Marco De Berardinis sull'Antropocrazia

Articoli di Marco De Berardinis ull'antropocrazia:
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Un altro video che potrebbe essere interessante:
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Uno spaccato sui giovani
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La notizia del possibile intervento dell’esercito nel napoletano e le considerazioni del ministro dell’interno Giuliano Amato: ''La criminalità deriva dall'inquinamento della vita economica, del mondo degli affari, da una violazione continua della legge e su questi temi l'esercito può fare poco'' ci sono giunte inaspettate.
Domanda: Chi è che inquina questa vita economica e chi non fa controllare le violazioni continue della legge?!? Il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha sottolineato di essere contrario a un uso forte dell’esercito. Se il Governo vuole risolvere questa situazione dovrebbe ragionare nel modo seguente: come facciamo a sottrarre la gioventù alla camorra ? e dopo pensare di riportare la dovuta tranquillità alla città di Napoli.Ogni forza politica deve iniziare a pensare alla gioventù. Deve concentrarsi sulla gioventu’. Deve pensare esclusivamente alla gioventù. I giovani laureati in giurisprudenza devono fare 2 anni di apprendistato gratuito, salve dovute eccezioni nel territorio, presso uno studio di avvocati per aver accesso alla loro professione. Segue un esame le cui modalità ricalcano un oltraggio alla persona. Funziona allo stesso modo per i laureandi in economia e commercio. Questi 2 anni sono sentiti dalla maggior parte di loro come una perdita di tempo e come uno sfruttamento della propria persona. Evitiamo di gridare contro quel mostro chiamato SSIS e che garantisce l’accesso alla professione di insegnante. Entrare nella scuola è un vortice da cui non si esce. Basterebbe una semplice iscrizione a un albo per queste 3 categorie senza passare per stranezze esclusivamente italiane e lasciare al libero mercato la selezione. Il controllo statale sulle professioni oltre a causare ingiustizia sociale è la fonte primaria per scoraggiare le proprie vocazioni. Gli imprenditori sanno bene queste cose e molti vanno anche all’estero pur di non dover sottostare ai vincoli burocratici imposti dallo Stato. Nelle grandi città ho conosciuto giovani ingegneri che preferiscono fare i baristi perché per 100 euro in più, non conviene stare 8 ore davanti a un computer! Tuttavia chi sta peggio di tutti sono i giovani operai che vedono da una parte la concorrenza impari della forza lavorativa straniera e dall’altra la precarietà , il nuovo mostro. L’operaio non è una persona, è un prodotto, il suo lavoro viene visto come un prodotto. Deve lavorare per sopravvivere ! Non pensano di avere dei diritti. Il loro lavoro non è tutelato. Di tutta questa situazione, se si è donna, il problema si drammatizza di più perché la donna, oltre a essere più sensibile per natura, è anche più fragile. La sua reazione quindi, è quella doversi mascolinizzare perché le sue energie naturali verrebbero mozzate sul nascere e il loro modo di comportarsi, dall’uso ricorrente dei pantaloni, all’imitazione degli atteggiamenti maschili, ne è il triste risultato.In questa situazione, non dovrebbe meravigliare che la diffusione di alcol e droga siano all’ordine del giorno o che persone a cui viene impedito di programmarsi un futuro, si rincorrano per le strade o spendano quel poco che hanno nelle macchinette nei bar o su internet (videopoker). Molto si potrebbe dire ancora, però le illusioni devono cadere.L’introduzione del reddito di cittadinanza o credito sociale, permetterebbe di vivere più dignitosamente certe situazioni, ma oggi esiste solo la visione economica, la visione economica è più importante della dignità umana.Prendendo a paragone la nota storia, Davide per uccidere Golia, lo inganna. Affrontarlo direttamente è assolutamente inutile, data lo sbilanciamento delle forze in gioco.Così per rimediare a questa situazione, è necessario iniziare a pensare alla distribuzione dei prodotti, e non a lottare per questi diritti, i fallimenti sindacali sono all’ordine del giorno.Gli scritti di G.N. Bellia, sono sprazzi di luce nel buio della visione economica che si concentra solo sulla produzione (il cui indice riflesso è il PIL che tanto preoccupa i governi!).Il reddito di cittadinanza, ossia denaro emesso a favore di tutti i cittadini, che siano occupati o meno, da nascita a morte, permette al lavoratore il poter contrattare il proprio lavoro, perché lo libera dal bisogno di sopravvivere. Questa è la via corretta. L’altra, quella di riacquistare i diritti, è la fasulla e impotente e i fatti lo hanno dimostrato e continueranno a dimostrare.
Marco De Berardinis
Apparso su CIAOEUROPA Anno XVI n.7 15 Giugno 2007

Antropocrazia e globalizzazione
http://www.antropocrazia.com/percorsi_antropocratici/news-Marco/view.php?id=14
In ogni luogo d’incontro del nostro paese, bar, circolo culturale o altro, può accadere di intrattenere le conversazioni più svariate sui temi più impensabili, ma quando si parla di Globalizzazione, sono davvero poche le persone, vecchie o giovani che siano, uomini o donne, adolescenti, ragazzine che non vengono per nulla magnetizzate da quello che sembra il tema di questo tempo, chiamando ciascuno di loro, ad avere un opinione in proposito, favorevole o sfavorevole che sia. Dinanzi ai benefici che può portare in campo economico, ad es. la fine della povertà, altresì gli svantaggi sono altrettanto evidenti, fine dell’economia locale, trasferimento di ricchezza agli azionisti delle multinazionali che li spenderanno altrove e mai si sognerebbero di reinvestirli dove sono stati prelevati, fino al sottomettere la dignità umana al servizio del profitto. Durante il filmato “Corporation” di Jennifer Abbott, Mark Achbar, Canada 2003, una scena mi colpì in maniera significativa: dei no global protestavano davanti alla casa dell’amministratore delegato di una multinazionale, colpevole secondo loro, di recare gravi danni all’ambiente. Intervistato, l’amministratore disse più o meno, queste parole: “Il loro problema è che non hanno potere di cambiare il mondo, che io ho più potere di tutti quelli messi insieme! Vorrebbero salvare l’ambiente ma non possono farci nulla ! ”.L’amministratore delegato aveva ragione, il destino del mondo è nelle mani di pochi mentre tutti gli altri possono limitarsi solamente a sperare in un mondo migliore. A chi si sente No Global, tali fatti vengono considerati totalmente abominevoli per il suo essere e in totale contrasto con i suoi aneliti più profondi. Facciamo una breve analisi identificando gli aspetti ricorrenti del no global.Il No Global è un tipo di persona che sente profondamente il legame con l’ambiente, con la giustizia, con la libertà, non sente limiti di età, adora la collaborazione e l’amicizia e non accetta, a differenza del resto della popolazione, immotivatamente l’autorità esterna ed è per questo motivo che le aziende autogestite hanno avuto successo esclusivamente in comunità che radunavano persone di questo tipo, mentre in tutti gli altri casi, basta guardare la gestione delle cooperative, una serie di leggi e vincoli non sono solo necessarie ma assolutamente vitali. Il no global si sente altresì avulso ai valori borghesi di questa società dove si inserisce a mala pena perché non concepisce le distinzioni in classi sociali. Infine sottolineiamo che il no global si sente cittadino del mondo, estraneo all’elemento nazionale ed è per questo motivo che istintivamente odia la politica anglo-americana essenzialmente basata sul nazionalismo. Per natura è portato non tanto a aiutare gli sfortunati o i poveri ma a considerare tutti gli esseri viventi uguali, con uguali diritti e identiche possibilità, fatto che lo orienta verso dottrine marxiste o comuniste ormai superate dalla realtà dei fatti.Questa categoria di persone porta una ricchezza interiore straordinaria che se non opportunamente indirizzata, crea quelle ribellioni che i fatti di Genova di qualche anno or sono, altro non sono che un primo disperato segnale di sofferenza insopportabile verso un sistema che asserve la dignità dell’uomo alla logica del profitto.Il No Global è il portatore dell’antropocrazia, ossia di un modello sociale basato sulla realtà e sull’uomo e non su ideologie o denaro. Questo è un punto su cui invito a riflettere.Ad esempio, se esistesse una democrazia informatica e i cittadini potessero votare le loro leggi, il problema dell’amministratore prepotente e altezzoso, che fa solo danno, sarebbe risolto. Ma mentre gran parte della popolazione non si fida degli altri, di come voterebbero, e vuole che il sistema continui così, perché inconsciamente non vuole assumersi le conseguenze delle sue azioni, il no global invece sa che sceglierà bene e che si sentirà appagato per aver contribuito a aiutare il mondo e la società, società che vuole libera da dogmatismi e preconcetti.Mi sento di consigliare a chi si sente interiormente no global e non a chi finge di esserlo e sono invero in tanti, i libri di N. Bellia La Via D’Uscita e Logica e Attuazione Dell’ Antropocrazia, liberamente scaricabili alla pagina www.bellia.com. Altri libri A. Villella, Una Via Sociale, Quale capitalismo?, Metafisica della MonetaConsigliamo vivamente la lettura di questi scritti anche a tutti quei no global che tentano la via sovversiva per illustrare dove andrebbero coinvogliate le forze e non in sterili e isteriche manifestazioni di massa dove si sfoga la propria frustrazione ma non si riesce a estrarre dalle tante proteste una sola proposta, perché la rivoluzione è innanzitutto una rivoluzione di pensiero, con una società concepita a misura d’uomo ossia capace di poter fargli esplicare la sua creatività e il suo talento (lavoro vocazionale), come mette più volte in risalto in modi diversi l’autore citato.
Marco DE BERARDINIS
Apparso su CIAOEUROPA Anno XVI n.8 15 Luglio 2007

Il lavoro vocazionale
http://www.antropocrazia.com/percorsi_antropocratici/news-Marco/view.php?id=13
“L'ideale per una sana vita giuridica è che il numero delle leggi, in quanto di necessità limitatrici della libertà dei Singoli, sia ridotto allo stretto necessario. Pertanto i criteri informatori della attuale attività parlamentare vanno riveduti, altrimenti la sovrabbondanza legislativa diviene una «massima ingiustizia».”(tratto da La Via d’Uscita liberamente scaricabile da www.bellia.com)In un paese dove non ci sono regole sul lavoro, dove dappertutto si trovano immigrati che vengono trattati come merce a basso costo, il cui esito sarà una futura società violentissima (i figli che hanno visto i proprio padri sfruttati, saranno mine esplosive come ricordano i ghetti di new York, New Orleans e Los Angeles) e come i fatti già ad oggi di Brescia sembrano accennare…in più sottraendo lavoro ai giovani locali…manca la giustizia sociale e soprattutto una legislazione che la garantisca! Il lavoro non è più tutelato, i contratti a progetto assorbono le forze costruttive del lavoratore, i contratti a ore con cui i vari enti statali e parastatali si trovano a assumere i nuovi venuti, ci ricordano in veste nuova, un resuscitato “feudalesimo”…La mancanza di poter contrarre mutui, o peggio di non poterli pagare senza l’aiuto dei genitori, l’assenza di nuove imprese giovanili che nonostante gli sforzi impressionanti delle regioni con fondi agevolati ma con restrizioni burocratiche che ne mostrano i limiti organizzativi: questo enorme numero di leggi rende estremamente difficile ogni iniziativa in campo economico con conseguente aggravio dei costi e quindi dei prezzi tralasciando l’impatto psicologico quando a qualcuno viene in mente di aprire una nuova attività…In questo paese dove la riforma burocratica è d’obbligo, laddove abbiamo una legislazione dove i testi sono in continuo aumento, le leggi in continua modifica, tanto che il cittadino, sempre più perduto, ricorre all’avvocato solo in casi di disperazione, ci sembra che la cultura abbia dimenticato due parole : semplicità e sintesi e aggiungiamo anche il buon senso. L’antropocrazia è un progetto sociale che tenta di soddisfare le esigenze più profonde dell’essere umano: il diritto alla vita e la libera creatività.Per diritto alla vita si intende la possibilità di dare a ogni essere umano il necessario per una dignitosa sopravvivenza (reddito di cittadinanza). La Dottrina Sociale della Chiesa parla di credito sociale o reddito di cittadinanza, come un diritto dovuto per due ragioni: come diritto alla condivisone delle risorse naturali (oggi i profitti vanno esclusivamente ai possessori di capitale, di solito le multinazionali) e come eredità delle invenzioni umane. Chi inventa può godere dei propri diritti sull’invenzione (diritti d'autore, brevetti, marchi registrati, segreti industriali ed altro) e disporre di lasciare i suoi diritti a qualcuno o a qualche associazione o azienda che ne aveva il contratto fino a 30 anni dopo la sua morte, dopo di che i diritti dovrebbero sacrosantamente passare alla comunità. Infatti ciascuno può stampare un vangelo o un libro di un autore di 100 anni e non pagarne i diritti d’autore.Una debita digressione, la legge del 1998 che estende il diritto d'autore di altri 20 anni è nota come il "Mickey Mouse Copyright Extension Act" perché uno dei principali sponsor della legge fu la Walt Disney. La Disney capì che il diritto d'autore su Topolino stava per scadere, e questo è qualcosa che voleva assolutamente evitare, perché quel diritto d'autore è fonte di esorbitanti introiti. Senza questa legge, oggi tutti potrebbero usare l’immagine di Topolino per fare fumetti o quant’altro la loro creatività suggerisce.Torniamo in tema: Chi gode oggi delle invenzioni del telefono, dell’automobile? Chi gode delle invenzioni di Guglielmo Marconi? Di Nicolai Tesla? E le invenzioni delle macchine automatiche che espellono sempre più i lavoratori? Nella dottrina del “credito sociale” ciascuno di noi, nessuno escluso, in base a questi 2 motivi, ossia avere diritto a essere possessore delle risorse naturali in quanto nato in questo mondo (diritto alla Vita) e erede delle invenzioni umane, è un “capitalista” e quindi ha diritto a un reddito di cittadinanza !Per libera creatività si intende la possibilità di dare a ogni essere umano l’ambiente più opportuno per estrinsecare le proprie attitudini vocazionali.Scriveva Ezra Pound: “So per esperienza che si può vivere infinitamente meglio con poco denaro e molto tempo libero che non con più denaro e meno tempo. Il tempo non è denaro, il tempo è quasi tutto il resto. ... L'ozio è tempo libero liberato dall'ansia.”In presenza del reddito di cittadinanza, la gente si orienterà verso un lavoro vocazionale, oggi accessibile a pochi, un giorno possibile a tutti.
Marco De Berardinis
Apparso su ARS VIVENDI, n° 6 ANNO II FEBBRAIO 2007

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