Emancipazione

La cosiddetta emancipazione non è altro che un cambio di padrone. Ci si emancipa nei confronti di qualcuno o qualcosa, che sia essa una persona, un'istituzione, una certa logica, un dato meccanismo, una determinata tradizione o altro, per sottomettersi a qualcun altro o a qualcosa d'altro.
E' un cambio di forma, insomma, non di sostanza. Anche perché l'emancipazione assoluta è soltanto un'assurda astrazione che non esiste per nessuna cosa del mondo reale.

Commenti

  1. Condivido il tuo ragionamento. Però farei un eccezione, una grossa eccezione: il simbolo delle emancipazioni, cioè la cosiddetta "emancipazione femminile" non ha portato le donne ad essere soggette ad un nuovo padrone, ma ad essere esse stesse padrone assolute. Oggi viviamo in una ditatura femminile.

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  2. Veramente, caro Attila, il mio ragionamento vale proprio per la cosiddetta "emancipazione femminile". Le donne si sono "emancipate" dal pater di famiglia, dal vecchio capofamiglia, ma si sono sottomesse alle logiche aziendali o al massimo si sono affidate alle cure dello stato.
    Alla fne c'è solo un vero e unico Grande Padrone, impersonale e impalpabile, che ci comanda tutti a bacchetta e ci spinge a vivere e ragionare secondo la sua spietata logica. E questo vale sia per gli uomini che per le donne. Solo che sfrutta uomini e donne in maniera diversa a seconda delle loro specifiche peculiarità e caratteristiche, e nei contesti più "evoluti" come quelli occidentali riserva qualche trattamento di favore alla popolazione femminile e va a quel servizione maggiormente agli uomini che non alle donne attuando una politica piuttosto discriminatoria nei confronti degli individui di sesso maschile.

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  3. Mah, non mi sembra che le donne siano soggette ad alcunchè. Sì sulla carta anche loro devono sottostare al potere, ma nella pratica loro spadroneggiano in tutto, perchè i maschi pentiti che ci governano hanno delegato loro tutto il potere. Sono esse stesse il Potere. Hanno un poetere ricattatorio terrorististico da poter distruggere impunemente una persona: le recenti leggi sul "decreto anti stupri"(che sopprime ogni garanzia giuridica per gli uomini accusati da donne di stupro) e sullo stalking sono un esempio.

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  4. Le impiegate di un'azienda spadroneggiano? Le operaie di una fabbrica spadroneggiano? Lavorare, sopratutto coi ritmi e le condizioni di oggi, è bello? E le donne non devono alzarsi la mattina e andare a lavorare? Non sono forse sottoposte alle logiche aziendali e a quelle socio-economiche che governano la società?

    E' ovvio che se guardiamo alla moglie dell'avvocato di successo e dell'ingegnere o del manager affermato ci sembra che le donne facciano tutte le signore. Ma queste sono minoranze di privilegiate.

    Ma anche dietro ogni "spadroneggiare" c'è sempre una logica che lo guida.

    Non so fino a che punto le leggi costituiscano in se esse un vero e proprio "potere", ma le leggi non sono forse promosse, approvate, sostenute e varate negli interessi di gruppi di potere che sono spesso ben diversi da quelli che ci sembrano?

    Ma poi quante donne conoscono le leggi? Ben poche, non è materia loro, non sono loro a promuoverle. Sono solo pedine.

    C'è un intersse diffuso a seminare varie "zizzanie" tra la gente, a mettere intere categorie di persone le une contro l altre tra cui le donne contro gli uomini, ma anche immigrati contro indigeni e via discorrendo.

    Eppoi quanto sono soddisfatte le donne dell'andazzo odierno? Sono felici? Sono soddisfate? A me pare che sono sempre più infelici, isteriche, esaurite.
    Quindi non sembra che questo corso delle cose soddisfi davvero le loro vere esigenze e apirazioni.

    Non mi risulta poi che esista una carta che sancisca la sottoissione delle persone a un potere, anzi ufficialmnte siamo tutti "liberi" cittadini.

    Io sono del parere che tutto ciò che osserviamo nella vita quotidiana sia solo l'apparenza di qualcosa di più grosso che cova sotto.

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  5. "Le impiegate di un'azienda spadroneggiano?" Ma certo! Arroganti, sadiche e mignotte, vanno vestite da scostumate per ricattare sessualmente i superiori pur di risalire nei ruoli.
    "Le operaie di una fabbrica spadroneggiano? Lavorare, sopratutto coi ritmi e le condizioni di oggi, è bello? E le donne non devono alzarsi la mattina e andare a lavorare?" Guarda che il lavoro anche per le donne non lo ha introdotto il femminismo. Da che mondo è mondo si lavora, con o senza femminismo!
    In realtà, quando ho parlato che le donne spadroneggiano, non mi riferivo al mondo del lavoro, ma nei rapporti nella società, in generale: esse hanno privilegi in tutti i campi, ricevono la "cavalleria", la "galanteria", hanno sempre la meglio nelle sentenze giudizizarie, nei divorzi, insomma in ogni contenzioso. Ora che i maschi pentiti e zerbini al governo hanno approvato anche le ultime leggi sul decreto stupri e sullo stalking, esse hanno la vita degli uomini nelle loro mani, basta semplicemente una denuncia, a seconda se le girano le palle,senza l'onere della prova, per distruggere la vita di un uomo. Se questo non significa spadroneggiare......

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  6. Si è vero, tutto vero ciò che dici. Però io non parlo solo di femminismo, parlo della società in generale.
    Il lavoro oggi è ovunque sottoposto alle logiche aziendali, o leggi di mercato, a cui anche le donne devono sottomettersi.

    Anche la "cavalleria" e la "galanteria" sono cose abbastanza antiche e oggi retaggio esclusivo di maschi pentiti e coglioni. E direi anche strumentalizzate.

    Secondo me confondi il potere col favoreggiamento. E' sempre stato uso del potere favorire certe categorie a scapito delle altre, fa parte anche del principio dividi et impera. Ma essere privilegiti e favoriti non vuol dire avere potere, ma essere solo delle pedine nelle mani del potere usate per reggerne i presupposti.

    Preciso che io sono del parere che il potere sia qualcosa di per sé impersonale, un meccanismo che sottopone alla sua logica la società e di cui gruppi e categorie di persone, individui, istituzioni e roba varia non sono altro che delle "incarnazioni", dei "rappresentanti" di esso.

    Ergo, ciò che tu giustamente denunci io lo ritengo solo un'apparenza di qualcosa di più profondo che sta dietro tutto questo. Ci sono delle convenienze affinché certe cose vadano in un certo modo.

    Poi scusa ma chi ha introdotto le leggi che giustamente denunci? Non certo le donne.
    Tra l'altro quando si parla di "donne" come quando si parla di "uomini" ci si riferisce a insiemi di individui troppo vasti per poter rappresentare dei gruppi di potere.

    Non credo che il femminismo vada confuso con le donne.

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  7. Probabilmente diciamo la stessa cosa.Dipende dalla concezione che si ha del Potere. Per me è una cosa astratta il Potere. Non significa necessariamente qualcosa di "istituzionale" o cmq dettare ordini dietro una poltrona di comando. Per me Potere significa "poter" fare ciò che si vuole con il minimo sforzo e a discapito degli altri.

    "Poi scusa ma chi ha introdotto le leggi che giustamente denunci? Non certo le donne."
    Appunto, è ciò che avevo detto. Chi sta al posto di comando stanno i maschi(precisamente i maschi pentiti e zerbini) che fanno leggi antimaschili per farsi "belli" davanti alle nazi troie. Così, poi esse potranno sempre dire" vedete, non stiamo noi al comando, ma i maschi", e così possono usufruire di ogni legge a loro favore pur non comparendo tra i posti di comando e .Insomma, una forma di potere occulto

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  8. Si sono d'accordo. Però io spingo questi concetti fino alle loro estreme conseguenze, sarebbe a dire che il vero potere non lo considero in mano né a persone né a gruppi di persone ma al sistema, ossia all'insieme dei rapporti sociali, economici e culturali prevalenti che trascende le volontà individuali.
    Alla fine c'è chi riceve da sistema di potere più vantaggi e/o meno svantaggi di altri, ma alla fine siamo tutti bene o male sottomessi a un sistema impersonale che ci comanda.

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