versi estremamente simile al mio di poco tempo addietro, prima che il “tarlo naturalistico” s’insinuasse nella mia mente a seguito della lettura di alcuni testi che attribuiscono, con discrete argomentazioni, una matrice naturale e irreversibile ai comportamenti maschili e femminili. Niente da prendere estremamente sul serio, è tipico di ogni società “naturalizzare” i suoi stereotipi, ma questi scritti mi hanno insegnato a diffidare delle spiegazioni troppo sociologiche e culturaliste.
“Donne, una rivoluzione mai nata” è analitico, entra fin nei meandri più oscuri del rapporto medio uomo-donna odierno mettendone a nudo i meccanismi che ne fanno uno dei capisaldi della conservazione sociale. Il rapporto tra i sessi è visto come conseguenza del capitalismo consumistico, un meccanismo che lega uomin…

Laboratori del dolore

Gli individui abituati a condividere il proprio dolore con gli altri, a parlare con altri delle proprie afflizioni, delle proprie delusioni, delle proprie sofferenze, hanno giovamento nello scaricare i loro fardelli attraverso le parole verso l’esterno. Le loro anime non si sviluppano in capienza e quando si ritrovano soli, senza nessuno con cui scaricare i propri pesi, allora si sentono scoppiare, perché la loro anima non ce la fa a reggere tutto ciò che ha dentro. È probabile che una buona parte dei suicidi sia dovuta proprio a un tale sentirsi scoppiare in quanto troppo soli, troppo privi delle vie di sfogo a cui si è abituati.

Ma coloro che invece sono abituati ad affrontare da soli le loro afflizioni sono invece avvezzi a pensare da soli al proprio dolore, a girarlo e rigirarlo, a rimuginarci sopra all’infinito, a farne analisi, scomporlo e ricomporlo, frantumarlo. La loro anima diventa un vero e proprio laboratorio del dolore e difficilmente ci sarà mai un’afflizione tanto forte …

Le singolarità dell'anima

Un mio banale pensiero

Ci sono momenti nella vita per cui tutta la vita sembra essere stata vissuta per essi. Momenti in cui il passato e il futuro collassano in dei punti della linea del tempo, come se tutto il passato ne fosse stato un’attesa e tutto il futuro che ne è seguito una dolce rimembranza.
Sono attimi, istanti, liete giornate, belle serate che viste al di fuori dell’anima, con uno sguardo freddo e oggettivo, sono di per sé insignificanti, ma che sono stati colorati da un umore sublime che li ha resi come dei fini ultimi, dei traguardi di attese più o meno inconsapevoli e di ricordi che tornano in essi.
Forse l’universo dell’anima ha i suoi black hole non nello spazio, come il cosmo, ma nel tempo, e forse è il tempo che si curva nell’anima e collassa in questi suoi buchi neri come lo spazio si curva e collassa in quelli cosmici.
O meglio, per essere precisi e per amor dei pedanti, mentre nei buchi neri dell’universo collassa lo spazio-tempo, in quelli dello spirito collassa il …