Il benessere è donna?


Mi è venuto un pensiero su quali sono gli obiettivi di "benessere" sociale e individuale che persegue il femminismo.

Ebbene vediamo un po':

Il lavoro a misura di donna e il lavoro scarseggia con tutte le problematiche connesse.

L'economia a misura di donna e l'economia occidentale va a rotoli.

La società a misura di donna e l'atomizzazione, l’egoismo, l'arrivismo e il fancazzismo la fanno da padroni.

La politica a misura di donna e la politica si riduce a una farsa priva di ogni valore e utilità reale.

La famiglia a misura di donna e le famiglie si sfasciano.

Il sesso a misura di donna e imperversano vere o presunte anomalie e disfunzioni.

Mi chiedo se non ci sia un nesso tra il pretendere, con misure protezioniste e artificiose, che il mondo si conformi a parametri (difettosi?) femminili e i disastri che l'accompagnano...

Del resto se non vi fossero degli stati e dei governi con relativi apparati burocratici (come i ministeri delle IMpari opportunità per esempio, ma non escluderei neanche "esperti" di vari campi...) volti a distorcere le cose al punto da illuderci che ci sia una "parità" e che, pur essendoci non c'è e quindi deve continuamente essere perseguita con provvedimenti alquanto discutibili (tipico esempio di paradosso da pensiero circolare), quale sarebbe la situazione? Siamo certi che non staremo molto meglio senza tutta questa accozzaglia femminista?

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