Moneta elettronica e reddito sociale

La democrazia è un buon principio di governo. Ma un governo deve, per funzionare, attingere le opportune risorse monetaria per andare avanti.
La fiscalità monetaria sostituendo tutti i tipi di imposte esistenti potrebbe costituire un metodo "idolore" di prelievo fiscale da parte delle isitutzioni. La moneta elettronica favorirebbe enormente questa nuova forma di fiscalià. In effetti sarebbe una tassazione sui capitali: poniamo che io ricevo un reddito vitale di 500 euro al mese e che abbia un'attività professionale che mi garantisce un'entrata mensile di circa 1500 euro al mese. Ebbene, a fine anno avrò un capitale di 24000 euro.
Poniamo una tassazione del 10% annua, il fisco preleverà da questo ammontare 2400 euro, in maniera abbastanza "indolore" garantendo la sicurezza che nessuno potrà evadere. Inoltre con un sistema elettronico avanzato è possibile rendere il prelievo anche più dilazionato nel tempo, magari anche continuato, potremo giugnere all'ipotesi di un microtasso di prelievo ogni secondo. Tutto ciò garantirebbe una continua disponibilità finanziaria alle istituzioni per l'assolvimento dei loro compiti.
Pensa che la massa monetaria solo in italia si aggira a circa 5 mila miliardi di euro. Un tasso annuo del 10% garantirebbe un'entrata di 500 miliardi di euro.
Per distribuire un reddito vitale di 500 euro a ogni residente in Italia occorrerebbero 300 miliardi di euro. Quindi le istituzioni potrebbero disporre dei restani 200 miliardi per assolvere ai propri compiti. Il tutto da svolgersi sotto l'occhio vigile dei cittadini. Se servissero più soldi si potrebbe alzare il tasso di prelievo. Se i soldi fossero troppi si potrebbe optare di abbasssare il tasso o di aumentare il reddito vitale.
I residenti avrebbero come vantaggi l'usufrutto di un reddito vitale, un sistema di tassazione indolore e senza le incombenze attuali, oltre tutti i vantaggi connessi alla piena applicazione della moneta elettronica.
Ma il tutto non è un punto di arrivo, ma una base di partenza per poter meglio affrontare le sfide connesse all'evoluzione economica e sociale dell'Umanità, tipo la globalizazione, la specializzazione internazionale e così via... Il tutto senza traumi sociali e opposizioni dovute a incontenti popolari. Nessuno può negare la necessità delle ristrutturazioni aziendali come nessuno può negare gli enormi disagi e sofferenze che queste provocano nella popolazione lavoratrice.
Per poter far in modo che le aziende si ristrutturino senza provocare tali disagi, il reddito vitale potrebbe essere cosa utilissima.
Questi sono i miei punti di vista che non credo cozzino coi tuoi, anzi possono benissimo integrarsi. Però considera che la democrazia è solo un principio, un mezzo, se essa non porta vero benessere rimane un principio vuoto la cui vacuità ben viene colta nelle parole di quella anziana donna di colore americana degli anni sessanta la quale disse : "Ho sempre votato ma a cosa mi è servito?"
Giuseppe Bizzarro 13 dicembre 2005


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GIUBIZZA
http://www.webalice.it/giubizza1

Altri siti:
http://www.altramoneta.org/
http://www.bellia.com/
http://www.domenicods.tk/
www.basicincome.com/
www.etes.ucl.ac.be/BIEN/Index.html
www.socialcredit.com/
www.michaeljournal.org/

Commenti

  1. il reddito sociale è un vero sogno e se si realizzasse sarebbe una vera manna.
    bellissimo post il tuo

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