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venerdì 25 dicembre 2009

Adesso c'è pace


Sciami di api volano verso un fiore assetate del suo dolce miele.
Quel fiore si chiama Speranza. E dona agli animi energia e forza per proseguire il volo.

Miriadi cervi corrono nella valle incontro alla terra che anelano. La intravedono lontano e la cercano, corrono ancora.
Quella terra si chiama Passione. E dona agli animi emozioni di vita.

Stormi di uccelli volano verso una fresca sorgente e si accalcano per abbeverarsi e dissetarsi.
Quella sorgente si chiama Amore. E dona agli animi momenti di gioia e ristora gli ardori.

Folle di pellegrini sostano sotto un grande albero la cui ombra dà riparo alla stanchezza del loro vagare.
Quell’albero si chiama Pace. E dona serenità e rifugio agli animi afflitti.

Qui adesso puoi riposare, anima mia. Qui adesso nessun turbamento ti infastidisce più.
Qui adesso sei tranquilla e serena.
Adesso c’è pace.


Sullo smutandamento femminile


La cosa che più mi colpisce di tempi odierni non è tanto lo smutandamento e l'esaltazione del corpo femminile, che considero più una conseguenza, quanto l'oscuramento e lo svilimento di quello maschile.
Fino a pochi anni fa si andava in spiaggia tutti in slip, oggi invece gli slip sono stati sostituiti dagli orribili boxer maschili e dagli altrettanto orribili perizomi femminili.
I calciatori una volta giocavano con magliette aderenti e calzoncini a mezza coscia, oggi con magliette larghissime e brache larghe e lunghe fino al ginocchio.
Io credo che il corpo maschile rappresenta ciò che la società asettica e smidollata occidentale teme di più: forza, vigore, fierezza e, se vogliamo, anche un pizzico di arroganza.
Da qui il continuo e contemporaneo coprirsi degli uomini e scoprirsi delle donne. Da qui l'insistente sminuzione dell'importanza del copro maschile in vari campi, anche nel sesso. Ricerche e ricerchine che "dimostrerebbero" che le donne sono attratte dal reddito degli uomini, dal puzzo di sudore degli uomini, dalle "qualità morali" (questa è la più bella!) degli uomini, da tutto fuorché dalla fisicità maschile.
Da qui l'esaltazione del corpo femminile, a sua volta però svilito e deformato. Da qui la denigrazione degli uomini che osano andare fieri della propria fisicità e che sono etichettati come "narcisisti bambinoni", "complessati", "presuntuosi" se non addirittura "effeminati". Da qui la riduzione del maschio a una "mazza" la cui unica "bellezza" consisterebbe nell'essere più o meno grossa...
Questo non esclude il fatto che possano esserci spinte diverse e anche contrarie, ma credo che la tendenza prevalente sia questa.

Stessa cosa si può dire per lo spirito.

sabato 19 dicembre 2009

Propaganda mediatica


Mi fanno ridere coloro che denunciano una presunta propaganda mediatica a favore del fumo mentre siamo bombardati quasi continuamente da campagne antifumo.

In realtà la propaganda mediatica è spesso usata come capro espiatorio da coloro che non si danno pace del fatto che molte cose al mondo non vanno secondo i loro gusti personali. E questo avviene per la semplice ragione che il mondo non gira secondo i nostri personali desideri (e perché mai dovrebbe?).

E' un po' come dire: "Se non ci fossero i media le cose andrebbero come vorrei io, avrebbero tutti i miei stessi gusti e tutti la penserebbero come me".


venerdì 18 dicembre 2009

Gusti... "esotici"


Ci sono parecchie donne che considerano Obama un "figo" sol perché è il presidente americano, non è molto anziano ed è "nero" (che poi io quando vado a mare son più nero di lui...). Pensate un po': uno scopettino senza fisico e senza forme con la faccia da morto e coi vestiti che gli cascano di dosso è considerato "figo" sol perché è il presidente USA ed è nero. Questa si che è "propaganda mediatica" se così vogliamo definire la scemenza della gente.

Fede e morale


Da un punto di vista morale si dice che i credenti rispetterebbero maggiormente le norme morali in quanto senza Dio tutto sarebbe possibile e via dicendo. Alcune ricerche invece tenderebbero a confermare che proprio i non credenti tendono a essere spesso maggiormente rispettosi delle norme morali.
Anche se così fosse io non saprei se questo vuol dire che i non credenti siano migliori. Mentre i credenti infatti rispetterebbero le norme della morale perché sotto "ricatto" di un dio che giudica i non credenti rispettosi della morale, invece, hanno maggiormente interiorizzato la morale stessa e la rispetterebbero perché la considerano buona di per se stessa.
Ora c'è da vedere cosa s'intende per "morale". Se si intendono quei rapporti umani più genuini che comprendono lealtà, rispetto e cose del genere, allora ovviamente "vincerebbero" i non credenti in qualità. Se invece per morale si intende l'insieme di vincoli, obblighi, credenze e formalità che contribuiscono alla perpetuazione dell'ordine vigente, allora mi sa che in tal caso i non credenti perdono nettamente in qualità in quanto alla base del loro rispetto di tali norme morali ci sarebbe la convinzione che viviamo nel migliore dei mondi possibili. E se questo è il migliore dei mondi possibili... In tal caso proprio i credenti sarebbero relativamente più "ribelli" rispetto ai non credenti.
Non che essere ribelli sia un valore in sé, però almeno non essere del tutto supini all'ordine di cose vigente mi sembra un segno di intelligenza in più.