Lettera a Il Sole 24 Ore


Gentili signori, vi scrivo riguardo un articolo che ho letto nella rubrica "Lettere al Sole" di venerdì scorso 28 gennaio. L'articolo riguardava l'ossessionante questione di portare l'occupazione femminile al 50%.

Io ora mi chiedo perché mai dovrebbe esserci un obbligo da parte dei cittadini affinché la parità dei diritti debba per forza tradursi in una forzata parità numerica. Come mai questa ossessione?

Inoltre mi chiedo se i disoccuapti maschi non abbiano gli stessi diritti delle disoccupate femmine se si vogliono favorire queste ultime. Non sarebbe meglio una politica che favorisca l'occupazione tout court invece di fare discriminazioni in tal senso? O meglio ancora una politica di una più efficiente distribuzione della ricchezza?

Ma la cosa che più mi infastidisce di tutto questo è la mancanza di rispetto della sfera privata e familiare. Questa gente che fa apologia di una parità numerica vuole entrare nell'intimità delle famiglie e imporre alla gente la loro idea su cosa debba fare un marito, una moglie, un genitore e via dicendo. Scusate ma io in casa mia faccio quel che mi pare e piace. Se le faccende domestiche vuole farle mia moglie non credo che io debba rendere conto a qualcuno.

Sarebbe ora di finirla con queste "analisi" sociali di pessimo gusto e puntare l'attenzione alle esigenze reali della povera gente e del popolo in generale.

Cordiali saluti.

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