Post

Visualizzazione dei post da 2011

Il rasoio di Occam e la vita umana

Stando al rasoio di Occam (http://www.treccani.it/enciclopedia/guglielmo-di-occam e http://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam) la soluzione più semplice è quella più attendibile. Questo principio suggerisce di evitare di fare più assunti del necessario. Sarebbe a dire:
Tale principio, alla base del pensiero scientifico moderno, nella sua forma più immediata suggerisce l'inutilità di formulare più assunti di quelli che si siano trovati per spiegare un dato fenomeno: il rasoio di Occam impone di evitare cioè ipotesi aggiuntive, quando quelle iniziali sono sufficienti. Se una teoria funziona è inutile aggiungere una nuova ipotesi.
Ora tra la definizione di essere umano come organismo vivente che esiste dal concepimento e quella secondo la quale un essere umano è dato dai suoi "organi formati" - e da qui la necessità di definire anche cosa s'intende per "organi formati" - quale delle due è più semplice? Io direi la prima. E tra il dire che un essere umano esiste…

L'etica e la giustizia

Nessuna persona e nessuna società attualmente esistente è lo specchio fedele di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ma ciò che è giusto e ciò che è sbagliato è dato da principi etici che possono variare col tempo ma che fondamentalmente sono fermi su certi pilastri fondamentali. E questi pilastri fondamentali si basano su cose che non si possono negare. Il fatto che la vita di un essere umano inzi dal concepimento è un dato di fatto oggettivo e incontrovertibile. E se la nostra società ha come valore la vita umana e la difesa della vita, è una società incoerente se permette l'uccisione di esseri umani in nome di un'astrusa "libertà di scelta". Ecco cos'è in fondo l'ingiustizia: un'incoerenza di fondo. La legalità dell'aborto è un'incoerenza di fondo che stride coi più basilari principi di giustizia della società moderna.

Aborto e responsabilità

Se io voglio comprare un immobile e ne verso l'acconto, in caso cambiassi idea perdo i soldi dell'acconto. Se anche per errore e senza volerlo supero i limiti di velocità e il photored mi “acchiappa” mi giunge la multa a casa. In ogni cosa che facciamo dobbiamo assumerci le responsabilità delle conseguenze delle nostre azioni. Anche se tali conseguenze non erano né volute né previste. Ma una donna che si fa ingravidare per "errore" o se per qualsiasi motivo cambia idea deve essere "libera di scegliere" di poter uccidere il proprio figlio non voluto. Le donne sono autorizzate a non doversi assumere la responsabilità dei propri atti. E in nome di tale “libertà” si sacrificano vite umane. Anzi, in nome di tale “libertà” delle vite umane sono appositamente definite “non umane”.

L'uomo e la sua vita

Le tesi spiritualiste prestano il fianco e sono della stessa matrice delle tesi filo-abortiste: la vita umana vale per ciò che si ha, anima, cervello, organi o quant'altro, e non per ciò che si è, ossia un organismo vivente appartenente alla specie umana.  Ma o si difende un uomo per il suo cervello o per i suoi... organi formati o per la sua anima non vedo alcuna differenza. L'uomo si difende in quanto uomo. Punto. Non è l'anima e non sono gli organi formati, né il tanto osannato e divinizzato cervello o quant'altro a fare un uomo, né a renderlo "meritevole" di diritti né a rendere la vita umana "degna" di essere tutelata. Un uomo è uomo in quanto esiste ed è sua natura, sua essenza l'essere uomo. Ed è per questo che la sua vita, la sua esistenza va difesa fin dall'inizio, fin dal concepimento. Parlo di una società fondata sulla Giustizia, ovviamente, non della società presente.

Gli organi del diritto

Alcuni abortisti affermano che sarebbero gli organi "formati" a farci uomini e quindi a "darci" dei diritti. A prescindere dalla banalità puerile di questa tesi e dalla sua infodatezza, e lasciando stare le tesi dei "cervellisti" secondo i quali, per motivi più mistici che reali, tutta la nostra umanità nonché la titolarità dei nostri diritti starebbe nel cervello, mi piacerebbe poter stabilire un diritto per ogni singolo organo. Vediamo un po' cosa ne potrebbe venir fuori. Il cervello magari potrebbe dare il diritto a pensare, il cuore il diritto alla vita, il fegato il diritto alla salute e così via. Mi chiedo se però il mio stomaco non dovrebbe darmi il sacrosanto diritto a non sentire le baggianate filo-abortiste.

Aborto e libertà

Gli abortisti hanno un concetto distorto della libertà. Non capiscono che la libertà consiste nel decidere di se stessi non degli altri. Una donna che abortisce non sta facendo nessuna "libera scelta", sta compiendo un abuso, un libertinaggio, un atto di prevaricazione del più forte sul più debole. L'aborto legale fa capo alla legge del più forte.
Non capiscono neanche che la libertà non esclude, anzi include, doveri e responsabilità. E una volta concepito un bambino i genitori hanno entrambi delle responsabilità nei suoi confronti e non dei diritti su di lui.

Curioso poi il fatto che molti filoabortisti sono anche animalisti e difendono presunti "diritti" degli animali. Per costoro gli animali sarebbero più importanti dei bambini. Molti filoabortisti sono anche contro la pena di morte. Gli assassini per costoro sarebbero più importanti degli innocenti. Che dire? Costoro difendono gli animali e i delinquenti. E' proprio vero che ognuno tende a difendere i prop…

Aborto e volontà di potenza femminile

Già avevo intuito il fatto che i filoabortisti avessero una visione della vita umana completamente distorta, sbagliata e lacunosa, una visione imbottita di pregiudizi ideologici con cui i media hanno "inzuppato" la loro testolina fin da piccoli, ma adesso mi par di comprendere che molti filoabortisti abbiano pure una pessima visione della realtà sociale e politica.
Inoltre sono giunto a classificare due categorie di filoabortisti:
1. gli ignoranti, quelli che non hanno una buona conoscenza della vita umana e della realtà;
2. i paraculi, quelli che magari hanno anche una discreta consocenza delle cose ma che le farciscono con elementi ideologici e opportunistici pur di far quadrare i conti tra Giustizia e legalità dell'aborto.
Vabbé, lasciamo pure che gli ottusi si cuociano nel loro brodo di urla isteriche spacciate per "risate".
Volevo porre a tutti invece un quesito. Supponiamo che un domani si riuscisse a costruire l'utero artificiale e che inoltre si o…

Le convenzioni abortiste

Gli abortisti sono dei pessimi sofisti. Su una cosa tanto semplice qual è l'esistenza di un essere umano che va dal suo concepimento fino alla morte ci ricamano sopra mille quisquilie pur di negare il fatto che l'aborto è un omicidio a tutti gli effetti. Poi quando percepiscono di dire minchiate accusano gli antiabortisti di "arrampicarsi sugli specchi". Già, loro invece...
In ogni caso è ovvio che l'aborto è un problema morale, ma pochi si chiedono come mai una certa forma di "moralità" attecchisca in un certo periodo storico e non in un altro.
In definitiva gli abortisti non fanno altro che ripetere a pappardella le coglionate che media e intellettuali saltimbanchi ci propinano da una quarantina d'anni a questa parte.
"Bisogna rispettare le convenzioni che ci dicono quando un essere diventa umano" dicono gli "anticonformisti" e "logicissimi" abortisti. Beh, certo! Le convenzioni prima di ogni cosa...

La cultura della morte

Con le nostre tasse paghiamo vitto e alloggio ai detenuti, tra cui ci sono parecchi cruenti assassini i quali, si sa, non possono essere condannati a morte perché in un paese "civile" non c'è la pena di morte neanche per chi ammazza i bambini.
Con le nostre tasse paghiamo le madri che uccidono i loro figli con l'interruzione volontaria della gravidanza in quanto un intervento così "civile" e segno di "progresso" sociale è gratuito e quindi a carico dello stato. Con le nostre tasse paghiamo pure i medici che praticano gli aborti.
Se qualcuno uccide una o più persone già nate (anche bambini) va in galera e lo stato gli paga vitto e alloggio. Coi soldi dei contribuenti, ovviamente.
Una tizia che si è fatta ingravidare ma non vuole assumersi le proprie responsabilità può delegare un sicario medico e fare ammazzare suo figlio non ancora nato entro le 12 settimane canoniche (dopo le quali come per magia si "diventa" legalmente esseri umani...). L…